Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Sto continuando con la filmografia di Antonioni ed ho visto "Deserto Rosso". Per ora è il mio preferito. È straordinario come Antonioni riesca a creare un'opera che pare distaccarsi da quelle precedenti ma che è in realtà è perfettamente legata ad esse e le evolve nelle tematiche.

A tratti mi pareva di guardare un film di fantascienza, dove le campagne, deserte e inquinate, i fumi e le fiamme, l'acqua e il petrolio rispecchiano il malessere di Giuliana (e della società in generale) che si sente sola e frastornata in un mondo che non le appartiene. Se nei film precedenti ho colto una critica al consumismo, al denaro, alla voglia di apparire più che essere, qui pare ci sia anche una vena "ambientalista" se non negli intenti, almeno nel comporre con le immagini un mondo grigio e in malora, i rumori meccanici che ci accompagnano lungo tutto il film non fanno altro che aumentare il disagio interiore, stordiscono, sono scoordinati come le parole della Vitti.

Più che crisi dei sentimenti c'è proprio un'alienazione totale verso un mondo che nemmeno io, attraverso le immagini proposte da questo film, ho fatto fatica a ritenere reali, eppure è più reale che mai.

Fantastiche le scene nella cascina avvolta dalla nebbia dove i personaggi sembravano sospesi nel tempo, in un apparente benessere (risate, dialoghi frivoli, vino) ma noncuranti dei fantasmi che sono e dei danni che creano, in contrastato ai luoghi fatiscenti, evanescenti e rossi come il metallo delle navi e dei tubi, del fuoco e della terra.

Mi domando solo a cosa si riferisca il rimando alla concezione olistica delle cose (1+1 = 1, detto dal bambino) visto che almeno io ho interpretato l'intero film come una scissione delle cose, e in particolare dell'uomo dal mondo.

 
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Sto continuando con la filmografia di Antonioni ed ho visto "Deserto Rosso". Per ora è il mio preferito. È straordinario come Antonioni riesca a creare un'opera che pare distaccarsi da quelle precedenti ma che è in realtà è perfettamente legata ad esse e le evolve nelle tematiche. A tratti mi pareva di guardare un film di fantascienza, dove le campagne, deserte e inquinate, i fumi e le fiamme, l'acqua e il petrolio rispecchiano il malessere di Giuliana (e della società in generale) che si sente sola e frastornata in un mondo che non le appartiene. Se nei film precedenti ho colto una critica al consumismo, al denaro, alla voglia di apparire più che essere, qui pare ci sia anche una vena "ambientalista" se non negli intenti, almeno nel comporre con le immagini un mondo grigio e in malora, i rumori meccanici che ci accompagnano lungo tutto il film non fanno altro che aumentare il disagio interiore, stordiscono, sono scoordinati come le parole della Vitti.

Più che crisi dei sentimenti c'è proprio un'alienazione totale verso un mondo che nemmeno io, attraverso le immagini proposte da questo film, ho fatto fatica a ritenere reali, eppure è più reale che mai.

Fantastiche le scene nella cascina avvolta dalla nebbia dove i personaggi sembravano sospesi nel tempo, in un apparente benessere (risate, dialoghi frivoli, vino) ma noncuranti dei fantasmi che sono e dei danni che creano, in contrastato ai luoghi fatiscenti, evanescenti e rossi come il metallo delle navi e dei tubi, del fuoco e della terra.

Mi domando solo a cosa si riferisca il rimando alla concezione olistica delle cose (1+1 = 1, detto dal bambino) visto che almeno io ho interpretato l'intero film come una scissione delle cose, e in particolare dell'uomo dal mondo.
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si scherza :.bip:
 
Enemy

Cosa ho appena visto, film molto alla Lynch ed essendo quest'ultimo un regista che non amo anche questo film non l'ho apprezzato particolarmente

Comunque Gyllenhaal è bravo ma deve cercare di fare ruoli diversi, fa quasi sempre lo schizzato apatico dal 2001 a questa parte

 
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EnemyCosa ho appena visto, film molto alla Lynch ed essendo quest'ultimo un regista che non amo anche questo film non l'ho apprezzato particolarmente

Comunque Gyllenhaal è bravo ma deve cercare di fare ruoli diversi, fa quasi sempre lo schizzato apatico dal 2001 a questa parte
Waat, c'ha uno dei finali più sconvolgenti degli ultimi anni.

