Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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raga probabilmente sono ovvio: quanto me lo consigliate Will Hunting- Genio Ribelle? è un must?

 
I quattrocento colpi, Truffaut

Molto bello, discesa brutale.

 
Cape Fear - Il Promontorio della Paura

Non è malaccio, diciamo che non eccelle ma è comunque interessante

Ovviamente il grosso lo fa il cast, De Niro in primis ma anche gli altri son bravi, esclusa la ragazzina

La regia sembra un po' indietro, io non so cosa si fosse già sperimentato e cosa no in quell'anno, ma i bagliori rossi e l'effetto negativo, per quanto simbolici, non impressionano più di tanto

La sceneggiatura invece è molto easy, forse allungata un pochetto ma a parte qualcosa non funziona male, il soggetto base son sicuro potesse diventare qualcosa di meglio

L'aspetto tecnico è un po' traballante: il montaggio è scarsetto, la fotografia vana e il comparto sonoro lascia il tempo che trova

D'altra parte trucco/acconciature e scenografie sono azzeccate

Avrà comunque una buona valutazione nell'annuario grazie a scorsese e de niro, tuttavia poteva venir fuori molto meglio

 
Captain Marvel

Tutta robetta abbastanza anonima intrisa di politicamente corretto e messaggi subliminali pro immigrazione clandestina e femminismo becero.

Complimenti a chi riesce a tirare fuori incassi oltre il miliardo di dollari con sta spazzatura pompata con effetti speciali.

Doctor strange

Spiderman far from home

Questi due non malissimo come il primo ma a distanza di due giorni dalla visione non so dire se abbiano valso il tempo speso per la visione.

I film sui supereroi sono tutto hype, pubblicità ed effetti speciali con ben poca sostanza, anche a livello di coreografia nei combattimenti (salvo giusto le scene di Mysterio in spiderman). Per la miseria perfino l'ultra preso per il culo superman vs batman con scene immonde del miamadresichiamacometuamadre almeno qualche combattimento come si deve ce l'ha.

I due spiderman di raimi, i batman di nolan (specie i primi due) e qualche altro sono l'eccezione che conferma la regola.

 
Zona Franca, Lazarevski

Docu standard in Cile. Ok

 
Experiment Perilous, Tourneur

Strano, bello.

Traité de bave et d'éternité, Isou

Strano, bello.

La societé du spectacle, Debord

L'economia politica di Debord al cinema fa piacere. Meno strano per me ma bello.

 
Non so da quanto è che non scrivo qui dentro ma butto lì una manciata di commenti telegrafici su alcune visioni degli ultimi mesi.

Stellet licht | Carlos Reygadas, 2007. La prima parte perfetta da guardare da sotto le coperte per cullarsi mentre le palpebre si fanno pesanti. Fra praterie ventose e stagni cristallini a tratti sconfina quasi nell'ASMR, e anche se magari non sembra lo dico nel senso buono. Dopo un po' però diventa effettivamente noioso e sono abbastanza convinto che il finale non abbia senso.

Millennium Actress | Satoshi Kon, 2001. Esperimento formale vulcanico e sofisticatissimo, spettacolo caleidoscopico e strabiliante ma dal punto di vista narrativo sulla lunga durata il gioco ha iniziato un po' a stancarmi, forse complici un paio di colpi di scena davvero telefonati. Comunque credo lo rivedrei con piacere. E mi ha fatto venir voglia di rivedermi Tokyo godfathers per natale. Tokyo godfathers è il miglior film natalizio.

Boro in the box | Bertrand Mandico, 2011. Un caleidoscopio in bianco e nero, un viaggio surreale e in un certo qual modo lirico – in quel modo ridicolo, perverso e sensuale che è l'inconfondibile cifra stilistica di Mandico. Idee visuali e narrative a profusione, ogni scena confluisce nella successiva seguendo il ritmo dettato dalla narrazione. Favoloso.

