Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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La sirène du Mississipi, Truffaut

Era di cattivo umore qui. Personaggi intollerabili. Tralasciabile.

 
Ad Astra, James Gray

Ad Astra si aggiunge al recente filone di film di fantascienza che usano lo spazio come metafora di un isolamento interiore da metabolizzare e superare, i primi esempi che vengono in mente sono Gravity e The First Man, dove il nodo cruciale della trama era l'elaborazione del lutto, qui nel film di James Gray invece al centro di tutto ci sono l'incapacità del protagonista di vivere a pieno la sua vita, e una figura paterna tanto assente quanto ingombrante.
Il viaggio nello spazio dunque come viaggio interiore, qui scandito dall'onnipresente voce fuori campo, che diventa allo stesso tempo barriera invisibile che separa il protagonista dal mondo che lo circonda e rappresentazione della prevalenza assoluta della ragione sulle emozioni; quello che ne esce fuori è un dramma raggelato e intimista, che nel suo procedere a passo lento e imperturbabile riesce a calare lo spettatore nella stessa atarassia vissuta dal protagonista, e riesce coinvolgere per tutte e due le ore nonostante la ricercata lentezza, mescolando in maniera coesa fantascienza, dramma psicologico e thriller.
Bello il senso di attesa che crea attorno all'incontro finale con il padre, figura che nel suo essere ricoperta da un'aura quasi mistica ricorda in parte il Marlon Brando di Apocalypse Now, splendida anche la fotografia che cattura costantemente l'occhio, un po' meno invece le scene d'azione che ho trovato fuori contesto e spesso poco credibili. A parte questo un ottimo film.

 
Rast and rabbits, Lewis Furey

Gran colori, storie macabro ironiche a bordo new york (credo). Inventivo, si stiracchia verso la fine ma il gran finale lo tiene alto. Un bel film con sbirri fascisti credibilissimi.

 
Altri due film di Truffaut, retrospettiva quasi finita ! E' tardi quindi faccio veloce.

La famme d'à côté, Impianto di storia monogama, sempre riflessioni sulla codardia e grandissimi ritagli temporali.

La nuit americaine, film sulla pratica di fare lungometraggi forse tra i più belli che ho visto. Realismo di Truffaut con tutti i suoi temi, dolcissimo, coraggio e ricchezza a non finire, e anche qui soprattutto un bilanciamento perfetto della scrittura che non si fa mai sentire. Momenti lirici che quasi piangi.

 
Qualcuno ha mai visto American History x ? 
Bel film
 
2019 - Dopo la caduta di New York, Martino

Questo è serie B. Interessante, pur essendo molto spinto nella pochezza dei suoi raccordi concettuali mantiene una gestione degli spazi sufficienti e delle scene d'amore caricaturate con un bell'equilibrio.

In girum imus nocte et consumimur igni, Debord

mi sono addormentato in sala stanchissimo. Però ne ho visto dei pezzi ed è molto molto bello. Riflessioni rivoluzionarie di Debord.

 
L'enfant sauvage, Truffaut

Ed è finita la retrospettiva... E' finito anche l'anno quasi. Un anno orribile sotto quasi ogni aspetto. E' stata davvero durissima. Per l'anno prossimo spero vada meglio, con ancora più film e un po' più di gioia. Di sicuro Truffaut mi ha aiutato a elaborare cose che stavo già elaborando, viste le mille storie di codardia, tradimenti, etc. Questo è un film un po' diverso nei temi, l'unico che avevo sentito di nome fino a un mesetto fa. Non conoscevo Truffaut e pensavo fosse una specie di Bresson più realista su temi dell'infanzia. Ovviamente mi sbagliavo. Anche in questo comunque Truffaut mette tutta la sua attenzione alla concretezza delle situazioni, una presa salda sulla scrittura che gli permette di ragionare poi sulla struttura temporale migliore. Da un lato l'attenzione ai concreti dettagli dell'apprendimento, ben garantiti all'immagine e mai iper drammatizzati. Dall'altro una dolce e accennata progressione intima, che viene lasciata in divenire e minacciata da presenze sociali ostili e lontane. Un film fedele e rispettoso, un bel modo per fare pace con le difficoltà e il cambiamento, temi che Truffaut conosce bene vista la sua vita da ragazzo e da adulto.

 
Corps a coeur, Vecchiali

Storia d'amore particolarmente ben ritmata che sa trarre profitto dal quartiere in cui si sviluppa, le aperture maggiori vengono tutte da lì con un gioco di passioni tra le età, le classi sociali accennate, i momenti del quotidiano che si fanno melodramma. Bel film.

 
Buon natale a tutti, colgo il pomeriggio vuoto per qualche commento veloce.

