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e non si pone mai con un atteggiamento da "io ho ragione e il resto della critica no"
L'atteggiamento giusto //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Roger Ebert demoliva Lynch in tutti i suoi film poi a Mulholland Drive diede il voto massimo
se non sbaglio giudicò negativamente Velvet Blue ma fece ammenda in seguito

 
se non sbaglio giudicò negativamente Velvet Blue ma fece ammenda in seguito
No no, anzi tornò sull'argomento per ribadire diverse critiche //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
No no, anzi tornò sull'argomento per ribadire diverse critiche //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
ho controllato ora,hai ragione //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Anche se si vede,vi comunico che sono stati aperti gli Oscar.Votate altrimenti:warning:

 
Ao ma a me True Detective pare fin troppo canonico.

 
vabbè hai visto solo la prima puntata, non rompere il ***** e vai avanti
ho visto le prime tre bitch //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
allora vai a cagare //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Ao ma a me True Detective pare fin troppo canonico.
vabbè hai visto solo la prima puntata, non rompere il ***** e vai avanti
ho visto le prime tre bitch //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
allora vai a cagare //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Ho visto la prima ieri, canonico o no mi ha garbato //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Io sono alla 5° e mi sta piacendo, ma non mi sembra nulla di trascendentale. Scrittura, regia, fotografia, attori tutto sopra la media però. La sequenza nella 4° quando

scappano dalla polizia
mi è piaciuta particolarmente si. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Amo la musica dell'opening.

 
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a parte tutto comunque sì, un po' canonico lo è (diciamo per tutto l'apparato; ma il rapporto marty-rust ed il personaggio di rust stesso, che poi sono buona parte del nucleo della storia, non è affatto tradizionale). ma arrivati alla quinta le carte in tavola cambiano decisamente, o almeno danno l'idea di cambiare, per cui ora è da vedere come si sviluppa il tutto, prima di dare un giudizio

 
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifHo visto la prima ieri, canonico o no mi ha garbato //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
canonico //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

a parte tutto comunque sì, un po' canonico lo è (diciamo per tutto l'apparato; ma il rapporto marty-rust ed il personaggio di rust stesso, che poi sono buona parte del nucleo della storia, non è affatto tradizionale). ma arrivati alla quinta le carte in tavola cambiano decisamente, o almeno danno l'idea di cambiare, per cui ora è da vedere come si sviluppa il tutto, prima di dare un giudizio
è tradizionale nel suo modo di non essere tradizionale //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

che sarebbe arrivata la scompigliatura delle carte si capisce pure troppo, cioé daje e che è. problemi strutturali non mi permettono di continuare subito but stay tuned su chanel togg //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
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Guardate quello snob radicalchic di Baratti come smonta The Departed! (ci ritorno perché lo stiamo studiacchiando a lezione)

Quanto artificio! Quanta ansia di dimostrare che la rabbia dei tempi di Mean Streets non si è volatilizzata nel nulla! Chi ha avuto il privilegio di vedere (e rivedere) i tre Infernal Affairs di Andrew Lau e Alan Mak sa quanto profondamente la trilogia hongkonghese abbia inciso l’anima nera della società – anche la nostra – sulle tavole del destino. Nella trilogia il fatalismo di fondo, complicato da una componente tragica sempre più marcata e lacerante, raggelava splendidamente la materia narrativa, rendendo le impennate drammatiche ancora più intense e fiammeggianti. La credibilità (estetica, sociale, politica) dei tre Infernal Affairs, insomma, risiedeva proprio nella solidità dell’impostazione, nel perfetto equilibrio tra determinismo e libero arbitrio, fato e volontà, cinismo e romanticismo. Basandosi soprattutto sul primo capitolo della trilogia – senz’altro il più celebre – Scorsese, al contrario, ammorba i toni, nevrotizza ogni passaggio, “shakespearizza” integralmente ogni relazione tra i personaggi. Riscrivendo la vicenda dei due infiltrati “incrociati” Billy Costigan e Colin Sullivan (DiCaprio mattatore e Matt Damon apprezzabile deuteragonista), il sessantaquattrenne cineasta italoamericano gira la vite del tragico fino ad affondarla nella carne dei suoi protagonisti, esacerbando le componenti affettive che serpeggiavano magistralmente nell’originale. I 152 minuti di The Departed sono infatti un concentrato di tragedia elisabettiana elevato al cubo da uno stile visivo che enfatizza ogni dettaglio, sovraccarica ogni espressione, inasprisce ogni moto dell’animo. Jack Nicholson nei panni di Frank Costello è luciferinamente grottesco, Mark Wahlberg in quelli di Dignam tediosamente volgare: l’unico ruolo che pare assorbire decorosamente la riscrittura è quello del Capitano Queenan (ottimamente interpretato da Martin Sheen). Altro problema da non sottovalutare è che a questa temperatura emotiva il sottotesto politico “fonde” in quello sentimentale, smarrendo tutta la sua incisività: ovvio che Scorsese debba ricorrere a soluzioni posticce (battute improbabili di dialogo, forzature stridenti e, addirittura, simbolismi animali) per recuperarlo in extremis. Ma ciò che esaspera maggiormente è la gratuità delle formule impiegate per accrescere la tensione e coinvolgere lo spettatore: laddove Infernal Affairs, sorvegliando la sfarzosità visiva e controllando i virtuosismi ottici, metteva l’intensità dello sguardo al servizio della narrazione (plasmata essa stessa dalla compenetrazione di noir, polar e action movie), The Departed accatasta disordinatamente le soluzioni più impetuose e arrembanti (montaggi alternati a non finire, primissimi piani asfittici, angolazioni ultramarcate della mdp, dolly mirabolanti, commenti musicali malandrini), nella convinzione che l’aggressione audiovisiva produca stordimento e assuefazione. È la caricatura dello stile tormentato e crepitante di Mean Streets iniettato dei barocchismi di Goodfellas e Casinò. Il rischio, tuttavia, è che questa magniloquenza visiva scada in monotonia o peggio in comico involontario, cosa che in effetti si verifica nella seconda parte del film, progressivamente degenerante in budino di sangue, ecatombe farsesca e, nell’epilogo, sconcertante metafora zoologica. Naturalmente non rimproveriamo a Scorsese di aver fatto un film diverso da Infernal Affairs – sarebbe un errore davvero imperdonabile – ma di aver scimmiottato se stesso. Pateticamente.
http://www.spietati.it/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=1305

