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SSC Napoli

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STORIA - La Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., abbreviata in SSC Napoli e nota come Napoli, è la principale società calcistica della città di Napoli. Milita in Serie A, la massima serie del calcio italiano. Fondata il 1º agosto 1926 su iniziativa dell'industriale napoletano Giorgio Ascarelli con il nome di Associazione Calcio Napoli, assunse poi l'attuale denominazione nel 1964. Il simbolo del club è l'Asino, mentre il colore sociale è l'azzurro. Gioca le partite interne allo stadio San Paolo, inaugurato nel 1959. Cenni storici - Dalle origini al secondo dopoguerra Le origini del calcio a Napoli risalgono al 1904, quando l'inglese William Poths, impiegato nella sede napoletana della Cunard Line, deciso ad importare nel capoluogo partenopeo il popolare football e coadiuvato da soci locali come l'ingegnere Emilio Anatra ed Ernesto Bruschini fondò il Naples Foot-Ball & Cricket Club, la prima vera rappresentativa calcistica cittadina, che nel 1906 prese il nome di Naples Foot-Ball Club con Amedeo Salsi presidente. I colori sociali erano il blu ed il celeste a strisce e la prima partita di rilievo fu disputata contro l'equipaggio della nave inglese Arabik, che in precedenza aveva sconfitto anche il blasonato Genoa, con il Naples che si impose per 3-2. Fino al 1912 al sodalizio partenopeo venne preclusa la partecipazione al campionato nazionale, al quale erano iscritte solo le società del Nord Italia. In quell'anno la F.I.G.C. optò per l'ammissione delle squadre del Centro-Sud alla Prima Categoria, l'allora massimo livello del calcio italiano. Una serie di scissioni e di fusioni portò alla creazione di diverse squadre cittadine, nessuna delle quali riuscì mai a superare le eliminatorie meridionali. Un giovane industriale napoletano di origine ebraica, Giorgio Ascarelli, con l'intento di riunire i sodalizi cittadini allo scopo di creare un club più competitivo, il 1º agosto 1926 fondò l'Associazione Calcio Napoli, di cui divenne il primo presidente. Due giorni dopo venne fondato il Direttorio Divisioni Superiori, l'antesignano dell'odierna Lega Calcio, cui la neonata società ottenne l'affiliazione, primo club del Centro-Sud insieme ai sodalizi capitolini Alba Audace e Fortitudo Pro Roma. La società esordì in massima serie nella Divisione Nazionale 1926-1927. Le prime due stagioni si chiusero con la retrocessione in serie inferiore, ma la F.I.G.C. in entrambe le occasioni accordò il ripescaggio per premiare gli sforzi del club partenopeo di recuperare il pesante gap con le società settentrionali. Il Napoli prese parte al primo torneo di massima serie a girone unico, la Serie A 1929-1930. La società scelse come allenatore il mister William Garbutt, vincitore di due scudetti alla guida del Genoa, e grazie al contributo di giocatori come Antonio Vojak e Attila Sallustro raggiunse notevoli risultati, come il doppio terzo posto consecutivo nelle stagioni 1932-1933 e 1933-1934 e la qualificazione alla massima competizione europea dell'epoca, la Coppa Europa. Nel 1936 entrò in società il comandante Achille Lauro, armatore di grande successo, che non riuscì tuttavia ad apportare particolari benefici al club partenopeo: nella seconda metà degli anni trenta la qualità della squadra andò declinando, fino a culminare nella retrocessione nella categoria inferiore nel 1941-1942. Terminata la seconda guerra mondiale, il Napoli prese parte alla Divisione Nazionale 1945-1946, vincendo il Girone Misto Centro-Sud e riconquistando la massima serie. Tornò in Serie B due anni dopo, retrocessa dalla CAF per illecito sportivo. La panchina venne affidata ad Eraldo Monzeglio, che riportò la squadra in Serie A e avviò un lungo periodo alla guida del club partenopeo. Nonostante i rinforzi apportati alla squadra dal proprietario Achille Lauro, tra i quali spiccavano Bruno Pesaola, Hasse Jeppson e Luís Vinício, il Napoli non andò oltre il quarto posto raggiunto nel 1952-1953 e nel 1957-1958. Nel 1959 venne inaugurato il nuovo stadio San Paolo. L'era Ferlaino Tornato in Serie B nel 1961, il Napoli venne affidato a Bruno Pesaola, il quale guidò gli azzurri al ritorno in massima serie e alla conquista del primo trofeo della loro storia, la Coppa Italia 1961-1962, divenendo insieme al Vado l'unica società ad aver vinto la Coppa Italia non militando in massima serie. Questo successo, inoltre, offrì al Napoli la possibilità di esordire in una competizione UEFA, la Coppa delle Coppe, nella quale raggiunse i quarti di finale. Il 25 giugno 1964 il club assunse l'attuale denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli, diventando contestualmente una società per azioni. Achille Lauro ottenne una quota rilevante delle azioni in virtù dei crediti vantati e garantì al figlio Gioacchino l'ingresso tra i soci, mentre