[Angolo dell'Orrore] Le Nostre Creepypasta

Yurinoa

Shirakumo
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Molto bella anche questa storia, non so se perché si tratta di bambini, o per la fiducia riposta da Matthew in Richard, è anche quella che mi ha "inquietato" di più 😫
Grazie come sempre :sisi:

Ho preparato un'altra storia :unsisi:

Un'affabile vecchietta

Era una giornata veramente piovosa a Londra, Lucas non aveva nessuna voglia di uscire. Se ne stava al caldo nella sua graziosa casa stile inglese. Viveva solo ma non gli dispiaceva, voleva godersi la vita da scapolo ancora per qualche anno prima di fare il grande passo. All'improvviso sentì suonare il campanello. Si chiese chi potesse essere, non aspettava visite. Andò ad aprire e si ritrovò davanti un'anziana sulla settantina bagnata fradicia a causa della pioggia.
Lucas: Le serve qualcosa?
Anziana: Mi scusi se la disturbo. Mi vergogno un po' a doverglielo chiedere ma non potrebbe gentilmente offrirmi riparo dalla pioggia? Non ho un ombrello con me e sento molto freddo.
Lucas: Non vorrei sembrarle scortese signora ma non mi fido a far entrare sconosciuti in casa mia. Spero non si offenda, non lo faccio solo con lei.
Anziana: Oh la prego, sia buono, sono soltanto una povera vecchietta. Cosa potrei mai farle di male?
Lucas rimase in silenzio.
Anziana: Guardi, ho una torta con me. Se mi offre riparo dalla pioggia la divivderò con lei per ripagarla dell'ospitalità.
Lucas ci pensò un po' su. Ricordava chiaramente che, quando era bambino, una delle prime cose che sua madre gli insegnò era di non fidarsi degli sconosciuti. Ma quella vecchietta sembrava davvero innocua, probabilmente non sarebbe stata in grado di far male a una mosca.
Lucas: E va bene, entri pure.
Anziana: La ringrazio! Lei è davvero gentile.
Lucas la fece entrare. La donna si tolse il cappotto bagnato e Lucas lo sistemò all'entrata.
Lucas: Venga, può sedersi qui in sala da pranzo.
Anziana: Grazie, giovanotto.
Lucas: Oh, non sono più così giovane. Ho trentacinque anni, signora.
Anziana: Davvero? Sembra più giovane.
Lucas apprezzava le lusinghe e questo lo fece rilassare.
Lucas: Vuole che le prepari un tè caldo?
Anziana: Oh, non vorrei disturbare ulteriormente.
Lucas: Si figuri, tanto avevo già intenzione di prepararlo.
Anziana: Allora prenda la mia torta, la mangeremo insieme al tè.
Lucas preparò il tè e la torta. Il dolce aveva un aspetto davvero invitante, era una torta di mele. Ne tagliò due fette e le sistemò in due piattini. Apparecchiò la tavola sistemando le tazzine, la tegliera e le posate. I due si accomodarono seduti uno di fronte l'altro e iniziarono a chiacchierare sorseggiando il tè.
Anziana: Allora caro, non le ho chiesto il suo nome.
Lucas: Mi chiamo Lucas.
Anziana: Oh che bel nome! E cosa fa di preciso?
Lucas: Sono un impiegato.
Anziana: Interessante.
Continuarono così per un po' sino ad arrivare alla torta.
Lucas: Wow, sembra buonissima.
Ne assaggiò un po', prendendone una piccola porzione con la forchettina da dessert. Notò che aveva un sapore deciso, non lo gradiva particolarmente ma decise di mangiarne ancora. Arrivato a metà fetta fu costretto a fermarsi.
Lucas: Devo dire che ha un sapore molto forte... Cosa c'è dentro?
Anziana: Ci ho messo la cannella, caro.
Lucas: Scusi ma, non pensa di avercene messa un po' troppa?
Anziana: Si, serviva a coprire un altro sapore.
Lucas (confuso): Quale sapore?
L'anziana non rispose. Iniziò a frugare nella sua borsa sino a estrarre una specie di fialetta. La aprì e ne bevve il contenuto.
Lucas (confuso): Cos'è?
Anziana: Questa? Solo un antidoto.
Lucas (confuso): Un antidoto?
Anziana: Si, un antidoto. Un antidoto per il veleno che abbiamo appena ingerito.
Lucas sgranò gli occhi, non riusciva a credere alle sue orecchie. Improvvisamente iniziò a sentirsi male, la gola gli bruciava. Si alzò dalla sedia barcollando, la testa iniziava a girargli. Cadde a terra, la sua vita si stava lentamente spegnendo.
Anziana: Sa, aveva ragione prima. Non bisogna fidarsi degli sconosciuti.
 
