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Segno segno, grazie. The accident sempre di Losey lo conosci mica? Perché al momento c'è pure quello su Mubi, magari me lo guardo. Parasite sono uno dei quattro o cinque che non l'ha ancora visto, lo recupererò appena possibile più che altro perché mi son rotto le balle di essere fuori dal giro.

Ah e un'altra domanda che non c'entra niente, ma tu prima avevi un altro nick vero? Perché mi pareva lo avessi cambiato, ma a un certo punto mi son dimenticato chi fossi. :asd:
L'incidente ce l'ho in watchlist da tempo insieme a Messagero d'amore ma ancora non mi sono deciso a vederli, peró avevo letto bene di entrambi.  :sisi:

Comunque sì prima avevo Tetsuo come nick  :ahsisi:

 
Ho deciso di cominciare a postare anch'io qua, visto che in questi giorni ho più tempo a disposizione per vedere roba che mi porto appresso da tempo. Ho deciso di iniziare con qualche film di Miyazaki, visto che li hanno messi su Netflix, alternandolo comunque ad altro:

Nausicaä della valle del vento: Bello ma non eccezionale. Il setting è impressionante e molto dettagliato, la storia e i personaggi funzionano (lei è adorabile  :cuore: ) ma comunque ho trovato un po troppo approssimativo il messaggio ecologista del film, soprattutto se messo a paragone con i film successivi (ad esempio Mononoke) che erano più interessanti sotto questo punto di vista. Rimane comunque impressionante il modo in cui riesce a dosare il ritmo dell'opera, si passa da un tono intimo e spensierato all'epico e catastrofico con grande maestria.

Laputa - Castello nel cielo: Bello anche questo.  All'inizio non mi sembrato niente di che, ma una volta arrivati a Laputa comincia a splendere. Tenera la relazione tra loro due. Anche qui, ancora più che in Nausicaa, c'è un gran dosaggio del ritmo e dei toni.

Il mio vicino Totoro: Lo vidi diversi anni fa e lo detestai. Mi sembrava pretenzioso e riuscivo proprio a capire tutto il senso dell'opera. Rivedendolo oggi, invece, ho potuto apprezzarne di più i punti di forza. Una film che non ha bisogno di predicare messaggi ecologici ma che vuole semplicemente immergerti in un mondo bellissimo e affascinante. Bello bello.

 
Fight Club

Bello dai

Il plot twist finale (che non svelerò, tranquilli) l'avevo indovinato poco dopo l'inizio

Io apprezzo che siano stati piazzati indizi qua e là in modo tale che alla seconda visione torni tutto e si possa apprezzare ancora di più, ma forse sono indizi un po' troppo visibili per certe persone

A parte questo, il trattamento di "quella cosa" è molto ben realizzato, in generale le tematiche sono interessanti sebbene lo sviluppo sia un po' altalenante

Scelte di casting e recitazione ottime, così come gran parte del comparto tecnico (make-up e hairstyle molto attenti ed azzeccati; mi dispiace che l'ottimo montaggio sonoro sia un po' offuscato dal mediocre sonoro)

Where's My Mind? bellissima

La cura per le scenografie è ammirabile e tra i risultati di un così ottimo lavoro vi sono anche gli "indizi" che ho nominato poco sopra

Ho molto apprezzato certe frecciatine satiriche

Riguardo all'atmosfera generale, l'avrei visto meglio un po' più ansiogeno

La destrezza di Fincher, che adoro, sta per me in due aspetti fondamentali:

_superare la semplice visione cinica: cioè abbiamo una rappresentazione della violenza come espressione dell'io ma anche come connessione con gli altri; in sostanza la componente grottesca del film spinge i personaggi ad un livello catartico (difatti la mera violenza è rifiutata perfino da loro)

_il corpo è come uno spazio di una società utopica, in cui l'ordine sociale ha regole diverse e in costante cambiamento

Peccato che nonostante questo, a fine film ho come percepito che il grosso del lavoro arrivasse dal romanzo che fa da soggetto e che la mano di Fincher aggiungesse queste features (in modo comunque magistrale) senza però andare oltre