Le Testament d'Orphée | Jean Cocteau, 1960. Essendo il mio primo Cocteau ed essendo questa un'opera (la sua ultima) dichiaratamente personale e retrospettiva, sicuramente molto mi è sfuggito. Ciò non ha impedito che valesse la visione anche solo per per lo spettacolare estro visivo e per la logica onirica con cui gli eventi si interlacciano. Invecchiato miracolosamente bene.

Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti | Apichatpong Weerasethakul, 2010. È favolosa la naturalezza con cui il reale e il fantastico gradualmente si mescolano fra loro, contaminando la storia ed immergendola in un'atmosfera a tratti fortemente amara ma al tempo stesso di profonda serenità. Fotografia e sonoro accompagnano perfettamente la storia, confezionando un'esperienza sensorialmente dolcissima. Devo però ammettere di non aver davvero capito cosa A.W. volesse dire in fin dei conti: i riferimenti al retaggio storico, culturale e politico thailandese rimangono per me oscuri, e il finale mi ha lasciato interdetto per usare un eufemismo. Resta un'esperienza cinematografica di rara intensità, che a tratti si avvicina a certe atmosfere da realismo magico più di quanto pensassi fosse possibile su pellicola; ma più di questo e della mia impressione soggettiva non saprei onestamente dire, che sia in positivo o in negativo.

Oh boy | Jan Ole Gerster, 2012. È apparentemente impossibile parlare di Oh boy senza citare almeno uno fra Allen, Baumbach o Jarmusch: i suoi punti di riferimento sono evidenti, ma è un piacere notare come Gerster sia comunque riuscito a confezionare un moodpiece che appare in fin dei conti personale e sincero. La struttura è episodica e consapevolmente divagante, e ad ogni vignetta viene lasciato il giusto spazio per sviluppare una piccola storia che sia interessante, e lasciare posto alla successiva senza dare l'impressione di essersi dilungata più del necessario. Il film guadagna così un ritmo piacevolmente prevedibile in cui è facile calarsi. Nota di merito per la colonna sonora, mai intrusiva ma capace di legare il tutto con delicatezza. Un film piccolo, ma che nella serata giusta può essere proprio quel qualcosa che ci voleva.

Voglio spendere poi un paio di parole per Succession, serie HBO di cui ho da poco concluso la prima stagione e che mi ha dato delle belle soddisfazioni. Prende un certo stile di regia cringe alla Von Trier, sdoganato nel panorama televisivo dai vari The office e Arrested development, ma riesce a incanalarlo non solo a fini comici ma anche, e soprattutto, drammatici, riuscendo a sviluppare archi narrativi credibili senza mai doverlo forzare. Non sempre è sottilissimo nel suggerire certe letture e tendenzialmente non si discosta mai da quelle, abbastanza facili, già presentate fin dal primo episodio, ma in generale il livello della scrittura è più che buono e gli episodi sono ritmati dannatamente bene. Kudos anche per la credibilità del contesto, avendo studiato un po' delle varie economia aziendale e finanziaria, strategia organizzativa e ehm, consulenza politica, ho trovato che la scrittura fosse in grado di muovervisi in maniera sobria e consapevole, utilizzandole con cognizione di causa e legandole alla trama generale in modo organico. Il che è già di per se notevole per un prodotto televisivo mainstream, ma lo è ancora di più considerando il registro narrativo adottato. Sono dettagli, sì, ma fanno piacere e rendono credito al lavoro di scrittura che c'è dietro. Procedo con la seconda stagione, sperando che il livello resti alto.

 
Out of Sight

Una commedia sentimentale carina, non tra i migliori prodotti di Soderberg ma comunque fruibile

Le cose che mi son piaciute di più sono Clooney, la sceneggiatura e il montaggio

Il resto l'ho trovato abbastanza dimenticabile, per quanto buono

Incontrerai l'Uomo dei tuoi Sogni

Un po' comico e un po' drammatico, questo film di Woody Allen scorre molto bene, il merito è senza dubbio degli attori che presentano interpretazioni molto reali e centrate

La trama non è delle più originali però non si fa scappare allusioni alle vite strambe delle persone che giudicano strambe le vite altrui

Finale molto incisivo che fa passare bene il messaggio

Midnight in Paris

Commedia di stampo fantastico che m'è piaciuta molto

Scritta e diretta bene, a tratti è simpatica, in altri riflessiva; ha parecchie frecciatine alla società ed il finale è una bellissima metafora

Produzione bizzarra: attori americani che recitano in francia per una produzione spagnola

M'è piaciuto più di Incontrerai l'Uomo dei tuoi Sogni e anche del recente Un Giorno di Pioggia a New York, non so se la preferisco a Scoop invece

Veramente un risultato ammirevole, visione consigliata a tutti, Allen è un genio nonostante il privato strambo

 
Che bello Boonmee <3 Io ricordo che la prima volta non capii niente, poi vedendone altri suoi diventò un po' più chiaro il rapporto agli ospedali, al terrotorio, le tensioni intime etc.

