[Angolo dell'Orrore] Le Nostre Creepypasta

Yurinoa

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In questo Topic possiamo postare le nostre Creepypasta. Per chi non lo sapesse una Creepyspasta è un breve racconto Horror, possono essere opere del tutto originali oppure ispirate a leggende metropolitane o fenomeni di Internet (come Slenderman).

Le storie devono essere scritte da noi, è possibile commentarle, dare consigli, ecc... In via del tutto eccezionale è possibile postare Creepypasta provenienti da altri lidi a patto che venga citata la fonte e/o il nome dell'autore.

Che dire, spero ci sia un po' di partecipazione da parte dell'utenza, non è necessario scrivere molto bastano anche 4 o 5 righe di testo :sisi:

In questo post di apertura do il via postando una mia storia come esempio.

Spaghetti?
Samantha è una giovane donna americana. Possiede lunghi capelli biondi e due bellissimi occhi azzurri affetti da una leggera miopia. Ogni giorno prende la metropolitana per andare a lavoro, i suoi turni la costringono a staccare quando ormai è tardi e in giro non c'è molta gente. Nell'ultimo periodo alcuni fatti di cronaca l'avevano un po' scossa: giovani donne bionde erano misteriosamente scomparse senza lasciare alcuna traccia. Per questo si era premunita di uno spray al peperoncino che teneva nella sua borsetta (non si sa mai). Le prime volte non ci fece caso ma, quando attendeva l'arrivo del treno per tornare a casa, nelle vicinanze vi era sempre un uomo che sedeva su alcune casse di legno ammassate in fondo alla banchina. A vederlo aveva l'aspetto di un senzatetto, in mano teneva una ciotola da cui mangiava avidamente quelli che sembravano spaghetti in brodo (non ne era certa a causa della miopia). Samantha non gli dava molta importanza, cercava se possibile di non fissarlo troppo. Un giorno però, mentre attendeva il solito treno, si voltò e vide che l'uomo non c'era, la ciotola poggiata sua una delle casse di legno. All'improvviso qualcuno l'afferrò da dietro, cercando di immobilizzarla. Era proprio l'uomo misterioso. La donna cercò di divincolarsi ma il losco figuro aumentò la presa su di lei. Inaspettatamente cercò addirittura di morderla. Samantha riuscì con molta fatica a spingerlo via, prese lo spray al peperoncino e lo indirizzò contro il volto dell'aggressore, spruzzando due o tre volte. A quel punto l'uomo rinunciò ai suoi propositi e si allontanò barcollando, con la vista offuscata. La donna, ancora scossa dall'accaduto, chiamò immediatamente la polizia col suo cellulare. Nel mentre, nonostante la forte emozione appena provata, pensò di avvicinarsi al punto dove l'uomo era solito sostare. Guardò il contenuto della ciotola e sobbalzò. Quelli che da lontano sembravano dei semplici spaghetti erano in realtà capelli umani, biondi proprio come i suoi.
Cito alcuni utenti :unsisi:

Darthen MattewMatt96 pipigno Julie
 
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Non so quanto possa essere buono a scriverle, ma ricordo di averne lette di interessanti. Ce ne sono anche di verosimili contestualizzate storicamente: al volo me ne viene in mente una, ambientata durante l'occupazione giapponese della Cina (ma prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1937 e il 1939 insomma), in cui i nipponici per intimidire i giornalisti stranieri (a cui non era conveniente negare tout court l'accesso, perché con le nazioni occidentali in quel momento non c'era nulla) si lasciavano andare ad atrocità macabre sui civili cinesi anche davanti ad essi (si parlava di una testa tagliata che finiva per rotolare sui piedi di uno di loro). Plausibilmente i dettagli erano stati esagerati, ma effettivamente ai tempi l'Impero voleva proprio mostrare di non avere paura di nessuno...
 

MattewMatt96

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In questo Topic possiamo postare le nostre Creepypasta. Per chi non lo sapesse una Creepyspasta è un breve racconto Horror, possono essere opere del tutto originali oppure ispirate a leggende metropolitane o fenomeni di Internet (come Slenderman).

Le storie devono essere scritte da noi, è possibile commentarle, dare consigli, ecc... In via del tutto eccezionale è possibile postare Creepypasta provenienti da altri lidi a patto che venga citata la fonte e/o il nome dell'autore.

Che dire, spero ci sia un po' di partecipazione da parte dell'utenza, non è necessario scrivere molto bastano anche 4 o 5 righe di testo :sisi:

In questo post di apertura do il via postando una mia storia come esempio.