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Grazie come sempre :sisi:

Ho preparato un'altra storia :unsisi:

Un'affabile vecchietta

Era una giornata veramente piovosa a Londra, Lucas non aveva nessuna voglia di uscire. Se ne stava al caldo nella sua graziosa casa stile inglese. Viveva solo ma non gli dispiaceva, voleva godersi la vita da scapolo ancora per qualche anno prima di fare il grande passo. All'improvviso sentì suonare il campanello. Si chiese chi potesse essere, non aspettava visite. Andò ad aprire e si ritrovò davanti un'anziana sulla settantina bagnata fradicia a causa della pioggia.
Lucas: Le serve qualcosa?
Anziana: Mi scusi se la disturbo. Mi vergogno un po' a doverglielo chiedere ma non potrebbe gentilmente offrirmi riparo dalla pioggia? Non ho un ombrello con me e sento molto freddo.
Lucas: Non vorrei sembrarle scortese signora ma non mi fido a far entrare sconosciuti in casa mia. Spero non si offenda, non lo faccio solo con lei.
Anziana: Oh la prego, sia buono, sono soltanto una povera vecchietta. Cosa potrei mai farle di male?
Lucas rimase in silenzio.
Anziana: Guardi, ho una torta con me. Se mi offre riparo dalla pioggia la divivderò con lei per ripagarla dell'ospitalità.
Lucas ci pensò un po' su. Ricordava chiaramente che, quando era bambino, una delle prime cose che sua madre gli insegnò era di non fidarsi degli sconosciuti. Ma quella vecchietta sembrava davvero innocua, probabilmente non sarebbe stata in grado di far male a una mosca.
Lucas: E va bene, entri pure.
Anziana: La ringrazio! Lei è davvero gentile.
Lucas la fece entrare. La donna si tolse il cappotto bagnato e Lucas lo sistemò all'entrata.
Lucas: Venga, può sedersi qui in sala da pranzo.
Anziana: Grazie, giovanotto.
Lucas: Oh, non sono più così giovane. Ho trentacinque anni, signora.
Anziana: Davvero? Sembra più giovane.
Lucas apprezzava le lusinghe e questo lo fece rilassare.
Lucas: Vuole che le prepari un tè caldo?
Anziana: Oh, non vorrei disturbare ulteriormente.
Lucas: Si figuri, tanto avevo già intenzione di prepararlo.
Anziana: Allora prenda la mia torta, la mangeremo insieme al tè.
Lucas preparò il tè e la torta. Il dolce aveva un aspetto davvero invitante, era una torta di mele. Ne tagliò due fette e le sistemò in due piattini. Apparecchiò la tavola sistemando le tazzine, la tegliera e le posate. I due si accomodarono seduti uno di fronte l'altro e iniziarono a chiacchierare sorseggiando il tè.
Anziana: Allora caro, non le ho chiesto il suo nome.
Lucas: Mi chiamo Lucas.
Anziana: Oh che bel nome! E cosa fa di preciso?
Lucas: Sono un impiegato.
Anziana: Interessante.
Continuarono così per un po' sino ad arrivare alla torta.
Lucas: Wow, sembra buonissima.
Ne assaggiò un po', prendendone una piccola porzione con la forchettina da dessert. Notò che aveva un sapore deciso, non lo gradiva particolarmente ma decise di mangiarne ancora. Arrivato a metà fetta fu costretto a fermarsi.
Lucas: Devo dire che ha un sapore molto forte... Cosa c'è dentro?
Anziana: Ci ho messo la cannella, caro.
Lucas: Scusi ma, non pensa di avercene messa un po' troppa?
Anziana: Si, serviva a coprire un altro sapore.
Lucas (confuso): Quale sapore?
L'anziana non rispose. Iniziò a frugare nella sua borsa sino a estrarre una specie di fialetta. La aprì e ne bevve il contenuto.
Lucas (confuso): Cos'è?
Anziana: Questa? Solo un antidoto.
Lucas (confuso): Un antidoto?
Anziana: Si, un antidoto. Un antidoto per il veleno che abbiamo appena ingerito.
Lucas sgranò gli occhi, non riusciva a credere alle sue orecchie. Improvvisamente iniziò a sentirsi male, la gola gli bruciava. Si alzò dalla sedia barcollando, la testa iniziava a girargli. Cadde a terra, la sua vita si stava lentamente spegnendo.
Anziana: Sa, aveva ragione prima. Non bisogna fidarsi degli sconosciuti.

