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The crossing comunque non è un "gran" documentario, alla fine è poco più di un reportage, vale esclusivamente per la prospettiva, anche se limitata, che offre sul fenomeno. Restando nello stesso ambito ho trovato invece straordinario The reluctant revolutionary, uno dei film più belli che abbia visto su quella piattaforma a cui non faccio mai pubblicità occulta.
Ah Fella visto che recentemente avevi recuperato un po' di roba d'annata, ti straconsiglio quel filmone di The man with the golden arm, se non l'hai già visto.
P.S.: Dimmi che hai apprezzato il poster di Too late for tears.
E grazie per man with golden arm che recupererò, ho visto solo due tre cose di preminger ma sono eccezionali
e in barba a tutto questo buon cinema mi sono invece visto ME BEFORE YOU che ovviamente è pessimo, anche se perlomeno più adulto rispetto a 50 sfumature di grigio e quelle cazzate di sparks, colpa delle stelle e l'altro con cagna delevigne di cui non mi ricordo il nome, menzione d'onore per le comparsate di neville paciock e tywinn lannister, immensi
I sogni segreti di Walter Mitty è un bel film, intrattiene e in certi casi diverte. Poi le ambientazioni, ad un certo punto, sono davvero moooolto belle, e ben mostrate con una buona fotografia. Dagli una possibilità
Oroglio, pregiudizio e zombie - Burr Steers (2016)
Mi aspettavo un film stupido, ed è quello che ho trovato. Qualche cosa interessante, ma nulla più, vedibile ma mi ha abbastanza annoiato, era meglio se era più trash, alla fine la questione zombie è abbastanza buttata lì, mero pretesto per fare un orgoglio e pregiudizio commercialotto e leggero. 5,5
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Non l'ho visto, così come I Sogni Segreti Di Walter Mitty: meritano?
Meglio per te se non l'hai visto //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Pensavo che facesse ridere invece sono stato un'ora e mezza a fissare lo schermo, Stiller fa forse sorridere la prima volta che fa la battuta dello sguardo, le altre 999 un po' meno
Btw mi sono visto un po' di Denzel oggi, cristo quell'uomo non riuscirebbe a recitare male neanche se si impegnasse //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
John Q
Film bellone senza troppe pretese, senza lode nè infamia, Washington e Liotta spiccano rispetto agli altri, un po' emozionante in alcuni punti. L'unico problema è stata una scena verso la fine che non ha alcun senso logico, senza di quella sarebbe stato molto meglio come film
Unstoppable
Anche qua niente di speciale ma godibilissimo, attori già un po' più bravi, buon ritmo, montaggio un po' fastidioso ma vabbè. La sceneggiatura è caruccia ma parecchio stupida, visto che ci sarebbero 300 modi più efficaci e meno pericolosi per fermare il treno //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Meglio per te se non l'hai visto //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Pensavo che facesse ridere invece sono stato un'ora e mezza a fissare lo schermo, Stiller fa forse sorridere la prima volta che fa la battuta dello sguardo, le altre 999 un po' meno
E che deve fa? Far riflettere per caso? Un film di Ben Stiller? Eddai. Un film che veramente fa ridere e che ho appena rivisto è Carnage, meraviglioso e geniale, uno dei pochi film al mondo che vorrei non finisse mai //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Una notte al museo vi era piaciuto? Il primo era carino, gli altri due orrendi :kep88:
Se parliamo più in generale di commedie, io ho adorato "Scemo e + scemo": compreso il sequel di due anni fa. A mio avviso, considerato dopo quanti anni è stato fatto, molto ben riuscito
Grazie a tutti delle risposte e dei consigli.
Ora, vi cito un film commedia francese che adoro e vediamo in quanti di voi lo conoscono: "la cena dei cretini".
è un cult francese, gran bel film (specialmente in originale) però l'adattamento è molto buono.. il remake usa con steve carell e paul rudd non è malaccio, ma è abbastanza diverso l'originale //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
è un cult francese, gran bel film (specialmente in originale) però l'adattamento è molto buono.. il remake usa con steve carell e paul rudd non è malaccio, ma è abbastanza diverso l'originale //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ogni tanto mi mettevo un po' a ridere pensando a Matt Demon e Ben Affleck che si sono messi a scrivere la sceneggiatura. Per la maggior parte del tempo la stessa sensazione che se ti masturbi 5 volte in un solo giorno, a tratti tollerabile. Personaggi monolitici e inchiodati su idee retoriche fino ai "momenti del cambiamento". Pesaaaante.
The Apartment, Billy Wilder
Godibile ma ripetitivo. Per incastrare tutti i pezzi dell'orologio deve mantenere i due protagonisti immobili fino a renderli irritanti e stucchevoli.
