Alert Terrorismo ISIS/Al Qaeda

  • Autore discussione Autore discussione Chen
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In verità I Romani stavan benissimo anche senza Chiesa
C'avevan mille dei quante sono le carte di Magic ma vabbhè non c'erano "sette" come quelle Cristiane.

Lo Shintoismo giapponese si avvicina molto come approccio a quello che potevano avere i Romani verso la religione. Tanti piccoli/grandi luoghi di culto ma devoti all'introspezione personale della propria fede, non certo a folle di fanatici, senza offesa, come gli Ebri, i Mussulmani o i Cristiani.

 
La religione degli antichi (greco-romana) era civile, ossia laica e secolare, un insieme di riti e credenze collettive che unificavano la comunità attorno alla sacralità della vita pubblica. Rousseau la considerava la migliore forma di culto, perché favorevole alla preminenza dello spirito politico laico di fronte a quello spirituale.

 
È un discorso immenso però, secondo me, più che religione o non religione, in Occidente assistiamo ad uno smarrimento dei nostri "valori spirituali" (che hanno una radice più o meno cristiana ma non solo) di fronte al consumismo sfrenato, non c'è più un "modello europeo" tale che dica "i nostri valori sono questi, il nostro successo si basa su questo".

Facendo un esempio alla spicciola, Atatürk ha imitato gli europei perché avevano successo ma anche perché apparivano "superiori" in tutto e perché il loro modello appariva quello vero.

Ora ci siamo smarriti, per questo vediamo così tanti foreign fighters tra i giovani più o meno sbandati che vogliono una sicurezza (materiale e mentale) per il loro futuro, una sicurezza che l'islam radicale dà loro dicendo " è così e basta, non devi pensare, non ti devi preoccupare" ed è per questo che non riusciamo ad integrare i musulmani nelle nostre società mentre decenni or sono, pur avendo molti meno immigrati, una tale radicalizzazione appariva impensabile.

È un discorso complesso e spero di aver fatto capire cosa intendo, per favore se mi rispondete cercate di cogliere il messaggio odierno (no, non auspico le colonie o l'apartheid, no non auspico il dux mea lux etc).

Ho scritto da cell, perciò devo essere stringato.

 
In altre parole il Romano riteneva responsabilità propria ogni azione che compiva senza sperare in un perdono mistico

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È un discorso immenso però, secondo me, più che religione o non religione, in Occidente assistiamo ad uno smarrimento dei nostri "valori spirituali" (che hanno una radice più o meno cristiana ma non solo) di fronte al consumismo sfrenato, non c'è più un "modello europeo" tale che dica "i nostri valori sono questi, il nostro successo si basa su questo".Facendo un esempio alla spicciola, Atatürk ha imitato gli europei perché avevano successo ma anche perché apparivano "superiori" in tutto e perché il loro modello appariva quello vero.

Ora ci siamo smarriti, per questo vediamo così tanti foreign fighters tra i giovani più o meno sbandati che vogliono una sicurezza (materiale e mentale) per il loro futuro, una sicurezza che l'islam radicale dà loro dicendo " è così e basta, non devi pensare, non ti devi preoccupare" ed è per questo che non riusciamo ad integrare i musulmani nelle nostre società mentre decenni or sono, pur avendo molti meno immigrati, una tale radicalizzazione appariva impensabile.

È un discorso complesso e spero di aver fatto capire cosa intendo, per favore se mi rispondete cercate di cogliere il messaggio odierno (no, non auspico le colonie o l'apartheid, no non auspico il dux mea lux etc).

