Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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:sowhat:

L'Infernale Quinlan, Welles
Bello bello. Il piano sequenza iniziale tanta roba, soprattutto con quel movimento di macchina (che non penso fosse molto comune, al tempo) che va su e giù, si allontana e si riavvicina, passando dalla macchina a Vargas. Bella storia di confine, che oggi verrebbe massacrato come woke dai pagliacci online
Che capolavoro, il miglior film di Welles dopo Quarto potere. E' uno dei primi film che vidi da cinefilo, ho ancora il dvd. :bruniii:

Faust, Murnau. Tante cose sono sbalorditive se si pensa che le ha fatte nel 1926, la trama ha qualche momento di stanca nella fase centrale poi si riprende nella fase finale molto drammatica. Buono ma preferisco altro di Murnau. (7)

Akira, Otomo. Rivisto dopo qualche anno, pura potenza cinematografica, il connubio musica e immagini ha pochi rivali nella storia dell'animazione, il ritmo è perfetto, il finale porta al culmine la forza visionaria e apocalittica di tutto il film, alcune scene come quelle con i peluche che non si scordano... insomma un capolavoro. (9,5)
 
Cowboy Bebop: The movie, Shinichiro Watanabe 2001. Animazione a tratti eccellente, specie nelle ottime scene d'azione. Ha il problema che la sceneggiatura è davvero piena di buchi e forzature, e a volte sembra davvero di assistere a una collezione di scene collegate fra loro con qualche scusa. Se fosse stato un film più puramente visivo o emozionale mi sarebbe stato un po' più facile passarci sopra, essendo però costruito dall'inizio alla fine come una investigazione lineare, più ci penso e meno mi sembra stare in piedi. Se non ricordo male anche la serie aveva a volte questo problema, ma aveva un ritmo molto più compassato ed essendo gli episodi brevi e le storie semplici, non prevaleva sui momenti più contemplativi che per me sono il vero punto di forza di questo mondo. Ciò detto, lo ritengo comunque un valido accompagnamento della serie per chi volesse passare un paio di ore in più con questi personaggi.

Evil does not exist, Ryusuke Hamaguchi 2023. Mi è piaciuto molto fino al finale, che capisco volesse essere deliberatamente provocatorio, ma che personalmente ha finito per creare dubbi e domande di cui non sono sicuro il film avesse bisogno, o perlomeno non in questo modo. A parte questo, ne ho molto apprezzato il modo in cui anche con pochissimi tratti riesce a caratterizzare tutti i personaggi in maniera credibile, dai protagonisti fino alle comparse con un paio di battute, inclusa se vogliamo la comunità stessa, che emerge organicamente dalla coralità di tutte le voci mostrate. Sebbene sia un film chiaramente e condivisibilmente schierato a favore della comunità locale per quanto riguarda la vicenda rappresentata, ha inoltre il merito di non essere affatto manicheo nella rappresentazione dei personaggi, che vengono tutti trattati con il giusto rispetto, per non dire con affetto e con una sana dose di ironia. Ho trovato molto bello (e inaspettato) il cambio di focalizzazione che avviene successivamente alla scena dell'assemblea cittadina, e per qualche ragione mi è piaciuta moltissimo tutta la scena in macchina, una lunga chiacchierata caratterizzata da una disinvoltura che mi sembra non capiti spesso di vedere nei prodotti giapponesi. Nel suo piccolo, e al di là dell'appunto iniziale, una visione per me più che piacevole.
 
Cowboy Bebop: The movie, Shinichiro Watanabe 2001. Animazione a tratti eccellente, specie nelle ottime scene d'azione. Ha il problema che la sceneggiatura è davvero piena di buchi e forzature, e a volte sembra davvero di assistere a una collezione di scene collegate fra loro con qualche scusa. Se fosse stato un film più puramente visivo o emozionale mi sarebbe stato un po' più facile passarci sopra, essendo però costruito dall'inizio alla fine come una investigazione lineare, più ci penso e meno mi sembra stare in piedi. Se non ricordo male anche la serie aveva a volte questo problema, ma aveva un ritmo molto più compassato ed essendo gli episodi brevi e le storie semplici, non prevaleva sui momenti più contemplativi che per me sono il vero punto di forza di questo mondo. Ciò detto, lo ritengo comunque un valido accompagnamento della serie per chi volesse passare un paio di ore in più con questi personaggi.

