Nonostante sia giunto alla conclusione che gli Xenoblade non rappresentino il mio ideale di JRPG, questo episodio è lentamente entrato nelle mie corde e si sta rivelando, a mio avviso, il più equilibrato sotto il versante ludico. Sì, voglio dirlo: il migliore.
In passato ho avuto a tratti difficoltà a relazionarmi con la natura, a mio modo di intendere, dispersiva di questa saga. Riconoscendone sì, delle doti in grado di porla bene al di sopra della stragrande maggioranza dei rappresentanti della sua categoria, fino a non poter fare a meno di considerarla uno degli elementi di spicco, ma non è stata mai la mia tazza di thè.
Troppo spesso ho percepito i suoi mondi come distese titaniche prive di quella stratificazione certosina che cerco in un titolo di questo tipo; con un approccio non sempre in grado di bilanciare in maniera opportuna quantità e qualità. Mi riferisco, ad esempio, all'assenza di dungeon che potessero definirsi tali o alla sensazione di percorrere chilometri monotoni tra rocce squadrate troppo simili tra loro e asettiche passerelle metalliche. Anche l'eccessiva automatizzazione del combat system è sempre stata un ostacolo per i miei gusti.
Eppure, dopo una prima run interrottasi mesi fa in appena 15 ore o poco più, lentamente ho cominciato a rivalutarlo adesso che l'ho ricominciato.
La trama, al netto delle solite ingenuità, trovo sia interessante. Il world building è affascinante e la lore nasconde sottotesti crudi, quasi inquietanti, che spingono a riflettere ben oltre la superficie.
Sono sorpreso dalle possibilità di gestione del party e da quante cose il team di sviluppo sia riuscito a mettere sotto il diretto controllo del giocatore, risultando nella sintesi di quanto visto nei capitoli precedenti; nonostante poi tale unione delle parti sia riuscita a rivelarsi ancora una volta fresca ed invitante.
Probabilmente, la mia iniziale resistenza era dovuta a un'overdose da recupero forzato: giocare l'intera saga in un arco di tempo ristretto (un paio d'anni, eccezion fatta per l'X su Wii U) mi aveva saturato. Ricominciandolo oggi ed ormai alle soglie del quarto capitolo dopo oltre 35 ore, sto apprezzandone sfumature e meccaniche che prima avevo ignorato.
Continuo a preferirgli altri esponenti della categoria, però devo rilevare che questa esperienza si sta palesando come più intrigante di quanto avessi preventivato.
Insomma, alle volte perseverare non è diabolico come si suol dire