Spaghetti?
Samantha è una giovane donna americana. Possiede lunghi capelli biondi e due bellissimi occhi azzurri affetti da una leggera miopia. Ogni giorno prende la metropolitana per andare a lavoro, i suoi turni la costringono a staccare quando ormai è tardi e in giro non c'è molta gente. Nell'ultimo periodo alcuni fatti di cronaca l'avevano un po' scossa: giovani donne bionde erano misteriosamente scomparse senza lasciare alcuna traccia. Per questo si era premunita di uno spray al peperoncino che teneva nella sua borsetta (non si sa mai). Le prime volte non ci fece caso ma, quando attendeva l'arrivo del treno, nelle vicinanze vi era sempre un uomo che sedeva su alcune casse di legno. A vederlo aveva l'aspetto di un senzatetto, in mano teneva una ciotola da cui mangiava avidamente quelli che sembravano spaghetti in brodo (non ne era certa a causa della miopia). Samantha non gli dava molta importanza, cercava se possibile di non fissarlo troppo. Un giorno però, mentre attendeva il solito treno, si voltò e vide che l'uomo non c'era, la ciotola poggiata sua una delle casse di legno. All'improssivo qualcuno l'afferrò da dietro, cercando di immobilizzarla. Era proprio l'uomo misterioso. La donna cercò di divincolarsi ma il losco figuro aumentò la presa su di lei. Inaspettatamente cercò addirittura di morderla. Samantha a quel punto riuscì con molta fatica a spingerlo via, prese lo spray al peperoncino e lo indirizzò contro il volto dell'aggressore, spruzzando due o tre volte. A quel punto l'uomo rinunciò ai suoi propositi e si allontanò barcollando, con la vista offuscata. La donna, ancora scossa dall'accaduto, chiamò immediatamente la polizia. Nel mentre, nonostante la forte emozione appena provata, pensò di avvicinarsi al posto dove l'uomo era solito sostare. Guardò il contenuto della ciotola e sobbalzò. Quelli che da lontano sembravano dei semplici spaghetti erano in realtà capelli umani, biondi proprio come i suoi.
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Darthen MattewMatt96 pipigno Julie
La storia di per se non è male, se posso giusto dare un consiglio spenderei qualche parola in più per descrivere l'ambiente circostante, per quanto all'inizio del racconto evidenzi il fatto che ci sia poca gente, nel momento in cui lei viene aggredita si perde un po' di vista come fatto. Descrivendo prima che succeda l'ambiente, evidenziando magari come sia degradato e desolato, secondo me aumenteresti nel lettore la sensazione di pericolo. Detto questo appena mi viene in mente qualcosa proverò a scrivere anche io, intanto si possono anche postare creepypasta più famose per discuterne assieme 😀
 

Yurinoa

Shirakumo
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La storia di per se non è male, se posso giusto dare un consiglio spenderei qualche parola in più per descrivere l'ambiente circostante, per quanto all'inizio del racconto evidenzi il fatto che ci sia poca gente, nel momento in cui lei viene aggredita si perde un po' di vista come fatto. Descrivendo prima che succeda l'ambiente, evidenziando magari come sia degradato e desolato, secondo me aumenteresti nel lettore la sensazione di pericolo. Detto questo appena mi viene in mente qualcosa proverò a scrivere anche io, intanto si possono anche postare creepypasta più famose per discuterne assieme 😀
Il luogo in cui si svolge la Creepypasta è una metropolitana americana di quelle che si vedono negli Horror (che spesso, per esigenze di trama, a una certa ora sono quasi sempre desolate).

Non l'ho voluta descrivere troppo perchè mi sembrava superfluo farlo :hmm:

Posso anche aggiungerlo qualche piccolo dettaglio, comunque ;)

Provvedo subito.

In poco tempo ne preparerò un'altra. Senza che io vi citi passate da soli quando ne avete voglia :unsisi:

Grazie a entrambi per aver postato :sisi:

Aggiornamento: Ho modificato il testo, adesso dovrebbe essere più chiaro.
 
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MattewMatt96

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Il luogo in cui si svolge la Creepypasta è una metropolitana americana di quelle che si vedono negli Horror (che spesso, per esigenze di trama, a una certa ora sono quasi sempre desolate).

Non l'ho voluta descrivere troppo perchè mi sembrava superfluo farlo :hmm:

Posso anche aggiungerlo qualche piccolo dettaglio, comunque ;)

Provvedo subito.

