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l'alieno aveva detto che ci sarebbero voluti 3 anni...quindi c'è la possibilità che torni ad aiutarlo no? che poi perchè quella fiala ti trasforma in un gamberone?
l'alieno aveva detto che ci sarebbero voluti 3 anni...quindi c'è la possibilità che torni ad aiutarlo no? che poi perchè quella fiala ti trasforma in un gamberone?
Chips (2017) uno dei film piú insulsi e idioti della storia, stento ancora a rendermi conto di quello che ho visto. Di una banalità disarmante , fà leva esclusivamente sulla volgarità piú spicciola e sbagliata che si possa immaginare. È talmente basso che pure classificarlo come commedia americanata è un complimento eccessivo.
Baywatch (2017) commedia americanata, peró un mezzo sorriso te lo strappa. Ok in realtà si puó perderci del tempo per la Daddario che è talmente topa che bisogna verificare su google se esiste davvero
l'alieno aveva detto che ci sarebbero voluti 3 anni...quindi c'è la possibilità che torni ad aiutarlo no? che poi perchè quella fiala ti trasforma in un gamberone?
Ci mette 3 anni perchè deve andare sul loro pianeta natale.
Per la fiala: praticamente questi gamberoni hanno una tecnologia che è strettamente legata al DNA, pertanto qualsiasi macchinario, arma o altro può essere usato da chi ha il DNA corretto. Quella fiala serviva per riparare le attrezzature ed essendogli scoppiata in faccia il DNA alieno lo ha trasformato
Ecco la ciofeca italiana mal riuscita dall'inizio alla fine,in questi casi mi chiedo sempre perchè vengono spesi tanti soldi per delle cagate come queste, era meglio dare tutti quei soldi in beneficenza. Trama ridicola,scontata,che magari prova a darti una mezza morale verso la fine,ma prima bisogna identificarla e non viene neanche recepita in modo netto. Cast pessimo,era meglio mettere dei veri 17/18 enni visto il contesto tra i banchi di scuola,sceneggiatura ridicola,testi e dialoghi pessimi con battute che non fanno completamente ridere. Non che mi aspettassi chissà cosa da questa pellicola,ma sicuramente non mi aspettavo un prodotto cosi pessimo e mal riuscito. Sin dall'inizio il film si incanala in una direzione ridicola,un percorso lungo e aberrante con questi ragazzi che sono alla ricerca del cambiamento nonostante la presenza dei professori,alcuni stronzi,altri incompetenti ed altri che pretendono troppo. il loro destino era gia segnato da quanto si deduce nei primi 30 minuti,ma poi ci sarà un percorso di cambiamento e redenzione, lo spaccone di turno inizia a studiare,la secchiona del gruppo inizia a socializzare e cosi via,ok roba gia vista e rivista sicuramente,ma viene gestita in un modo davvero pessimo che si cade sul ridicolo. Peccato,perchè alla fine se non ci fosse stata troppo italianità e un pizzico di accuratezza in più nei dettagli,nella sceneggiatura,nel cast ed in tutto il resto poteva magari uscirne anche un prodotto decente che poteva anche piacere,ma non puoi presentarmi un prodotto pensato male e riuscito peggio. Non consiglio assolutamente di vederlo,non fate il mio stesso errore,poi fate voi,io vi ho avvisati poi magari sarà un fattore soggettivo e potrebbe anche piacervi,ma sinceramente ne dubito.
Prometteva forza, pareva dovesse osare, girato in economia sull'isola di Levanzo...
Non mi ha conquistato, anzi a tratti mi ha irritato con qualche inquadratura leccata a sproposito. Le suggestioni sono una cosa, una storia raffazzonata un'altra.
Una Doppia Verità, di Courtney Hunt
Avvocatesco di maniera, se la cava con gli incastri giusti e il ritmo che serve.
La storia dell'Amore, di Radu Mahaileanu
Qualche passetto indietro rispetto a Train de Vie e a Il Concerto, per me. C'è per la verità una voglia di sperimentare in più, qualche tocco quasi borgesiano, ma il risultato è penalizzato anziché premiato dalla tecnica narrativa scelta, che ne ha fatto un film assai mediato nonostante le intenzioni.
Ho perso del tempo con due film:
Chips (2017) uno dei film piú insulsi e idioti della storia, stento ancora a rendermi conto di quello che ho visto. Di una banalità disarmante , fà leva esclusivamente sulla volgarità piú spicciola e sbagliata che si possa immaginare. È talmente basso che pure classificarlo come commedia americanata è un complimento eccessivo.
Baywatch (2017) commedia americanata, peró un mezzo sorriso te lo strappa. Ok in realtà si puó perderci del tempo per la Daddario che è talmente topa che bisogna verificare su google se esiste davvero
Ci mette 3 anni perchè deve andare sul loro pianeta natale.
Per la fiala: praticamente questi gamberoni hanno una tecnologia che è strettamente legata al DNA, pertanto qualsiasi macchinario, arma o altro può essere usato da chi ha il DNA corretto. Quella fiala serviva per riparare le attrezzature ed essendogli scoppiata in faccia il DNA alieno lo ha trasformato
L'ho spiegato anche gli altri, in quella settimana avevo trovato il tempo per vedermi un film solo verso mezzanotte, e a quell'ora avevo bisogno di una boiata..
