Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Sì sia il primo e il secondo, non portano nulla di nuovo e sono abbastanza classici però sono dei buoni film che intrattengono.

Se non hai già visto The Witch, recupera prima quello che è l'horror dell'anno nonchè uno dei migliori film usciti nel 2016.

 
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Don Verdean

E' una commedia americana di poco tempo fa, con Sam Rockwell

Mi ha fatto ridere moltissimo, lo consiglio

 
Sì sia il primo e il secondo, non portano nulla di nuovo e sono abbastanza classici però sono dei buoni film che intrattengono.
Se non hai già visto The Witch, recupera prima quello che è l'horror dell'anno nonchè uno dei migliori film usciti nel 2016.
Guarda Steeb, penso di aver capito un po' i gusti di Volpe, e credo proprio che The Witch non faccia per lui :asd:

Ad essere sincero, nemmeno io l'ho sopportato The Witch :asd:

 
The conjuring?
Li ho visti entrambi e mi sono piaciuti,soprattutto il primo che nonostante tratti un tema trito e ritrito è girato molto bene secondo me. :)

Sì sia il primo e il secondo, non portano nulla di nuovo e sono abbastanza classici però sono dei buoni film che intrattengono.
Se non hai già visto The Witch, recupera prima quello che è l'horror dell'anno nonchè uno dei migliori film usciti nel 2016.
Provvedo. :)

PS: Non sono sicuro ma ricordo di aver visto un trailer di un film con una ragazza che tipo indaga su una setta anni 80 o na roba del genere ? No eh ? :asd:

Guarda Steeb, penso di aver capito un po' i gusti di Volpe, e credo proprio che The Witch non faccia per lui :asd:Ad essere sincero, nemmeno io l'ho sopportato The Witch :asd:
L'horror è uno dei miei generi preferiti e mi piacciono tutti i film in generale ma ultimamente mi sto appassionando molto a roba psicologica,claustrofobica ecc.. :asd:

Poi ultimamente nel panorama horror i film belli scarseggiano,ormai vanno di moda roba tipo,Ouija,Paranormal Activity e tutti sti film girati in prima persona. :bah!:

Comunque per chi non avesse visto "Le colline hanno gli occhi" consiglio di vederlo,anche il secondo capitolo perchè sono due grandi film secondo me anche se molto sottovalutati. :sisi:

 
Li ho visti entrambi e mi sono piaciuti,soprattutto il primo che nonostante tratti un tema trito e ritrito è girato molto bene secondo me. :)


Provvedo. :)

PS: Non sono sicuro ma ricordo di aver visto un trailer di un film con una ragazza che tipo indaga su una setta anni 80 o na roba del genere ? No eh ? :asd:

L'horror è uno dei miei generi preferiti e mi piacciono tutti i film in generale ma ultimamente mi sto appassionando molto a roba psicologica,claustrofobica ecc.. :asd:

Poi ultimamente nel panorama horror i film belli scarseggiano,ormai vanno di moda roba tipo,Ouija,Paranormal Activity e tutti sti film girati in prima persona. :bah!:

Comunque per chi non avesse visto "Le colline hanno gli occhi" consiglio di vederlo,anche il secondo capitolo perchè sono due grandi film secondo me anche se molto sottovalutati. :sisi:
Lo so Volpe, ma The Witch non è un horror normale, è un film indipendente prima di tutto, con la sua buona dose di pretenziosità (non me ne voglia Steeb :asd:).

è un film originale e con qualche idea interessante, ma il ritmo è estremamente lento, soprattutto nella prima parte, ed i dialoghi personalmente io non li ho digeriti, per l'inutilità di una marea di discorsi e per il fatto che il film sia tutto recitato in inglese arcaico, che secondo me non è roba per gli attori di The Witch, ma per attori di ben altro livello, cioè quelli "shakespeariani".