Gerry | Gus Van Sant, 2002. Anche se un po' troppe scelte spezzano la sospensione dell'incredulità – e forse è un peccato con un soggetto così forte – la combinazione della pura bellezza della fotografia e del ritmo del montaggio lo rende un'esperienza profondamente contemplativa, pervasa dal senso di impotenza dello scoprirsi inesorabilmente intrappolati in un paradossale labirinto privo di pareti. Agorafobico.

Comizi d'amore | Pier Paolo Pasolini, 1962. Nonostante un modo di porsi spesso francamente insopportabile resta uno spaccato affascinante di una società che i decenni di distanza fanno curiosamente suonare familiare ed esotica al tempo stesso, nonché un'indagine sorprendentemente schietta nel toccare questioni che oggi potrebbero apparire superate, ma che forse a guardar bene non lo sono ancora del tutto. Visto retrospettivamente perderà parte della sua valenza provocatoria, ma ne guadagna enormemente dal punto di vista sociologico e storiografico. Ricorderò soprattutto un'agghiacciante scambio di battute con dei ragazzi in cui salta goliardicamente fuori il cosiddetto delitto d'onore, da far gelare il sangue nelle vene.

Todo sobre mi madre |  Pedro Almodóvar, 1999. Uno o due personaggi interessanti, ma mi fa ridere come cerca di costruire il dramma dotando i personaggi dello spirito di sopravvivenza dei dodo dell'Era glaciale. Fotografia brutta brutta.

Bully | Larry Clark, 2001. Se Kids riusciva a mantenere una certa ambivalenza riguardo a certe vibrazioni che potevano trasparire, qui di sottile c'è veramente poco, con il regista che fa esattamente il minimo indispensabile per evitare legalmente l'etichetta di pedopornografia. (Per chiarezza: nonostante le apparenze tutti gli attori erano effettivamente maggiorenni al tempo delle riprese – ho controllato.) Per il resto la sceneggiatura va con il pilota automatico, la fotografia è inesistente e la colonna sonora quando c'è sembra letteralmente una playlist messa a caso in sottofondo. L'ultima parte però è stata a suo modo divertente, con la stupidità dei personaggi che degenera in una comicità quasi coeniana.

We Come as Friends | Hubert Sauper, 2014. Cinematograficamente nullo e a tratti episodico e confusionario per la mancanza di contestualizzazione, ma è forse l'unico documentario che abbia visto in grado di dare allo spettatore occidentale un ritratto dell'Africa dal punto di vista di coloro che cosa sia davvero il colonialismo se lo ricordano bene, e che le implicazioni del neocolonialismo le stanno provando in questo momento sulla propria pelle. Il punto è: avrebbe potuto essere migliore? Certamente sì. Dovreste perdervelo? Assolutamente no.

Don’t Look Now | Nicolas Roeg, 1973. Questo film fa schifo lo odio

 
Non so da quanto è che non scrivo qui dentro ma butto lì una manciata di commenti telegrafici su alcune visioni degli ultimi mesi.

Don’t Look Now | Nicolas Roeg, 1973. Questo film fa schifo lo odioaa
whaat

La peau douce, Truffaut

Cambio di regia, sempre raffinatissimo. Storie sentimentali varie.

Fair Game, Andreacchio

Inseguimenti e vendette varie in australia. Guardabile ma non decolla mai in intensità malefica o positiva.

Vari altri corti di Debord, economia politica e voce off, belli.

La mariée était en noir, Truffaut

Ero un po' stanco ma bello.

L'histoire d'Adèle H., Truffaut

Ossessioni varie e codardia come in la peau douce, grande interesse ai suoi temi, Truffaut sceglie proprio un soggetto che rimanda al resto della sua analisi sentimentale. Con pochissimo sforzo decorativo sei proiettatoa in un film in costume. Notevole.

Les idoles, Guillaumin
Satira umana, bellino. Mai fastidioso grazie a un'ottima regia.

Domicile Conjugal, Truffaut

Godibile ma decisamente sottotono rispetto alle altre avventure del personaggio. Da vedere comunque perché ci sono dolcezze magnifiche.