Altra cosa che m'è piaciuta è che in italiano si perde la differenza tra le prime due regole

1)non parlate mai del fight club

2)non dovete parlare mai del fight club

anziché

1)you don't talk about fight club

2)you DO NOT talk about fight club
cioé per me era più incisivo in originale, tradotto sembra solo uno scambio di verbi

 
Vi ho aggiunto entrambi su LB, visto che lì sono molto attivo!  :ahsisi:

Still Walking  (4) 

Sempre legato ai temi famigliari, Kore-eda ricorda Ozu in un dramma così calmo che ci si ritrova a chiedersi come sia possibile, arrivati a fine visione, sentire di aver navigato in un mare in tempesta. 
Il suo cinema è qualcosa di così delicato che ti arriva come un soffio di vento, ma senza poi andarsene. La camminata finale sulle scale, insieme alla prima voce fuori campo del film, fanno terribilmente male e capisci quanta verità sia rappresentata dal momento in cui in quei legami ci ritrovi qualcosa che riguarda anche te. 
Commovente perché vero.

Tully (3,2)

Un film quasi atipico che descrive, non proprio idealmente, la maternità e il conseguente cambio di vita. Non sono ancora sicuro di aver apprezzato il plot twist, forse un po' forzato, per niente necessario. 

Sono un po' contrariato anche da come ne esca fuori la figura maschile, con il cliché dell'uomo che (anche) in quel caso (3 figli e una moglie chiaramente in esaurimento nervoso) se ne sbatte e resta a giocare alla playstation la sera. 

Riesce con efficacia a trasmettere ansia (io e la mia ragazza eravamo un po' turbati) riguardo al tema e anche a far sorridere con dei dialoghi azzeccati. Charlize Theron sempre sul punto. 

Live By Night (2,5)

Preciso che preferisco Affleck come attore e non come regista, sembra quasi che abbia fatto questo film solo ed esclusivamente per indossare tutti quei bei vestitoni (il che non riesce benissimo, forse per Batman o non so cosa ma lui è un ARMADIO ed è ridicolo, presenza scenica imbarazzante) e sentirsi un po' gangster (come nel film, dove dice di non volerlo essere eppure non fa altro per tutta la durata). 

E' pretenzioso sin dall'inizio, con un voice-over imbarazzante, dove spiattella un prologo dove già si capisce che lui sarà l'antieroe un po' meno anti e tanto eroe. Il ritmo è completamente sbagliato, le citazioni ai gangster movies sono chiare ma il film è così insulso che poco interessa. Sicuramente qualche scelta convincente c'è ma non basta per salvare un film già morto dopo i primi 20 minuti. 

Weekend con il morto (3)

Simpatico.

 Mi ha fatto ridere di gusto in più occasioni, anche se sempre sul filo dell'assurdo con (a tratti) quella comicità anni 80-90 che non è proprio invecchiata benissimo. 

Nausicaä della valle del vento: Bello ma non eccezionale. Il setting è impressionante e molto dettagliato, la storia e i personaggi funzionano (lei è adorabile  :cuore: ) ma comunque ho trovato un po troppo approssimativo il messaggio ecologista del film, soprattutto se messo a paragone con i film successivi (ad esempio Mononoke) che erano più interessanti sotto questo punto di vista. Rimane comunque impressionante il modo in cui riesce a dosare il ritmo dell'opera, si passa da un tono intimo e spensierato all'epico e catastrofico con grande maestria.
Io l'ho apprezzato tantissimo invece, ma ti do un consiglio che, se fan dello studio, ti potrà realmente interessare. Compra il manga realizzato da Miyazaki prima della creazione del film, sono 7 volumi (con tavole incredibili) e il film finisce con il secondo volume, questo per farti capire quanti dettagli e quanta trama ha lasciato fuori da quello che era inizialmente lo script. Il manga approfondisce il tema dell'ambiente ma soprattutto quello della politica e della guerra, che nel film è quasi nullo. 

 
Ieri ho visto L'immortale,carino lo consiglio ai fan di Gomorra!

Soprattutto perché

spiega come Ciro ha fatto a sopravvivere e alla fine rincontra Genny.

