PS5 Saros | Zenith Free DLC disponibile!

  • Autore discussione Autore discussione Alucard
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Dallo stesso. Non si è obbligati a usare l'arma che ci propone il gioco, usa la tua solita preferita, sali di maestria e prima o poi il boss lo tiri giù
Beh, se parto dallo stesso non riesco neanche ad arrivarci al boss...
 
Finito anche col
True Ending.

Boh ragazzi, non so che dire, per me è un capolavoro generazionale. Non sono un amante del genere e Returnal lo avevo solo giochicchiato, quindi tocca ammettere che non avevo chissà quante aspettative e attesa, ma si è rivelato essere uno dei miei titoli preferiti di questa generazione e non, probabilmente.

È vero, sono opinioni a caldo, ma ha TUTTO ciò che amo in un videogioco dal piano ludico, artistico e sorprendentemente anche narrativo. E voglio partire proprio dalla storia, che bene o male è stata la componente più criticata da recensori e non. Arjun è…beh, indubbiamente un protagonista, ma che vive attraverso Carcosa. Se la lente viene posta esclusivamente su di lui, Carcosa crolla. Se Arjun viene letto attraverso Carcosa, Saros non solo ne esce vincitore ludicamente, ma anche narrativamente.

La Echelon IV è una spedizione composta da curiose - e folli - personalità che sembrano essere soffocate dal mondo alieno, per poi rivelarsi soffocate dai loro passati. Non sono chissà quanto sfaccettati, è vero, ma svolgono il loro e lo fanno magistralmente SE inseriti nel grande puzzle di un horror cosmico che signori, fatemelo dire, non sentivo con così tanta ansia pressante e inquietudine dai tempi di Bloodborne. E perché no, cinematograficamente da Event Horizon. Si ha la perenne sensazione di essere osservati da qualcosa di incomprensibile. Sempre presente, sempre in ascolto, sempre sotto le carni di Arjun e dentro la mente del videogiocatore. Tutto porta alla follia e tutto porta a volerne di più.

Il loop gameplay sembra quasi voler essere meta-narrativo a tutto tondo: più muori, più potere ottieni, più giungi a un flow-state dove ci si avvicina sempre di più a quella follia che di bioma in bioma si trasforma in qualcosa di catartico. Da questo punto di vista i ragazzi di Housemarque hanno fatto del tutto centro. Però sì, narrativamente è VERAMENTE ben fatto se ci si mette con pazienza a leggere ogni documento. Vediamo di mettere assieme i pezzi:

  • Echelon I arriva, Carcosa è disabitata ma pregna di un qualcosa di sovrannaturale. La spedizione impazzisce, ingorda di potere ed ego personale. Diventano i Supremi, e cioè i boss del gioco, assieme a Nitya.
  • Nitya rifiuta il potere e gli altri Supremi uccidono la sua ragazza, cui voce è quella della tuta di Arjun.
  • Echelon II arriva in soccorso della prima, ma assieme alla III finiscono con l’essere schiavizzati dalla prima spedizione. L’intera civiltà di Carcosa - assieme a tutto ciò che troviamo sul pianeta - è costruita dalla seconda spedizione. Il tempo è distorto, e l’Echelon IV al loro arrivo trova un pianeta con una storia di interi secoli vissuta dalle precedenti spedizioni.
  • Arjun ha un palese peccato da espiare (omicidio di Sebastian, probabilmente?) e pur di non affrontare la verità (e le accuse) decide di arruolarsi per sfuggire dalla Terra e trovare Natya, scappata a sua volta per via del suo matrimonio tossico e disfunzionale con Arjun.
  • Nel finale abbiamo Arjun che accetta la realtà delle cose, riuscendo ad arrivare alla spiaggia azzurra = accettazione e infrangendo il loop che portava “gli eletti” a diventare il prossimo Re in Giallo.



Carcosa esiste. Le vicende sono reali (non a caso Natya nei flashback leggeva gli stessi documenti che l’avrebbero portata ad arruolarsi per la missione) e gli orrori sono ben più concreti di quanto si possa immaginare.


Ma il titolo di Housemarque riesce a dispiegarsi magistralmente attraverso due fili: quello dell’horror, e degli orrori dei propri traumi vissuti attraverso quelli di Carcosa, come se fosse un male collettivo da espiare soltanto accogliendo in sé la follia cosmica.

