La Turchia ha sconfinato in Siria per oltre 6 mesi bombardando i curdi senza alcuna giustificazione legale e appoggiando i "ribelli moderati" (alias tagliagole).
http://www.faz.net/aktuell/politik/abgeschossenes-kampfflugzeug-der-abschuss-und-die-turkmenischen-doerfer-13930215.html
Per chi non parlasse tedesco, Davutoglu, primo ministro turco, ha dichiarato che "le nostre forze armate sono state istruite per difendere il confine da ogni minaccia e per difendere i nostri fratelli turkmeni" e aggiungendo "se certi attacchi continueranno, le forze armate sono state istruite ad adottare le necessarie misure, sia in Turchia come in Siria ".
È lapalissiano come sia stata una evidente provocazione ai russi con l'intento di mettere in imbarazzo la NATO costringendola a scoprire le carte (specie la Francia).
Le misure russe sono di scortare i bombardieri con intercettori su-30, schierare batterie di S-300 e S-400 a Latakia e il Moskva in acque siriane a difesa della base.
Non solo, ecco quanto ha detto Putin a RT oggi:
"The problem is not the tragedy we witnessed yesterday. The problem is much deeper. We observe that the current Turkish leadership over a significant number of years has been pursuing a deliberate policy of supporting the 'Islamization' of their country."
Al di là di quanto si possa pensare di Putin, di quanto lo si odi o lo si ami, è indubbiamente vero quanto da lui detto ed èun trend preoccupante.
E poi Dorsai, nel 2012 i siriani abbatterono un F-16 Turco e Erdogan disse che "un breve sconfinamento non può mai essere pretesto per un abbattimento".
http://www.bbc.com/news/world-middle-east-18598529
Ironico, nevvero?
Ah beh, se parli di popoli marziali dubito che i russi sfigurino nella classifica.
Comunque, secondo me la politica di Putin sta dando i suoi frutti:
1) la popolarità di Putin è alle stelle: la sua coerenza rispetto agli occidentali, le sue denunce riguardo i finanziamenti all'ISIS e al terrorismo da parte dei sauditi/emiri/turchi e occidentali hanno riscosso ampia simpatia
2) negli Stati Uniti la posizione in politica estera americana scricchiola: al congresso è stata presentata una proposta di legge congiunta democratico-repubblicana per interrompere la fornitura ai "ribelli moderati" siriani e concentrarsi sull'ISIS (alias attaccarlo militarmente e sostenere i curdi e/o yazidi) e qua si vedrà se Obama metterà il veto o meno.
http://news.yahoo.com/us-lawmakers-forget-assad-focus-172759340.html
Parecchi "circoli" pare stiano mettendo in dubbio alcuni assi della politica americana in Siria: Luttwak, non certo un pro-russo, ha criticato apertamente la Turchia per il suo atteggiamento.
3) La situazione in Ucraina è sempre più passata sotto silenzio e questa sorta di status-quo conviene ai russi: l'acuirsi della crisi in Siria, la crescente minaccia terroristica dell'ISIS, l'arroganza turca che senza remore sostiene la peggio feccia dell'universo, il rafforzarsi di Assad non fanno altro che stabilizzare lo status quo in Ucraina.
4)La Russia è meno isolata di prima: la Cina (non bruscolini) stringe legami sempre più stretti, la Francia cerca la sua collaborazione e intavola quasi apertamente trattative di collaborazione militare in Siria (dopo tutto l'evidente mancanza di volontà da parte USA [ovviamente voluta e perseguita] non può che irritare la Francia dopo Parigi) e, altra cosa non trascurabile, la posizione di Mosca è molto forte e ne consegue che chiunque voglia veramente combattere l'ISIS (per ora pare quindi solo i curdi, gli yazidi, ovviamente Assad e i francesi) deve per forza di cose collaborare con Mosca (e infatti tutte le parti elencate lo fanno più o meno velatamente).
5) L'alleanza/collaborazione (che dir si voglia) tra Russia e Iran (e quindi sciiti) è sempre più forte oltre al fatto che l'Iran combatte attivamente l'ISIS a differenza dei suoi avversari sunniti.
6) Il crollo di Assad pare, per ora, scongiurato e, di conseguenza, la soluzione diplomatica disperatamente ricercata dagli USA prima dell'intervento aperto russo ora passa per forza di cose tramite la Russia e l'Iran.
A ciò si aggiunga che la Russia ha in mano la carta dei curdi che rappresentano perfettamente l'assurdità della politica NATO in Siria: l'Occidente sostiene i curdi e li rifornisce mentre gli alleati dell'Occidente (Turchia, sauditi ed emiri vari) li combattono attivamente (Turchia) o riforniscono di armi la peggio feccia per distruggerli (Turchia ed altri).