Io ho rivisto DOPE, adoro questo film.

 
Il film ed il finale (anche se imho telefonatissimo)

si capiva lontano un miglio che sarebbe successo qualcosa
sono interessanti, infatti penso che il film non sia brutto, semplicemente rientra in una tipologia di film che non mi piace molto (Lynch, tutto il filone ispirato a Kafka e via dicendo)

 
La folie Almayer | Chantal Akerman, 2011. Visione parziale. Lentissimo, ma la sua bellezza sta proprio qui. La fotografia è sontuosa, e graziata da un ritmo dilatatissimo che dà a questi quadri in movimento il respiro che meritano. Per quel poco che ho letto di Conrad, la Akerman è riuscita egregiamente nel tradurre in pellicola quelle atmosfere sospese, opprimenti ed ammalianti che tanto vi ho amato. Peccato la narrazione tenda ad arenarsi troppo presto, la durata ha finito per scoraggiarmi. In una serata diversa forse lo avrei adorato; sarà per la prossima.

Il posto | Ermanno Olmi, 1961. Ma che bello bellissimo! Grandi momenti. E lei è :cuore:! Talmente :cuore: che finito il film Olmi se l'è sposata. Bravo!

Ah, annata '61. :ivan: Se interessa lo si può vedere qui!

 
Gasato per il posto :predicatore:

Visto dead man's shoes, thriller/drama britannico fatto con due lire, approvato. Finalmente un personaggio di quelli folli interessante, ha degli scatti maniaci furiosi ma non è una macchietta, è divertente in una maniera disturbata. Tutto il il film in generale è divertente, gioca con il già visto e trova comunque dello spazio per calmarsi, in 90 minuti. Paddy considine totalmente redento, attore spettacolare

 
POOR LITTLE RICH GIRL (1917). Uno dei tanti film della Pickford dove interpreta una 12enne. La protagonista è una ragazzina trascurata dai genitori (l' uno uomo d'affari e l' altra una madre troppo occupata nella vita mondana). Il film ruota tutto attorno alle giornate di Gwendolyn passate in questa casa gigantesca, tra i desideri di libertà e i doveri di una rampolla. Prova attoriale maiuscola della Pickford che si cala perfettamente nella parte. Registicamente da segnalare la seconda parte del film dove vira sul surrealismo. Finale amaro che richiama i veri valori di una famiglia.

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John Wick.

Veramente bello, un thriller d'azione fatto alla grande, come ci si dovrebbe aspettare da un regista ex-stuntman.

Bellissime coreografie, stunt notevoli e fotografia estremamente ricercata. Quest'ultima non me l'aspettavo, e da quel tocco in più che eleva questo film molto al di sopra della media del genere, a livello puramente estetico.

Musiche azzeccate e montaggio strepitoso, tecnicamente il film è sensazionale, c'è poco da dire.

La storia ed i personaggi sono volutamente stereotipati ed il film gioca in parte su questo, riprendendo tutti gli elementi ricorrenti del genere e portandoli agli eccessi per intrattenere il pubblico, creando una confezione sublime per un contenuto che è conscio del fatto che sia visto e rivisto, ma è anche conscio del fatto che funzioni e che funzionerà sempre, a patto che sia messo in scena con competenza ed ironia, cosa che avviene in questa pellicola.

Un ultimo appunto lo voglio fare al mondo creato apposta per il film, cioè quello della "società degli assassini" se così la vogliamo chiamare, veramente affascinante.

Grandissimo film, un capolavoro nel suo genere, assolutamente da vedere!

 
John Wick.Veramente bello, un thriller d'azione fatto alla grande, come ci si dovrebbe aspettare da un regista ex-stuntman.