The Pervert's Guide to Ideology, Sophie Fiennes & Zizek
Good will hunting, Gus Van SantOgni tanto mi mettevo un po' a ridere pensando a Matt Demon e Ben Affleck che si sono messi a scrivere la sceneggiatura. Per la maggior parte del tempo la stessa sensazione che se ti masturbi 5 volte in un solo giorno, a tratti tollerabile. Personaggi monolitici e inchiodati su idee retoriche fino ai "momenti del cambiamento". Pesaaaante.
The Apartment, Billy Wilder
Godibile ma ripetitivo. Per incastrare tutti i pezzi dell'orologio deve mantenere i due protagonisti immobili fino a renderli irritanti e stucchevoli.
The Pervert's Guide to Ideology, Sophie Fiennes & Zizek
Sono stato assente per un bel po' di tempo causa esame, però sono riuscito a guardare qualcosa comunque. Quindi... malloppone! Parte 1!
The Duellists by Ridley Scott (1977)
Quando un regista è bravo lo capisci sin dal suo debutto (nonostante questi abbia già diretto più di 1000 pubblicità, robetta eh niente di che :morristend, e questo è uno di quei casi. Storia semplice ma non per questo banale, anche se alcuni momenti li ho trovati piuttosto noiosi, ma vabbè, sono io che non adoro questi Period Dramas, ciò che eleva la pellicola sono però le varie scelte registiche. Un esempio lo è il finale
con il personaggio di Keitel che si staglia sul promontorio come Napoleone dopo la sconfitta di Waterloo, se non sbaglio
Inoltre i duelli con le spade sono tra i migliori che abbia mai visto su schermo, soprattutto quello più cruento a metà film; in più nessuno di questi è uguale all’altro, e sono perfino molto realistici. Il budget era poco ma Scott è riuscito a fare i miracoli, perciò Chapeau. P.S. Ho letto su Internet che quando il personaggio di Carradine si propone, i due personaggi stavano veramente ridendo perché uno dei due cavalli era in calore e l’altro stava avendo un’erezione
Voto: 7,5
Dolls by Takeshi Kitano (2002)
Linciatemi, ma io a parte le belle immagini (anzi, bellissime), ho trovato poco o niente in questo film. Va bene, le storie sono tragiche al punto giusto da farmi appassionare e commuovere in alcuni frangenti (soprattutto quello della donna che attende per tutto quel tempo il fidanzato :tragic, però non riesco a farmelo piacere fino in fondo, anzi, dopo un po’ mi aveva davvero annoiato. Non penso sia un film che fa per me. In ogni caso non discuto la bravura registica di Kitano.
Voto: 6,5
Die Hard by John McTiernan (1988)
Che dire se non che questo film è un caposaldo del genere action, e che, probabilmente, l’ha rivoluzionato. A partire dal protagonista, un uomo comune invece di un eroe super muscoloso; e dall’antagonista, Alan Rickman che ruba la scena nei panni di Hans Gruber. Così come il senso di claustrofobia all’interno dell’immenso palazzo di vetro (ottima l’idea di mostrare il grattacielo dall’esterno in seguito alla serratura delle porte, come per dire che ora nessuno potrà scappare da quell’edificio in cui si sta per scatenare l’inferno). E poi l’azione, che vabbè, è di prima qualità dall’inizio alla fine
la caduta di Hans è fatta da *** //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Gab3.gif
Sceneggiatura ottima, una delle migliori di sempre per quanto riguarda i film d’azione, con un ottimo ritmo, alcuni scambi memorabili, e un’eccellente conclusione. A proposito del finale, ho adorato che il film termina con in sottofondo “Let It Snow” (ma vabbè, io amo le canzoni natalizie quindi sono di parte, anche per quanto riguarda gli altri accompagnamenti musicali nel corso del film).