Ieri visto su netflix un filmaccio abominabile. Pure la qualità dello streaming infima onestamente...

 
Magari ci ritornerò dopo averne visti altri, allora. :sisi:  Ce ne sono di imperdibili? Per ora in lista ho solo Tropical malady.
Tutti molto belli. Syndromes and a century magnifico.

Piccola recensione di Parasite in inglese per letterboxd :)

 

Looks like everybody is starving for social commentary in 2019. Parasite though is nothing more than a concentrate of ground level moralism that makes everybody happy. One plot twist after the other characters are crushed down and a glamoured violenced is used to give some kind of materiality to it.

Joon-Ho transforms that whole spectrum of human relations into psychologism and manipulation, life is the opposite. For two hours he pushes in your throat those cheap reflections  with some incredibly long scenes used to make this same steril point.

It feels like some kind of fashion bag commercial spot that last too long, hasn’t a bag to sell but the idea that peoples and societies don’t exist beyond “the human nature that is violent and cruel”. But fear not, it’s just him that doesn’t know how to write characters or stories.

Immagine find yourself into a bar and hear “how shallow and laughable those rich people are!!” - “Ho mean can poor people be to survive!!” The moralism never loose its grip on this perspective, every character pays up 1:1 his/her actions. The rule is: make it for children, than dumb it down some more.

An especially inconsistent writing that profits from the hunger of “understanding the social” to build a narrative inspired by the worst humanist dystopies (1984 and such) plus the moralist violence of contemporary tv series (black mirror, game of thrones, house of cards, hannibal, daredevil, fargo etc)

It’s not by chance that this has been a success at Cannes and worldwide, from left to right, even some relatives that usually despise a single drop of blood in movies are delighted by this. Because the narrative reconcile.

The fact that mainstream movies are now pulled between this and Marvel can give the idea of the agony of commercial screenings. Crushed between and increasing stressed practice of vision and social commentary strictly controlled by the giants of media entertaining.

 
Grande Toddino, 

Parasite è la mai delusione dell'anno, insopportabile  :tristenev:

parentesi, nell'ultimo anno sono stato poco partecipe ma presente (anche se non postavo molto, leggevo abbastanza), ma negli ultimi mesi tra cambiamenti al forum e impegni non sono più entrato. vedrò di partecipare di pi col nuovo anno, l'ho sempre trovato stimolante e utile questo forum (con "forum" intendo "utenti"  :fiore:  ). 
 

 
Ho visto 2001:Odissea nello spazio e devo dire che per essere neanche degli anni '70 è molto bello. Ben fatto. Non avessi visto il piu recente Interstellar, che comunque copia un pò da 2001, me lo sarei goduto di più.

A Beautiful Mind : molto bello. Russel Crowe perfetto, così come Jennifer Connelly. Interessante come sempre il tema della schizofrenia associato al contesto universitario-matematico del tempo. Bello anche perchè è tratto da una storia vera.

True detective st.1: spettacolare, McConaughey e harrelson impeccabili, troppo bravi. Bello l'intreccio investigazione-vita privata. 

Non sono riuscito invece a continuare Magnolia: per quanto gli attori siano molto bravi, non trovo lo stimolo a livello di trama e svolgimento. forse è anche troppo lungo

 
Dolemite is my name

Grandissimo film

Ottima prestazione di Eddie Murphy ma anche di Wesley Snipes

Il lato tecnico riproduce fedelmente e chiaramente l'epoca in cui si svolgono i fatti e la riproduzione di alcuni contenuti è molto molto accurata

E' un prodotto ben curato sotto ogni punto di vista, il mio dubbio maggiore era il regista, che non apprezzo particolarmente ma che invece ha fatto un bel lavoro

La sceneggiatura è a tratti poco chiara e questo fa perdere un po' di punti, ma rimane comunque un risultato di alto calibro

Consigliatissimo

 
Grande Toddino, 

Parasite è la mai delusione dell'anno, insopportabile  :tristenev:

parentesi, nell'ultimo anno sono stato poco partecipe ma presente (anche se non postavo molto, leggevo abbastanza), ma negli ultimi mesi tra cambiamenti al forum e impegni non sono più entrato. vedrò di partecipare di pi col nuovo anno, l'ho sempre trovato stimolante e utile questo forum (con "forum" intendo "utenti"  :fiore:  ). 
 
ottimo ottimo, fatti pure letterboxd se non ce l'hai e aggiungimi !

 
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