Ora non veniamoci a dire che l'aggiunta del remote play attraverso Portal sia stata una copia delle funzionalità visionarie del Game Pass: Sony sa muoversi benissimo e quando arriva la risposta è sempre forte. Un servizio ha più abbonati, uno meno: non è questione di riconoscibilità o di originalità, ma di cosa funziona e cosa no (non parliamo di convenienza o valore dell'offerta, sul quale si può discutere e sapete come la penso).
Questo non si può dire del servizio MS, della gestione interna e di tutto quello che hanno saputo dilapidare in questi anni. Se fosse stata in una posizione di forza con la sua piattaforma (hardware o virtuale che sia) avrebbe potuto mettere le sue produzioni unicamente in abbonamento e attraverso il pass. Lasciando fuori CoD magari per le questioni legate agli accordi. Una cosa del genere non è però possibile perché anche quello che c'è di buono sparirebbe dai radar, con numeri ancora più risibili nei progetti minori.
Quando sei un pachiderma di tale portata, come è diventata la divisione dopo tutte le acquisizioni, è troppo grande per poter concentrare l'output su poche produzioni che fanno il grosso mentre il resto rimane ai margini. Le risorse finiscono, così come la pazienza, e il mercato difficilmente offre spazio per continuare a rischiare. Serve un modello forte per sostenerne il peso, altrimenti si andrà di ridimensionamenti e snellimento generale affinché quel poco che rimane funzioni; il resto... pace.
In una linea temporale parallela magari il game pass è diventato così forte e ben accettato con gli utenti che giocano solo lì, tanto che i team di sviluppo di conseguenza devono per forza esserci, in un circolo di crescita che porta il servizio ad essere totalizzante nell'industria.
Questo influenzerebbe Sony (e Nintendo) a fare qualcosa di simile con le loro line-up interne (day-one compresi: col cavolo), per poi piegarsi a far entrare MS nel proprio orticello pena non vendere più i propri dispositivi, integrando alla fine lì anche le loro produzioni, in un servizio che cannibalizza tutto e tutti, tanto che nulla viene più acquistato attraverso gli store proprietari (proprio come sulle Series X|S).
Allora sì questo potrebbe essere visto come "colonizzare" le altre piattaforme: lasciare il gettone prendendosi poi tutto il resto (e per quanto possa essere difficile immaginare una visione simile, sono pronto a scommettere che qualcuno in quei grafici del 2020 sta cosa l'aveva pure sognata).
Quello che abbiamo oggi è invece un servizio PlayStation Plus (sempre più caro e anacronistico) che fa i veri numeri, perché ha base installata, utenza fedele, è cresciuto gradualmente da quel PSN free di epoca PS3, e adesso è qualcosa di completo che può davvero esplodere attraverso la mobilità e cloud. Chi aveva inventato Xbox Live... ha smesso di ricordarsi come si crea qualcosa di nuovo, cosa è innovativo, cosa manca, cosa può essere considerato ancora pro consumatore: valori necessari in una posizione di mercato tutta da ricostruire.
Proporre un modello commerciale diverso volto soltanto a rompere il sistema precedente come unica vera esclusiva: nulla di tutto questo può considerarsi rivoluzionario. Infatti l'adozione è bassa e viene prettamente da console in cui c'è l'obolo per l'accesso all'online. Come tale quindi, d'ora in avanti può essere soltanto valutato in base alla sua convenienza, ai propri gusti (non c'è tutto lì), necessità (anche occasionali) e abitudini. Fine. Il suo target in questo mercato è minuscolo, perché non sono gli schermi i potenziali abbonati, ma gli utenti, e sono sempre e unicamente quelli (puoi incrementare la spesa media, ma il cap come numero secondo me è stato già raggiunto).
Portare Halo su PlayStation è soltanto il tentativo (goffo) di far fare le ossa al team su Unreal Engine (scelta che definirei... azzeccatissima!), sviluppare in maniera veloce un progetto che costa poco e che possa ottenere un ritorno efficace (dopo 20 anni è sempre il momento di tirare fuori l'effetto nostalgico: venderà due copie; abbastanza, ma sempre due copie) mentre si prepara dalla naftalina un ritorno di cui vedremo stile, valori produttivi e risultati (dubbi, tanti).
Prodotti commerciali di media/buona qualità trainati dal successo di serie tv/film e via. Ma non di certo qualcosa di più. Altrimenti, il porcospino blu a quest'ora sarebbe già imperatore del mondo 