Quindi in Gomorra 5 (stagione finale ?) torneranno a gestire loro i traffici

 
Io l'ho apprezzato tantissimo invece, ma ti do un consiglio che, se fan dello studio, ti potrà realmente interessare. Compra il manga realizzato da Miyazaki prima della creazione del film, sono 7 volumi (con tavole incredibili) e il film finisce con il secondo volume, questo per farti capire quanti dettagli e quanta trama ha lasciato fuori da quello che era inizialmente lo script. Il manga approfondisce il tema dell'ambiente ma soprattutto quello della politica e della guerra, che nel film è quasi nullo. 
Questa cosa del manga non la sapevo, ci darò un'occhiata senz'altro. Per quanto riguarda il tema ambientalistico, mi ha un po deluso perchè in sostanza lo tratta in maniera abbastanza standard per questo tipo di opere (i potenti che mandano tutto in rovina perchè vogliono dominare il mondo, gli umili che sono gli unici che vivono in armonia con la natura e la rispettano ecc..). 

 
Horse Girl

questo messaggio non sarà molto utile poiché...non ho finito il film

lo introduco dicendo che è un film distribuito da netflix a partire da gennaio 2020, ovvero da dopo la sua presentazione al sundance

la protagonista è alison brie, la quale interpreta un personaggio che mette una depressione immane sebbene non sia retto da chissà che scrittura

quindi la sua interpretazione è l'unico pregio del film

il resto è dimenticabile

la regia è praticamente assente, cioè noi vediamo un collage di inquadrature con un montaggio amatoriale e un montaggio sonoro sufficiente; la scrittura è scarsissima, riesce a vanificare un tema ed un messaggio abbastanza importanti

anche il comparto tecnico è proprio base base

investire dei soldi su un film del genere è peggio che investirli su scary movie per quanto mi riguarda

mi dispiace non poter valutare il film al 100% ma quando ho guardato quanto mancava pensavo si trattasse di 15/20 minuti invece era passata solo mezzora e non ce l'ho fatta mentalmente

se si vuole un film sui disturbi mentale e sulla condizione di alienazione c'è ben altro
Io non l'ho trovato cosi' pessimo, e' riuscito a trasmettermi una certa dose di ansia. 

 
Io non l'ho trovato cosi' pessimo, e' riuscito a trasmettermi una certa dose di ansia. 
Sarei d'accordo se non fosse che tutti i film sui disturbi mentali mi mettono l'ansia

Rain Man, Mi Chiamo Sam, Il Lato Positivo, Joker, Split, Beautiful Mind, Aviator, Taxi Driver, Teneramente Folle, perfino Il Solista, e tutti gli altri insomma

[SIZE=1.4rem]Non so perché, forse col fatto che sono disagi abbastanza comuni ed il più delle volte nessuno se ne accorge mi viene un dispiacere tale che mi preoccupo per il personaggio, reale o fittizio che sia[/SIZE]

Quindi per tutti i film (e serie tv) su questo tipo di disagi non potrò esprimere giudizi sull'atmosfera ansiogena perché ce l'ho a priori

 
Questa cosa del manga non la sapevo, ci darò un'occhiata senz'altro. Per quanto riguarda il tema ambientalistico, mi ha un po deluso perchè in sostanza lo tratta in maniera abbastanza standard per questo tipo di opere (i potenti che mandano tutto in rovina perchè vogliono dominare il mondo, gli umili che sono gli unici che vivono in armonia con la natura e la rispettano ecc..). 
Più che altro, forse perché la sua "opera prima" se togliamo Conan, rispetto ad altri suoi titoli è diverso il modo in cui incolpa l'umanità. 

In Nausicaa il fattore inquinamento (Mar Morto) è 

strettamente correlato alla sola ESISTENZA del popolo umano, perché è ribadito che il ruolo del mar morto, vista la sua purezza al di sotto, è quello di ripulire il mondo e il popolo attuale (dopo la guerra) è all'età della ceramica, il che non corrisponde a un gran inquinamento, eppure il problema persiste anche tra la popolazione della Valle del vento, popolo di contadini e artigiani che sfruttano il vento per le materie prime.eppure continuano ad ammalarsi per i miasmi nell'aria. 

