però appunto potevano chiamarlo Laufey a sto punto.Non ci sono comprimari ni però, che tutta la saga norrena ha un sottotesto di passaggio di testimone tanto che in ragnarok Atreus è giocabile.
Posto che comunque è un discorso interessante ma di fatto una svisionato perché lo sappiamo tutti che i brand più famosi del mondo, rimangono con quei titoli più per consuetudine storica (e vantaggi economici chiaramente), più che una reale coerenza con quello che poi viene trattato. Per me appunto ma ci sto pensando tipo adesso perchè mai personalmente mi sarei fatto questo ragionamento per i fatti miei onestamente, il "god of war" ormai negli anni lo vedo più come un concetto che una reale appartenenza fissa ad un giocaore, un discorso di conflitti e arroganza. Perché se ci atteniamo ad un concetto tipo il primo (Kratos che sfida Ares) allora mi sembra che laufey possa rientrare vista che i primi 2 villain che si vedono sono appunto dei della guerra, se ci atteniamo invece allo status in carica di dio della guerra, kratos in tutta la saga lo è nei primi 10 minuti del 2 e in ghost of sparta, basta.
Per me comunque, da un punto di vista puramente romantico eh. Ritengo che laufey si "merita" il titolo principale, per quanto se ne sia saputo poco nei due titoli norreni, rimane un personaggio importantissimo che ha avuto un impatto nella vita di kratos importantissimo e ci ha dato oggi il Kratos Norreno.
ma torniamo punto e a capo

non avevo effettivamente pensato ad atreus, anche se è trattato come loki quindi ha già affermato la propria posizione nel contesto narrativo.
ma sarebbe stato, un po' come per geralt e ciri, un possibile passaggio di palla, con un figlio che segue nonostante tutto le orme del padre ereditandone involontariamente alcuni comportamenti ed atteggiamenti.
purtroppo tutto questo fa acqua considerando che kratos lo cresce esattamente nella maniera opposta, seppur mostrando una tendenza alla violenza "gratuita" (quando accoltella modi).
quindi siamo nell'argomento "fantastichiamo".
detto questo, alla fine l'importante è che il gioco sia ben fatto e rimanga coerente con l'universo narrativo trattato.
e di fatto lo è, come sottolinei anche tu.
generalmente i titoli di franchise lunghi, sono generici e quasi mai direttamente legati alle storie che raccontano.Ma veramente per voi il titolo di una serie lo si deve prendere letteralmente come state facendo ? E non invece ad indicare un brand, o meglio, un universo narrativo (nel caso videludico anche uno stile ben preciso come con Silent Hill) che identifica ?
silent hill che citi, è il nome di un luogo condannato, di conseguenza puoi raccontarci sopra ciò che ti pare e plasmarlo a tuo piacimento.
banalmente final fantasy, che è uno dei franchise più importanti e storici di questo mercato, può essere letteralmente qualsiasi cosa, in quanto riferente ad un universo di fantasia generico, un po' come d&d.
i vari elder scrolls, ripeto resident evil, insomma non c'è mai un focus diretto su qualcuno più che altro.
guarda invece super mario, tu mettici peach come protagonista e non noteresti una piccola incoerenza?

anche se qui parliamo effettivamente già di brand ed essendo platform, per natura di gioco, sono più agevolati al cambiamento.
ma nel momento il cui il nome di un gioco si lega direttamente ad un personaggio e alla sua storia, cambiare protagonista diventa più difficile perchè snaturi l'interpretazione del testo, e lo trasformi in un effettivo "brand" come dici tu.
ma non era nato come una marca, quindi è un peccato che venga completamente rivisto solo ed unicamente perchè publisher e azionisti vogliono andare sul sicuro.
poi il rischio c'è pure non cambiando nome eh, anzi molto spesso si rischia di cadere male quando mantieni lo stesso franchise e lo storpi a tuo pacimento (guarda gli ultimi masquerada).
non dovrebbe essere per fortuna questo il caso, ma "still" non è più god of war per quanto mi riguarda.