Ludicamente c’è ben poco da dire, rasenta la perfezione. E beh, artisticamente sublime. Faccio fatica a trovare un altro titolo che mi abbia impressionato talmente tanto al punto tale da desiderare fin da subito un artbook. Io mi auguro vivamente riesca a vincere il più possibile perché un gioiellino del genere merita tanto quanto E33 lo scorso anno. E i boss, ragazzi, i boss…messa in scena, OST, ritmo, epicità. Nella seconda metà è come se il gioco realizzasse il suo pieno potenziale per raddoppiare tutto ciò che aveva già messo in mostra. Questo pomeriggio ho citato GoW 3 e credo proprio che lo rifarò.


AD OGGI mio GOTY personale. Mi piange il cuore a vederlo così poco discusso qui dentro.
 
Ultima modifica:
Finito anche col
True Ending.

Boh ragazzi, non so che dire, per me è un capolavoro generazionale. Non sono un amante del genere e Returnal lo avevo solo giochicchiato, quindi tocca ammettere che non avevo chissà quante aspettative e attesa, ma si è rivelato essere uno dei miei titoli preferiti di questa generazione e non, probabilmente.

È vero, sono opinioni a caldo, ma ha TUTTO ciò che amo in un videogioco dal piano ludico, artistico e sorprendentemente anche narrativo. E voglio partire proprio dalla storia, che bene o male è stata la componente più criticata da recensori e non. Arjun è…beh, indubbiamente un protagonista, ma che vive attraverso Carcosa. Se la lente viene posta esclusivamente su di lui, Carcosa crolla. Se Arjun viene letto attraverso Carcosa, Saros non solo ne esce vincitore ludicamente, ma anche narrativamente.

La Echelon IV è una spedizione composta da curiose - e folli - personalità che sembrano essere soffocate dal mondo alieno, per poi rivelarsi soffocate dai loro passati. Non sono chissà quanto sfaccettati, è vero, ma svolgono il loro e lo fanno magistralmente SE inseriti nel grande puzzle di un horror cosmico che signori, fatemelo dire, non sentivo con così tanta ansia pressante e inquietudine dai tempi di Bloodborne. E perché no, cinematograficamente da Event Horizon. Si ha la perenne sensazione di essere osservati da qualcosa di incomprensibile. Sempre presente, sempre in ascolto, sempre sotto le carni di Arjun e dentro la mente del videogiocatore. Tutto porta alla follia e tutto porta a volerne di più.

Il loop gameplay sembra quasi voler essere meta-narrativo a tutto tondo: più muori, più potere ottieni, più giungi a un flow-state dove ci si avvicina sempre di più a quella follia che di bioma in bioma si trasforma in qualcosa di catartico. Da questo punto di vista i ragazzi di Housemarque hanno fatto del tutto centro. Però sì, narrativamente è VERAMENTE ben fatto se ci si mette con pazienza a leggere ogni documento. Vediamo di mettere assieme i pezzi:

  • Echelon I arriva, Carcosa è disabitata ma pregna di un qualcosa di sovrannaturale. La spedizione impazzisce, ingorda di potere ed ego personale. Diventano i Supremi, e cioè i boss del gioco, assieme a Nitya.
  • Nitya rifiuta il potere e gli altri Supremi uccidono la sua ragazza, cui voce è quella della tuta di Arjun.
  • Echelon II arriva in soccorso della prima, ma assieme alla III finiscono con l’essere schiavizzati dalla prima spedizione. L’intera civiltà di Carcosa - assieme a tutto ciò che troviamo sul pianeta - è costruita dalla seconda spedizione. Il tempo è distorto, e l’Echelon IV al loro arrivo trova un pianeta con una storia di interi secoli vissuta dalle precedenti spedizioni.
  • Arjun ha un palese peccato da espiare (omicidio di Sebastian, probabilmente?) e pur di non affrontare la verità (e le accuse) decide di arruolarsi per sfuggire dalla Terra e trovare Natya, scappata a sua volta per via del suo matrimonio tossico e disfunzionale con Arjun.
  • Nel finale abbiamo Arjun che accetta la realtà delle cose, riuscendo ad arrivare alla spiaggia azzurra = accettazione e infrangendo il loop che portava “gli eletti” a diventare il prossimo Re in Giallo.



