Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Cidade de Deus, Fernando Meirelles, Kátia Lund

Così. Non sono neanche troppo concentrato per giudicarlo, almeno mi sono sbloccato che è da troppo che non vedevo niente. Tutto su guerra dentro una favelas brasiliana, non ha respiro.

 
Cat people | Jacques Tourneur, 1942. Non ha catturato tutto il mio interesse e il risultato è stato una visione piuttosto distratta, per cui non entro nel merito del film. Niente affatto banali i personaggi e le loro dinamiche, mentre mi ha presto stancato il contesto “orrorifico”. Forse senza tutte quelle menate su gatti e compagnia mi avrebbe entusiasmato molto di più, comunque mi riservo una revisione in un vago futuro.

Thor: Ragnarok | Taika Waititi, 2017. A volte divertente, in generale mediocre. I due problemi più macroscopici sono la solita stupida trama su Il Cattivo Esiliato Che Torna Dal Passato Più Forte Che Mai e la messa in scena di un (preteso) conflitto planetario apocalittico, ridicola e patetica per come viene buttata lì, per come cozza col tono del resto del film e soprattutto per come si gioca tutto fra tre stereotipi stantii in costume e una manciata di comparse in un cortile. Perché farlo, se non hai i mezzi per farlo? Mah. (Ironico che la ormai inflazionatissima e dilagante autoironia Marvel venga a mancare proprio dove sarebbe effettivamente servita.) Va molto meglio quando spinge sul kitsch e ragiona per singole scene, sia pur con qualche alto e basso. Toglievi tutto il pippone su Asgard e ti rimanevano novanta minuti netti di un giocattolone plasticoso ma tutto sommato onesto, ma no.

Cidade de Deus, Fernando Meirelles, Kátia Lund
Così. Non sono neanche troppo concentrato per giudicarlo, almeno mi sono sbloccato che è da troppo che non vedevo niente. Tutto su guerra dentro una favelas brasiliana, non ha respiro.
A me è piaciuto molto, il montaggio riesce a tenere insieme una caterva di personaggi ed archi narrativi senza perdere un colpo dall'inizio alla fine. Respiro ne ha eccome per come la vedo io.

 
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**SPOILER INSIDE**

Ci sono momenti in un cui ci si trasforma senza rendersene conto,ed è quello che succede alle tredicenne Tracy in questa pellicola di 100 minuti abbondanti. La ragazzina come tutte le ragazzine della sua età frequenta la scuola,buoni voti,una vita normale insomma,fino a quando conosce una spigliata e spregiudicata Evie che la porterà a fare cose mai pensate e fatte prima. Quindi la nostra bionda protagonista si trova in vortice intenso e pericoloso fatto di scelte assurde quanto forti, si oscilla tra l'inizio dell'uso di droghe e spaccio,si continua con autolesionismo e violenza sul proprio corpo e quello degli altri e si continua con le prime esperienze sessuali non proprio molto controllate. Tracy inizia ad avvere problemi anche con i suoi familiari,visto che nasconderà tutto,sopratutto con la madre visto che inizierà a trattarla come una pezza di spugna,il padre è assente perche sono divorziati,quindi la ragazzina ha più campo libero di fare ciò che ***** vuole,guidata dall'amica che si stabilisce perennemente a casa sua e la spinge a fare ciò che vuole o ciò che vogliono quando e come gli pare. Insomma Tracy vede in Evie una fonte di ispirazione per crescere,liberarsi ed essere anche popolare tra i ragazzi della sua età,inizia a vestirsi anche in modi molto provocanti e senza freni,la trasformazione psico-fisica è ormai avvenuta,ma come va a finire non ve lo dico,visto che vi consiglio di guardare il film che comunque è gradevole a lungo andare, certo alcune scene inizialmente sembrano buttate qua e la a caso,ma alla fine tutto fa parte di un percorso auto lesionistico lungo e doloroso. Forse alcuni si annoieranno e pensano che sia la solita roba adolescenziale americana da evitare,ma io non la vedo proprio cosi, anche perchè comunque parliamo di ciò che accade ancora oggi (il film è del 2003) e quindi bisogna stare attenti a questi adoloscenti che si lasciano trascinare in situazioni autodistruttive e non sanno come uscirne perche non se ne accorgono e sono convinti di fare azioni giuste per loro,insomma è una tematica sempre attuale,la stessa attrice che interpreta Evie ha scritto la sceneggiatura del film raccontandoci ciò che ha vissuto lei in prima persona in passato e raccontandolo nel film stesso,quindi parliamo di una storia vera,anche se lei non interpreta Tracy,ed è una scelta azzeccata.

