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Io gli do 7 anche come adattamento di RE. Lo spirito è quello giusto, l'estetica era in linea, la premessa c'era. Magari meno umorismo dove non c'azzecca al prossimo giro
Io gli do 7 anche come adattamento di RE. Lo spirito è quello giusto, l'estetica era in linea, la premessa c'era. Magari meno umorismo dove non c'azzecca al prossimo giro
secondo me è inaccettabile la rappresentazione dell'Umbrella e che non sia presente un singolo nemico iconico della Saga, come atmosfera è decisamente più simile ad una pallottola spuntata che a RE
Sì, imho la parte finale pende troppo sulla deriva umoristica,
quella degli scienziati poi distruggono completamente ogni minima inquietudine che ti possa far pensare a cosa sta per succedere al protagonista, non a caso la stessa trasformazione è quasi essa stessa una “gag” per dare poi spettacolo alle morti. La parte più “drammatica” relativa al protagonista resa un po’ così ma vabbè, diciamo che il film è pieno di scene del genere, il discorso è che questa e forse forse pure quella dell’acido (per quanto imho una delle più divertente a mio parere) lo spostino troppo sul demenziale.
Ah mi sono guardato la recensione di Alò e ho trovato uno spunto interessante sul concetto di famiglia espresso dal gioco, ossia che
lungo buona parte della sua avventura il protagonista stesso non faccia che interfacciarsi con elementi da “famiglia”, la moglie, il cane e infine il marito della prima casa, la bimba che aspetta la madre nel caravan, elementi che lo hanno portato alla lunga a considerare forse cosa significa essere padre ed accettarlo quando oramai riteneva tutto finito, sul piano visivo ovviamente ripotato tramite l’adesivo nell’auto la famigliola al completo. Arrivare a capire che cosa significa poter avere una famiglia e la paura di perderla, paura che quelle stesse famiglie hanno ahimè affrontato e perso nel fronteggiare questo virus.
Sovralettura interessante da parte di Alò imho, peccato non riuscire a cogliere come lui queste sfumature.
Lascio pure il video della sua recensione a sto punto asd:
Sì, imho la parte finale pende troppo sulla deriva umoristica,
quella degli scienziati poi distruggono completamente ogni minima inquietudine che ti possa far pensare a cosa sta per succedere al protagonista, non a caso la stessa trasformazione è quasi essa stessa una “gag” per dare poi spettacolo alle morti. La parte più “drammatica” relativa al protagonista resa un po’ così ma vabbè, diciamo che il film è pieno di scene del genere, il discorso è che questa e forse forse pure quella dell’acido (per quanto imho una delle più divertente a mio parere) lo spostino troppo sul demenziale.
Ma è tutta una sequela demenziale se una persona ragiona due secondi sul tutto.
perché Bryan dovrebbe portare per pochi spicci in più(il doppio della paga) il kit che non sa cosa contiene a raccoon city all'ospedale? Già dopo 20 minuti di film per lui personalmente non ha il minimo senso fare tutta questa smattata di andare a consegnare il kit (se non per creare un parallelo con la sottotrama della fidanzata con il discorso di voler tenere il bimbo oppure no ed ancora sempre come idea di voler sfuggirea al confrontocon la sua tipa) visto che ha appena investito una persona, sfasciato la macchina, causato indirettamente la morte di un poliziotto, fatto a schianti con un cane, entrato nella casa uccidendo il vecchio etc
Ma tralasciando veramente il tutto, arriva il cicciobomba cannoniere dell'umbrella e al primo stronzo che passa gli molla il pippone di come abbiano perso controllo di un virus, che gli serve il suo composto dentro al kit perché tutti gli altri sono andati persi o distrutti e molle altre banalità. Il tutto al primo galoppino che passa, senza certificare se lo stesso corriere è infettato o meno. La parte finale è davvero tragicomica, uno dei centri umbrella di ricerca sarebbe quesro mini laboratorio con 5 o 6 scienziati che lasciano entrare dal nulla un povero cristo che si è fatto a piedi tutta raccoon city e 28 piani di zombie, mostri e mille altre cagate