E' un'idea più cinica perché non prevede la convivenza tra natura e umanità, quindi non una propria e vera battaglia. Le guerre del film sono due, quella tra i due eserciti umani e quella tra umani e insetti, in questo ruolo Nausicaa ricopre il ruolo di principessa ed eletta (perché dotata di un "potere" che le permette di entrare in simbiosi con gli insetti), ma perfino il suo ruolo prevede la morte in quanto martire e simbolo di una via da seguire per la convivenza. 

Secondo me tra il far vedere il mondo di oggi come distrutto da guerre e inquinamento, far vedere come il popolo umano venga stremato dalla terra che si riprende il suo habitat e il far sacrificare la sua protagonista (!) per trasmettere un messaggio di convivenza a un popolo inadatto a esso, siamo davanti a uno dei film più coraggiosi in questo senso da parte del maestro.  :sisi:

 
Shadowed (cortometraggio)

Ve lo consiglio, è un cortometraggio fatto da David F. Sandberg in questi giorni di quarantena e pubblicato ieri

L'atmosfera ricorda Lights Out, chissà se adatteranno a lungometraggio anche questo

Anche il finale è simile

La differenza sta ovviamente nel budget che ha avuto a disposizione e nell'evoluzione delle sue conoscenze; qua gli effetti speciali sostituiscono il make up e anche la fotografia è di tutt'altro livello; mentre il montaggio è migliorato notevolmente indipendentemente dal budget

L'Uomo Invisibile (2020)

Veniamo alla visione di oggi; io non sono uno che apprezza il porting di soggetti in un'epoca diversa da quella originale, ma l'idea di rendere l'uomo invisibile uno stalker è stata carina quindi ho apprezzato, anche perché in pieno politically correct o era così o diventava La Donna Invisibile (stanno facendo anche quello comunque)

Dunque è un film originale sui mostri universal ma non un film del tutto originale perché il tema dello stalking l'abbiamo già visto parecchie volte

Parto coi difetti: ingenuità, qualche cliché, qualche plot hole e il "colpo di scena" finale è prevedibilissimo 

Son partito dalle cose negative perché in realtà il film m'è piaciuto e non poco

Conferisce una tensione pazzesca e riesce a spaventare senza usare i soliti jumpscares (non ce n'è neanche uno), inoltre applica la dimensione fantascientifica delle "tute speciali" ad un mostro classico

Leigh Whannell ha firmato il suo film migliore, anche se ne ha fatti pochi, a livello di regia funziona veramente molto

Quei momenti in cui l'inquadratura rimane fissa e statica ad inquadrare solo un angolo senza personaggi mi sono sembrati molto interessanti ed ansiogeni

Elisabeth Moss dà una grande prova attoriale, una recitazione che immerge ulteriormente nel racconto

A livello tecnico ci siamo anche se il make up sembra rimasto fermo agli anni '80

Come accennato sopra, scelte di inquadrature e montaggio intriganti, incrementano la resa della tensione

Il comparto sonoro è molto funzionale e, nonostante in alcuni punti avrei fatto diversamente, molto coinvolgente

Con una sceneggiatura più attenta, questo sarebbe il tipo di horror che vorrei

 
Ho rivisto l'horror "Nightmare:dal profondo della notte", uno dei miei preferiti in assoluto!

 
Material, Heise

Docu in Germania sulla memoria del paese. Bellino.

Seven Weeks, Obayashi

I suoi temi ci sono, la qualità visuale e di scrittura pure. Però cavolo 3 ore nette di musica non stop che distruggono qualsiasi possibilità di espansione e montaggio è dura. Un peccato che non sono sicuro di capire da dove provenga.

 
Ho visto il film italiano Lovers :  non male per essere italiano. Offre spunti interessanti sulla vita, per lo piu sulla vita di coppia.

È anche recitato bene.