Solo in seguito mi son reso conto che in effetti potevo dormire
L'ho spiegato anche gli altri, in quella settimana avevo trovato il tempo per vedermi un film solo verso mezzanotte, e a quell'ora avevo bisogno di una boiata..
Solo in seguito mi son reso conto che in effetti potevo dormire
Suburra è un Noir che ci fa addentrare nella malavita romana con la cornice religiosa,politica e mafiosa la fa da cornice. I politici vanno con escort minorenni,ed i mafiosi prendono accordi con i poteri forti del palazzo per trasformare Ostia in una specie di posto incontrollato dove ognuno fa il cazz che vuole, insomma tutto bello ed interessante fino a qui,anche perchè comunque parliamo dello specchio degli anni che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo in un certo senso,dove i politici sono corrotti,la mafia è più presente che mai e la chiesa ha rotto le pal.le. Ma qualcosa va storto,il filone è solo di colore nero,Roma è il male,c'è il male,se vai al supermercato c'è il male, non ci sono controparti che contrabattono questa realtà che ci viene raccontata, o sei corroto o cattivo o non puoi vivere. Capisco che si voglia intraprendere la strada gia vista in Gomorra e Romanzo criminale (ed il registo lo conosciamo bene) ma in questo film c'è qualcosa che stona. Per non parlare dei dialoghi spesso banali,fermi e con una rigidità inutile. La sceneggiatura lascia un po a desiderare, gli sbirri non esistono,la magistratura viene citata solo una volta ma è come se non esistesse,almeno per fortuna gli attori sono giusti,vedi Claudio Amendola nei panni del Samurai e PierFrancesco Favino nei panni del politico corrotto ed infame, anche Greta Scarano nei panni di Viola non se la cava male,insomma gli attori e le interpretazioni sono molto okkey,peccato per i dialoghi come dicevo prima. La storyline o comunque l'arco narrativo temporale si svolge tutto i pochi giorni,uno dietro l'altro,dove ogni membro che comanda prende decisione importanti o vede il suo trono essere circondato dalle vicende che stanno succedendo,ma le fondamenta sono sempre la corruzione e la malavita,che nel bene o nel male è le fondamenta del film stesso per ben 2 ore. Insomma Roma ci viene raccontata in tutte le sue sfumature di quei tempi mentre veniva masticata da più lati,dai poteri forti dello stato e della strada senza che comunque qualcuno riuscisse ad intervenire veramente. Personalmente penso che il Film sia aldisotto delle aspettative,perchè si poteva dare sicuramente di più senza dubbi,ma non è un progetto da bocciare,bastava semplicemente pensare meglio ad alcuni pelosi dettagli che avrebbero reso il prodotto sicuramente migliore.
Le bonheur | Agnes Varda, 1965. I fiori! Il parco inondato di sole! I bambini e le ragazze! A tratti Le bonheur sprizza una gioia tanto cristallina, una pace dei sensi tanto idillica che quasi si vorrebbe poter entrarci, e rimanerci. Visivamente pazzesco (e impressionanti certi movimenti di macchina in spazi ridottissimi), peccato per un montaggio non brillante quanto vorrebbe apparire. Purtroppo il film non è fatto solo di questi momenti magici, e delude per via dei personaggi ridicolmente monodimensionali (certe scelte e reazioni rimangono incomprensibili, e non credo fosse voluto); l'ho trovato anche piuttosto semplicistico tematicamente (il finale, bah). Lascia comunque bellissime sensazioni, un gioiello mancato.
Dogville | Lars Von Trier, 2003. Sarebbe bastata anche solo la geniale messa in scena, e il fatto che per qualche strana ragione funziona, e invece ha così tanto da offrire anche sotto la superficie. Perdonando alcune scelte ai limiti del grottesco (l'invenzione di Bill, e certi eventi che seguono), la scrittura di Dogville è così cinicamente umana, così emotivamente stimolante. I caratteri e i rapporti fra i personaggi sono delineati alla perfezione, i dialoghi mai buttati a caso, e l'accompagnamento del narratore dà al film un respiro più simile a quello di un romanzo – tre ore che incomprensibilmente volano, e in questo mi ha ricordato da vicino l'ancor più radicale Historias extraordinarias. Gli abitanti di Dogville, con le loro tragiche debolezze, sono al contempo terrificanti ed universalmente riconoscibili – ed è da questa non-contraddizione che Dogville trae tutta la sua destabilizzante potenza. Magnifico.
Frances Ha | Noah Baumbach, 2012. FINALMENTEEE anni e anni di attesa, ed è ancora più bello di quanto mi aspettassi. Gerwig è Frances, Frances è il film, e il film è adorabile. Dialoghi e personaggi memorabili, è un film che ho trovato fondamentalmente tristissimo eppure così pieno di energia che non riesci a toglierti quel sorriso dalla faccia. Bellissima fotografia in bianco e nero, tanto semplice da apparire quasi casuale, eppure non priva di un'eleganza tutta sua. Un gioiello, da vedere e rivedere.