In poco tempo ne preparerò un'altra. Senza che io vi citi passate da soli quando ne avete voglia :unsisi:

Grazie a entrambi per aver postato :sisi:

Aggiornamento: Ho modificato il testo, adesso dovrebbe essere più chiaro.
Si ovviamente si parla di gusti personali, io stesso non amo quando i racconti iniziano ad essere troppo dettagliati, perché preferisco lasciare spazio all'immaginazione. Però quando si tratta di atmosfere horror, penso che la descrizione dell'ambiente riesca a trasmettere nel lettore un senso di angoscia. Comunque rileggendolo adesso mi ha colpito di più, forse per l'ora leggermente più tarda 😂 Comunque aspetto con ansia nuove storie 😀
 

Darthen

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Non sono bravissimo a raccontare le storie (soprattutto a scriverle), ma vi posso tranquillamente dire che mi sono appassionato un botto alla trama che vi è dietro alla modalità zombi di Call of Duty (iniziata con World at War). A chi gioca velocemente sembra una normalissima modalità orda, ma se ci si concentra bene sui dettagli delle mappe e sui log da raccogliere, si scopre una storia veramente estesa ed intrigante.
 

MattewMatt96

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Non sono bravissimo a raccontare le storie (soprattutto a scriverle), ma vi posso tranquillamente dire che mi sono appassionato un botto alla trama che vi è dietro alla modalità zombi di Call of Duty (iniziata con World at War). A chi gioca velocemente sembra una normalissima modalità orda, ma se ci si concentra bene sui dettagli delle mappe e sui log da raccogliere, si scopre una storia veramente estesa ed intrigante.
Magari puoi postare qualche dettaglio su questa modalità, a me piacciono moltissimo queste cose e mi farebbe piacere scoprirle 😀
 

Julie

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Grazie per avermi citato, non sono molto brava a scriverle storie ma se mi viene in mente qualcosa lo posterò, intanto mi leggo le vostre :morris2:
 

Darthen

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Per il momento vi lascio questo video riassuntivo di 10 minuti; non sono molti gli appassionati di questa modalità, ed un po’ mi dispiace, perché come detto, ha una trama degna di un romanzo :asd:

 

Yurinoa

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Ecco una nuova Creepypasta :sisi:

Recluso

In un luogo non precisato negli Stati Uniti, il dodicenne Michael viveva in una villa isolata insieme ai suoi genitori. La casa era abbastanza grande, era divisa su due piani e fuori aveva un ampio giardino. Il giovane non sapeva perchè ma da molti anni ormai gli era stato proibito categoricamente di uscire dalla loro proprietà. La recinzione attorno alla casa era alta e impenetrabile, nessuno avrebbe mai potuto fare irruzione. Le giornate trascorrevano lente e monotone, la televisione non funzionava, così come Internet. Il padre di Michael usciva la mattina (curiosamente sempre armato di fucile) per poi rincasare la sera tardi, portando viveri e altri beni di prima necessità. La madre invece pensava alle faccende di casa e, contemporaneamente, si assicurava che Michael restasse sempre nelle vicinanze. Il giovane non aveva molto da fare, o giocava con il pallone fuori in giardino o disegnava qualcosa nella sua cameretta. Non capiva per quale motivo i suoi fossero così rigidi nel vietargli di uscire, non ricordava nemmeno come fosse il mondo là fuori. Una volta chiese a suo padre se poteva andare con lui ma la risposta del genitore fu un secco no. Tentò anche di chiedere spiegazioni a sua madre ma lei si limitò a dirgli che saprà tutto solo al momento opportuno. Un giorno però si presentò l'occasione giusta, sua madre era impegnata a eliminare un grosso nido di vespe e si distrasse quel tanto che bastava da permettere a Michael un tentativo di fuga. Il giovane corse verso il cancello e lo aprì. La donna, una volta sentito il rumore del cancello che si apriva, si precipitò più in fretta possibile pregando il figlio di fermarsi ma Michael era irremovibile, voleva finalmente saziare la sua curiosità e vedere cosa c'era fuori. Corse con tutte le sue forze ignorando le suppliche disperate di sua madre. Quando fu abbastanza lontano si fermò per riprendere fiato e fu proprio allora che li vide. Delle "persone" barcollavano con lo sguardo spento e perso nel vuoto. Avevano un aspetto terrificante, i loro corpi presentavano ferite aperte e brandelli di pelle penzolanti: Erano degli zombie. Le creature, notata la presenza del giovane, scattarono verso di lui come mossi da un istinto improvviso. Michael, stremato dalla corsa, non riuscì a fuggire e in breve venne accerchiato. Gli zombie lo afferrarono e iniziarono a morderlo con inaudita ferocia, strappandogli via la carne a morsi. La verità che i genitori gli avevano tenuta nascosta, forse per preservare la sua innocenza, era questa: Anni fa un misterioso virus, la cui origine non fu mai chiarita, si era lentamente sparso in tutto il mondo trasformando le persone in famelici zombie. Col passare del tempo la popolazione venne decimata e i pochi superstiti vivevano in piccole zone ritenute sicure oppure isolati nelle loro case a cui era stata montata un'apposita recinzione. Michael, ormai dilaniato dai mostri, prima di morire capì finalmente il perchè dell'atteggiamento iperprotettivo dei suoi genitori: Loro volevano soltanto proteggerlo.
 