Carcosa esiste. Le vicende sono reali (non a caso Natya nei flashback leggeva gli stessi documenti che l’avrebbero portata ad arruolarsi per la missione) e gli orrori sono ben più concreti di quanto si possa immaginare.


Ma il titolo di Housemarque riesce a dispiegarsi magistralmente attraverso due fili: quello dell’horror, e degli orrori dei propri traumi vissuti attraverso quelli di Carcosa, come se fosse un male collettivo da espiare soltanto accogliendo in sé la follia cosmica.

Ludicamente c’è ben poco da dire, rasenta la perfezione. E beh, artisticamente sublime. Faccio fatica a trovare un altro titolo che mi abbia impressionato talmente tanto al punto tale da desiderare fin da subito un artbook. Io mi auguro vivamente riesca a vincere il più possibile perché un gioiellino del genere merita tanto quanto E33 lo scorso anno. E i boss, ragazzi, i boss…messa in scena, OST, ritmo, epicità. Nella seconda metà è come se il gioco realizzasse il suo pieno potenziale per raddoppiare tutto ciò che aveva già messo in mostra. Questo pomeriggio ho citato GoW 3 e credo proprio che lo rifarò.


AD OGGI mio GOTY personale. Mi piange il cuore a vederlo così poco discusso qui dentro.
Solo perche' non hai ancora finito CD.
 
Finito anche col

cut spoiler

Boh ragazzi, non so che dire, per me è un capolavoro generazionale. Non sono un amante del genere e Returnal lo avevo solo giochicchiato, quindi tocca ammettere che non avevo chissà quante aspettative e attesa, ma si è rivelato essere uno dei miei titoli preferiti di questa generazione e non, probabilmente.

È vero, sono opinioni a caldo, ma ha TUTTO ciò che amo in un videogioco dal piano ludico, artistico e sorprendentemente anche narrativo. E voglio partire proprio dalla storia, che bene o male è stata la componente più criticata da recensori e non. Arjun è…beh, indubbiamente un protagonista, ma che vive attraverso Carcosa. Se la lente viene posta esclusivamente su di lui, Carcosa crolla. Se Arjun viene letto attraverso Carcosa, Saros non solo ne esce vincitore ludicamente, ma anche narrativamente.

La Echelon IV è una spedizione composta da curiose - e folli - personalità che sembrano essere soffocate dal mondo alieno, per poi rivelarsi soffocate dai loro passati. Non sono chissà quanto sfaccettati, è vero, ma svolgono il loro e lo fanno magistralmente SE inseriti nel grande puzzle di un horror cosmico che signori, fatemelo dire, non sentivo con così tanta ansia pressante e inquietudine dai tempi di Bloodborne. E perché no, cinematograficamente da Event Horizon. Si ha la perenne sensazione di essere osservati da qualcosa di incomprensibile. Sempre presente, sempre in ascolto, sempre sotto le carni di Arjun e dentro la mente del videogiocatore. Tutto porta alla follia e tutto porta a volerne di più.

Il loop gameplay sembra quasi voler essere meta-narrativo a tutto tondo: più muori, più potere ottieni, più giungi a un flow-state dove ci si avvicina sempre di più a quella follia che di bioma in bioma si trasforma in qualcosa di catartico. Da questo punto di vista i ragazzi di Housemarque hanno fatto del tutto centro. Però sì, narrativamente è VERAMENTE ben fatto se ci si mette con pazienza a leggere ogni documento. Vediamo di mettere assieme i pezzi:

cut spoiler

Ma il titolo di Housemarque riesce a dispiegarsi magistralmente attraverso due fili: quello dell’horror, e degli orrori dei propri traumi vissuti attraverso quelli di Carcosa, come se fosse un male collettivo da espiare soltanto accogliendo in sé la follia cosmica.