Comunque se vuoi provare a vederlo prova, magari ti piace. Io però ti ho avvertito :ahsisi:

 
The ninth configuration | William Peter Blatty, 1980. Ma da dove escono fuori questi film? Densissimo, ha un ritmo impossibile che pare non dover finire mai. Si vede che è stato diretto da uno sceneggiatore – lo stesso che ha prodotto il film e adattato il romanzo per lo schermo. Romanzo scritto da, indovinate chi? La prima metà è la migliore: ci sono dialoghi di un magnetismo al limite dell'ipnotico (scrittura ed interpretazioni impressionanti), e improvvisi momenti di comicità che sembrano voler squarciare la coltre di nubi che costantemente avvolgono il castello-manicomio in cui il film è ambientato. La seconda metà si sbilancia più verso la tragedia: sviluppa una vena retorica e religiosa che non ho trovato sufficientemente interessante, per poi trascinarsi, in un crescendo di pietismo, fino a un finale inaspettatamente stucchevole. (Doverosa una nota sull'audio, veramente disastroso.) Al di là di tutto, il castello è un'ambientazione memorabile; ed ho amato il modo in cui un tocco semplice come un temporale riusciva a renderlo intimo ed accogliente, e al tempo stesso a trasmettere un senso di isolamento e paranoia – quasi fosse un personaggio a sé. Strano film. Mi è piaciuto? Sto ancora cercando di capirlo.

 
Walk Hard: The Dewey Cox Story, gran bella parodia dei biopic, in particolare di quelli sulle stelle della musica (Ray Charles e Johnny Cash per essere più precisi).

Molto divertente, a tratti geniale per le trovate comiche, peccato però che il gioco non duri poco, e molte gag tendano a stancare dopo un po'.

Comunque la sua satira è sempre pungente e John C. Reilly è perfetto, così come il resto del cast, strapieno di grandissimi attori, comici e non.

Chi è appassionato di musica deve vedere questo film, le parodie di artisti e generi sono tantissime, dovendo ripercorrere più di mezzo secolo di storia della musica leggera. A me ha fatto morire ad esempio il pezzo nel quale prendono in giro

lo stile ed i testi
di Bob Dylan e quello nel quale

si ricostruisce in modo fantasioso e folle il "processo creativo"
dei Pink Floyd :asd:

Infine è un film che massacra tutti i cliché dei film biografici, grazie al cielo qualcuno si è accorto di quanto stiano diventando ridicoli, ripetitivi ed agiografici, un po' di satira ci voleva proprio!

Mi è piaciuto tantissimo, nonostante appunto una ripetitività di fondo. Se vi piacciono le parodie, questa è una di quelle imperdibili, DA VEDERE!

 
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dancer in the dark - lars von trier

piaciuto tanto. in periodo di musical, vedere il genere metabolizzato e risputato fuori da von trier è sempre aria fresca. anche se dopo sto film non guarderò più bjork con gli occhi a cuoricino :stema:

 
Dancer_in_The_Dark3_from_web_lowres-detail-main.jpg

dancer in the dark - lars von trier

piaciuto tanto. in periodo di musical, vedere il genere metabolizzato e risputato fuori da von trier è sempre aria fresca. anche se dopo sto film non guarderò più bjork con gli occhi a cuoricino :stema:
azz me lo rivedrei volentieri.

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Qualche film visto nelle ultime strane settimane.

The Blues Brothers. Bel classico, non un capolavoro però.

La Lunga Notte del 43. Storia di fascismo in Italia, chiaro e preciso. Ci sta tutto.

The Wild Bunch. Difficilmente tollerabile. Personaggi caratterizzati boh. Musichette(one).

A Lullaby to the Sorrowful Mystery (di Lav Diaz) Molto bello. Unica nota un eccesso di spirito conciliativo mitigato dal tipo di narrazione.

 
Enemy

Vi prego, ditemi che non sono l'unico a non aver capito quasi niente :rickds: Il finale poi, WTF gigantesco :morristend:

 
Mi sono appena finito di vedere biutiful. Non avevo molto la capoccia, complici casini vari che mi passano per la testa, ma da un certo punto mi ha preso molto e mi sono messo a seguirlo per bene. Davvero un gran bel film, babel però (l'unico altro film di inarritu che ho visto) ricordo mi colpì di più

 
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Imperial Dreams di Malik Booth. Filmetto anonimo come pochi, da evitare.

 
Come ritmo, diventa rapidamente stiracchiato e spinto esclusivamente da scene sempre più gonfiate. Non è The Rocky Horror Picture Show ecco. Per confrontarlo a un altro musical cult dello stesso periodo.

Resta un bel film, non ci ho niente contro ci mancherebbe.