Rogue one: A Star Wars story | Gareth Edwards, 2016. FINALMENTEEE solo un anno di attesa in questo caso, ed è all'incirca esattamente come me lo aspettavo (il che si traduce in una irrazionale delusione, dato che le aspettative si erano autoalimentate col passare dei mesi). Personaggi insulsi trama ancora più insulsa, metà situazioni riciclate (ma imbellettate) da altri Star wars (anche se quell'altri sembrerebbe implicare che questo sia Star wars, il che non è vero) l'altra metà raccattata qua e là da prodottini d'azione standard per non dire mediocri, insomma tutta roba già vista e stravista solo che adesso si chiama Star wars e ci sono i costumi degli Stormtroopers e a un certo punto dicono La forza sia con noi (perché a quanto pare per fare uno Star wars basta seguire una checklist già pronta, e da lì in poi rimane solo da collegare i puntini con pezzi di sceneggiatura – un nome ormai svuotato, ridotto ai suoi soli elementi superficiali). Sceneggiatura imbarazzante. Nel vuoto siderale di Rogue one spiccano però due momenti, uno positivamente sorprendente ed uno sorprendentemente deludente, considerando che era l'unico motivo che mi attirava verso il film. Il primo è la battaglia spaziale sul finale (sia chiaro non quella a terra, quella è solo la versione rumorosa del piattume visto fino ad allora). All'improvviso sembra che sia iniziato Star wars, quello vero: un giocattolone spettacolare e genuinamente divertente, nel quale hanno pure infilato qualche nuova navetta **** – e l'ultima cosa che mi aspettavo di vedere era qualcosa di nuovo. Se la gioca per il titolo di miglior battaglia spaziale dell'intera saga, anzi forse è proprio la migliore. Chapeau. Il secondo momento cui accennavo è la scena ovvia di cui ovviamente tutti parlano, quando parlano di Rogue one – che è bella per carità, ma da cui mi aspettavo qualcosa di molto più forte. Quando hanno annunciato il film, il primo pensiero (o meglio il secondo, dopo Ma perché) è andato a come avrebbero reso quella scena: la mia fervida e ingenua immaginazione aveva partorito qualcosa del genere, che non starò a riportare nei minuziosi e deliranti dettagli, ma che fondamentalmente vedeva
i protagonisti barricati in un ambiente sospettosamente claustrofobico, assediati dagli Stormtroopers, con l'unico, ultimo compito di inserire il floppino con i piani della Morte nera (ah, ho sorvolato sull'effetto ridicolo del riproporre in pompa magna una fantascienza di quarant'anni fa) in qualche buco da cui inviare i dati alla base. Poi arrivava chi doveva arrivare (ma non preannunciato in alcun modo, per cui l'entrata in scena è inaspettata ed elettrizzante) e seguiva il PANICO e il furioso massacro di ogni singolo inerme personaggio con il quale in teoria si sarebbe dovuta costruire una qualche connessione empatica nel corso del film. Per cui mi è stato difficile entusiasmarmi nei famosi trenta secondi in cui viene falciata con nonchalance una decina di tipi a caso, tutti uguali nei loro costumi anni Settanta, per un coinvolgimento emotivo non molto più intenso rispetto al vedere i leziosi Jedi della seconda trilogia tagliuzzare mucchi di insignificanti droidi in grafica digitale.
Con un po' di coraggio in più si sarebbe potuto fare qualcosa di portentoso; peccato. Tornando a parlare del film in generale, alla fine dei conti non rimpiango affatto di averlo boicottato al cinema: per quanto girato onestamente (e non del tutto privo di meriti) rimane una robetta insignificante di cui non si sentiva nessun bisogno. Facciano quello che vogliono con la nuova trilogia, ma l'originale per quanto mi riguarda non si tocca.
Dopo l'Italiano Medio,Maccio capatonda ci riprova con un omicidio tutto all'Italiana, ma cosa si intende all'italiana? senza dubbio si parte dalla manipolazione dei media,dei giornalisti,delle televisioni a strumentare un omicidio in un posto del tutto quasi sconosciuto e renderlo nel giro di poche ore oggetto di discussione sulla bocca di tutti in men che non si dica,ed è ciò che succede anche in questa pellicola ad Acitrulla,piccolo paesino di pochi abitanti. Capatonda interpreta un sindaco che vuole rianimare il paesino,e tramite dei sotterfugi dopo la morte di una contessa acida e rompicoglioni ci riesce, ma come succede in questi i casi,ci sono presunti assassini,indagati e colpi di scena,anche per colpa della polizia spesso incompetente nel condurre le indagini. Accanto al Maccio nazionale troviamo quel belloccio di Herbert Ballerina che interpreta il fratello del sindaco,ormai spalla fissa si può dire nei film diretti dall'ex Padre Maronno dei bei tempi, quello che odio o comunque che non mi va proprio giu e Ivo Avido,mamma mia
Il Film scorre meglio dell'Italiano Medio sicuramente,che personalmente non mi è piaciuto,però alterna comunque alti e bassi,meglio sicuramente dalla seconda parte in poi,è li che forse il film incanala una direzione più rosea nello scorrere dei minuti,anche perche forse diventa pure più divertente rispetto all'inizio. Vorrei soffermarmi un attimo anche sulla comicità,anzi la solita comicità che contraddistingue i prodotti di Maccio,si ride,ed è vero,succede anche in questo film,ma spesso forse certe battute sono fine a se stesse,oltre che non fanno ridere,forse dovrebbe iniziare a cambiare il repertorio o alternare momenti comici ad alcuni più seri,dovrebbe mixare bene le due cose. In ogni caso le solite genialate non mancano,vedi i cinesi che parlano in milanese per esempio,oppure la scena con Nino Frassica che ha tutto metà,compresa la macchina che presta ai protagonisti che gireranno a Campobasso (centrocommerciale) con quella
Insomma si potrebbe definire un film Trash,ma ha anche un obbiettivo probabilmente,con la solita ironia targata Capatonda e compagnia bella,ovvero quella di farci riflettere un attimo sulla manipolazione che ci circonda in TV. ***** se è vero,la gente che si va a fare i selfie nei posti dove succedono queste disgrazie esistono veramente,e non è soltanto una scena immaginaria quella del film che vuole strapparci un sorriso,siamo frequentemente manipolati,come se quel posto diventasse un luogo di culto o turistico da visitare assolutamente.