MattewMatt96

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Ecco una nuova Creepypasta :sisi:

Recluso

In un luogo non precisato negli Stati Uniti, il dodicenne Michael viveva in una villa isolata insieme ai suoi genitori. La casa era abbastanza grande, era divisa su due piani e fuori aveva un ampio giardino. Il giovane non sapeva perchè ma da molti anni ormai gli era stato proibito categoricamente di uscire dalla loro proprietà. La recinzione attorno alla casa era alta e impenetrabile, nessuno avrebbe mai potuto fare irruzione. Le giornate trascorrevano lente e monotone, la televisione non funzionava, così come Internet. Il padre di Michael usciva la mattina (curiosamente sempre armato di fucile) per poi rincasare la sera tardi, portando viveri e altri beni di prima necessità. La madre invece pensava alle faccende di casa e, contemporaneamente, si assicurava che Michael restasse sempre nelle vicinanze. Il giovane non aveva molto da fare, o giocava con il pallone fuori in giardino o disegnava qualcosa nella sua cameretta. Non capiva per quale motivo i suoi fossero così rigidi nel vietargli di uscire, non ricordava nemmeno come fosse il mondo là fuori. Una volta chiese a suo padre se poteva andare con lui ma la risposta del genitore fu un secco no. Tentò anche di chiedere spiegazioni a sua madre ma lei si limitò a dirgli che saprà tutto solo al momento opportuno. Un giorno però si presentò l'occasione giusta, sua madre era impegnata a eliminare un grosso nido di vespe e si distrasse quel tanto che bastava da permettere a Michael un tentativo di fuga. Il giovane corse verso il cancello e lo aprì. La donna, una volta sentito il rumore del cancello che si apriva, si precipitò più in fretta possibile pregando il figlio di fermarsi ma Michael era irremovibile, voleva finalmente saziare la sua curiosità e vedere cosa c'era fuori. Corse con tutte le sue forze ignorando le suppliche disperate di sua madre. Quando fu abbastanza lontano si fermò per riprendere fiato e fu proprio allora che li vide. Delle "persone" barcollavano con lo sguardo spento e perso nel vuoto. Avevano un aspetto terrificante, i loro corpi presentavano ferite aperte e brandelli di pelle penzolanti: Erano degli zombie. Le creature, notata la presenza del giovane, scattarono verso di lui come mossi da un istinto improvviso. Michael, stremato dalla corsa, non riuscì a fuggire e in breve venne accerchiato. Gli zombie lo afferrarono e iniziarono a morderlo con inaudita ferocia, strappandogli via la carne a morsi. La verità che i genitori gli avevano tenuta nascosta, forse per preservare la sua innocenza, era questa: Anni fa un misterioso virus, la cui origine non fu mai chiarita, si era lentamente sparso in tutto il mondo trasformando le persone in famelici zombie. Col passare del tempo la popolazione venne decimata e i pochi superstiti vivevano in piccole zone ritenute sicure oppure isolati nelle loro case a cui era stata montata un'apposita recinzione. Michael, ormai dilaniato dai mostri, prima di morire capì finalmente il perchè dell'atteggiamento iperprotettivo dei suoi genitori: Loro volevano soltanto proteggerlo.
Mi piace molto questo racconto, soprattutto il fatto che i genitori del figlio in un primo momento sembrano quasi i cattivi della storia, tengono chiuso in casa il loro figlio e il padre esce a fare attività che possono sembrare "losche". Scoprire poi che invece facevano tutto solo per proteggerlo mi ha fatto quasi sentire in colpa per aver pensato male di loro 😂 Tra l'altro immagino la reazione che può avere la famiglia, dopo tutto questo tempo tutto quello che hai fatto per proteggerlo si è rivelato invece la causa della sua morte 🙁
Post unito automaticamente:

Per il momento vi lascio questo video riassuntivo di 10 minuti; non sono molti gli appassionati di questa modalità, ed un po’ mi dispiace, perché come detto, ha una trama degna di un romanzo :asd:

Sto guardando piano piano tutto il video, ho visto che c'è anche una seconda parte, non pensavo fosse cosi tanta la lore dietro questa modalità 😱
 

Yurinoa

Shirakumo
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Mi piace molto questo racconto, soprattutto il fatto che i genitori del figlio in un primo momento sembrano quasi i cattivi della storia, tengono chiuso in casa il loro figlio e il padre esce a fare attività che possono sembrare "losche". Scoprire poi che invece facevano tutto solo per proteggerlo mi ha fatto quasi sentire in colpa per aver pensato male di loro 😂 Tra l'altro immagino la reazione che può avere la famiglia, dopo tutto questo tempo tutto quello che hai fatto per proteggerlo si è rivelato invece la causa della sua morte 🙁
Grazie per il commento, l'ho apprezzato ;)

