Playtime di Jacques Tati
Film esito di uno sforzo titanico, in cui Tati arriva a costruire un set enorme (denominato da lui stesso "Tativille") per assecondare le sue necessità. Rispetto a Mon Oncle si fa tutto più grande: le scenografie ancora più curate, le scene affollate di movimento (fra quello di auto, macchine e decine di comparse), la fotografia sempre più geometrica e curata tanto da portare alla creazione in alcune scene di veri e propri tableau vivant (che fanno capire per direttissima in che modo Roy Andersson prenderà ispirazione per la sua trilogia dei viventi), l'intero film viene girato in 70mm e con audio 5.1 per permettere ai tanti suoni sovrapposti (sempre centrali) di poter essere distinti, la comicità nasce dall'intrecciarsi di tantissimi microelementi su più piani e a lungo termine, cosa che può rendere talvolta addirittura di non immediata comprensione la comicità che il film mette in scena.
Monsieur Hulot, ancora protagonista, si fa ancora più in disparte, per lasciare al centro la città, resa ancora più moderna e disumanizzante: non esistono più i quartieri poveri o le villette borghesi, anche l'industria è messa da parte per rappresentare il centro economico della nuova società, fatta di grattacieli, appartamenti tutti uguali (impressionante la sequenza in cui vengono accostati in un campo due appartamenti posti accanto in cui le vite sembrano svolgersi nello stesso identico modo), uffici, attività commerciali, strade trafficate.
Una Parigi caotica, multiculturale, piena di turisti che però hanno come polo attrattivo solamente questi centri economici (la Torre Eiffel compare nel film solo una volta, nel riflesso di una vetrina), destinata all'autodistruzione (come dimostra la lunghissima sequenza del ristorante) ed in cui Hulot rappresenta solo un piccolo ingranaggio fuori posto, inutile ed inadeguato.
Proprio questo impianto titanico rischia alle volte di far perdere il focus immediato della comicità e perdersi in sequenze forse troppo lunghe, che hanno leggermente gravato nella mia visione portandomi a preferire il precedente. Rimane comunque un film assolutamente consigliato.