voto: 7,5

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**SPOILER INSIDE**

Gli amiconi Miller e Casey vanno a trovare l'amico Jeff Cheng che sta per compiere la maggiore età,ma non attraversa un bel momento personale,visto che suo padre,dal carattare autoritario e violento vuole a tutti costi che anche lui diventi un medico. Jeff è in paranoia appunto,perchè deve passare l'esame proprio l'indomani,ma i due amici lo convinceranno a festeggiare il suo compleanno la sera stessa. Quindi i tre ragazzi ben presto si troveranno nei locali a bere birra ogni 3x2 e fare casino,oltre che mettersi nei guai con Randy,il belloccio della situazione ed i suoi amici. Ma qui,Casey il più timido e normale dei tre conoscerà Nicole,che però è appunto fidanzata con il superfigo del college,Randy appunto. Ma il tutto non finisce qui,anzi siamo all'inizio,per esempio i nostri ubriaconi e malcapitati si imbucheranno in una casata di sole ragazze,chiamata la sorellanza,dove però verranno scoperti e quasi picchiati a morte.Tra le tante peripezie, In tutto ciò i nostri baldi giovani tentano di riportare un ormai devestato e finito Chang,ma senza successo,ed anche perchè hanno timore del padre dittatore che lo sta cercando per l'esame. Dopo questo breve succo di storyline,posso dire che è un classico teen movie americano dei primi anni 2000,pieno di tette al vento,birra pong a manetta,situazioni trash ed esilaranti con lo spirito dei bei tempi,ciò è un bene per questo genere di film, però si intravede anche qualcosa di visto e rivisto (Una notte da leoni? American Pie?) e quindi stona un po,però apprezzo la poca volgarità del film,o comunque c'è la volgarità giusta nei dialoghi e nelle scene senza strafare e cadere su un eccesso che sarebbe stato sicuramente poco ben visto.

Voto:7
 
A me è piaciuto molto, il montaggio riesce a tenere insieme una caterva di personaggi ed archi narrativi senza perdere un colpo dall'inizio alla fine. Respiro ne ha eccome per come la vedo io.
dimmi come la vedi allora! che il montaggio funzioni e non annoi non c'è dubbio.