 
Reazione a catena (3)

Secondo film di Bava per me (ho visto "Terrore nello spazio") e diciamo che non sta proseguendo proprio come vorrei.  :asd:   

Non riesco totalmente ad adattarmi al suo stile, nonostante questo film mi abbia divertito molto, soprattutto per la fantasia e la bellezza delle esecuzioni, che alla fine è il centro del film (visto che tutto il resto non brilla di certo). 

Avete qualcosa di più efficace da consigliarmi tra i suoi titoli? 

Il grande silenzio (4)

C'è poco da fare, il western cattura un sacco la mia attenzione, e sto iniziando a credere che sia il mio genere preferito. 

Ho recuperato questo titolo di Corbucci e ora mi è chiarissimo come Tarantino si sia ispirato a lui per tante scelte di The Hateful Eight. 

Mi piace molto come lavora sui personaggi, vedi l'eclettico Tigrero o il protagonista Silenzio. Non mi hanno convinto altre scene discutibili rese belle da Morricone alla colonna sonora. 

Finale amaro e incredibile. 

 
Reazione a catena (3)

Secondo film di Bava per me (ho visto "Terrore nello spazio") e diciamo che non sta proseguendo proprio come vorrei.  :asd:   

Non riesco totalmente ad adattarmi al suo stile, nonostante questo film mi abbia divertito molto, soprattutto per la fantasia e la bellezza delle esecuzioni, che alla fine è il centro del film (visto che tutto il resto non brilla di certo). 

Avete qualcosa di più efficace da consigliarmi tra i suoi titoli? 

Il grande silenzio (4)

C'è poco da fare, il western cattura un sacco la mia attenzione, e sto iniziando a credere che sia il mio genere preferito. 

Ho recuperato questo titolo di Corbucci e ora mi è chiarissimo come Tarantino si sia ispirato a lui per tante scelte di The Hateful Eight. 

Mi piace molto come lavora sui personaggi, vedi l'eclettico Tigrero o il protagonista Silenzio. Non mi hanno convinto altre scene discutibili rese belle da Morricone alla colonna sonora. 

Finale amaro e incredibile. 
Io di Bava ho visto Operazione paura e Sei donne per l'assassino, a me al di là della recitazione un po' grezza erano piaciuti entrambi, però se te ne dovessi consigliare uno direi il secondo che è uno dei suoi film più influenti e credo più apprezzati.  :sisi:

 
Ultima modifica da un moderatore:
Vi ho aggiunto entrambi su LB, visto che lì sono molto attivo!  :ahsisi:

Still Walking  (4) 

Sempre legato ai temi famigliari, Kore-eda ricorda Ozu in un dramma così calmo che ci si ritrova a chiedersi come sia possibile, arrivati a fine visione, sentire di aver navigato in un mare in tempesta. 
Il suo cinema è qualcosa di così delicato che ti arriva come un soffio di vento, ma senza poi andarsene. La camminata finale sulle scale, insieme alla prima voce fuori campo del film, fanno terribilmente male e capisci quanta verità sia rappresentata dal momento in cui in quei legami ci ritrovi qualcosa che riguarda anche te. 
Commovente perché vero.
Concordo, bellissimo film di Koreeda.

Nella frase del nonno "Questa casa l'ho fatta con le mie mani, perchè vi ostinate a chiamarla casa della nonna!" c'è un po' tutto il senso del film.

 
Ultima modifica da un moderatore:
Cast Away di Robert Zemeckis. Bravissimo Tom Hanks a gestire la maggior parte del film sulle sue sole spalle come unico personaggio. Tutta la parte del film ambientata sull'isola è bellissima e allo stesso tempo inquietante, col il costante rumore del mare e del vento a fare da sottofondo onnipresente ad ogni attività del protagonista.

Nati con la Camicia di E.B. Clucher. Ormai è tradizione dei weekend, anche se sto quasi finendo i film disponibili su Prime Video.

Il Castello Errante di Howl di Hayao Miyazaki. La trama in sé e per sé non brilla, ma il fantastico mondo in cui è ambientata con la tipica magica dello Studio Ghibli che permea ogni cosa me l'ha fatto piacere più di un film più impegnato come Nausicaa ad esempio.

 
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