Voto: 8,5/9-
Misery by Rob Reiner (1990)
Al termine del film pensavo che quello che avevo visto non era un vero horror, il giorno dopo mi sono accorto di quanto mi stessi sbagliando. Di scene violente, “da horror” ce ne sono
quando gli ha rotto entrambi i piedi
ma quello che più importa è che la tensione è stata costante per (quasi) tutto il corso del film, con ogni volta che Annie entrava nella stanza di Paul non sapevi cosa gli avrebbe potuto fare
ma soprattutto quando Annie sta tornando in casa mentre Paul si trova fuori dalla sua stanza
. Gli attori chevvelodicoafare? James Caan è James Caan anche quando deve semplicemente fare da supporto al vero protagonista della pellicola, una Annie Wilkes interpretata superlativamente da Kathy Bates. Mitico lo sceriffo comunque! //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/Gab3.gif
Voto: 8-
A Most Violent Year by J.C. Chandor (2014)
Cavolo, era da tanto tempo che mancava un film così (o ho un lapsus?), un bel film gangster vecchia maniera. Anzi, questo è meglio definibile come un anti-gangster. L’ombra del Padrino (soprattutto il secondo) si può notare qui, con Abel Morales, il protagonista interpretato in maniera eccellente da Oscar Isaac, che ricorda molto Michael Corleone; però in questo caso il nostro personaggio principale tenta in qualsiasi modo di stare lontano dalla violenza e la malavita. Il che gli risulta difficile perché a) si ritrova nell’anno con più crimini nella storia di NY; b) l’azienda che ha ereditato era in mano a dei gangster; e c) l’uomo da cui l’ha ereditata è suo suocero, e sembra che molti dei suoi modi sono ripresi dalla figlia. Quest’ultima, una fredda ma eccezionale Jessica Chastain, si scontra molte volte con il marito regalandoci alcune delle migliori discussioni tra coniugi come non se ne vedevano da tempo; discussioni che vertono su temi economici e morali, temi maturi, come maturo è tutto il film e il suo regista. Di lui avevo visto soltanto Margin Call e mi piacque davvero tanto, il miglior film sulla crisi del 2008 insieme a The Big Short, ma credo che dopo questo, che è solo il suo terzo film, si può affermare che ha raggiunto una maturità che tanti altri registi, dopo tanti altri film, se la sognano. Il film non è molto violento, né molto eccitante (anche se quando lo è ci regala due davvero fantastiche scene), ma è ricco di drammaticità, soprattutto per quel che riguarda la storia di uno dei dipendenti di Abel, Julian; storia tragica a causa di quello che sembra uno scherzo del destino
la sua fuga e successiva morte sarebbero potute essere evitate se solo lo avesse lasciato provare al reparto vendite :tragic:
Oltre a ciò ho adorato i colori giallognoli che rispecchiano l’ambiente marcio del tempo. Un film davvero solido.
Voto: 8
Jules et Jim by Francois Truffaut (1962)
Probabilmente ho sbagliato io a partire con la French New Wave con questo film (in realtà è il secondo, il primo è stato Le Mèpris), del quale riconosco l’indubbia bravura di Truffaut come regista - penso infatti che questo sia uno dei film meglio diretti di sempre - ma che ciò che mi ha lasciato non è esattamente positivo, o perlomeno non appieno. Il personaggio di Catherine è uno dei migliori personaggi femminili (in generale?) che abbia mai visto su schermo, e l’interpretazione di Jeanne Moreau è pazzesca; inoltre molto molto bella la soundtrack; e ho pure apprezzato la relazione a tre all’inizio; però… già, c’è un però: mano a mano che il tempo scorreva non ho sopportato come si è evoluta la relazione, o perlomeno ho avuto sentimenti contrastanti al riguardo
quelli positivi sono per via della complessità del personaggio di Catherine come motivo per lo sfaldamento della relazione
Ho bisogno di riguardarlo, certo, però non prima di essermi visto diversi altri film della New Wave. Il voto per ora è molto indicativo perché il film mi ha lasciato una sensazione positiva e mi ha fatto riflettere, ma penso che mi possa offrire perfino di più.
Voto: 8
Le Charme discret de la bourgeoisie by Luis Bunuel (1972)
Ciò che salta subito all’occhio è l’evidentissima critica alla borghesia attraverso l’importanza che loro affidano ai ruoli nella società, ai vestiti, e… beh, a quanto pare un po’ a tutto
la loro vita in generale infatti, rappresentata dal regista come un cammino senza meta e senza fine.
Quello che però mi interessa maggiormente, e che più mi è piaciuto del film, è la comicità di Bunuel. E’ quel tipo di comicità senza senso (o quasi) che adoro e che in questa pellicola in particolare viene mostrata, soprattutto, attraverso l’interruzione, continua, del pranzo o cena di un gruppo di amici borghesi. Il tutto assume toni sempre più grotteschi - d’altro canto stiamo parlando del maestro del surrealismo – e infatti l’elemento forse principale di questo movimento, il sogno, è ricorrente, facendoci riflettere se il film in sé non sia in realtà un sogno. Penso che anche a chi non è interessato alle critiche socio-politiche possa piacere molto questo film, che trova nella sua peculiarità il suo punto di forza
il personaggio del prete, per la sua stranezza, è il mio preferito ad esempio; è pure il più divertente, soprattutto nella scena in cui mentre stanno per mangiare si alza il sipario e si scopre che in verità è una recita, il punto più alto del film per quanto mi riguarda
Voto: 8+
P.S. Ma il topic Vota la filmografia? Io non sarei in grado di votare perchè non ho visto tutti quei film, però non mi dispiacerebbe affatto una sua resurrezione visto che era quello che leggevo con più piacere :morristend:
P.S. Ma il topic Vota la filmografia? Io non sarei in grado di votare perchè non ho visto tutti quei film, però non mi dispiacerebbe affatto una sua resurrezione visto che era quello che leggevo con più piacere :morristend: