Premessa: per me The Last of Us 2 segna il nuovo punto di riferimento per i giochi story-driven, non perché sia esente da difetti (su questi tornerò a breve) ma perché ha una narrazione così coraggiosa per il medium, da essere qualcosa di totalmente nuovo, pur raccontando una storia tutto sommato normale.
Credo TLOU2 sia perfetto nel suo volere raccontare due cose: il lutto e la vendetta. La morte di Joel nel prologo, che io ho "Amato" per la sua crudezza (pur riconoscendo le troppe coincidenze che portano ad essa, tuttavia necessaria per fare accadere il tutto nelle prime ore di gioco) segna inevitabilmente un distacco dalla tematica del primo, ovvero quella sul legame familiare che ha fatto sì che TLOU entrasse nell'olimpo dei videogiochi. A mio avviso chi si lamenta di questa scelta, compie l'errore di non capire la scelta dell'autore: Druckmann non ha voluto raccontare un more of the same, o meglio non ne ha voluto fare il centro narrativo dell'opera. Druckmann ci ha dato un mondo dove tutti i personaggi sono grigi, ancora più che nel primo gioco, dove alla luce del rapporto Joel/Ellie arriviamo a scordarci che Joel non era uno stinco di santo, e giustifichiamo la sua scelta finale in virtù del fatto che Ellie per lui conta più dell'umanità; ed è un messaggio forte, bello e con cui è anche facile empatizzare, perchè probabilmente tutti noi avremmo fatto questa scelta. Da questo punto di vista, senza un motore degli eventi che rimescolasse le carte, non avremmo avuto di che parlare. L'unico nodo irrisolto tra Ellie e Joel, quello della verità viene affrontato nei flashback e a mio avviso è stata la scelta più azzeccata. Non ci interessava vedere un altro viaggio di Joel ed Ellie, una macrotrama che li coinvolgesse direttamente, per approfondire il loro rapporto post-rivelazione; in questo senso il tema del primo episodio c'è ancora, semplicemente è relegato ai flashback, rendendo i tempi principali, lutto e vendetta, ancora più forti.
La Ellie di TLOU2 è un personaggio in caduta libera, totalmente accecato, indifferente nei confronti di chiunque gli stia accanto (emblematico quando si separa con Jessie), disposta a perdere tutto per vendicarsi. I flashback aggiungono un altro strato narrativo, ovvero quello della redenzione. Noi andiamo apprendendo che Ellie vuole vendicare un Joel con cui non si era mai chiarita, al quale aveva lasciato uno spiraglio la notte prima della sua morte. Ellie è un personaggio "Morto" nel presente, perché è totalmente risucchiata dal suo passato; e se per 9/10 di gioco la parola d'ordine sembra la vendetta, nell'ultima ora invece si capisce che il centro del suo discorso è ancora più di tutte il perdono. Perdonare Joel per l'episodio dell'ospedale, perdonare se stessa per essersi allontanata, riprendere a vivere. Perdono che in questo caso è uno step fondamentale dell'elaborazione del lutto, tant'è che lei risparmia Abby proprio nel momento in cui ha l'epifania del Joel dell'ultima notte, quello sul patio che suona la chitarra.
Piccola parentesi: il flashback finale è devastante. Ho pianto, e io sono uno che non piange quasi mai per roba di finzione. Il modo in cui hanno reso il dolore di Joel nell'aver perso il rapporto con Ellie, che fondamentalmente era la sua unica ragione di vita, vale da solo tutto il gioco.
Andando avanti: Abby. Io ho amato il personaggio di Abby e la sua parte (per me decisamente superiore a quella di Ellie), e anzi avrei gestito diversamente il pacing. Per me la prima metà di gioco è lenta, dilatata e con pochi avvenimenti cruciali (i 3 giorni di Ellie intendo, non il prologo), che anche se descrivono in maniera efficace la "Nuova" Ellie, non aggiungono niente che non si capisse già dopo poche ore. Viceversa la parte di Abby per me è stata fin troppo veloce, perchè Abby non la conosciamo e alcune sue decisioni possono apparire frettolose. Il suo disertare i Lupi ad esempio, pare essere troppo repentino, al contrario della stessa azione compiuta da Owen, personaggio che sin dal prologo appare più tormentato e meno risoluto rispetto a Abby.
Personalmente non solo non condivido le critiche di chi si lamenta della seconda parte, ma le reputo anche totalmente sterili. Non è un discorso di forzare il giocatore a empatizzare con Abby, semplicemente la seconda parte si prende la briga (in maniera imperfetta sicuramente, ma nel complesso riuscita) di farci capire chi è Abby, che non ha un gioco (e un dlc) alle spalle, non per farcela sembrare più buona, ma semplicemente per dirci chi sia; ed Abby, alla luce della storia, non può manco essere considerata antagonista, perché è mossa ESATTAMENTE dallo stesso ideale di Ellie, ovvero la vendetta. Non solo, Abby esce anche come una persona migliore di Ellie, in quanto la sua vendetta appare molto più “Ragionata”, mirata solo verso Joel (emblematico quando a teatro dice a Ellie "Io vi ho dato una seconda possibilità e tu torni qua a uccidere tutti i miei amici?”) e grazie a Lev, e alla sua ritrovata umanità, riesce a porre fine al ciclo della vendetta.
Ludicamente tutto questo è accompagnato dalla scelta, FOLLE (non in senso negativo) di rendere Ellie boss fight. Io non me lo sarei mai aspettato e durante quella parte mettevo di continuo in pausa perchè non reggevo. Divisivo? Sicuramente. Geniale? Idem.
Ancora più cazzotto in pancia l'epilogo. Ellie perde tutto, TUTTO, Dina, JJ, la capacità di suonare la chitarra e quindi il legame con Joel. Ritrova sè stessa ma a che prezzo? Certo il caso vuole che paradossalmente la sua vendetta, la porti a salvare Abby e Lev che se no sarebbero morti, ma ancora di più lì si vede come Ellie sia un guscio totalmente svuotato, che arriva a minacciare Lev pur di avere la sua vendetta (fomentata da un Tommy che per me è il personaggio peggiore del gioco, Joel si rivolterebbe nella tomba), di fronte invece a una Abby che aveva messo da parte tutta perché capace. nonostante tutto, di guardare al futuro.
Ora io non metto in dubbio che la storia possa non piacere, ma è oggettivamente un MODO di affrontare dei temi, a mio avviso ineccepibile e soprattutto MATURO. Per questo secondo me a prescindere il gioco merita 10, perché lì dove si parla del videogioco come decima arte, della maturazione del medium, di liberare il videogioco dal complesso di inferiorità rispetto al cinema, allora TLOU2 diventa seminale. Non è solo un fatto di forma, infatti Death Stranding ad esempio da un punto di vista formale ci riesce tanto quanto, ma proprio di modalità narrativa.
È ovvio secondo me che il primo abbia incontrato più favore del pubblico, perché si muove su terreni e tematiche più “Facili”, ma il secondo è un titolo superiore, e spero venga riconosciuto oggettivamente in futuro. Non che io voglia convincere qualcuno, però penso che nel giudicare un'opera bisogna andare oltre il "Mi piace/Non mi piace, preferivo altre 30 ore con Joel ed Ellie", perché sarebbe piaciuto anche a me, ma avrebbe avuto lo stesso impatto, specie vedendo cosa ND è riuscita a fare con i flashback?
Credo di no.