Ed ecco una nuova storia :sisi:

Delle Particolari Caramelle

John era un uomo sulla quarantina che viveva in un appartamento situato in una periferia malfamata di New York. Non era sposato e non aveva figli, amava la solitudine ed era di poche parole, anche con i suoi vicini. Poteva sembrare strano per la sua età ma aveva una passione smisurata per le caramelle, soprattutto un tipo in particolare. Erano di vari colori: Blu, verdi, marroni... a volte anche colori più insoliti come il grigio. Non poteva farne a meno, le mangiava in ogni occasione. Purtroppo col tempo diventava sempre più difficile rimediarle, ogni giorno girava per i grandi centri commerciali alla ricerca delle sue agognate caramelle e quando non riusciva a trovarle ci restava male e si faceva un giro nei parchi. Riuscì a fatica a rimediarne un buon numero, si mise comodo e iniziò a gustarle in tutta tranquillità. All'improvviso qualcuno bussò alla sua porta. John rimase immobile proprio mentre estraeva una delle sue caramelle dalla bustina di plastica. "Polizia! Apra immediatamente! urlò una voce fuori la porta. John abbozzò un mezzo sorriso deluso. "Apra o sfondiamo la porta!" Continuò la voce fuori. John non rispose, si limitò a mangiare la caramella appena estratta. La polizia sfondò la porta e fece irruzione. "Metta le mani in alto!". John era girato di spalle, seduto su una sedia da computer con le rotelle. Si girò verso di loro. "Cos'hai in mano?!" disse uno dei poliziotti. "Queste? Sono le mie caramelle" rispose John. Il poliziotto guardò bene il sacchetto di plastica trasparente che l'uomo teneva in mano e quando vide il contenuto rimase terrorizzato. "Su le mani! Ora! Razza di psicopatico!". Sentendosi con le spalle al muro, John lasciò cadere il sacchetto a terra e alzò le mani. "Mettiti in ginocchio!" continuò il poliziotto. A quel punto John non potè fare altro che arrendersi, venne ammanettato e portato via. Gli altri poliziotti iniziarono a perquisire il suo appartamento e a raccogliere le prove. All'interno del sacchetto di plastica c'erano circa 4 o 5 occhi umani. Altri sacchetti furono ritrovati all'interno del frigorifero in cucina. Il modo in cui John li rimediava era sempre lo stesso. Girava per i grandi centri commerciali e prendeva di mira bambini di età compresa dai 2 ai 6 anni. Aspettava che i genitori si distraessero, ne avvicinava uno promettendogli dolci e giocattoli e, in un attimo, lo rapiva. Era incredibile quanto fosse facile far sparire un bambino in un ambiente così pieno di persone. Erano tutti talmente presi da se stessi che non notavano nulla e ai pochi che si insospettivano bastava dirgli semplicemente che era il padre del bambino. Se al centro commerciale le cose non andavano bene, ripiegava al parco, anche quello un terreno di caccia favorevole. Ma evidentemente, l'ultima volta, deve aver commesso una leggerezza e la polizia è riuscita a rintracciarlo. Uno dei poliziotti entrò in bagno e vide uno spettacolo raccapricciante. Nella vasca da bagno vi erano diversi corpi di bambini parzialmente sciolti nell'acido. Il poliziotto trattenne a stento i conati di vomito. A John dispiaceva sprecare tutta quella carne ma gli occhi erano senza dubbio la parte che preferiva.
 

MattewMatt96

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Ed ecco una nuova storia :sisi:

Delle Particolari Caramelle

John era un uomo sulla quarantina che viveva in un appartamento situato in una periferia malfamata di New York. Non era sposato e non aveva figli, amava la solitudine ed era di poche parole, anche con i suoi vicini. Poteva sembrare strano per la sua età ma aveva una passione smisurata per le caramelle, soprattutto un tipo in particolare. Erano di vari colori: Blu, verdi, marroni... a volte anche colori più insoliti come il grigio. Non poteva farne a meno, le mangiava in ogni occasione. Purtroppo col tempo diventava sempre più difficile rimediarle, ogni giorno girava per i grandi centri commerciali alla ricerca delle sue agognate caramelle e quando non riusciva a trovarle ci restava male e si faceva un giro nei parchi. Riuscì a fatica a rimediarne un buon numero, si mise comodo e iniziò a gustarle in tutta tranquillità. All'improvviso qualcuno bussò alla sua porta. John rimase immobile proprio mentre estraeva una delle sue caramelle dalla bustina di plastica. "Polizia! Apra immediatamente! urlò una voce fuori la porta. John abbozzò un mezzo sorriso deluso. "Apra o sfondiamo la porta!" Continuò la voce fuori. John non rispose, si limitò a mangiare la caramella appena estratta. La polizia sfondò la porta e fece irruzione. "Metta le mani in alto!". John era girato di spalle, seduto su una sedia da computer con le rotelle. Si girò verso di loro. "Cos'hai in mano?!" disse uno dei poliziotti. "Queste? Sono le mie caramelle" rispose John. Il poliziotto guardò bene il sacchetto di plastica trasparente che l'uomo teneva in mano e quando vide il contenuto rimase terrorizzato. "Su le mani! Ora! Razza di psicopatico!". Sentendosi con le spalle al muro, John lasciò cadere il sacchetto a terra e alzò le mani. "Mettiti in ginocchio!" continuò il poliziotto. A quel punto John non potè fare altro che arrendersi, venne ammanettato e portato via. Gli altri poliziotti iniziarono a perquisire il suo appartamento e a raccogliere le prove. All'interno del sacchetto di plastica c'erano circa 4 o 5 occhi umani. Altri sacchetti furono ritrovati all'interno del frigorifero in cucina. Il modo in cui John li rimediava era sempre lo stesso. Girava per i grandi centri commerciali e prendeva di mira bambini di età compresa dai 2 ai 6 anni. Aspettava che i genitori si distraessero, ne avvicinava uno promettendogli dolci e giocattoli e, in un attimo, lo rapiva. Era incredibile quanto fosse facile far sparire un bambino in un ambiente così pieno di persone. Erano tutti talmente presi da se stessi che non notavano nulla e ai pochi che si insospettivano bastava dirgli semplicemente che era il padre del bambino. Se al centro commerciale le cose non andavano bene, ripiegava al parco, anche quello un terreno di caccia favorevole. Ma evidentemente, l'ultima volta, deve aver commesso una leggerezza e la polizia è riuscita a rintracciarlo. Uno dei poliziotti entrò in bagno e vide uno spettacolo raccapricciante. Nella vasca da bagno vi erano diversi corpi di bambini parzialmente sciolti nell'acido. Il poliziotto trattenne a stento i conati di vomito. A John dispiaceva sprecare tutta quella carne ma gli occhi erano senza dubbio la parte che preferiva.
Molto bella anche questa storia, complimenti 😀
 

pipigno

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Creepypasta ne conoscevo due, anzi più che altro sono una mia esperienza personale, molto intima. Che faccio le racconto??? Una più che altro è una cosa strana, l'altra più attinente al topic. Aspetto pareri.
 

pipigno

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Strane apparizioni sul muro di casa


Certo le storie di fantasmi molto spesso sono montate o si basano su esperienze false, quella che vi racconto è la mia esperienza di quando avevo 7 anni.
Era una notte d'inverno e aveva nevicato di recente, cosa strana per allora si parla della fine degli anni 80 in Toscana e per giunta a Prato, ricordo che quella notte mi svegliai alle 3:00 circa, i miei dormivano. Non ricordo il perché mi sia svegliato di notte e senza apparente motivo, ma la prima cosa che notai è che delle ombre stavano proiettate sul muro all'esterno della mia camera. Pur essendo piccolo sapevo che la finestra dava sulla strada e che, ancora ricordo i dettagli come se fosse oggi, c'erano dei bei lampioni. Tutto mi fece pensare che fossero persone che passando sotto il lampione proiettavano il riflesso sul muro. Fin qui tutto logico e razionale, ma qualcosa non andò come doveva. Per un istinto malsano volevo avere la certezza di un parere, era tipico del mio carattere rompere i cocones ai miei anche quando dormivano, quindi mi recai in camera loro e svegliai mio padre, dopo avergli spiegato il tutto e assicurandomi che anche lui vedesse quelle ombre si riaddormentò.
Allora mi affacciai alla finestra della camera dei miei genitori, e qui la cosa sfuggì dal mio controllo. Non c'era nessuno per la strada, mi voltai indietro e le ombre continuavano a proiettarsi sul muro come se fossero in fila indiana. Non so perché lo feci, ma una volontà forte mi spinse a toccare il muro, e ragazzi non ci potevo credere, il muro era caldo. Ho i brividi al solo pensiero di questo ricordo di ben 31 anni fa. Ed è tutto vero. Tornai a letto ma non riuscii ad addormentarmi, arrivai alle 7 ed ero ancora sveglio e sudato.
 
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Yurinoa

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Il fatto di essere un'esperienza personale rende il racconto decisamente più inquietante :dsax:

Se vuoi puoi raccontare anche l'altra storia :unsisi:

Tutti i contributi al Topic sono ben accetti.

Ragazzi, vorrei chiedervi un favore... Se vi va, dopo aver letto una Creepypasta, potreste lasciare una reazione "Letto!" come ho fatto io con la storia di pipigno?

