Eccomi qui alla fine di tutto il percorso durato quattro stagioni.
Che dire è una serie che, a mio avviso, è stata in continuo calando. Se comincia con il botto assurdo che è la prima stagione, lasciando pensare ad un capolavoro pazzesco, le aspettative vengono deluse costantemente. Non perché le altre stagioni, esclusa la quarta che ho trovato davvero abbastanza brutta, non siano all'altezza ma perché è un po' come quando debutta un giocatore e fa una stagione ottima, ti aspetti che prosegua su quella falsa riga.
Era anche difficile proseguire su livelli così alti, perché tirare fuori un colpo di scena del genere ogni volta non è possibile. Lo show possiamo dire tranquillamente che si regge sul personaggio di Michael, l'attore ha fornito una prestazione di alto livello lungo tutte le stagioni.
Nonostante una quarta deficitaria sotto tutti i punti di vista, soprattutto perché metà delle puntate sembravano filler inutili, io penso che questa serie mi rimarrà comunque nel cuore per il modo di trattare un argomento complicato come la Morte in modo non banale e non stupido. Ci sono stati tanti momenti di risate e altri che mi hanno fatto riflettere.