Roberto Fiore venne eletto presidente. Alcuni dei giocatori più rappresentativi dell'epoca furono Dino Zoff, Antonio Juliano, Omar Sivori e José Altafini; il miglior risultato fu il secondo posto del 1967-1968. Nel frattempo il potere della famiglia Lauro sul club andava scemando: il 18 gennaio 1969 la società, sull'orlo del dissesto finanziario, passò nelle mani del giovane ingegnere Corrado Ferlaino, che avviò la più longeva e vincente presidenza della storia partenopea. Grazie all'acquisto di calciatori come Sergio Clerici, Giuseppe Bruscolotti e Tarcisio Burgnich, il Napoli raggiunse due volte il terzo posto (1970-1971 e 1973-1974) e un secondo posto nel 1974-1975, questi ultimi due piazzamenti ottenuti grazie al calcio totale di Luís Vinício. Nel 1976 il club azzurro vinse la seconda Coppa Italia, superando in finale il Verona. Alterne fortune caratterizzarono la seconda metà degli anni settanta: nonostante l'acquisto del bomber Giuseppe Savoldi ("Mister due miliardi"), il rendimento in campionato andò peggiorando, culminando con l'undicesimo posto del 1979-1980. L'epoca d'oro Dopo uno scudetto sfiorato nel 1981, con il libero olandese Ruud Krol tra i protagonisti, la svolta si ebbe nell'estate del 1984: il presidente Ferlaino, deciso a portare la società verso grandi traguardi, il 30 giugno 1984 definì l'acquisto del campione argentino Diego Armando Maradona dal Barcellona per la cifra record di 15 miliardi di lire. Sotto la conduzione tecnica di Ottavio Bianchi e grazie all'innesto di altri calciatori di notevole livello, tra cui Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Claudio Garella e Alessandro Renica, nel 1987 il Napoli conquistò il suo primo scudetto, primo club del Meridione a riuscire nell'impresa, vincendo nel contempo anche la terza Coppa Italia. Il sodalizio partenopeo si consolidò ai vertici del calcio italiano: forte di nuovi innesti come i brasiliani Careca e Alemão, il Napoli arrivò per due volte consecutive al secondo posto (1987-1988, con il titolo nazionale perso sul filo di lana e con roventi strascichi polemici, e 1988-1989, alle spalle dell'Inter di Giovanni Trapattoni) e nel 1989 ottenne il primo alloro internazionale, la Coppa UEFA, superando nella doppia finale i tedeschi dello Stoccarda. Nel 1990, con Alberto Bigon allenatore, il club partenopeo conquistò il secondo scudetto, cui fece seguito la vittoria della Supercoppa Italiana, ottenuta superando la Juventus di Maifredi per 5-1. Si chiuse così il primo importante ciclo della storia azzurra, in coincidenza con le vicissitudini personali che nel 1991 costrinsero Maradona a lasciare Napoli e l'Italia. Declino e rinascita Negli anni immediatamente seguenti il Napoli ottenne discreti risultati, come il quarto posto del 1991-1992 con Claudio Ranieri in panchina e il sesto posto del 1993-1994, allenatore Marcello Lippi. La crisi finanziaria, tuttavia, constrinse il club a privarsi dei suoi uomini migliori: man mano vennero ceduti, tra gli altri, Gianfranco Zola, Daniel Fonseca, Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro. Nei due anni successivi, con Vujadin Boškov in panchina, il Napoli ottenne un settimo e un decimo posto. Raggiunse la finale di Coppa Italia 1996-1997, venendo sconfitto per mano del Vicenza. Fu il canto del cigno: la crisi raggiunse l'apice nel 1997-1998, con l'ultimo posto in classifica e la retrocessione in Serie B dopo 33 anni consecutivi di massima serie. Il club azzurro ritornò in Serie A nel 2000, per poi retrocedere nuovamente dopo appena un anno. I cambiamenti societari, con l'entrata in società di Giorgio Corbelli prima e di Salvatore Naldi poi, non portarono benefici al club, con la squadra che ristagnò a metà classifica nella seconda serie italiana. Alla crisi di risultati si aggiunse l'ormai compromessa situazione finanziaria, che portò nell'estate del 2004 al fallimento del club ed alla conseguente perdita del titolo sportivo. Nelle settimane successive l'imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis rilevò il titolo sportivo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, con la denominazione Napoli Soccer, al campionato di terza serie. Soltanto sfiorata nel primo anno, la promozione arrivò nel torneo successivo sotto la guida di Edoardo Reja. Dopo aver riacquisito la denominazione originaria di Società Sportiva Calcio Napoli, volutamente non utilizzata nei due campionati di terza serie, nel 2007 il club partenopeo conseguì l'immediata promozione in Serie A, tornando in massima serie dopo 6 anni di assenza. In seguito alla guida della squadra si avvicendarono l'ex CT della Nazionale Roberto Donadoni e, quindi, Walter Mazzarri, che dapprima condusse la squadra alla qualificazione diretta in Europa League, la prima dopo 16 anni, quindi nel 2011 riportò il club nella massima competizione europea, la UEFA Champions League, 21 anni dopo l'ultima partecipazione.
PALMARES



