Semplicemente basta non generalizzare e attenersi a quello che il singolo dice. Nessuno ha detto "anime = schifo", ma, al solito, si va a gusti e non c'è assolutamente bisogno di incaponirsi o indignarsi se si cozza con la diversità.A me l'animazione giapponese fa impazzire, ma spesso la trovo infarcita di elementi (culturali o meno) che mi fanno storcere il naso, tra cui le donnine mezze nude, le inquadrature che sembrano messe lì solo per sottolineare le forme (solitamente già risaltate dal vestiario, per la cronaca), per far vedere le mutandine o, appunto, la presenza di seni spropositati sempre e comunque (non è che non esistano donne maggiorate nella realtà, ma magari un po' di varietà in tal senso non guasta). Sarà un esempio troppo facile, ma Miyazaki (e mettiamoci dentro pure Takahata, dai, che Only Yesterday e Una tomba per le lucciole sono capolavori) è l'esempio perfetto di animazione giapponese per me fatta bene. E' raffinata, elegante, sfrutta tutte le potenzialità espressive del disegno e non scade mai (andando a memoria) nei doppi sensi, nell'erotismo sotteso inutile (perché, diciamocelo, non è inutile a prescindere, ma in certi contesti lo è, dato che spesso mi pare messo lì solo per fare sorgere un po' di pruriti gratuiti e basta).
E poi che distinzione è "anime"? Come se non fosse "anime" qualsiasi cosa disegnata giapponese e messa in movimento.
Come detto prima, per i miei gusti, preferisco i disegni più sobri di Tanaka (Xenogears, Xenosaga I e Xenoblade X). Neppure lui è esente dai problemi sopracitati (KOS-MOS, appunto), ma trovo i suoi personaggi complessivamente più eleganti e piacevoli, privi di esagerazioni per me non così felici. Nel complesso, dico, perché comunque in Xenoblade X qualcosa che m'ha infastidito l'ho trovato comunque (vedi lo slippino dell'aliena polipo o il culetto in bella vista di voi-sapete-chi, nella sua armatura base). Basta che non mi citiate Lin come esempio di "wrong" perché il suo design base non ha davvero niente che non va (possiamo magari aprire un discorso invece sul fatto che possa in game indossare i perizomini e le "X" sui seni, almeno nella versione giappa, ma questa è un'altra storia).
Altri esempi di disegnatori che mi piacciono da morire? Kaneko (SMT) e Amano (il film breve "Angel's Egg" che ha disegnato è incredibile, al di là del suo lavoro come character designer e disegnatore in generale). Certo, magari "mi piace vincere facile" con questi, però li adoro seriamente e, guarda guarda, sono giapponesi. Se vogliamo spostarci un po' dagli esempi estremi potrei citare anche Hidari, il disegnatore della trilogia Dusk di Atelier e ora di FE Echoes. Trovo i suoi personaggi femminili davvero eleganti e piacevoli (vedi Marion di Atelier Ayesha o anche Celica del remake di Gaiden), anche se magari alle volte meno vestiti di quello che vorrei. Però anche qua non vorrei sembrare ora un talebano che vuole far bardare tutti i personaggi. La nudità (l'esposizione del corpo, più che altro, e il sottolineare questo corpo), nelle sue forme e nei suoi gradi, può essere un modo per "far parlare" e caratterizzare il personaggio, dargli un tocco specifico (sensualità, l'essere provocatorio). Semplicemente, alle volte la trovo evitabile, superflua e, come detto sopra, messa lì solo per generare dei pruriti.