Non ci sono obblighi ovviamente, è tutto a vostra completa discrezione ;)
 
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Certo le storie di fantasmi molto spesso sono montate o si basano su esperienze false, quella che vi racconto è la mia esperienza di quando avevo 7 anni.
Era una notte d'inverno e aveva nevicato di recente, cosa strana per allora si parla della fine degli anni 80 in Toscana e per giunta a Prato, ricordo che quella notte mi svegliai alle 3:00 circa, i miei dormivano. Non ricordo il perché mi sia svegliato di notte e senza apparente motivo, ma la prima cosa che notai è che delle ombre stavano proiettate sul muro all'esterno della mia camera. Pur essendo piccolo sapevo che la finestra dava sulla strada e che, ancora ricordo i dettagli come se fosse oggi, c'erano dei bei lampioni. Tutto mi fece pensare che fossero persone che passando sotto il lampione proiettavano il riflesso sul muro. Fin qui tutto logico e razionale, ma qualcosa non andò come doveva. Per un istinto malsano volevo avere la certezza di un parere, era tipico del mio carattere rompere i cocones ai miei anche quando dormivano, quindi mi recai in camera loro e svegliai mio padre, dopo avergli spiegato il tutto e assicurandomi che anche lui vedesse quelle ombre si riaddormentò.
Allora mi affacciai alla finestra della camera dei miei genitori, e qui la cosa sfuggì dal mio controllo. Non c'era nessuno per la strada, mi voltai indietro e le ombre continuavano a proiettarsi sul muro come se fossero in fila indiana. Non so perché lo feci, ma una volontà forte mi spinse a toccare il muro, e ragazzi non ci potevo credere, il muro era caldo. Ho i brividi al solo pensiero di questo ricordo di ben 31 anni fa. Ed è tutto vero. Tornai a letto ma non riuscii ad addormentarmi, arrivai alle 7 ed ero ancora sveglio e sudato.
No va be, io avrei chiesto ai miei genitori di cambiare città 😂
 

Yurinoa

Shirakumo
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Animale Domestico

La famiglia di Richard, un ragazzino di dieci anni, era la la classica famiglia americana, un po' come si vede nei film: Benestante, genitori sempre impegnati... Si trasferivano spesso da una località all'altra, il bambino ci fece presto l'abitudine. Sapeva che non doveva affezionarsi troppo alla casa e alla gente del posto perchè presto avrebbe dovuto dirgli addio. Un elemento però che non sarebbe mai cambiato era Rocky, il suo amato animale domestico. Rocky faceva parte della famiglia da tempo, era già presente quando Richard è nato. Nei momenti di solitudine gli teneva sempre compagnia. Erano da poco arrivati nella loro nuova casa, una villa a due piani con giardino, mansarda e scantinato. Richard avrebbe iniziato presto a frequentare la scuola. Il primo giornò andò tutto sommato bene, riuscì subito a fare amicizia con un compagno di classe, un suo coetaneo di nome Matthew. I due ragazzini chiacchieravano del più e del meno e cercavano di incoraggiarsi a vicenda. Fu così per un po' di tempo, a quel punto Richard decise di invitarlo a casa sua vista la confidenza che si era creata. Matthew accettò con entusiasmo, finita la scuola i due raggiunsero la casa di Richard. I suoi genitori non c'erano, sarebbero arrivati verso sera.
Richard (a Matthew): Mentre aspettiamo il ritorno dei miei genitori ti va di fare un gioco?
Matthew: Certo! Quale?
Richard. Che ne dici di nascondino?
Matthew: Per me va bene!
Richard: Ok, allora io mi nascondo, tu conti fino a 20 e poi mi cerchi, Al turno successivo ci scambiamo.
A quel punto Richard si nascose, Matthew contò fino a venti.
Matthew: Diciannove, venti... Pronto o no, sto arrivando!
Iniziò a cercarlo, prima in cucina, poi in sala da pranzo... Richard sembrava sparito.
Matthew (pensando): Sarà mica andato al piano di sopra?
All'improvviso sentì un rumore provenire dallo scantinato. Matthew si avvicinò e udì un altro rumore. Aprì la porta che conduceva in basso e provò ad accendere la luce ma purtroppo non funzionava. Il ragazzino provò un po' di timore.
Matthew: Richard sei lì? Se sei lì ti ho trovato, esci fuori, non mi va di scendere le scale.
Nessuna risposta. A quel punto si fece coraggio e scese le scale. Era buio, si vedeva appena. Matthew sentì una sorta di respiro affannoso che lo fece rabbrividire. Avanzò nell'oscurità e vide due occhi gialli che lo fissavano. Il bambino rimase immobile. Sentì un ringhiò e subito dopo una misteriosa figura si fece avanti. Sembrava una specie di grosso cane ma la stazza era decisamente troppo grande per essere quella di un semplice cane, aveva una bocca enorme con zanne appuntite da cui colavano rivoli di bava. Matthew sgranò gli occhi terrorizzato ma prima che riuscisse a scappare la creatura gli si fiondò addosso iniziando a morderlo con ferocia. Il bambino non provò nemmeno a difendersi, quell'essere aveva una forza mostruosa. Cadde a terra, con il mostro che velocemente dilaniava il suo corpo.
Matthew (con la voce spezzata): Aiu...to...
Poco dopo sentì un rumore di passi. Era Richard che scendeva la rampa di scale dello scantinato. Matthew ormai non riusciva più a parlare, l'ultima cosa che riuscì a fare fu fissare Richard che gli si avvicinava.
Richard: Mi dispiace Matthew ma il mio adorato Rocky doveva mangiare.
 