Film promosso,non a pieni voti,ma in fin dei conti Maccio è migliorato,offrendoci un prodotto un po più "serio" senza dimenticare i suoi marchi di fabbrica storici e geniali,da vedere senza impegno o aspettarsi chissà quale filmone,piacevole ma finisce li
Fino All'osso
voto:8
Fino all'osso è un film distribuito dalla Netflix,che affronta una storia di un adoloscente alle prese con problemi fisici e psicologici che la portano a cambiare la propria vita. La protagonista è la ventenne Ellen che soffre di anoressia e continua a fare da trottola impazzita su questo continuo problema e a rischiare la vita continue volte. Grazie alla Matrigna e alla Sorellastra viene mandata in un centro di recupero per cercare di dare una svolta alla propria vita e sorpassare questo problema che la turba definitivamente, farà amicizia con altri ragazzi che vivono li con questi ed altri problemi ed inizierà la cura non del tutto normale ed etica del dottor William Beckham. Quindi Ellen inizia questo nuovo percorso dove emerge una voglia di autodistruggersi e di non saper andare avanti comunque da sola,ha bisogno di aiuto o di una persona accanto per sentirsi meglio,anche se per solo poco tempo, in fondo è una ragazza debole ma forte,cerca di reagire ma a modo suo,è una ragazza tenace ma passiva allo stesso tempo,ma anche dal cuore di pietra alle volte,se prende una decisione che reputa sia la cosa giusta per se stessa non torna indietro,avvolte sembra abbia il cuore di pietra ma è coerente,su questo non ci piove. In questo processo di cambiamento della ragazza,oltre il dottore un ruolo importante lo gioca quel ragazzo "sempliciotto" di Luke che si trova dentro al centro proprio come Ellen e riesce ad instaurare un rapporto con la protagonista di The To Bone, riesce a farla parlare di cose banali,a farla sorridere,la porta anche a cena fuori,insomma tutto quello di cui ha bisogno la giovane Ellen,svagarsi e non pensare ai suoi problemi. Ma anche qui a lungo andare qualcosa andrà storto, forse come anche il finale,che può piacere e non può piacere,dipende dai propri gusti personali,personalmente mi è piaciuto solo in parte,perche comunque mi aspettavo tutt'altro,visto che le ultime scene sono state gestite in un certo modo che ti fanno pensare ad altro.
Oltre la fotografia,e l'interpretazione degli attori mi è piaciuto tanto una scena a meta pellicola,ovvero quella dove il dottore porta i ragazzi sotto la pioggia nella visita artistica in un museo,terapia strana sicuramente,ma è stata una scena molto significativa e profonda dal mio punto di vista,forse la migliore del film per quanto mi riguarda,complimenti al regista Noxon.
Film sicuramente drammatico e adolescianziale che può anche non piacere,ma sicuramente la tematica molto difficile da trattare viene trattata con i guanti di velluto ed in modo realistico, ci fa capire che chi soffre di questi problemi alimentari non se ne rende conto per davvero,perchè crede veramente di avere tutto sotto controllo e che sta bene con se stesso e se lo ripete dentro più volte al giorno oltre che guardarsi allo specchio tante volte e continuare a fissare il proprio corpo,magari dopo aver finito di correre o fare esercizi in camera. Il problema è sicuramente fisico agli occhi degli altri e delle persone che ti circondano,ma forse il problema più grave è quello psicologico che spinge l'individuo ad andare sempre oltre e non fermarsi mai,ma qui nessuno può aiutarti o può cambiarti,si è sempre se stessi,da soli,ma se stessi,nessuno può entrare nella nostra mente e risolverci i problemi,nemmeno i dottori,a meno che non lo vogliamo noi.
Lily Collins (che trovo carina anche da magrissima come nel film) comunque è dovuta dimagrire un bordello per arrivare in questo stato per poter interpretare il ruolo,onore a lei,non era facile.