 
dimmi come la vedi allora! che il montaggio funzioni e non annoi non c'è dubbio.
Beh dipende anche come lo intendi tu. :asd: Per quanto ricordo riesce a mettere insieme un gran racconto corale, personaggi principali e personaggi di contorno ugualmente capaci di influire sul concatenarsi degli eventi e tutti introdotti adeguatamente grazie all'ottimo narratore (negli ultimi mesi sto sviluppando un feticismo per i narratori onniscenti, per cui qui vince facile con me). Riesce anche molto bene a creare archi narrativi coerenti nel seguire la crescita dei personaggi, certo aiuta il fatto che i personaggi sono ispirati a persone vere ma non era comunque affatto scontato. Discorso analogo per come riesce ad interlacciare gli eventi, mossi da relazioni di causa-effetto tutt'altro che banali o scontate, senza mai perdere il ritmo, e qui come dici anche tu c'è un gran lavoro di sceneggiatura e montaggio. Poi il fatto che sia tutto dentro una favela brasiliana (da come hai scritto mi sembra avere una connotazione negativa, ma è possibile che abbia frainteso dimmi tu) per me non compromette affatto le dinamiche del film, anzi proprio il fatto che si continui a vedere le stesse persone e gli stessi posti nel corso degli anni è proprio alla base di quel senso di coralità che del film è una delle principali forze. Di nuovo, tiene la focalizzazione dentro la comunità che va a rappresentare, tirarla fuori anche solo per una scena avrebbe rischiato di sbilanciare tutto o implicare sottotesti magari non nelle intenzioni degli autori. E la guerra c'è sì ma è ben radicata nei personaggi, non messa lì nel mezzo per tenere svegli gli spettatori. È uno di quei rari film che riescono a soddisfare sotto praticamente ogni aspetto secondo me, ben scritto, tecnicamente mostruoso, intrattiene dall'inizio alla fine ed evita di scadere nella gigantesca trappola del moralismo insita in soggetti come questo.

 
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Despair, Fassbinder

Prima era bello, una specie di Mr Klein. Poi si butta sullo psicologico tralasciando tutto il resto, il problema è che non ha costruito le basi necessarie per qualcosa di così grave. Le dediche finali esplicitano questa idea psicologica. Non so forse ero solo stanco.

Beh dipende anche come lo intendi tu. :asd: Per quanto ricordo riesce a mettere insieme un gran racconto corale, personaggi principali e personaggi di contorno ugualmente capaci di influire sul concatenarsi degli eventi e tutti introdotti adeguatamente grazie all'ottimo narratore (negli ultimi mesi sto sviluppando un feticismo per i narratori onniscenti, per cui qui vince facile con me). Riesce anche molto bene a creare archi narrativi coerenti nel seguire la crescita dei personaggi, certo aiuta il fatto che i personaggi sono ispirati a persone vere ma non era comunque affatto scontato. Discorso analogo per come riesce ad interlacciare gli eventi, mossi da relazioni di causa-effetto tutt'altro che banali o scontate, senza mai perdere il ritmo, e qui come dici anche tu c'è un gran lavoro di sceneggiatura e montaggio. Poi il fatto che sia tutto dentro una favela brasiliana (da come hai scritto mi sembra avere una connotazione negativa, ma è possibile che abbia frainteso dimmi tu) per me non compromette affatto le dinamiche del film, anzi proprio il fatto che si continui a vedere le stesse persone e gli stessi posti nel corso degli anni è proprio alla base di quel senso di coralità che del film è una delle principali forze. Di nuovo, tiene la focalizzazione dentro la comunità che va a rappresentare, tirarla fuori anche solo per una scena avrebbe rischiato di sbilanciare tutto o implicare sottotesti magari non nelle intenzioni degli autori. E la guerra c'è sì ma è ben radicata nei personaggi, non messa lì nel mezzo per tenere svegli gli spettatori. È uno di quei rari film che riescono a soddisfare sotto praticamente ogni aspetto secondo me, ben scritto, tecnicamente mostruoso, intrattiene dall'inizio alla fine ed evita di scadere nella gigantesca trappola del moralismo insita in soggetti come questo.

Però vedi sembra sia tutta una questione di tenere insieme bene gli elementi narrativi. Non voglio farne una question esterno favelas sì/no. Si possono anche trovare punti di interesse altri. Però qui l'unica cosa che sfugge alla violenza acchiappa tutto è il fatto che lui diventa giornalista e il giornalismo è importante ma con criticità. Una specie di versione depotenziata di The Wire, che manco mi piace. La violenza non è per tenere svegli sì, c'è sicuro una forte idea dietro, il mostrare una parte del Brasile spesso nascosta, un po' delle passioni interne. Dopo averlo visto cosa resta però dei personaggi o di cose particolari nella gestione sociale? Io ricordo che ci sono dei giovani promettenti che rischiano di rimanere intrappolati.