Ludicamente c’è ben poco da dire, rasenta la perfezione. E beh, artisticamente sublime. Faccio fatica a trovare un altro titolo che mi abbia impressionato talmente tanto al punto tale da desiderare fin da subito un artbook. Io mi auguro vivamente riesca a vincere il più possibile perché un gioiellino del genere merita tanto quanto E33 lo scorso anno. E i boss, ragazzi, i boss…messa in scena, OST, ritmo, epicità. Nella seconda metà è come se il gioco realizzasse il suo pieno potenziale per raddoppiare tutto ciò che aveva già messo in mostra. Questo pomeriggio ho citato GoW 3 e credo proprio che lo rifarò.


AD OGGI mio GOTY personale. Mi piange il cuore a vederlo così poco discusso qui dentro.
BASTAAA HO TROPPI GIOCHI DA RECUPERARE/GIOCARE IN QUESTA GEN AAAAHHHH
 
Sono anche abbastanza sicuro di aver detto “fanculo a quel giochino di aprile”

Mi merito 24 ore di ban.
Riferito a cosa, a Saros ?

No perché, sono d'accordo sul 24 ore di ban, ma dalla vita, non dal forum.

Ma l'hai giocato Returnal ? Mi viene il dubbio ?
 
Guarda te se non recupero Saros appena posso :asd:

Ovviamente non per merito di King


Glielo devo per CD
 
Riferito a cosa, a Saros ?

No perché, sono d'accordo sul 24 ore di ban, ma dalla vita, non dal forum.

Ma l'hai giocato Returnal ? Mi viene il dubbio ?
Yes, Saros. BANNAMI, LIBERAMI DAL FARDELLO.

Per lo spoiler: rimarrai col dubbio.
[automerge]1778186107[/automerge]
Guarda te se non recupero Saros appena posso :asd:

Ovviamente non per merito di King


Glielo devo per CD
Guarda amico mio, se ti frena l’idea del genere sappi che puoi gestirlo come ti pare e piace, fra modificatori e altro. Ma in ogni caso è proprio un’esperienza da vivere, in certi momenti urla proprio “ciao, sono il picco massimo di questa gen” :asd:

L’87 gli sta stretto, questo come minimo era da 92 a salire.
 
Yes, Saros. BANNAMI, LIBERAMI DAL FARDELLO.

Per lo spoiler: rimarrai col dubbio.
Vedendo che non ti aspettassi tale bellezza dal gioco, credo di sapere la risposta, quindi vedi un attimo tu se è venuta l'ora, non di espiare i peccati, ma almeno, diciamo, attenuarli.

Ma tipo farlo subito, non più in là



Che poi mi ero dimenticato che lo avevi scritto ad inizio paragrafo, quindi confermo. Muoviti.
 
Ultima modifica:
Finito anche col
True Ending.

Boh ragazzi, non so che dire, per me è un capolavoro generazionale. Non sono un amante del genere e Returnal lo avevo solo giochicchiato, quindi tocca ammettere che non avevo chissà quante aspettative e attesa, ma si è rivelato essere uno dei miei titoli preferiti di questa generazione e non, probabilmente.

È vero, sono opinioni a caldo, ma ha TUTTO ciò che amo in un videogioco dal piano ludico, artistico e sorprendentemente anche narrativo. E voglio partire proprio dalla storia, che bene o male è stata la componente più criticata da recensori e non. Arjun è…beh, indubbiamente un protagonista, ma che vive attraverso Carcosa. Se la lente viene posta esclusivamente su di lui, Carcosa crolla. Se Arjun viene letto attraverso Carcosa, Saros non solo ne esce vincitore ludicamente, ma anche narrativamente.

La Echelon IV è una spedizione composta da curiose - e folli - personalità che sembrano essere soffocate dal mondo alieno, per poi rivelarsi soffocate dai loro passati. Non sono chissà quanto sfaccettati, è vero, ma svolgono il loro e lo fanno magistralmente SE inseriti nel grande puzzle di un horror cosmico che signori, fatemelo dire, non sentivo con così tanta ansia pressante e inquietudine dai tempi di Bloodborne. E perché no, cinematograficamente da Event Horizon. Si ha la perenne sensazione di essere osservati da qualcosa di incomprensibile. Sempre presente, sempre in ascolto, sempre sotto le carni di Arjun e dentro la mente del videogiocatore. Tutto porta alla follia e tutto porta a volerne di più.