Evil does not exist, Ryusuke Hamaguchi 2023. Mi è piaciuto molto fino al finale, che capisco volesse essere deliberatamente provocatorio, ma che personalmente ha finito per creare dubbi e domande di cui non sono sicuro il film avesse bisogno, o perlomeno non in questo modo. A parte questo, ne ho molto apprezzato il modo in cui anche con pochissimi tratti riesce a caratterizzare tutti i personaggi in maniera credibile, dai protagonisti fino alle comparse con un paio di battute, inclusa se vogliamo la comunità stessa, che emerge organicamente dalla coralità di tutte le voci mostrate. Sebbene sia un film chiaramente e condivisibilmente schierato a favore della comunità locale per quanto riguarda la vicenda rappresentata, ha inoltre il merito di non essere affatto manicheo nella rappresentazione dei personaggi, che vengono tutti trattati con il giusto rispetto, per non dire con affetto e con una sana dose di ironia. Ho trovato molto bello (e inaspettato) il cambio di focalizzazione che avviene successivamente alla scena dell'assemblea cittadina, e per qualche ragione mi è piaciuta moltissimo tutta la scena in macchina, una lunga chiacchierata caratterizzata da una disinvoltura che mi sembra non capiti spesso di vedere nei prodotti giapponesi. Nel suo piccolo, e al di là dell'appunto iniziale, una visione per me più che piacevole.
Neanche a me era piaciuto il finale, c'è un cambio di tono verso l'onirico/criptico che non mi sono spiegato, il resto del film è scritto bene anche se troppo insipido per i miei gusti (a livello di stile ed estetica). Finora l'unico bello di Hamaguchi per me è Drive my car.
 
Erotic Liaisons, Yasuharu Hasebe (1978)
Detective e donne.
Troppo schiacciato sulla trama e personaggi poco convincenti, ma siccome le storie di detective sono sempre belle mi è piaciuto uguale.
 
Ieri in TV :Cop Car.
Che stronzata :asd:. L'unica cosa che si salva è Bacon che è sempre un must, ma sprecatissimo qui.
 
Perchè? Per la lentezza o altro? :hmm:
Perché è un film che non mi ha detto niente. Forse anche complice la frammentazione della narrazione, con scene oniriche abbastanza fini a loro stesse, e personaggi che ho trovato profondi come una pozzanghera, con rapporti quasi inesistenti, non mi ha detto niente. Poi bella la fotografia, però dopo la prima mezz'ora, con buona pace per il daltonismo di Refn, sti neon rossi e blu sparati mi avevano dato parecchio fastidio.
 
Perché è un film che non mi ha detto niente. Forse anche complice la frammentazione della narrazione, con scene oniriche abbastanza fini a loro stesse, e personaggi che ho trovato profondi come una pozzanghera, con rapporti quasi inesistenti, non mi ha detto niente. Poi bella la fotografia, però dopo la prima mezz'ora, con buona pace per il daltonismo di Refn, sti neon rossi e blu sparati mi avevano dato parecchio fastidio.
Capisco che può risultare antipatico e respingente come film, però non lo bollerei come film vuoto e fine a se stesso, non posso difenderlo in modo dettagliato perchè l'ho visto anni fa quindi ti linko (se non le hai lette) due recensioni degli spietati che danno letture interessanti. :sisi:

https://spietati.it/solo-dio-perdona/
 
Capisco che può risultare antipatico e respingente come film, però non lo bollerei come film vuoto e fine a se stesso, non posso difenderlo in modo dettagliato perchè l'ho visto anni fa quindi ti linko (se non le hai lette) due recensioni degli spietati che danno letture interessanti. :sisi:

https://spietati.it/solo-dio-perdona/
sono parzialmente d'accordo con Dante, forse è quello che mi è piaciuto di meno del regista, per descriverlo citerei Cyberpunk con un bel
"style over substance"
 
Bu su, Jun Ichikawa (1987)
Ragazza va a Tokyo.
Tutto è bellissimamente fotografato, e le ragazze sono top model, ma il film è mediocre. Classica narrazione in cui lei è sola e il mondo è crudele o troppo strambo per lei da approcciare (o pieno di porci ovviamente) e lei non deve mai e dico mai confrontarsi davvero a niente. Non agisce, che poi così possiamo identificarci tutti con il suo malessere, no? Forse manco in tempi di guerra c'è una retorica così vuota.
 