 
Però vedi sembra sia tutta una questione di tenere insieme bene gli elementi narrativi. Non voglio farne una question esterno favelas sì/no. Si possono anche trovare punti di interesse altri. Però qui l'unica cosa che sfugge alla violenza acchiappa tutto è il fatto che lui diventa giornalista e il giornalismo è importante ma con criticità. Una specie di versione depotenziata di The Wire, che manco mi piace. La violenza non è per tenere svegli sì, c'è sicuro una forte idea dietro, il mostrare una parte del Brasile spesso nascosta, un po' delle passioni interne. Dopo averlo visto cosa resta però dei personaggi o di cose particolari nella gestione sociale? Io ricordo che ci sono dei giovani promettenti che rischiano di rimanere intrappolati.
Non capisco molto il punto però. Nel senso, tutto quello che dici è vero, ma come è vero che qualunque film non è perfetto e/o potrebbe essere corretto/migliorato per renderlo più vicino ai propri interessi/gusti. Per dire, che l'unico a sfuggire alla violenza sia il giornalista è vero, come è vero che praticamente tutti i personaggi sono dei giovani promettenti che rischiano di rimanere intrappolati, ma non vedo perché dovrebbe essere diverso se non per questioni soggettive. (Non ho visto The wire per cui non so a cosa ti riferisci nello specifico.) Dei personaggi a me personalmente qualcosa è rimasto, i cosiddetti cattivi hanno le loro umane debolezze così come i cosiddetti buoni e per tutto il film i loro rapporti attraversano come se niente fosse la linea che in molti film li avrebbe tenuti separati (e già questo è notevole secondo me), tutti hanno una storia, tutti seguono la propria evoluzione e occupano un posto ben preciso nel mondo del film; che comunque punta più sulla coralità che sulle singole personalità, e per come l'ho sentito io è riuscito su entrambi i piani. Dal punto di vista sociale non dice nulla di "particolare" o inedito, ma quello che vuole dire lo dice parecchio bene secondo me, diretto, non banale e con grande padronanza del mezzo. Per come l'ho visto io la denuncia sociale e lo studio di personaggio sono solo metà del pacchetto qui, poi se ci si aspettava altro è un altro discorso. (Pure a me alla prima visione da pischello non disse granché, l'ho rivalutato un sacco rivedendolo lo scorso inverno.)

Comunque nel frattempo mi sono ricordato che in effetti ci sono alcune scene in cui si esce dalle favelas, quelle appunto in cui lui va a vendere le foto e tutto quel che segue. Accenna ad una prospettiva esterna che comunque secondo me (oltre all'ovvia funzione narrativa) ha più lo scopo di arricchire quella del protagonista, che di stabilire contrapposizioni forti. Infatti poi si torna subito dentro, mi pare che i personaggi e i discorsi di fuori rimangano abbastanza abbozzati, funzionali. (Ma potrei ricordare male un'altra volta.)

 
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Straight Outta Compton di F. Gary Gray. Sceneggiatura molto semplice ma efficace, ottimo cast.

 
The Killing of a Sacred Deer, Lanthimos.

Molto meglio di quella porcata di The Lobster, regia rodata etc. Un bel film anche se resta troppo standard rispetto a cosa faceva prima. Probabilmente va bene così, ci vuole anche questo.

 
Qualche visione e revisione negli scorsi giorni.

Os Verdes Anos, Rocha

Film in b/n su relazione rancorosa. Bello.

Senso, Rossellini

Il/la più pulita ha la rogna, sono tutte dei pezzi di *****. Soddisfacente.

Holy Motors, Carax

Gran film, non d'impatto come la prima visione, adesso sembra quasi normale. Va visto.

Heaven’s Gate, Cimino

Capolavoro, le tre ore e mezza passano in uno schiocco di dita. Miglior film bigger than life mai fatto.