Ho scritto da cell, perciò devo essere stringato.
La ricerca di una fede qualunque in realtà maschera una propria insicurezza di fondo, si ha bisogno di sostegno , ci si sente smarriti , il fatto che così tanti vanno in cerca di sette o culti improbabili o perfino credono negli alieni altro non è che questo, non ci si stacca dalle figure parentali, occorre sempre avere qualcuno che guidi e protegga.

questa perdita di valori altro non è che la stesso vuoto che il benessere dava agli Europei prima della Grande Guerra, molti intellettuali volevano una guerra come catarsi dalla noia di un mondo dove si diventava celebri burocraticamente, senza grandi imprese, certi "martiri" occidentali radicalizzati fan proprio questo cercano di dare un senso alla propria vita che non sia il risultato della carta da bollo

 
In altre parole il Romano riteneva responsabilità propria ogni azione che compiva senza sperare in un perdono mistico
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La ricerca di una fede qualunque in realtà maschera una propria insicurezza di fondo, si ha bisogno di sostegno , ci si sente smarriti , il fatto che così tanti vanno in cerca di sette o culti improbabili o perfino credono negli alieni altro non è che questo, non ci si stacca dalle figure parentali, occorre sempre avere qualcuno che guidi e protegga.

questa perdita di valori altro non è che la stesso vuoto che il benessere dava agli Europei prima della Grande Guerra, molti intellettuali volevano una guerra come catarsi dalla noia di un mondo dove si diventava celebri burocraticamente, senza grandi imprese, certi "martiri" occidentali radicalizzati fan proprio questo cercano di dare un senso alla propria vita che non sia il risultato della carta da bollo
In buona parte concordo, tuttavia come ovviare a ciò?

L'unico legame che unisce la gente a livello macro (ossia oltre la famiglia e gli amici) è la comunità etnica e culturale nata dalla condivisione di valori, norme e istituzioni, in altre parole la "patria".

Non è un caso che comunque il nazionalismo, ai minimi storici da tempo, stia ritornando di prepotenza ora che la gente si sente minacciata dalla crisi e dall'immigrazione, cui s'aggiunge il terrorismo e lo spettro di nuove guerre.

Il tutto ovviamente semplificando.

 
Io mi rifaccio a Roma dove il concetto di appartenenza "etnica" neanche esisteva , valeva la cittadinanza , quando Arminio un germanico cittadino romano tradì e portò le tre legioni di Varo in un'imboscata dove furono sterminate dai Germani e dove furono proprio le loro "alae" Ausiliarie Germaniche ad attaccarli per primi, non ha cambiato di una virgola la politica Romana sugli stranieri in generale e sui Germani in particolare , continuavano a diventare cittadini come prima. Se un Romano tradiva era un Romano che tradiva non un Germano cittadino , va comunque detto che nell'area fu organizzata una spedizione punitiva che non ci andò leggera il che è tutto dire.

 
In buona parte concordo, tuttavia come ovviare a ciò?L'unico legame che unisce la gente a livello macro (ossia oltre la famiglia e gli amici) è la comunità etnica e culturale nata dalla condivisione di valori, norme e istituzioni, in altre parole la "patria".

Non è un caso che comunque il nazionalismo, ai minimi storici da tempo, stia ritornando di prepotenza ora che la gente si sente minacciata dalla crisi e dall'immigrazione, cui s'aggiunge il terrorismo e lo spettro di nuove guerre.

Il tutto ovviamente semplificando.
Non vedo questo ritorno dei nazionalismi, c'è piuttosto un'ascesa dei populismi (sotto il cui ombrello ricadono formazioni politiche disparate) in risposta al fallimento delle istituzioni europee di fronte alle emergenze concrete, quali recessione, migranti, terrorismo. E non sono nemmeno convinto che questi populismi possano rappresentare una minaccia per l'europa unita. Potrebbero piuttosto dare un feedback importante alle istituzioni comunitarie, incapaci di rispondere agli input esterni in quanto elaborate in una fase congiunturale molto favorevole.

Non sono d'accordo quando parli di comunità etnica, di patria o di crisi dei valori. L'occidente ha dei valori fondanti che sono quelli delle libertà costituzionali, dei diritti umani, uguaglianza, laicità. Abbiamo un regime (più o meno) illuminato e democratico. I valori unificanti sono questi. L'etnia o la patria sono stati sconfitti dalla storia.