ROSA


Organigramma societario Area direttiva Presidente: Aurelio De Laurentiis Vicepresidenti: Edoardo De Laurentiis e Jacqueline Marie Baudit Consigliere Delegato: Andrea Chiavelli Area comunicazione Direttore area comunicazione: Nicola Lombardo Addetto stampa: Guido Baldari Area marketing Head of operations, sales & marketing: Alessandro Formisano Area organizzativa Direttore amministrativo: Laura Belli Direttore processi amministrativi e compliance: Antonio Saracino Segretario: Alberto Vallefuoco Area tecnica Direttore sportivo: Cristiano Giuntoli Team manager: Giovanni Paolo De Matteis Allenatore: Maurizio Sarri Allenatori in seconda: Francesco Calzona e Massimiliano Bongiorni Preparatori atletici: Francesco Sinatti e Corrado Saccone Preparatori dei portieri: Alessandro Nista, Massimo Nenci e Luciano Tarallo Analista: Simone Bonomi Area sanitaria Responsabile sanitario: Dott. Alfonso De Nicola Fisiatra: Dott. Enrico D'Andrea Medico dello sport: Dott. Raffaele Canonico Fisioterapisti: Giovanni D'Avino, Marco Romano e Fabio Sannino Riabilitatore: Massimo Buono Massaggiatore: Marco Di Lullo Struttura societaria Il Napoli è una società per azioni dal 25 giugno 1964, allorquando il proprietario dell'allora Associazione Calcio Napoli, Achille Lauro, coadiuvato da altri soci come Antonio Corcione, Luigi Scuotto e Roberto Fiore, costituì la Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A. con capitale sociale di 120 milioni di lire. Il 99,8% delle azioni della società partenopea è attualmente controllato dalla società di produzione cinematografica Filmauro S.r.l., mentre il restante 0,2% appartiene ad Aurelio De Laurentiis, presidente del CdA. Il capitale della controllante Filmauro, a sua volta, è intestato per il 90% alla fiduciaria Romafides del gruppo Unicredit (il cui compito istituzionale è quello di coprire il reale possessore, Aurelio De Laurentiis, e di offrire una serie di servizi di gestione per suo conto) e per il restante 10% alla cittadina svizzera Jacqueline Baudit, consorte dello stesso De Laurentiis. Il bilancio d'esercizio al 30 giugno 2010 si è chiuso con un utile netto di 343mila euro,in calo rispetto all'utile registrato l'anno precedente (10,93 milioni). Il valore della produzione si è attestato a 111 milioni di euro con la quota maggiore di ricavi (48,2 milioni) proveniente dai diritti televisivi, oltre a 20,9 milioni di ricavi da sponsor e 17,2 milioni di ricavi da stadio.​
 