 
Visti "L'avventura", "la notte" e "l'eclisse" di Michelangelo Antonioni. Ognuno sembra la continuazione dell'altro, sono spaccati di vita di persone verosimili con problemi verosimili. La cosa più affascinante, ovviamente, è questa solitudine e vuoto d'essere che vivono i protagonisti: i silenzi e le cose non dette ampliate dalle architetture, dove tutto sembra metafisico ed alieno (Il paesino disabitato di montagna in "l'avventura", le zone di espansione edilizia in "la notte" e il quartiere Eur in "l'eclisse"). Questi "non luoghi" sono permeati di solitudine frenetica, sviluppo urbano per persone che apparentemente non provano più niente, un po' gusci vuoti come gli involucri stessi degli edifici. Eppure bruciano di passione ma non riescono a comunicare, se ci riuscissero risolverebbero in parte i loro problemi. Le nostre vite sono così, quante volte ci teniamo tutto dentro e non esterniamo i nostri dubbi e incertezze, ci lasciamo trasportare dall'apatia finché si arriva ad un climax di emozioni, ma gira e rigira si ritorna sempre al punto di partenza, un cerchio che inizia e finisce con il sentirsi un mondo a se. Ogni film ha più di una scena che meriterebbe di essere citata ma per pigrizia non lo faccio.

Monica Vitti è magnetica.

 
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Cléo de 5 à 7 – Agnès Varda, 1962. Due ore vuote e la narcisista più adorabile del mondo, il film è tutto qui: e lascia che il resto succeda semplicemente da sé, qualunque cosa sia. Fotografia meravigliosa, la macchina da presa fluisce da un'inquadratura all'altra con tanta morbidezza che il più delle volte non ci se ne accorge nemmeno; e che stile, e con che leggiadria segue l'esitante disvelarsi del proprio personaggio. Questa è la Nouvelle vague che amo: quella capace di creare memorabili momenti di Cinema partendo dal nulla.

Ah e comunque il '62 si conferma forse l'annata più sfolgorante della Storia del Cinema: per citare solo i capolavori (e solo quelli che ho visto finora), mi vengono in mente L'infanzia di Ivan, Lawrence of Arabia, Il gusto del sakè, in Italia fra gli altri uscivano Il sorpasso e Salvatore Giuliano, e solo in Francia Jules et Jim, Vivre sa vie e la stessa Cléo – e chissà quanti me ne mancano ancora. Pazzesco.

Visti "L'avventura", "la notte" e "l'eclisse" di Michelangelo Antonioni. Ognuno sembra la continuazione dell'altro, sono spaccati di vita di persone verosimili con problemi verosimili. La cosa più mi affascinante, ovviamente, è questa solitudine e vuoto d'essere che vivono i protagonisti: i silenzi e le cose non dette ampliate dalle architetture, dove tutto sembra metafisico ed alieno (Il paesino disabitato di montagna in "l'avventura", le zone di espansione edilizia in "la notte" e il quartiere Eur in "l'eclisse"). Questi "non luoghi" sono permeati di solitudine frenetica, sviluppo urbano per persone che apparentemente non provano più niente, un po' gusci vuoti come gli involucri stessi degli edifici. Eppure bruciano di passione ma non riescono a comunicare, se ci riuscissero risolverebbero in parte i loro problemi. Le nostre vite sono così, quante volte ci teniamo tutto dentro e non esterniamo i nostri dubbi e incertezze, ci lasciamo trasportare dall'apatia finché si arriva ad un climax di emozioni, ma gira e rigira si ritorna sempre al punto di partenza, un cerchio che inizia e finisce con il sentirsi un mondo a se. Ogni film ha più di una scena che meriterebbe di essere citata ma per pigrizia non lo faccio.Monica Vitti è magnetica.
Bel commento! Fra l'altro pure L'eclisse è del '62. :asd:

 
Angel Heart - Ascensore per l'inferno (1987)

Mamma mia il colpo di scena finale :morristend: comunque carino.