Il loop gameplay sembra quasi voler essere meta-narrativo a tutto tondo: più muori, più potere ottieni, più giungi a un flow-state dove ci si avvicina sempre di più a quella follia che di bioma in bioma si trasforma in qualcosa di catartico. Da questo punto di vista i ragazzi di Housemarque hanno fatto del tutto centro. Però sì, narrativamente è VERAMENTE ben fatto se ci si mette con pazienza a leggere ogni documento. Vediamo di mettere assieme i pezzi:

  • Echelon I arriva, Carcosa è disabitata ma pregna di un qualcosa di sovrannaturale. La spedizione impazzisce, ingorda di potere ed ego personale. Diventano i Supremi, e cioè i boss del gioco, assieme a Nitya.
  • Nitya rifiuta il potere e gli altri Supremi uccidono la sua ragazza, cui voce è quella della tuta di Arjun.
  • Echelon II arriva in soccorso della prima, ma assieme alla III finiscono con l’essere schiavizzati dalla prima spedizione. L’intera civiltà di Carcosa - assieme a tutto ciò che troviamo sul pianeta - è costruita dalla seconda spedizione. Il tempo è distorto, e l’Echelon IV al loro arrivo trova un pianeta con una storia di interi secoli vissuta dalle precedenti spedizioni.
  • Arjun ha un palese peccato da espiare (omicidio di Sebastian, probabilmente?) e pur di non affrontare la verità (e le accuse) decide di arruolarsi per sfuggire dalla Terra e trovare Natya, scappata a sua volta per via del suo matrimonio tossico e disfunzionale con Arjun.
  • Nel finale abbiamo Arjun che accetta la realtà delle cose, riuscendo ad arrivare alla spiaggia azzurra = accettazione e infrangendo il loop che portava “gli eletti” a diventare il prossimo Re in Giallo.



Carcosa esiste. Le vicende sono reali (non a caso Natya nei flashback leggeva gli stessi documenti che l’avrebbero portata ad arruolarsi per la missione) e gli orrori sono ben più concreti di quanto si possa immaginare.


Ma il titolo di Housemarque riesce a dispiegarsi magistralmente attraverso due fili: quello dell’horror, e degli orrori dei propri traumi vissuti attraverso quelli di Carcosa, come se fosse un male collettivo da espiare soltanto accogliendo in sé la follia cosmica.

Ludicamente c’è ben poco da dire, rasenta la perfezione. E beh, artisticamente sublime. Faccio fatica a trovare un altro titolo che mi abbia impressionato talmente tanto al punto tale da desiderare fin da subito un artbook. Io mi auguro vivamente riesca a vincere il più possibile perché un gioiellino del genere merita tanto quanto E33 lo scorso anno. E i boss, ragazzi, i boss…messa in scena, OST, ritmo, epicità. Nella seconda metà è come se il gioco realizzasse il suo pieno potenziale per raddoppiare tutto ciò che aveva già messo in mostra. Questo pomeriggio ho citato GoW 3 e credo proprio che lo rifarò.


AD OGGI mio GOTY personale. Mi piange il cuore a vederlo così poco discusso qui dentro.
ti è piaciuto piu di returnal perchè ?
 
ti è piaciuto piu di returnal perchè ?
Non mi ha mai particolarmente preso, forse anche per colpa mia e per averci provato nei periodi sbagliati. Provato più volte, ma nulla.

Saros invece mi sembra faccia tutto sotto potentissimi steroidi, e in linea di massima è confezionato in modo tale da farmelo apprezzare di più. Più spinto sulla narrativa, un effettivo cast di personaggi, cosmic horror da King in Yellow che AMO come opera, molto più scenico e spettacolare negli scontri, più gestibile come roguelite e tanto, tanto altro. E poi seriamente ragazzi, so che mi sto ripetendo ma la direzione artistica è assurda.
 
Ma è solo un pagliaccio cialtrone.

Si vede che non era il momento. Ora lo è.

Anche se mi chiedo, a queste condizioni, come mai si sia interessato a Saros. Meglio eh, ma mi chiedo perché.
devo capire se posso mettere saros in lista recuperi o no visto che non mi piacciono i rogue like. Quindi l'opinione di chi non ha appezzato returnal ma ha amato saros mi interessa.
 
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