NAZA, Yuval Abraham, Rachel Szor 2026. Il male in tutta la sua banalità. Oltre la sistematica atrocità del genocidio, la cosa più oscena è come nessuno dei crimini elencati sia davvero sorprendente. È essenziale non abbassare l'attenzione su ciò che è accaduto e che continua ad accadere in questo momento, né abituarsi alla crudeltà.

Neanche a me era piaciuto il finale, c'è un cambio di tono verso l'onirico/criptico che non mi sono spiegato, il resto del film è scritto bene anche se troppo insipido per i miei gusti (a livello di stile ed estetica). Finora l'unico bello di Hamaguchi per me è Drive my car.

Io dei suoi ho visto solo questi due, Drive my car sarà che ne parlavano tutti troppo bene ma non mi ha detto proprio nulla e lo ho quasi completamente dimenticato.

Come stile ed estetica questo secondo me è ok, perlopiù asciutto ma con diverse belle inquadrature, specie quando segue la bambina. La colonna sonora la ho trovato a volte un po' invasiva ma di per sé è bella.

Perché è un film che non mi ha detto niente. Forse anche complice la frammentazione della narrazione, con scene oniriche abbastanza fini a loro stesse, e personaggi che ho trovato profondi come una pozzanghera, con rapporti quasi inesistenti, non mi ha detto niente. Poi bella la fotografia, però dopo la prima mezz'ora, con buona pace per il daltonismo di Refn, sti neon rossi e blu sparati mi avevano dato parecchio fastidio.
Ricordo che io alla seconda visione lo rivalutai dal punto di vista narrativo; forse aveva aiutato anche il buon documentario My life with NWR che seguiva proprio la produzione del film. Comunque dal punto di vista audiovisivo lo ricordo splendido.

In ogni caso se ti è parso ridondante e superficiale stai alla larghissima da Her private hell :asd:
 
Elegy, Yoshisuke Kawasaki (1976)
Ragazza giovane e tradimenti con famiglia sposata.
Lei divertente ma storia molto convenzionalmente esposta.
 
Capisco che può risultare antipatico e respingente come film, però non lo bollerei come film vuoto e fine a se stesso, non posso difenderlo in modo dettagliato perchè l'ho visto anni fa quindi ti linko (se non le hai lette) due recensioni degli spietati che danno letture interessanti. :sisi:

https://spietati.it/solo-dio-perdona/
Bah, mi sono sembrati ghirigori di parole per dire praticamente nulla di concreto. Il rapporto con la madre e le sue intenzioni con Julian mi sembrano eccessivamente ricamate da chi ha scritto la recensione:
sicuramente ho sentito anch'io la tensione sessuale, ma mi è sembrata unidirezionale: lei rigettava e ridicolizzava Julian, come si fa (in queste dinamiche horror) con un figlio non voluto, e quindi lo denigra e lo umilia. E l'unico momento di appagamento, in tal senso, Julian lo ha solo quando "entra dentro" la madre
Il punto per me è che non racconta nulla di nuovo, e lo fa in modo criptico, secondo me :sisi:
Ricordo che io alla seconda visione lo rivalutai dal punto di vista narrativo; forse aveva aiutato anche il buon documentario My life with NWR che seguiva proprio la produzione del film. Comunque dal punto di vista audiovisivo lo ricordo splendido.

In ogni caso se ti è parso ridondante e superficiale stai alla larghissima da Her private hell :asd:
Oddio, non penso che intraprenderò una seconda visione :rickds: Sicuramente non andrò a vedere Her Private Hell, e penso che a sto punto non vedrò neppure The Neon Demon. Forse Bronson :sisi:

Ichimei (remake di Takashi Miike del film Harakiri)
Porca zozza :morris2: che storia e che intreccio. Da quello che ho capito, è riproduzione 1:1 del film di Kobayashi. Lo scontro tra tradizione e nuovo, tra vita dogmatica (promossa da chi non l'ha mai vissuta davvero, con le incoerenze del caso) e vita libera ("in attesa della primavera"). Bellissima fotografia e utilizzo dei colori e della saturazione. Le riprese da dietro la zanzariera cheff kiss
La sequenza finale è stupenda. Volevo vedere l'originale, ma è irreperibile. Cercherò di reperirlo, così da poter valutare meglio questo remake, quanto registicamente è farina del sacco di Miike, e quanto prende da Kobayashi. Attori tutti bravi, Ebizo Ichikawa incredibile.
 