Showgirls | Paul Verhoeven, 1995. Pronti via ed è stato subito colpo di fulmine. Un B-movie scritto così perfettamente male da commuovere, appagamento cinefilo su ogni livello: dai dialoghi precotti infarciti di frasi fatte e zuccherati dal mielosissimo accompagnamento musicale, alla pioggia di cliché che qui fa da trama, ai non-personaggi capaci di passare da un estremo all'altro dei possibili stati d'animo nel tempo di una sola battuta, per non dimenticare l'overacting dilagante, i tagli di montaggio sbagliati apposta (ma in modo sottile) e l'estetica tronfiamente kitsch, esaltata da quella che del kitsch è forse la capitale mondiale, Las Vegas – per non parlare, banalmente, delle annichilenti deflagrazioni di erotismo della signorina Berkeley. È uno di quei film miracolosi che scelgono un genere e paradossalmente riescono ad esserne sia la parodia perfetta, sia il capolavoro – un altro che me ne viene in mente è Scream, per esempio, e perché no anche Starship troopers dello stesso Verhoeven. (Urge approfondire, ho già Robocop pronto.) Se però Showgirls non è il mio film preferito del mondo è perché nella seconda parte tralascia un po' la vena parodica (e quindi la sua brillantezza) per incanalarsi in una narrazione relativamente canonica: il tono si fa meno sarcastico, i personaggi acquisiscono un minimo di peso che li trattiene dal bipolarismo iniziale, e la trama procede verso il finale senza troppi guizzi, a tratti rischiando di somigliare ai prodotti che fino ad allora aveva esaltato/disintegrato tanto brillantemente (salvo un paio di botte che solo quel pazzo di Verhoeven). Non escludo che possa essere stata una scelta voluta, ma non posso negare che il mio entusiasmo iniziale si sia leggermente raffreddato dopo la prima ora (anche se è possibile che abbia influito il fatto di aver dovuto spezzare la visione in due, la connessione traballava la prima sera). Comunque sia un posto nel mio cuoricino se l'è conquistato, e già sono impaziente per la seconda visione. Ce ne vogliono di film così.
Un Must,che ci fa conoscere un eroe mascherato.V,un misterioso giustiziere che vuole ottenere la sua vendetta contro i piani alti del potere dittatoriale inglese nell'anno 2019/20, tramite degli attentati e dei piani ben collaudati per dare sollievo alla popolazione,e sopratutto a se stesso. Tutto ciò perchè? perchè il nostro protagonista è stato vittima di esperimenti biologici e quindi adesso si sente in dovere di dare una nuova linfa ai suoi simili che soffrono per tali scempi umanistici. Nel suo lungo e bramoso piano il nostro eroe anarchico attaccherà i mass media che manipolano la popolazione,eliminerà preti pedofili,politici e persone corrotte,complici degli esperimenti su V stesso e su tanti altri ragazzini e persone. L'Anarchico V nel suo percorso salverà anche Every da uno stupro by polizia locale,ma manipolerà la ragazza stessa per il suo bene,anche se inizialmente non sembra cosi, solo per renderla più forte,e quasi un suo doppione. Alla fine V,tra le tante imprese che ci vengono mostrate in due ore e passa di film,alla fine del film farà quello che ha sempre voluto fare,mettere KO il parlameto stesso con un treno pieno di esplosivi. Da li tutti i cittadini indosseranno la maschera sorridente del rivoluzionario Guy Fawkes,per esprimere la propria libertà dalla tirannia del governo autoritario che li sopprimeva. Diciamo che ho fatto ua sintesi della sintesi spoilerando un po tutto,ma ovviamente dentro il film c'è molto di più,ci sarebbero analisi più profonde da fare,come sulla trasformazione di Natalie Portman (Every) u sul simbolismo del numero 5/V punto di riferimento della pellicola,cosi come sulle ideologie che portano V a fare ciò che fa,sicuramente è tutto elaborato in un modo quasi perfetto ed utopistico allo stesos momento,ma nulla è lasciato al caso. Film che consiglio assolutamente.
voto:9
**SPOILER INSIDE**
Ci troviamo in uno dei tanti supermarket,che sotto gli occhi dell'essere umano medio non c'è nulla di particolare,se non comprare quello che serve per la propria dimora. Ma se ogni singolo alimento,detersivo,oggetto avesse una vita a se? Eh si è proprio questo che succede. Come se non bastasse,hanno anche delle esigenze sessuali,di divertirsi,o addirittura di uccidere,proprio come gli essere umani. La storyline gira attorno alla salsiccia Frank e i suoi amici Barry e Carl desiderosi di raggiungere il famigerato grande oltre,anche perchè Frank vorrebbe consumare li il suo rapporto con il suo Hot Dog "Brenda" senza freni. Quindi da qui parte l'avventura,non prima di scontrarsi con il "boss" del supermercato,Lavanda che viene a scontrarsi accidentalmente con Lavanda e gettato nell'inmondizia e prepara la sua vendetta contro Frank ed i suoi amici. Ma Lavanda non sarà l'unico problema delle nostre salsicce e compagnia bella,perchè ben presto scopriranno che il grande oltre non è ciò che credevano, e qui mi fermo con la trama e nello spoiler il resto. Personalmente avevo molte aspettative in questo film animato,ma probabilmente ho sbagliato,sicuramente le idee originarie in se sono geniali e sorprendenti,ma i continui riferimenti sessuali sono davvero troppi,eccessivi e spesso fuori luogo,non mi aspettavo fosse cosi volgare,ovviamente non mi sento offeso moralmente,ma mi metto nei panni di alcuni genitori che lo fanno vedere ai loro bambini incoscenti di sapere cosa li aspetta.troppa volgarità gratuita e ripetitiva insomma. Il film praticamente gira tutto sul sesso. Progetto riuscito a metà quindi,peccato.