 
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Tini zabutykh predkiv (Le ombre degli avi dimenticati) | Sergei Parajanov, 1965. Waaah. Dato che già so che scriverò un commento che suonerà come “È il film più bello del mondooo”, premetto subito: non è il film più bello del mondo, dato che durante il primo quarto d'ora sono stato vicino a staccare. :asd: Questo perché la vicenda (una storia d'amore folcloristica) non è delle più avvincenti, e perché per acclimatarsi all'estetica di Parajanov serve del tempo. (Anche se ad un certo punto gli aventi hanno preso una piega piacevolmente inaspettata, grazie al fatto che non avevo manco letto fino in fondo la sinossi. :asd:) Insomma, che dire di questo matto? Durante la visione mi sono venuti in mente dei paragoni piuttosto strani: a volte sembra una specie di Fellini dei Carpazi un po' troppo entusiasta; :asd: a volte un Tarr euforico e a colori che gira i suoi piani sequenza di corsa. :rickds: Narrativamente pure è particolarissimo: ne Le ombre c'è un alternanza fra tragedia e commedia, fra naturalismo e stilizzazione quasi cartoonesca che ogni volta lascia interdetti: non ho capito in che misura il film fosse cosciente di questo, ma arrivato alla fine non avrei cambiato nulla. Quel che so è che io un uso simile della camera a mano non l'avevo mai visto, mi viene da ridere solo a pensarci. :rickds: (In senso buono: è adorabile.) La fotografia poi non so quanto valore abbia dal punto di vista tecnico (dato che ha tipo un contrasto tendente a infinito) ma è una cosa favolosa, dei ROSSI, dei NERI, dei BIANCHI che veramente sembrano voler bucare lo schermo. Mai avevo percepito con tanta immediatezza la presenza fisica della pellicola, tranne che alla proiezione in 70mm di The hateful eight – in particolare il bianco della neve è proprio quello, inconfondibile. Solo che questo l'ho visto sul televisore, per cui la cosa è strana. :asd: E i costumi, che costumi, avevo già dato un'occhiata ad altro di Parajanov e credo di poter concludere che i costumi nei film di Parajanov > qualunque altra cosa in qualunque altro film. Ma soprattutto ciò che colpisce nel Cinema di questo georgiano iperattivo è la forza dei movimenti, il modo in cui in un unico piano sequenza salta da un'inquadratura all'altra, ad un'altra ancora, e indietro, e avanti, e mai che utilizzasse un movimento banale: è come una danza ininterrotta fra la macchina da presa e i suoi soggetti, e lo spettatore nel mezzo. Per questo mi veniva in mente Fellini, anche se si tratta di due interpretazioni che non potrebbero essere più diverse. Il fatto è che anche se è evidente che le inquadrature e i movimenti di macchina sono stati preparati con cura maniacale da un talento fuori dal comune, quando si tratta di girarle effettivamente questo matto è talmente preso dalla foga che va praticamente tutto a *******. :rickds: Per questo inizialmente ho fatto fatica ad apprezzare il film fino in fondo: nonostante la sua strabiliante qualità estetica “teorica” la resa è estremamente grezza, e per questo Le ombre non è assolutamente un film per tutti. Per gli altri, però è uno spettacolo che riempie il cuore. Qui dentro c'è un'amore per il Cinema, una voglia di creare immagini che non ho mai sentito così viscerale, così impellente: è un film imperfetto e spesso maldestro, ma è una forza della natura e tutti i suoi difetti provengono da un eccesso di entusiasmo che, se compreso, è proprio impossibile non amare.

È la seconda volta che questo film passa su Mubi quest'anno, ed è una fortuna dato che la prima me lo lasciai scappare. Però mi sono lasciato scappare anche altri due Parajanov che ora vorrei vedere, speriamo ripassino. :cry:

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Che uomo. :rickds: :cuore:

- - - Aggiornato - - -

th


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Ma quest'uomo è un mito, da dove è saltato fuori. :rickds:
 
Fellini dei Carpazi :carletto:

Copio e incollo dall'annuario, dato che erano tutti film recenti

Comunque visti Moonlight, Hacksaw Ridge, Passengers e La Verità sta in Cielo.

