The woman who left, Lav Diaz
Recensione in anteprima. Il prossimo film di Lav Diaz che passa in concorso a Venezia quest'anno, sottotitolato da me.
In pratica è un road movie in cui la protagonista si muove in gran parte di notte alla ricerca di risposte e possibile vendetta sul suo passato. Bello e ispirato, ricorda Heremias anche se quello rimane diverse spanne sopra per asciutezza e brutalità. Diaz si è ammorbidito nella forma, i suoi piano sono molto meno lunghi e più intramezzati, secondo me perdendo un po' in espressività ma per il pubblico è tutto di guadagnato.
L'ingombro più fastidioso è dato invece da alcune parti retoriche ad inizio e fine con cui si ammanta la protagonista e l'intero contesto di un romanticismo stucchevole, anche in Heremias alla fine c'era qualcosa del genere ma molto più corto e preciso, dispiace, rovina il respiro del film, purtroppo è una tentazione in cui sta ricadendo sempre più spesso.
Ghostbusters, Paul Feig
Ha una prima metà molto molto bella, quasi inaspettata per un film mainstream di questi ultimi anni. Il gruppo e l'universo di ghostbusters si costruisce in modo coerente, rispettando le pulsioni del primo ma aggiungendo tutti i legami logici che gli mancavano. Negli anni 80 si poteva ancora godere di quella sorta di casualità molle, adesso sarebbe intollerabile per il pubblico purtroppo. Katie Dippold contribuisce a scrivere degli scambi di battute davvero riusciti, con una regia a sostegno che non sceglie mai la strada della super frammentazione alla Avengers e co.
Cast azzeccato, visto il doppiaggio non ho potuto godere delle voci ma la fisicità di Kate McKinnon è travolgente.
La seconda metà purtroppo si butta in una sequela di scene action con effetti speciali davvero belli (quelli che hanno fatto lievitare il prezzo del film), colorati e pucciosi (niente teal and orange in generale! miracolo!), ma non ritmati. Spreco, peccatissimo.
Lo spazio per il sequel c'è, hanno saputo creare le giuste connessioni con i precedenti sia come elementi bruti che come ricerca stilistica, dimostrando di sapere ampliare un universo a piacimento.