sono parzialmente d'accordo con Dante, forse è quello che mi è piaciuto di meno del regista, per descriverlo citerei Cyberpunk con un bel
"style over substance"
E' la classica cosa che si dice quanto un film punta molto sulla fotografia, così si possono smontare troppi film però. :asd:
NAZA, Yuval Abraham, Rachel Szor 2026. Il male in tutta la sua banalità. Oltre la sistematica atrocità del genocidio, la cosa più oscena è come nessuno dei crimini elencati sia davvero sorprendente. È essenziale non abbassare l'attenzione su ciò che è accaduto e che continua ad accadere in questo momento, né abituarsi alla crudeltà.



Io dei suoi ho visto solo questi due, Drive my car sarà che ne parlavano tutti troppo bene ma non mi ha detto proprio nulla e lo ho quasi completamente dimenticato.

Come stile ed estetica questo secondo me è ok, perlopiù asciutto ma con diverse belle inquadrature, specie quando segue la bambina. La colonna sonora la ho trovato a volte un po' invasiva ma di per sé è bella.


Ricordo che io alla seconda visione lo rivalutai dal punto di vista narrativo; forse aveva aiutato anche il buon documentario My life with NWR che seguiva proprio la produzione del film. Comunque dal punto di vista audiovisivo lo ricordo splendido.

In ogni caso se ti è parso ridondante e superficiale stai alla larghissima da Her private hell :asd:
Drive my car ha lo stesso stile asciutto però la sceneggiatura e i personaggi mi erano piaciuti molto di più, certo anche quello non è un film che mi fa innamorare. Io ho visto anche Il gioco del destino e della fantasia che però è una vera palla. :dsax:
Bah, mi sono sembrati ghirigori di parole per dire praticamente nulla di concreto. Il rapporto con la madre e le sue intenzioni con Julian mi sembrano eccessivamente ricamate da chi ha scritto la recensione:
sicuramente ho sentito anch'io la tensione sessuale, ma mi è sembrata unidirezionale: lei rigettava e ridicolizzava Julian, come si fa (in queste dinamiche horror) con un figlio non voluto, e quindi lo denigra e lo umilia. E l'unico momento di appagamento, in tal senso, Julian lo ha solo quando "entra dentro" la madre
Il punto per me è che non racconta nulla di nuovo, e lo fa in modo criptico, secondo me :sisi:

Oddio, non penso che intraprenderò una seconda visione :rickds: Sicuramente non andrò a vedere Her Private Hell, e penso che a sto punto non vedrò neppure The Neon Demon. Forse Bronson :sisi:

Ichimei (remake di Takashi Miike del film Harakiri)
Porca zozza :morris2: che storia e che intreccio. Da quello che ho capito, è riproduzione 1:1 del film di Kobayashi. Lo scontro tra tradizione e nuovo, tra vita dogmatica (promossa da chi non l'ha mai vissuta davvero, con le incoerenze del caso) e vita libera ("in attesa della primavera"). Bellissima fotografia e utilizzo dei colori e della saturazione. Le riprese da dietro la zanzariera cheff kiss
La sequenza finale è stupenda. Volevo vedere l'originale, ma è irreperibile. Cercherò di reperirlo, così da poter valutare meglio questo remake, quanto registicamente è farina del sacco di Miike, e quanto prende da Kobayashi. Attori tutti bravi, Ebizo Ichikawa incredibile.
L'originale ormai si è fatto la reputazione di miglior film di sempre o quasi, forse è un po' esagerato però è sicuro uno dei migliori film sui samurai. :sisi:
 
L'originale ormai si è fatto la reputazione di miglior film di sempre o quasi, forse è un po' esagerato però è sicuro uno dei migliori film sui samurai. :sisi:
Sì, avevo letto e infatti ero ultra curioso :sisi: per certi versi, mi ha ricordato la struttura narrativa di Rashomon, altro film che ho apprezzato
 
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