Passiamo sopra a circa 10 e passa interazioni comiche totalmente fuori luogo e superflue, perché il film in sé avrebbe pure molti momenti dove potrebbe creare davvero un senso di survival e tensione, ma finiscono tutte in vacca per tempistiche sbagliatissime
Molto perplesso dalle recensioni, perché senza aver addosso il marchio RE con le sue tante piccole citazioni qua e là, questo sarebbe davvero un film debolissimo tra trama non-esistente e dialoghi
secondo me è inaccettabile la rappresentazione dell'Umbrella e che non sia presente un singolo nemico iconico della Saga, come atmosfera è decisamente più simile ad una pallottola spuntata che a RE
I mostri, per quanto originali, richiamano molto diversi mostri della serie. Sul piano delle creature è un mescolone di varie creature della serie
Poi la Umbrella è rappresentata come un manipolo di imbecilli incompetenti, al punto che il tipo in macchina a metà film quando l'ho visto ho pensato a Martellone di Boris
Ma è tutta una sequela demenziale se una persona ragiona due secondi sul tutto.
perché Bryan dovrebbe portare per pochi spicci in più(il doppio della paga) il kit che non sa cosa contiene a raccoon city all'ospedale? Già dopo 20 minuti di film per lui personalmente non ha il minimo senso fare tutta questa smattata di andare a consegnare il kit (se non per creare un parallelo con la sottotrama della fidanzata con il discorso di voler tenere il bimbo oppure no) visto che ha appena investito una persona, sfasciato la macchina, causato indirettamente la morte di un poliziotto, fatto a schianti con un cane, entrato nella casa uccidendo il vecchio etc
Ma tralasciando veramente il tutto, arriva il cicciobomba cannoniere dell'umbrella e al primo stronzo che passa gli molla il pippone di come abbiano perso controllo di un virus, che gli serve il suo composto dentro al kit perché tutti gli altri sono andati persi o distrutti e molle altre banalità. Il tutto al primo galoppino che passa, senza certificare se lo stesso corriere è infettato o meno. La parte finale è davvero tragicomica, uno dei centri umbrella di ricerca sarebbe quesro mini laboratorio con 5 o 6 scienziati che lasciano entrare dal nulla un povero cristo che si è fatto a piedi tutta raccoon city e 28 piani di zombie, mostri e mille altre cagate
Passiamo sopra a circa 10 e passa interazioni comiche totalmente fuori luogo e superflue, perché il film in sé avrebbe pure molti momenti dove potrebbe creare davvero un senso di survival e tensione, ma finiscono tutte in vacca per tempistiche sbagliatissime
Molto perplesso dalle recensioni, perché senza aver addosso il marchio RE con le sue tante piccole citazioni qua e là, questo sarebbe davvero un film debolissimo tra trama non-esistente e dialoghi
Imho il protagonista cade un po’ vittima degli eventi,
ad una certa manco lui sa più cosa fare e cerca semplicemente di sopravvivere, questo almeno fino alla scena con la bimba in cui ti aggiunge il dubbio se riuscirà effettivamente a farcela oppure no da lì in poi.
Sinceramente imho per 3/4 regge bene il ritmo tra scene da “body horror” e scene demenziali, il regista su sto aspetto vuol giocare molto su cosa ti aspetterai sulla prossima scena, una giostra di emozioni se vogliamo. La parte finale tende invece a mio avviso ad estremizzare troppo questo concetto quando avrebbe dovuto almeno in quella parte fare tutt’altro ma gli va dato atto di aver stupito, rendere ‘demenziale” pure la sequenza più drammatica sé vogliamo.
Per me il film non si vuole nascondere, dopo letteralmente 10 minuti si capisce che tono vorrà avere, questo fa sì che da li in poi saprai che ci saranno nuovamente situazioni di questo tipo. La sceneggiatura è impostata in quel modo anche per come voleva comunicarla, chiaro che se avesse voluto fare qualcosa di più serioso, “realistico” e horror puro, a quel punto avrebbe dovuto rivedere proprio tutto il film a livello di dialoghi e situazioni. Per questo approvo alcuni suoi passaggi, perché sono voluti nell’ intenzione di cosa volesse comunicare, poi che questo possa in alcuni far storcere il naso perché magari da RE/il film su RE si aspettassero altro beh su questo ci si può dibattere, legittimo.
Sì, imho la parte finale pende troppo sulla deriva umoristica,
quella degli scienziati poi distruggono completamente ogni minima inquietudine che ti possa far pensare a cosa sta per succedere al protagonista, non a caso la stessa trasformazione è quasi essa stessa una “gag” per dare poi spettacolo alle morti. La parte più “drammatica” relativa al protagonista resa un po’ così ma vabbè, diciamo che il film è pieno di scene del genere, il discorso è che questa e forse forse pure quella dell’acido (per quanto imho una delle più divertente a mio parere) lo spostino troppo sul demenziale.
Ah mi sono guardato la recensione di Alò e ho trovato uno spunto interessante sul concetto di famiglia espresso dal gioco, ossia che
lungo buona parte della sua avventura il protagonista stesso non faccia che interfacciarsi con elementi da “famiglia”, la moglie, il cane e infine il marito della prima casa, la bimba che aspetta la madre nel caravan, elementi che lo hanno portato alla lunga a considerare forse cosa significa essere padre ed accettarlo quando oramai riteneva tutto finito, sul piano visivo ovviamente ripotato tramite l’adesivo nell’auto la famigliola al completo. Arrivare a capire che cosa significa poter avere una famiglia e la paura di perderla, paura che quelle stesse famiglie hanno ahimè affrontato e perso nel fronteggiare questo virus.
Sovralettura interessante da parte di Alò imho, peccato non riuscire a cogliere come lui queste sfumature.
Lascio pure il video della sua recensione a sto punto asd:
Sì un po’ sbrigativa, diciamo che il film non ti da quasi mai momenti di calma in cui riflettere, tolto una scena che deve fare proprio quel lavoro lì, il resto è un treno in corsa.
Beh lì ha giocato molto pure
la paga doppia, presumendo che faccia un lavoro in cui viene pagato davvero uno sputo, questa frase magica accompagnata alla scusa di “rimandare” quella famosa discussione è stato un ottimo rifugio per lui. Ottimo rifugio che è durato circa 9 minuti.
Ma si, il protagonista è un coglioncello ma nell’esserlo non ha paura di niente, ti ritrovi uno che cazzz
spara “acido” e lo usi come idrante ahah, infine lo butta di sotto a calci ah ah, un Leon senza il senso della misura.
L'ho trovato geniale, un nuovo modo di adattare i videogiochi. Dove solitamente si prendono trama, world building o personaggi originali Cregger ha cercato di adattare le meccaniche di gioco. Gestione delle risorse, "level design" con porte che ti bloccano, lucchetti, deviazioni nelle fogne, mappa da consultare, questo è Resident Evil. Con tanto di terzo atto che la butta in caciara e crolla su sé stesso
L'ho trovato geniale, un nuovo modo di adattare i videogiochi. Dove solitamente si prendono trama, world building o personaggi originali Cregger ha cercato di adattare le meccaniche di gioco. Gestione delle risorse, "level design" con porte che ti bloccano, lucchetti, deviazioni nelle fogne, mappa da consultare, questo è Resident Evil. Con tanto di terzo atto che la butta in caciara e crolla su sé stesso
Sì un po’ sbrigativa, diciamo che il film non ti da quasi mai momenti di calma in cui riflettere, tolto una scena che deve fare proprio quel lavoro lì, il resto è un treno in corsa.