Di questi, Moonlight è il migliore, anche se lo metto sul livello di La La Land, forse un pelo più basso. Sulla fiducia dico che è un film che potrebbe crescere col tempo. In effetti ammetto che durante la visione non mi ha particolarmente emozionato o esaltato, ma ritengo che sia un film che abbia veramente senso di esistere. Diviso in tre atti, in cui il protagonista ha mi pare 6, 14 e poi 20 e qualcosa anni, che narra tre momenti determinanti della sua vita. In America ha avuto un successo incredibile: un film su un omosessuale, afroamericano, raccontato con una spiccata sensibilità, senza sensazionalismi, e con un film su tanti punti di vista ottimo, probabilmente non l'avevano mai visto. Non credo ci sia una mentalità,oggigiorno, così diversa tra statunitensi ed europei, ma questo film non potrebbe mai, secondo me, avere lo stesso impatto che ha registrato lì. Sarà che diamo più per scontata una storia del genere, non ci colpisce come quello che per molti è stato uno schiaffo in faccia, almeno parlando per me. E sopratutto non abbiamo un vero "corrispettivo" della enorme cultura afroamericana, che si è mischiata e non, con gli anni e ha semore e comunque faticato a darsi voce in modo autentico, e questo mi sembra un film che ha colpito così tanto proprio perché, abituati a hidden figures, vedono un film scritto con i giusti intenti e diretto da qualcuno che ha veramente a cuore il tema, non è un "regista impiegato" che non troverà mai il modo giusto di rappresentare correttamente il discorso, di leggere tra le righe. Questo è un lavoro autoriale e in quanto tale lo rispetto, anche perché non scade dove molti si aspettano. Detto questo, non mi è piaciuto più di tanto per diversi motivi. Trovo il primo atto in assoluto il più interessante dei tre. Metà dei dialoghi nel film sono tra protagonista e un personaggio, che appare in tutti e tre gli atti, nel primo marginalmente,nel secondo di più, e il terzo è tutto suo. Sarò onesto quindi nel dire che mi è piaciuto di più quando affrontava il tutto con il rapporto del protagonista e le persone e l'ambiente che lo circonda, tema che viene fuori per l'appunto nel primo e in parte nel secondo atto. Nel primo atto segnalo anche due attori eccezionali (QUELLI DI HIDDEN FIGURES MANNAGGIA), janelle monae e sopratutto mahersala alì. Due piccole parti ma entrambe settano un livello che il film poi non raggiunge più. Il secondo atto sa in gran parte parecchio di già visto, con le tematiche del bullismo/coming of age, anche se alcune scene sono dirette e tagliate in modo abbastanza incisivo, e cerca di dare il massimo in tutto il film per quanto riguarda il personaggio della madre, ma da quel punto di vista non mi ha convinto appieno. Il terzo infine mi ha in po' deluso, anche se per i motivi appena detti, e insomma, tutto l'atto è molto prevedibile e secondo me la sceneggiatura non gli permette di essere incisivo come prima. Riconosco che di persone che ci si sono riviste, in quel dialogo, ce ne sono tante, non sono tra quelle.

Poi c'è Hacksaw Ridge, biopic elevato dalla media dal fatto che è diretto da mel gibson, e la sensazione che ha lasciato a lunghi tratti è interessante, per come tratta il protagonista ( che bravo però andrew garfield, sulla carta è un personaggio uguale a padre rodrigues, in realtà ne crea uno quasi altrettanto interessante per motivi diversi), pacifico, mischiando intorno a lui un bellissimo, esaltante, sano e tonificante spettacolo di violenza. Braccia, gambe, organi, fuoco e sangue, c'è tutto, lo riprende bene, e per questo riuscirà gia con me a farsi ricordare. La violenza che sogna in guerra è quella di casa, i giapponesi sono nemici ma non sono mai tanto demonizzati quanto il genitore a tratti, figura che come tutte, si redime. Si redimono tutti in questo film, motivo per cui non sono un fan del finale. L'ultima immagine è bella e poteva chiudersi li, non mi sono proprio piaciute

le "interviste"
, in tal senso ho preferito l'utilizzo della realtà di american sniper, che chiude il discorso su un eroe, piuttosto che continuare a elogiarlo. Comunque, biopic sopra la media, tecnicamente è tutto buono, gibson ha veramente le palle e ha chiamato un cast che proprio perché improbabile, funziona. Vince vaughn non è il sergente hartman, ma riesce a creare una sua figura e serve il suo scopo come deve, come il film, riassumendo.

Passengers è una ciofeca imbarazzante. Ci sono due cose positive, la colonna sonora, che è presa da altri, e la scelta che fa iniziare la storia che è trattata in un modo che... brr. Sulla carta ci sono 10 modi per farla bene e 100 sbagliati ed è sensazionale che tyldum schiacci tutti e 100 i tasti errati e ne inventa altri 100. Pratt è un cane, e la lawrence è anche lei indescrivibile. Che brutto film ragazzi, statene alla larga. Cancro.

La verità sta in cielo di faenza invece, vien da dir, mamma mia, che peccato :asd: non c'è bisogno di dire quanto sia interessante una storia del genere, ma è fatto abbastanza male, troppe idee e tutte confuse, greta scarano :rickds::rickds: peggio che in suburra. Scamarcio che fa de pedis :rickds: non scherzo se dico che una, in una sequenza del 2014, c'ha gli incubi su de pedis, morto 24.anni prima :rickds: e ripeto che de pedis è scamarcio, io rido :rickds: è veramente un peccato, gli intenti c'erano, ma la resa su schermo è nulla, avrebbe dovuto fare un documentario, e uno con le palle.

 
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