voto:6
**SPOILER INSIDE**
Come si comporterebbe il Fuhrer nei giorni nostri? con tutte le diavolerie tecnologiche,mediatiche e innovative a cui siamo abituati. La risposta è semplice,sarebbe sempre lui stesso,il personaggio rigido e incisivo che abbiamo imparato a conoscere tramite i libri di storia a scuola o i documentari. Ciò che cambia però,è il modo di vedere della gente sull'uomo baffuto più popolare di Germania,perchè si,nessuno crede che sia ancora vivo e viene perennemente preso in giro,sbeffeggiato e quasi sottomesso. Ma il nostro Adolfino va avanti per la sua strada,cercando di riconquistare la Germania per "rigovernarla". Ma ben presto diventerà uno strumento dei mass media,senza che lui se ne renda conto di essere uno dei tanti personaggi per alzare gli ascolti,continuerà a fare i suoi comizi e ad imporre le sue idee,ma proprio il fatto che sia cosi deciso e fermo in quello che dice e che fa,continua ad ingannare tutti che sia solo un attore,un fanatico o comunque che non sia il vero Hitler. Sicuramente il tema,è uno dei più scottanti,visto che si parla di una tragedia contemporanea che ha messo in ginocchio tutta l'europa e non solo,ma posso reputarmi soddisfatto come viene trattato l'argomento,che quasi denuncia l'attuale politica,ma allo stesso momento ti regala sorrisi a palate con scene comiche e grottesche,che mai nessuno avrebbe pensato di vedere con un Hitler a 360* come protagonista,in positivo questa volta e per fortuna. Certo, c'è anche un minimo di fantascienza in tutto ciò,visto che AH dopo 70 è ancora vivo,dopo essere stato ibernato In ogni caso,mi sento consigliare di questo film,per l'eleganza con cui viene affrontata una storia alternativa a quella reale,non male.
voto:7,5
I Selfie mi hanno fatto morire :imfao:
**SPOILER INSIDE**
Il nuovo film di Ficarra e Picone ci fa immergere nella solita mentalità italiana/siciliana della società odierna nel confrontarsi con la politica. quella del cambiamento e quella dei favoritismi che ci hanno sempre contraddistinto con la nostra ignoranza e con la paura del cambiamento,i due comici ci dimostrano la realtà dei fatti a modo loro,a suon di battute e gag ben riuscite ma forse scontate alle volte. La trama è quella di due politici che si scontrano in una piccola cittadina siciliana immaginaria,Patanè è il solito politico che regala il sacchetto di spesa per un voto per intenderci,quello vecchio stampo che compra i voti facendo la bella faccia,il suo sfidante invece è il "rivoluzionario" e professore Natoli che ha delle idee da attuare per migliorare la vita quotidiana del paese senza raccomandazioni,evasione ed illegalità. La cittadina quindi si troverà presto a decidere chi votare e da quale parte schierarsi. Insomma questo film non sarà lo specchio della realtà attuale probabilmente,ma sicuramente è lo specchio del passato,perchè le cose funzionavano veramente cosi tra una battuta e l'altra di questo film, quindi la scelta di dare un significato forte in un film che potrebbe essere definito demenziale inizialmente,o comunque solo per farsi due risate, alla fine è azzeccata.C'è il fruttivendolo senza permessi di suolo,c'è il posteggiatore abusivo,ci sono gli assenteisti comunali,ci sono gli ignoranti del paese,insomma in questo minestrone c'è tutto quello di cui la politca nei piccoli paesini si nutrisce per continuare a marciarci sopra ed andare avanti indisturbata, il Cast comunque è azzeccato,visto che oltre la solita ottima presenza di Tony Sperandeo nel ruolo di Patanè,poi ci sono anche i comici Sergio Friscia e Antonio Pandolfo,da segnalare anche la presenza di Francesco Benigno ed il longevo Leo Gullotta,insomma tutta gente molta conociuta nel palermitano ed in sicilia. Insomma probabilmente è la prima volta che i due comici tra tutti i loro film attuali riescono a colpire in modo immediato dando un senso a una loro idea visto che sono anche gli sceneggiatori,il caos è padrone di questo film,un popolo che prima vuole una cosa,poi un altra,poi di nuovo quella di prima, insomma il solito popolo bigotto che si lascia trascinare da quattro parole ma quando quelle quattro parole diventano realtà non è comunque contento,ma se quelle 4 parole fossero comunque rimaste 4 parole al vento non si sarebbe comunque rimasti contenti in ogni caso.Film da vedere in modo non impegnativo,ma comunque ti lascia trasportare tra una risata e l'altra ma senza risultare demenziale e con una morale di fondo. Forse la regia non rende al massimo,ma le interpretazioni sono davvero azzeccate,anche perchè come dicevo prima gli attori sono quelli giusti,comparse comprese,Ficarra e Picone in certi momenti forse passano anche in secondo piano in alcuni momenti,o quanto meno i loro film precedenti che ho visto forse sono stati più al centro dell'attenzione nella trama del film.
The Belko Experiment (Greg McLean - 2016) - James Gunn scrive e produce una Battle royale che parte con delle premesse e una costruzione buone -che risulteranno alla fine la cosa migliore del film- ma il cui sviluppo non esalta risultando abbastanza sprecato e poco coraggioso. Mi sarei aspettato più inventiva viste le possibilità, possibilità che non vengono mai colte però.. Anche a livello registico non vi sono particolari guizzi quando è ora di mostrare l'azione. Tutto sommato si lascia guardare a sufficienza, ma è decisamente inferiore ad altri esponenti del genere.