Beh lì ha giocato molto pure
la paga doppia, presumendo che faccia un lavoro in cui viene pagato davvero uno sputo, questa frase magica accompagnata alla scusa di “rimandare” quella famosa discussione è stato un ottimo rifugio per lui. Ottimo rifugio che è durato circa 9 minuti.
Ma si, il protagonista è un coglioncello ma nell’esserlo non ha paura di niente, ti ritrovi uno che cazzz
spara “acido” e lo usi come idrante ahah, infine lo butta di sotto a calci ah ah, un Leon senza il senso della misura.
Tocca a un regista che con gli zombie e i mostri biomeccanici non aveva mai avuto a che fare prima: leggi la recensione di Resident Evil di Zach Cregger.
www.spaziogames.it
Sono pochi gli horror con elementi comici che mi sono piaciuti, giusto i due Zombiland, acetterò il fatto che abbia vari momenti comedy e lo guarderò senza pretese
C'è chi parla di ironia "tipica" del cinema di Cregger: a me non sembra ci fosse chissà quale ironia in Weapons (o forse non la ricordo, o non l'ho percepita invadente). Qualcuno che ha visto entrambi può fare un paragone?
C'è chi parla di ironia "tipica" del cinema di Cregger: a me non sembra ci fosse chissà quale ironia in Weapons (o forse non la ricordo, o non l'ho percepita invadente). Qualcuno che ha visto entrambi può fare un paragone?
La parte finale coi bambini che rincorrono la vecchia casa per casa per poi smembrarla in maniera cruenta e tornare alla loro vita normale come se nulla fosse è puramente comica. Pure in Barbarian il gore viene messo in scena in maniera abbastanza divertente
Lo stile di Cregger è influenzato enormemente da quello di Raimi, per quanto sia più "acerbo"
C'è chi parla di ironia "tipica" del cinema di Cregger: a me non sembra ci fosse chissà quale ironia in Weapons (o forse non la ricordo, o non l'ho percepita invadente). Qualcuno che ha visto entrambi può fare un paragone?
Non è minimamente paragonabile, Weapons ha giusto la parte finale con un siparietto comico e qualche altra cosa qua e là.
Qua invece aspettati una battuta praticamente ogni minuto o una chiosa finale con battutina anche dopo ogni singola scena di tensione (quelle poche che ci sono)
La parte finale coi bambini che rincorrono la vecchia casa per casa per poi smembrarla in maniera cruenta e tornare alla loro vita normale come se nulla fosse è puramente comica. Pure in Barbarian il gore viene messo in scena in maniera abbastanza divertente
Lo stile di Cregger è influenzato enormemente da quello di Raimi, per quanto sia più "acerbo"
Non è minimamente paragonabile, Weapons ha giusto la parte finale con un siparietto comico e qualche altra cosa qua e là.
Qua invece aspettati una battuta praticamente ogni minuto o una chiosa finale con battutina anche dopo ogni singola scena di tensione (quelle poche che ci sono)
Sì, qui serietà e comicità son dosate male in favore di quest'ultima. Il problema è che alcune gag non funzionano perché semplicemente non fanno ridere. In altre il film fa spisciare
L'ho trovato geniale, un nuovo modo di adattare i videogiochi. Dove solitamente si prendono trama, world building o personaggi originali Cregger ha cercato di adattare le meccaniche di gioco. Gestione delle risorse, "level design" con porte che ti bloccano, lucchetti, deviazioni nelle fogne, mappa da consultare, questo è Resident Evil. Con tanto di terzo atto che la butta in caciara e crolla su sé stesso
Interessante come prospettiva, aver preso la struttura ludica e schiaffarla in un film. Imho come letto altrove per certi versi è dato anche dal protagonista che commenta spesso tutto ciò che gli accade, un modo per riportare nel film i vari pensieri che ha il classico giocatore (qualunque come il protagonista) dopo che supera un enigma, un boss o una situazione di gioco particolare in cui poi si va a dare un veloce commento su ciò che è accaduto. Imho anche questo suo lato caratteriale del protagonista si sposa bene con il concetto stesso di videogioco.