 
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Io mi rifaccio a Roma dove il concetto di appartenenza "etnica" neanche esisteva , valeva la cittadinanza , quando Arminio un germanico cittadino romano tradì e portò le tre legioni di Varo in un'imboscata dove furono sterminate dai Germani e dove furono proprio le loro "alae" Ausiliarie Germaniche ad attaccarli per primi, non ha cambiato di una virgola la politica Romana sugli stranieri in generale e sui Germani in particolare , continuavano a diventare cittadini come prima. Se un Romano tradiva era un Romano che tradiva non un Germano cittadino , va comunque detto che nell'area fu organizzata una spedizione punitiva che non ci andò leggera il che è tutto dire.
Non ci andò leggera per niente :rickds:

La politica romana verso gli stranieri però poneva fortemente l'accento sull'assimilazione, che non significa completa cancellazione dell'identità ma accettazione della preminenza dell'identità romana.

Va altresì detto che il modello di "impero universale" è, a dir poco, anacronistico oggigiorno.

Non vedo questo ritorno dei nazionalismi, c'è piuttosto un'ascesa dei populismi (sotto il cui ombrello ricadono formazioni politiche disparate) in risposta al fallimento delle istituzioni europee di fronte alle emergenze concrete, quali recessione, migranti, terrorismo. E non sono nemmeno convinto che questi populismi possano rappresentare una minaccia per l'europa unita. Potrebbero piuttosto dare un feedback importante alle istituzioni comunitarie, incapaci di rispondere agli input esterni in quanto elaborate in una fase congiunturale molto favorevole.Non sono d'accordo quando parli di comunità etnica, di patria o di crisi dei valori. L'occidente ha dei valori fondanti che sono quelli delle libertà costituzionali, dei diritti umani, uguaglianza, laicità. Abbiamo un regime (più o meno) illuminato e democratico. I valori unificanti sono questi. L'etnia o la patria sono stati sconfitti dalla storia.
Messaggio interessante, onestamente io invece vedo un ritorno del nazionalismo inteso come enfasi sull'appartenenza alla "comunità" (il tristemente famoso "volk") sull'onda delle "minacce" interne (crisi economica, incapacità politica etc) ed esterne (immigrazione e terrorismo nonché crescente instabilità globale).

Non è tanto che non abbiamo valori fondanti, è che non riusciamo a trasmetterli.

 
La religione degli antichi (greco-romana) era civile, ossia laica e secolare, un insieme di riti e credenze collettive che unificavano la comunità attorno alla sacralità della vita pubblica. Rousseau la considerava la migliore forma di culto, perché favorevole alla preminenza dello spirito politico laico di fronte a quello spirituale.
Si, in fondo le comunità di cristiani bastava perseguitarle, soprattutto se quei dannati monoteisti si rifiutavano di sgozzare qualche animale in nome di una divinità random pescata dal mazzo

 
A me sembra il solito articolo dove il concetto di fondo è "ammazziamo tutti i musulmani" ma poi si vergogna a dirlo e tira in ballo delle conclusioni strampalate. Non si fa riferimento a soluzioni giuridiche secondo la giuridicità della norma modernamente intesa ma, anzi, si fa riferimento a quella che viene chiamata personalità del diritto: "abbinandolo all’obbligo per gli imam di usare la lingua italiana e di consegnare i testi delle loro prediche alle autorità di polizia". Una norma simile, per essere giuridica, dovrebbe imporre a tutti i ministri di qualsiasi culto la stessa cosa. Invece qui si parla di una norma basata su un carattere specifico. Che poi, come se fosse possibile vietare a qualcuno di parlare con altre persone del tema che preferisce.