It Comes at Night (Trey Edward Shults - 2017) - Il film fà un lavoro stupefacente nell'illustrare la corruzione dell'umanità. Non solo questo, ma la corruzione che si sviluppa all'interno di una dinamica familiare.
La misteriosità e la mancanza di chiarimenti del film funge da fondamento per costruire un'allegoria. Non è un film su un apocalisse di per sé, non si ottengono dettagli chiari su ciò che è il virus, da dove proviene, quante persone ha ucciso, cosa dicano i notiziari su di esso. Si tratta di un film che mostra come una famiglia deve sopportare una potente forza distruttiva proveniente dall'esterno, e come stanno cercando di proteggersi da essa. Questo è il motivo per cui tutto è lasciato sul vago, allo scopo di generalizzare, allo scopo di consentire allo spettatore di riempire i dettagli stessi con le proprie esperienze. La vaghezza permette una più ampia empatia. Se il film non fosse corto in termini di esecuzione, allora sarebbe davvero piatto, e l'allegoria sarebbe dissipata.
La malattia del film è irrilevante. La malattia può essere ciò che vuoi che sia. La dinamica familiare è organizzata in modo tale che ciò che è di primaria importanza è quello di proteggere il figlio dalla malattia.
E il film riesce ad illustrare in modo spettacolare il paradosso dell'organizzare minuziosamente la tua vita per proteggere i tuoi cari, salvo poi rivelare che proprio quest'ultimo è il motivo stesso che porterà alla corruzione.
E' una tragica allegoria che richiede una minima quantità di sforzo nell'immedesimarsi coi pensieri e i sentimenti. Forse per questo non adatto a tutti. A me personalmente ha trasmesso molto, per cui lo stra consiglio.
It Comes at Night (Trey Edward Shults - 2017) - Il film fà un lavoro stupefacente nell'illustrare la corruzione dell'umanità. Non solo questo, ma la corruzione che si sviluppa all'interno di una dinamica familiare.
La misteriosità e la mancanza di chiarimenti del film funge da fondamento per costruire un'allegoria. Non è un film su un apocalisse di per sé, non si ottengono dettagli chiari su ciò che è il virus, da dove proviene, quante persone ha ucciso, cosa dicano i notiziari su di esso. Si tratta di un film che mostra come una famiglia deve sopportare una potente forza distruttiva proveniente dall'esterno, e come stanno cercando di proteggersi da essa. Questo è il motivo per cui tutto è lasciato sul vago, allo scopo di generalizzare, a scopo di un allegoria, allo scopo di consentire allo spettatore di riempire i dettagli stessi con le proprie esperienze. La vaghezza permette una serie molto più ampia di empatia. Se il film non fosse corto in termini di esecuzione, allora sarebbe davvero piatto, e l'allegoria sarebbe dissipata.
La malattia del film è irrilevante. La malattia può essere ciò che vuoi che sia. La dinamica familiare è organizzata in modo tale che ciò che è di primaria importanza è quello di proteggere il figlio dalla malattia.
E il film riesce ad illustrare in modo spettacolare il paradosso dell'organizzare minuziosamente la tua vita per proteggere i tuoi cari, salvo poi rivelare che proprio quest'ultima è il motivo stesso che porterà alla corruzione.
E' un tragica allegoria che richiede una minima quantità di sforzo nell'immedesimarsi coi pensieri e i sentimenti. Forse per questo non adatto a tutti. A me personalmente ha trasmesso molto, per cui lo stra consiglio.
Analisi interessante. A me più che la storia in sé ha colpito il modo di raccontarla; la tecnica filmica (in particolare l'uso dell'aspect ratio); il detto non detto, ma non sui dettagli dell'epidemia quanto sulla storia pregressa dei personaggi e sugli avvenimenti del film.
C'è l'impressione che dietro vi sia un'enorme storia non raccontata e conosciuta solo dall'autore, e che solo alcuni pezzi del puzzle ci vengano rivelati per tenerci sulle spine e lasciare il resto alla nostra interpretazione. è un metodo che a me ha sempre affascinato, e Schultz tra l'altro ha confermato di aver fatto proprio questo, nella sua testa ci sono i pezzi mancanti della storia che non rivelerà mai.
Analisi interessante. A me più che la storia in sé ha colpito il modo di raccontarla; la tecnica filmica (in particolare l'uso dell'aspect ratio); il detto non detto, ma non sui dettagli dell'epidemia quanto sulla storia pregressa dei personaggi e sugli avvenimenti del film.C'è l'impressione che dietro vi sia un'enorme storia non raccontata e conosciuta solo dall'autore, e che solo alcuni pezzi del puzzle ci vengano rivelati per tenerci sulle spine e lasciare il resto alla nostra interpretazione. è un metodo che a me ha sempre affascinato, e Schultz tra l'altro ha confermato di aver fatto proprio questo, nella sua testa ci sono i pezzi mancanti della storia che non rivelerà mai.
Hai ragione e ho dimenticato di menzionare quanto hai detto sui personaggi, che poi volevano anche essere il fulcro di quello che dico. La sensazione è proprio quella, e ti dirò ci sono stato fin da subito al suo gioco. Nel senso, non mi è pesato per entrarci in sintonia. Lui comunque qualche immagine nel corso del film te la dà. Davvero ottimo lavoro, scritto e diretto come si deve. Mi sono piaciute molto le inquadrature che ha utilizzato nei momenti di tensione.