 
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Guardate quello snob radicalchic di Baratti come smonta The Departed! (ci ritorno perché lo stiamo studiacchiando a lezione)

http://www.spietati.it/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=1305
Un po' lo capisco baratti,per alcuni non è facile accettare che con una macchina da presa si possa diventare leggenda quando altri sono destinati a fare chiacchere in un sito,''pateticamente''(che brutto utilizzo di termini poi :kep88:,il rispetto che manca ad alcuni spietati)

Appena ho tempo leggo Ranalli.

 
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"Un mattino d'ottobre, quando le prime gocce delle lunghe piogge autunnali, che, cadendo sulla terra disseccata, trasformano i sentieri in pantani e separano la città dai dintorni, Futaki fu destato dal suono delle campane. La cappella, isolata a otto chilometri, non aveva una campana. Anche il suo campanile era stato distrutto durante la guerra”

 
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Un po' lo capisco baratti,per alcuni non è facile accettare che con una macchina da presa si possa diventare leggenda quando altri sono destinati a fare chiacchere in un sito,''pateticamente''(che brutto utilizzo di termini poi :kep88:,il rispetto che manca ad alcuni spietati)
Ma daiii :rickds: Ma perché dici queste cose :rickds:

 
Mi spiegate le motivazioni tecniche per cui all'epoca di Hitchcock non si poteva girare un soggetto con immagini in movimento dietro (nel senso che spesso l'immagine sullo sfondo veniva proiettata su un telone) e perché per esempio per le riprese in macchina lo sfondo era sempre proiettato? Per dire mi ha sorpreso ieri vedere in Vertigo che nella scena dell'inseguimento quando si riprendeva dall'interno all'esterno della macchina era una ripresa normalissima, quando si riprendeva dall'esterno all'interno e veniva ritratto pure il protagonista che guidava lo sfondo era chiarmanete una proiezione.

 
Mi spiegate le motivazioni tecniche per cui all'epoca di Hitchcock non si poteva girare un soggetto con immagini in movimento dietro (nel senso che spesso l'immagine sullo sfondo veniva proiettata su un telone) e perché per esempio per le riprese in macchina lo sfondo era sempre proiettato? Per dire mi ha sorpreso ieri vedere in Vertigo che nella scena dell'inseguimento quando si riprendeva dall'interno all'esterno della macchina era una ripresa normalissima, quando si riprendeva dall'esterno all'interno e veniva ritratto pure il protagonista che guidava lo sfondo era chiarmanete una proiezione.
Nello specifico non saprei, ma descritta così mi fa pensare che per le riprese esterne non ci fosse un dolly attaccato a un altro veicolo per fare la carrellata frontale al veicolo ripreso realmente in movimento.

Pura ipotesi eh, ti sapranno dire meglio gli altri sicuramente //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

Ecco, a vederla pare non potessero ricorrere alla car-cam, che non so nemmeno se esistesse //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

https://www.youtube.com/watch?v=nsB3Q-9NaEg

 
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