A caça + Acto da Primavera, Oliveira

Due lavori di tanto tempo fa, non hanno la portata dei suoi ultimi film, sono piacevoli esperimenti un po' consueti.

No Quarto da Vanda, Costa

Avevo la testa molto altrove ma è stato comunque bellissimo. Docufiction imponente dentro un quartiere in demolizione.

 
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Ci sta un francese, un inglese e un napoletano...


**SPOILER INSIDE**

Perfetto,c'è Biagio Izzo che adoro nella sue recitazioni,guardiamo questo film che sembra promettere bene anche dal titolo,dopo averlo appena finito di guardare,posso dire che ancora non ho capito se il film era drammatico,grottesco,trash o una commedia mal riuscita. Lasciando stare il mio dubbio,spendiamo comunque due parole su questa pellicola del 2008,la Trama gira intorno al giovane napoletano Salvatore che dopo una scommessa con due sue superiori (lui è un giovane soldato) deve sposare Majena,una giovane ragazza incinta del posto che rischia il linciaggio,dopo essere rimasta incinta. Il punto è che Salvatore, si deve gia sposare con la verace Noemi,la sua fidanzata. Che ovviamente scoprirà quello che sta succedendo e non la prenderà per neinte bene, da qui nasceranno pseudo corteggiamenti da parte di entrambi allo scopo di far ingelosire l'altro,situazioni melo drammatiche e grottesche con dialoghi fini a se stesso,senza una continuazione. Scene buttate li,con le comparsate di personaggi napoletani come probabili citazioni,vedi Peppino Di Capri buttato li a caso,solo per esaltare Napoli continuamente e in modo costante ed avvolte pure in modo troppo marcato,il dialetto non si fa mancare,le sceneggiate neppure. Quindi parliamo di una pellicola mal riuscita,con una trama leggera e banale,con gli attori che saranno anche bravi ma non riescono a coinvolgerti nel progetto,le risate non ti vengono strappate, e di solito me la rido a sentire il dialetto napoletano, la fotografia e quella che è,insomma ci sono buchi da tutte le parti,cosi come su Biagio Izzo,che speravo avesse più spazio,ma si limita sempre a comparire in poche scene o comunque a fare da spalla ai protagonisti della storyline,mi sa che ho sbagliato proprio film,per riuscire a farmi due risate insieme alle recitazioni di Biagio. Boh io non ve lo consiglio come film,poi sarà che magari vi potrebbe piacere lo stesso,quindi decidete e valutate voi,secondo me è un progetto mal riuscito e basta,si poteva fare di più su tutti i campi :asd:

voto 5



Niente regole: siamo al college

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**Spoiler Inside**


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Il giovane scalmanato Van Wilder si iscrive al classico college americano come da rito e per giunta lui deve portare avanti una tradizione familiare che va avanti da 5 anni. La futura leggenda qui dovrà scontrarsi con l'egocentrico dottore/professore Dean Rardon che cercherà di mettergli i bastoni fra le ruote in tutti i modi,anche perchè deve vendicarsi dei vecchi Wilder. Van,rimane deluso dal fatto che le regole sono rigide e le feste sono vietate,quindi tutto differente in base alle sue aspettative,ma questo è buon pretesto per fare organizzare feste,deliri e situazioni imbarazzanti ai danni di Reardon stesso e altri.Nelle sue malefatte verrà aiutato da Dum e Farley che sono i suoi compagni di stanza e dall'ormai famoso Bulldog gia visto nei film precedenti. Van dovrà scontrarsi anche con il biondino Dirk,fanatico delle regole e della vita militare,a cui sappiano Van non va proprio a genio,e come se non bastasse il nostro Wilder si prendere una cotta per la tipa di Dirk,la bella Kaitlin. Le ragazze in questo film si potrebbero definire semplicemente un mezzo per raggiungere gli scopi dei protagonisti maschili,senza contare che le scene di sesso sono all'ordine del giorno. Ma non mi sento di bocciare la pellicola in tutto e per tutto,sicuramente si rivisita la serie più famosa che tutti conosciamo e amiamo su molti aspetti,ovvero American Pie,ma non è comunque un copia ed incolla,cerca comunque di distinguersi,anche se all'occhio può sembrare la classica commedia-romantica americana di alcuni ragazzi al college che fanno soltanto bordello,ovviamente non parliamo di un filmone eh,però se ci si vuole fare qualche risatina e non si hanno molte esigenze nel guardare il terzo film dei più famosi Maial College,si può tranquillamente gustare con dei pop-corn e un po di thè alla pesca per rilassarsi per poco più di un oretta.