 
 A pas lentes, Cinelutte

Bellissimo documentario post 68 fatto da collettivo militante. Segue l'umano e riesce a rendere evidenti in soli 45 minuti una quantità spropositata di importantissime questioni di lotta politica, incarnandole nei personaggi.

 
Shutter Island

Film veramente molto articolato, trama interessante, coinvolgente ed intrigante con finale 

"a scelta" (un modo carino per dire ambiguo)
I miei maggiori complimenti vanno ovviamente alla sceneggiatrice Laeta Kalogridis, non dev'esser stato facile trasporre un romanzo come L'Isola della Paura in sceneggiatura, non per niente c'ha messo un anno

Molto bravi i membri del cast, Kingsley e Di Caprio fantastici e Ruffalo favoloso, nonostante non faccia poi chissà che

Colonna Sonora eccezionale, dà veramente un tocco in più al prodotto finale

Scorsese bravo dai, lo vedo come un film un po' fuori dai suoi canoni, quasi non sembra neanche lui dietro la macchina, però è uno dei miei preferiti tra quelli che ha fatto, non per niente è tra i meno premiati (logico...)

 
Roadgames, Franklin

Quanto è stato bello oh, inaspettato. Camion e omicidio senza mistero, eppure succedono un sacco di cose un sacco di incontri e diverse scene visionarie notevoli.

Le dernier metrò, Truffaut

Come quello sulla figlia di Hugo, con pochissimi elementi di scenografia fa un film durante la Francia nazista, poco a poco ingrana fino ad arrivare alle vette di amore e dolcezza. L'odio per i nazisti è profondissimo. Davvero un gran film che riesce ad usare un elemento di sceneggiatura di solito molto retorico e ansiogeno con grande rispetto dei temi principali che ne risultano solo rinvigoriti.

 
La chambre verte, Truffaut

Tutto sulla sensazione di perdita nel dopo guerra ma molto simbolico, poco ispirato materialmente

Night of fear, Bourke

Altro film australiano del ciclo, senza dialoghi, ben tagliata la discesa nel sottobosco infernale.

 
Altri tre Truffaut

Fahrenheit 451, solita distopia, non troppo psicologizzata con piccole cose ma comunque poco tollerabile per me.

Les deux Anglaises et le continent, magnifico, una sequela di intrighi amorosi che trovano la loro forza complessiva senza ricorrere alle raffinature di jules et jim

L'argent de poche, storie di infanzia che conosce alla perfezione, magistrale.

 
Life - Non oltrepassare il limite | Daniel Espinosa, 2017

Niente di eccezionale ma si lascia guardare soprattutto per la trama che nonostante non non abbia nulla di innovarivo riesce comunque a tenere incollati per sapere come va a finire. Recitazione buona e location nello spazio sempre affascinanti. Mi è piaciuto molto il colpo di scena finale. 

 
The survivor, Hemmings

Mistero australiano. Guardabile con tante belle inquadrature.

Razorback, Mulcahy

Grandissima produzione, eppure passa per "film di serie B", sarà che quando le storie non hanno un po' di realismo appiccicaticchio diventano di serie B, boh. Caccia misteriosa in australia, sperimentazione visiva, se avesse spinto un po' di più sui suoi personaggi sarebbe stato indimenticabile.

 
Vivement dimanche!, Truffaut

Bello.

L'homme qui aimait les fammes, Truffaut

Bellissimo. Lunga e brutale presentazione del protagonista, poi si lancia in una ricchissima e intricata vita di personaggi femminili, commento incrociato sull'attrazione e la vita, sempre incarnandolo nei personaggi e con una dolcezza che fa eco a tutti i suoi altri film capaci di parlare di relazioni multiple come nessuno. Truffaut non si nasconde dietro al melenso, tira dentro le complessità nella maniera più dura che può per poi permettersi meritate dolcezze. Un altro grandissimo film con una costruzione particolarmente raffinata. Tanto di cappello.

 
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