E' stato comunque complicato decifrarlo appena finito di vedere, ho dovuto pensarci sù parecchio. Ho visto il film completamente bendato senza aver visto o letto niente, sapevo solo che aveva diviso critica e pubblico in modo abissale (e ora capisco il perchè)
La storyline prende vita quando il giovane Marc cambia città e scuola e conosce la Rebecca, da qui i due costruiranno un bel rapporto d'amicizia che però porterà ad autodistruggersi con lo scorrere dei minuti. I due iniziano a rubare auto e ben presto con i soldi ricavati illegalmente compreranno oggetti costosi e sfiziosi,ma questo non è tutto,inizieranno a frequentare locali e discoteche di alto livello e piene di vip (Paris Hilton,la Lohan,Orlando Bloom,etc) dove conosceranno la bella Nicky (una splendida Emma Watson) e le sue amiche/sorellastre Sam e Clohe. Da qui partiranno una serie di furti nelle ville lussuose dei VIP,dove verranno rubati vestiti,gioielli,soldi e quant'alro,prima la Hilton,poi Bloom,Megan Fox,Lindsay Loahn e cosi via...ma i media iniziano a denunciare i fatti che stanno succedendo,anche grazie a delle riprese di alcune telecamere. Però la Ahn insiste a fare un ultimo colpo. il resto scopritelo voi,sul come andrà a finire Il film è comunque di basso-medio livello,tolta l'interpretazione della Watson,le altre non mi convincono molto,cosi non mi convince l'andatura del film,sembra quasi un continuo loop: rapina,vittima,festa,nuova vittima,furto,altra festa e cosi via per più di un ora. Che poi a tratti mi sembra anche una specie di documentario con una lieve sottoforma di denuncia,ma non si capisce verso chi, verso la banda? verso la bella vita? verso i vip? verso la società odierna? non lo so,c'è qualcosa che stona e non mi convince,che poi è anche un film che si basa su fatti realmente accaduti e quindi trasportati sul grande schermo,dove si poteva fare sicuramente di più e meglio,avendo una base solida sul dove appoggiarsi. Lo consiglio? Ni,lascio a voi la totale scelta,non mi sento ne di consigliarlo ne di sconsigliarlo :morris82:
voto:5,5
Almeno però,adesso ho scoperto da dove viene la celebre gif della splendida Emma Watson (:cuore che gira da anni
**Spoiler Inside**
Il tredicesimo film di una delle saghe animate giapponesi più amate si presenta in gran stile dopo Dressrosa dove Luffy ha sconfitto Donflamingo. La ciurma più chiaccherata del nuovo mondo atterra a Gran Tesoro,una nave super gigantesca piena di lusso e ricchezza,una specie di Las Vegas marina, governata da Gild Tesoro che accoglie la ciurma di cappello di paglia in modo molto disponibile ed amichevole. Ma ben presto Luffy e compagni cadranno nel tranello del sovrano gold che vuole far fuori tutta la ciurma e prende in ostaggio Zoro,che verrà giustiziato pubblicamente se non verrà saldato il debito dei soldi persi nei vari casinò nei confronti di Gild stesso. La nave che sembrava solo un luogo di divertimento,risate e svago nasconde un segreto: sono tutti schiavi di Gild,dai bambini,ai commercianti e tutti gli altri,perchè anche essi non sono riusciti a saldare i debiti con il tiranno che ha ingerito il frutto Gold Gold. Perfino i draghi celesti e quindi il governo mondiale non interferiscono negli affari di Gild,visto che lui ripaga il tutto fornendogli oro e denaro,quindi a sua volta anche la Marina stessa si fa i cazzi propri,un po come succedeva con il buon vecchio Joker/Flamingo. Nami intanto riincontra una vecchia amica di nome Carina che aiuterà la ciurma di Luffy ad escogitare un piano per rubare il tesoro di gran tesoro (scusate il gioco di parole eheh), ma in realtà è tutto un inganno per ingannare il re degli inganni Gild,e riuscire ad affrontare face to face lui e suoi tre compagni:Baccarat,Tanaka e Dise. Dopo una lunga battaglia Tesoro ed i suoi compagni vengono abbattuti con astuzia e forza da Luffy ed i suoi fedeli amici. Che dire di più? come nuovi personaggi, sicuramente Tesoro è stata un ottima new entry,anche per via del suo passato che poteva sicuramente essere approfondito di più,Baccarat per via del suo bizarro potere mi è sembrata anche un buon personaggio,Tanaka un po meh,sembra quasi il figlio di Gekko Moria di Trhiller Bark,invece il colosso Dise cosi cosi,era un simapaticone però il rivoluzionario Riise Max mi è sembrato l'ubriacone e giocatore d'azzardo di turno,coraggioso,ma come combattente nullo,personaggio carismatico e stop,invece la ladra Carina ha fatto il suo gioco sin dall'inizio ed ha fottuto tutto e tutti,aiutando comunque la vecchia amica Nami. Sono state gradite le apparizioni di Sabo e Rob Lucci della CP0,anche se per poco tempo. Mi è piaciuto questo film,trama scorrevle e buona,buoni personaggi,le battute e le risate degne di One Piece come al solito,promosso.