Voto:6

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Possession | Andrzej Zulawski, 1981. Ma COSA *****

Fiore | Claudio Giovannesi, 2016. Piaciuto molto, storia semplice ma narrata con gusto e tecnicamente impeccabile. Forse un po' buttato lì il finale, ma in generale non ci ho trovato difetti veri e propri. Più lei che davvero non saprei dire se sia più brava o più bella.

Tokyo godfathers | Satoshi Kon, 2003. Delizioso! Primo Kon a piacermi così. Forza parecchio gli eventi, specialmente nella seconda parte, ma fa parte del gioco. Disegni colori e animazioni strepitosi, se ci fosse bisogno di specificarlo. Perfetto da riguardarsi al calduccio ogni Natale.

Robocop | Paul Verhoeven, 1987. Altra cazzofigata con cui Verhoeven si conferma un autore pazzesco.

Poi ho finito di vedere (festeggiamo una delle poche volte in cui mi ricordo di commentare le poche serie che vedo): Paranoia agent di Kon, che mi ha perso qualche colpo nella seconda parte e lasciato un po' di amaro in bocca con il finale, ma che rimane sempre stilisticamente favoloso e con un crescendo (specialmente nella prima parte) solidissimo. E The tatami galaxy di Yuasa, praticamente impareggiabile in quanto a estro visivo (toh, sopra ci metto giusto FLCL). C'è dentro un intero modo di (fra)intendere la vita, un concentrato di complessi e ossessioni, una giostra di occasioni perse e sprecate in cui non ci si può non riconoscere almeno un po' (credo). (Ma in modo divertente però.) Praticamente da mandare a memoria fotogramma per fotogramma e battuta per battuta. È strutturalmente molto ripetitivo, per cui a mio avviso rende al meglio se dosato su un periodo medio lungo. Più, i


:moia:

 
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scusate sono perso :asd:

 
ieri sera ho visto Doom...

Sapete?un po' mi ha sorpreso...mi aspettavo una super caghata inguardabile...

Invece ho visto molto di peggio

 
Sono alla ricerca di un vecchio film forse anni 80, mi pare di ricordare:

Una ignara coppia di ragazzi arriva nella casa di una donna ed un uomo anziani che sono cannibali, la casa forse è in un bosco, queste due persone avevano un cucchiaione appeso alla parete e un pentolone in cui alla fine ci cucinano i due giovani.

A qualcuno gli viene in mente niente? Grazie

 
The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos. Non mi ha detto molto: alterna alcuni momenti sicuramente riusciti ad altri un pò troppo pretenziosi. Questa continua necessità di infrangere la grammatica cinematografica alla lunga stanca.

 
Sono alla ricerca di un vecchio film forse anni 80, mi pare di ricordare:
Una ignara coppia di ragazzi arriva nella casa di una donna ed un uomo anziani che sono cannibali, la casa forse è in un bosco, queste due persone avevano un cucchiaione appeso alla parete e un pentolone in cui alla fine ci cucinano i due giovani.

A qualcuno gli viene in mente niente? Grazie
Gotico americano?

 
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