"dovremmo superare le ambiguità che legano Stati Uniti ed Europa alle monarchie sunnite del Golfo" dice l'articolo. Interessante: tradotto in fatti che càzzo significa? che si va dai Saud e si dice che hanno rotto le palle e si evolvessero che il medioevo è finito da quasi 1000 anni altrimenti li bombardiamo? Perché se è questa la traduzione, a me sta pure bene, però che si sia chiari.

Altro punto: viete citato Hammond: “Abbiamo qualche interesse a riempire l’Europa di milioni di altri islamici? Di immigrati che minacciano lo stile di vita e le infrastrutture sociali dell’Europa?”

Rispondo io: "A parte il fatto che vorrei capire chi individua l'interesse dell'Europa, come convinci milioni di persone che non vogliono morire di fame a morire di fame e starsi zitte? gli mandi contro le portaerei? Sì? Perfetto: perché non avete mandato la marina del regno unito a fare tutte queste cose?"

Di punti da discutere ce ne sarebbero altri ma non c'ho voglia e tanto non serve a niente. Però, insomma, non riesco a capire che càzzo abbia di interessante questo articolo.

 
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Ultim'ora: spari in centro commerciale a Monaco di Baviera, molti feriti

edit: sembra essere un caso isolato

 
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Fa una lunga ricostruzione dei fatti, spara qualche sentenza con banalità allucinanti su presunte "soluzioni" per poi concludere dando degli "stolti e incapaci"

a chi la pensa in un altro modo. Ottimo direi. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

A me sembra il solito articolo dove il concetto di fondo è "ammazziamo tutti i musulmani" ma poi si vergogna a dirlo e tira in ballo delle conclusioni strampalate. Non si fa riferimento a soluzioni giuridiche secondo la giuridicità della norma modernamente intesa ma, anzi, si fa riferimento a quella che viene chiamata personalità del diritto: "abbinandolo all’obbligo per gli imam di usare la lingua italiana e di consegnare i testi delle loro prediche alle autorità di polizia". Una norma simile, per essere giuridica, dovrebbe imporre a tutti i ministri di qualsiasi culto la stessa cosa. Invece qui si parla di una norma basata su un carattere specifico. Che poi, come se fosse possibile vietare a qualcuno di parlare con altre persone del tema che preferisce.
Già. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Che poi per quello che so io, generalmente nelle moschee si tende a parlare italiano, proprio perché è la lingua veicolare del posto che possono capire più facilmente tutti, piuttosto che l'arabo che magari non è compreso da tutte le comunità musulmane di un posto, dato che possono venire da paesi o persino continenti diversi.

 
Fa una lunga ricostruzione dei fatti, spara qualche sentenza con banalità allucinanti su presunte "soluzioni" per poi concludere dando degli "stolti e incapaci"
a chi la pensa in un altro modo. Ottimo direi. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Già. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Che poi per quello che so io, generalmente nelle moschee si tende a parlare italiano, proprio perché è la lingua veicolare del posto che possono capire più facilmente tutti, piuttosto che l'arabo che magari non è compreso da tutte le comunità musulmane di un posto, dato che possono venire da paesi o persino continenti diversi.

Magari dico 'na cazzata, ma il Corano non è letto in arabo da tutti?

 
Magari dico 'na cazzata, ma il Corano non è letto in arabo da tutti?
Non ricordo se ci sia un precetto o una forte consuetudine in tal senso, visto il forte attaccamento nel pensiero dell'Islam al testo sacro è possibile.

Comunque è stato tradotto anche il Corano, non so di preciso in quante lingue però esiste (anche in italiano tra l'altro). //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Non ricordo se ci sia un precetto o una forte consuetudine in tal senso, visto il forte attaccamento nel pensiero dell'Islam al testo sacro è possibile.
Comunque è stato tradotto anche il Corano, non so di preciso in quante lingue però esiste (anche in italiano tra l'altro). //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Che fosse tradotto ne ero sicuro, ne ho una copia in italiano con testo a fronte, usata da mio fratello per un esame all'uni, ma pensavo che un fedele dovesse saperlo in arabo

 
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