Bellissime coreografie, stunt notevoli e fotografia estremamente ricercata. Quest'ultima non me l'aspettavo, e da quel tocco in più che eleva questo film molto al di sopra della media del genere, a livello puramente estetico.

Musiche azzeccate e montaggio strepitoso, tecnicamente il film è sensazionale, c'è poco da dire.

La storia ed i personaggi sono volutamente stereotipati ed il film gioca in parte su questo, riprendendo tutti gli elementi ricorrenti del genere e portandoli agli eccessi per intrattenere il pubblico, creando una confezione sublime per un contenuto che è conscio del fatto che sia visto e rivisto, ma è anche conscio del fatto che funzioni e che funzionerà sempre, a patto che sia messo in scena con competenza ed ironia, cosa che avviene in questa pellicola.

Un ultimo appunto lo voglio fare al mondo creato apposta per il film, cioè quello della "società degli assassini" se così la vogliamo chiamare, veramente affascinante.

Grandissimo film, un capolavoro nel suo genere, assolutamente da vedere!
Addirittura :blink:

 
SecretaryMa il mondo lo sa che prima di 50 sfumature c'era questo? :morristend: Il personaggio maschile ha anche lo stesso nome :rickds:
è abbastanza famoso "Secretary", magari non alle masse però.

Considerando che "50 sfumature di..." sia una fan-fiction di "Twilight", e quindi non sia nata come opera originale, è probabile che abbia pure preso elementi da "Secretary".

 
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Ho provato a vedere Il figlio di Saul ma non sono riuscito ad arrivare alla fine, da quanto era snervane sul piano estetico.

 
SecretaryMa il mondo lo sa che prima di 50 sfumature c'era questo? :morristend: Il personaggio maschile ha anche lo stesso nome :rickds:
Beh io solo di recente ho scoperto che prima di The Fast & The Furious e Point Break c'era un film chiamato "La fine del gioco" :ahsisi:

 
Ho provato a vedere Il figlio di Saul ma non sono riuscito ad arrivare alla fine, da quanto era snervane sul piano estetico.
Ellamadonna, adorato ovunque tranne che in sezione, pure a togg non piacque :asd:

 
Ho provato a vedere Il figlio di Saul ma non sono riuscito ad arrivare alla fine, da quanto era snervane sul piano estetico.
Ti stringo la mano in segno di intesa. Film orripilante, l'opposto del materialismo. Se vogliamo usare termini che piacciono (ma confusi) ne direi ricattatorio e FURBETTO :stema:

 
Il furbetto :bruniii:

Visto the handmaiden, mi è piaciuto sul piano estetico, attori bravissimi, produzione e design da urlo, però questa volta la sceneggiatura di Park non mi è piaciuta. Tolto che non sono un esagerato fan dei flashback, sopratutto per come vengono utilizzati nella prima parte (ci teneva a iniziare in medias res pur di "spiegare" l'inizio 10 minuti dopo?), è molto debole e prevedibile a partire da metà film, proprio Park che è sempre andato a fondo sulla malvagità umana qua disegna dei personaggi tanto interessanti sulla carta quanto deludenti alla fine dei conti. Posso capire il discorso di etichettare l'uomo e il pene a inutili e ridicoli, però ecco se poi il discorso è tutto li... la terza parte sopratutto è imperfetta, un po' insoddisfacente, ci si aspetta un passo in più da uno che sta tirando una storia con così tanti fili, fili e intuizioni che per quanto interessanti, rimangono lì, non ci gioca neanche a sufficienza. In poche parole, avrei voluto una storia più articolata, gestita anche meglio e meno improbabile/banale col terzo atto. Anche la colonna sonora è un po' esagerata a tratti... resta un buon film per me, sicuramente anche un esercizio interessante per Park che comunque si mantiene attivo e cerca di sfornare roba almeno esteticamente interessante. La sua è una narrazione che comunque proceda, è comprensibile allo stesso modo da americani, europei e asiatici, è sicuramente più esperta ma meno criptica e significativa di lady e mr vendetta per dire.

 
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