MattewMatt96

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La famiglia di Richard, un ragazzino di dieci anni, era la la classica famiglia americana, un po' come si vede nei film: Benestante, genitori sempre impegnati... Si trasferivano spesso da una località all'altra, il bambino ci fece presto l'abitudine. Sapeva che non doveva affezionarsi troppo alla casa e alla gente del posto perchè presto avrebbe dovuto dirgli addio. Un elemento però che non sarebbe mai cambiato era Rocky, il suo amato animale domestico. Rocky faceva parte della famiglia da tempo, era già presente quando Richard è nato. Nei momenti di solitudine gli teneva sempre compagnia. Erano da poco arrivati nella loro nuova casa, una villa a due piani con giardino, mansarda e scantinato. Richard avrebbe iniziato presto a frequentare la scuola. Il primo giornò andò tutto sommato bene, riuscì subito a fare amicizia con un compagno di classe, un suo coetaneo di nome Matthew. I due ragazzini chiacchieravano del più e del meno e cercavano di incoraggiarsi a vicenda. Fu così per un po' di tempo, a quel punto Richard decise di invitarlo a casa sua vista la confidenza che si era creata. Matthew accettò con entusiasmo, finita la scuola i due raggiunsero la casa di Richard. I suoi genitori non c'erano, sarebbero arrivati verso sera.
Richard (a Matthew): Mentre aspettiamo il ritorno dei miei genitori ti va di fare un gioco?
Matthew: Certo! Quale?
Richard. Che ne dici di nascondino?
Matthew: Per me va bene!
Richard: Ok, allora io mi nascondo, tu conti fino a 20 e poi mi cerchi, Al turno successivo ci scambiamo.
A quel punto Richard si nascose, Matthew contò fino a venti.
Matthew: Diciannove, venti... Pronto o no, sto arrivando!
Iniziò a cercarlo, prima in cucina, poi in sala da pranzo... Richard sembrava sparito.
Matthew (pensando): Sarà mica andato al piano di sopra?
All'improvviso sentì un rumore provenire dallo scantinato. Matthew si avvicinò e udì un altro rumore. Aprì la porta che conduceva in basso e provò ad accendere la luce ma purtroppo non funzionava. Il ragazzino provò un po' di timore.
Matthew: Richard sei lì? Se sei lì ti ho trovato, esci fuori, non mi va di scendere le scale.
Nessuna risposta. A quel punto si fece coraggio e scese le scale. Era buio, si vedeva appena. Matthew sentì una sorta di respiro affannoso che lo fece rabbrividire. Avanzò nell'oscurità e vide due occhi gialli che lo fissavano. Il bambino rimase immobile. Sentì un ringhiò e subito dopo una misteriosa figura si fece avanti. Sembrava una specie di grosso cane ma la stazza era decisamente troppo grande per essere quella di un semplice cane, aveva una bocca enorme con zanne appuntite da cui colavano rivoli di bava. Matthew sgranò gli occhi terrorizzato ma prima che riuscisse a scappare la creatura gli si fiondò addosso iniziando a morderlo con ferocia. Il bambino non provò nemmeno a difendersi, quell'essere aveva una forza mostruosa. Cadde a terra, con il mostro che velocemente dilaniava il suo corpo.
Matthew (con la voce spezzata): Aiu...to...
Poco dopo sentì un rumore di passi. Era Richard che scendeva la rampa di scale dello scantinato. Matthew ormai non riusciva più a parlare, l'ultima cosa che riuscì a fare fu fissare Richard che gli si avvicinava.
Richard: Mi dispiace Matthew ma il mio adorato Rocky doveva mangiare.
Molto bella anche questa storia, non so se perché si tratta di bambini, o per la fiducia riposta da Matthew in Richard, è anche quella che mi ha "inquietato" di più 😫
 
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