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-BlackStar

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Ma no :sadfrog: Si son persi tutti gli insulti contro ADL  :sadfrog:

 
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Ma no :sadfrog: Si son persi tutti gli insulti contro ADL  :sadfrog:
Purtroppo è necessario mantenere leggera la piattaforma. Abbiamo fatto un reboot di tutti i thread più vecchi di sezione.
Per gli insulti, ci sarà modo e occasione di sicuro in futuro :sad2:

 
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azzz....... La Locanda di San Gennaro mi piaceva assai.

Ma anche Gambrinus  non sarebbe male.

ma pure un "la grigliata di Benitez" sarebbe OP. :rickds:

 
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fammi pensare. :sad2:

ma perchè chiurere il vecchio topic? :tristenev:

 

Jay Dee

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fammi pensare. :sad2:

ma perchè chiurere il vecchio topic? :tristenev:
L'ho scritto un po' ovunque, forse era meglio fare un comunicato direttamente :asd:
In pratica sono stati rifatti tutti i vecchi topic che superavano un certo numero di pagine, per alleggerire la sezione.

 
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buuuuuu! i poteri forti ci tolgono i post!!

 

Phantomluis88

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il karaoke di carletto :ahsisi:  

 

Hacking

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Non so che votare  :tristenev:

Da una parte vorrei cambiassimo il san gennaro, forse è meglio estrometterlo da questioni calcistiche, da un lato ci eravamo affezionati :asd:

Eviterei cose legate ad allenatori come proponeva rko, alla fine ancelotti andrà via e noi dobbiamo avere un nome duraturo nel tempo  :hmm:

 

Hacking

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Asta Barça - Real - PSG per KK, prima o poi doveva succedere, si sapeva :bruniii:

150 milioni o non ci sediamo nemmeno a trattare

Poi con chi lo sostituiamo?  :tristenev:

 

Phantomluis88

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Non so che votare  :tristenev:

Da una parte vorrei cambiassimo il san gennaro, forse è meglio estrometterlo da questioni calcistiche, da un lato ci eravamo affezionati :asd:

Eviterei cose legate ad allenatori come proponeva rko, alla fine ancelotti andrà via e noi dobbiamo avere un nome duraturo nel tempo  :hmm:
ah, ma l'ho scritto per ridere, io ho votato il caffè di starace :asd:  

 

HotaRu

Deity of Destruction
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Anche a me piace l'idea del Caffé per distinguerci dagli altri bar/locande, e perché il caffé è sacro, poi da cosa è seguìto mi è indifferente, anche una fusione tra la 2 e la 3 (Café Partenope) o la 3 e la 4 (Café Aurelio) mi andrebbe bene.

 

-BlackStar

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Asta Barça - Real - PSG per KK, prima o poi doveva succedere, si sapeva :bruniii:

150 milioni o non ci sediamo nemmeno a trattare

Poi con chi lo sostituiamo?  :tristenev:
Kulo mio :bruniii:

Se De La non vuole fare il pezzente, con quei soldi lì un De Ligt lo si riesce a prendere. Rimangono ancora parecchi milioni per poter prendere un altro centrale da far crescere di fianco ad Albiol e un altro giocatore in altre zone del campo (come un centrocampista al posto di Hamsik o una punta).

 
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Il KAFFÈ!!??? BUONGIORNISSIMO???!?!??

parlando di calcio. La gara tra Psg e stella rossa è sotto osservazione per combine.

 

Hacking

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Chissà perché ci ritroviamo sempre in queste situazioni strane.  :facepalm:  trovatemi una squadra più sfigata di questa 

 
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a quanto pare un dirigente della stella rossa si é giocato 5000 mila euro sulla sconfitta della stella rossa con 5 gol di scarto. :sard:

 

Hacking

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Facciamo la toto formazione in vista di domenica  :megahype:

Non ho proprio idea di chi possa far giocare, quindi andiamo di fantasia

Ospina

Hysaj Albiol Maksimovic Luperto

Fabiàn Ruiz Allan Diawara Verdi

Milik Mertens 

:hmm: però ci credo poco che panchini Insigne 

 
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