Speravo nel plot twist con Lucas che alla fine si rivelava il cattivo 😂 Comunque a Lucas avrebbe fatto bene conoscere la favola di Biancaneve 😂
 

Yurinoa

Shirakumo
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Speravo nel plot twist con Lucas che alla fine si rivelava il cattivo 😂 Comunque a Lucas avrebbe fatto bene conoscere la favola di Biancaneve 😂
E anche la Bella e la Bestia :asd:
Non vedo perchè qualcuno dovrebbe far entrare una sconosciuta in casa propria :rickds: Per dire, neanch'io l'avrei fatta entrare, senza offesa eh :dsax:

Comunque... nuova storia :sisi:

L'avvertimento del gatto

In una bella villa situata in campagna viveva James, un ragazzo di diciassette anni, con i genitori, la sorella maggiore Rachel e Francis, un gatto soriano. La casa venne acquistata una settimana prima a un prezzo stracciato, i genitori di James fiutarono l'occasione e ne approfittarono, dopo tanti anni vissuti in città un po' di tranquillità era quello che ci voleva. La villa era molto vecchia, il pavimento in legno scricchiolava, necessitava senza dubbio di una rinfrescata ma a questo ci avrebbero pensato con calma. James si era sistemato in una delle stanze al piano superiore, accanto a quella della sorella Rachel. Un giorno, mentre pranzavano, notarono Francis fissare intensamente una delle pareti della sala da pranzo.
Padre di James: Che ha il gatto?
Madre di James: Non ne ho idea, caro..,
Francis: Meow...
James: Ehi, Francis, cos'hai?
Il gatto ripetè il miagolio.
Padre di James: Bah! Lasciamolo perdere.
E continuarono a mangiare. Francis rimase a fissare la parete. Il giorno dopo fece la stessa cosa ma con un punto diverso della casa. Fissò intensamente il soffitto della camera da letto di James.
Francis: Meow...
James: Francis, vieni qui.
Il ragazzo prese il gatto in braccio, a quel punto il felino, sentendosi più vicino al soffitto, soffiò contro di esso.
James: Francis, ma si può sapere cos'hai?!
Il gatto si liberò dalla presa e corse via. Rachel lo vide allontanarsi con la coda gonfia.
Rachel: Secondo me quel gatto è un po' scemo, proprio come te, James.
Rise ed entrò nella sua stanza.
James: Zitta, Rachel!
Quella stessa notte, Francis iniziò a miagolare ininterrottamente. I genitori di James si svegliarono.
Padre di James: Dannazione James! Fa stare zitto quel gatto!
Madre di James: Ti prego caro, calmati...
James: D'accordo...
Rachel: Lo dicevo io che quel gatto è scemo.
James prese Francis e lo portò in camera sua.
James: Francis, io proprio non riesco a capire cos'hai...
Francis: Meow...
I due dormirono insieme. Al suo risveglio James notò che Francis era sparito.
James: Francis? Francis!
Scese al piano inferiore e iniziò a cercarlo dappertutto.
James: Mamma! Non riesco a trovare Francis!
Madre di James: Prova a cercarlo fuori...
Il ragazzo uscì e iniziò a chiamarlo a squarciagola ma del gatto nessuna traccia, si era allontanato volontariamente. James continuò le ricerche per ore ma dovette rinunciare. Tornò a casa frustrato.
Padre di James: Meglio così! Quel gatto era un rompiscatole!
Sentite quelle parole, James si arrabbiò e tornò in camera sua senza dire niente.
Scesa la sera continuo a pensare al suo amato gatto.
James: Francis, dove sei andato?
La mattina successiva tutti i membri della famiglia erano morti nei loro letti. Ci volle del tempo prima che qualcuno si accorgesse dell'accaduto. I corpi vennero portati via e sottoposti a un'accurata autopsia. Alla casa vennero posti i sigilli della polizia. La causa della morte era qualcosa che la scienza non poteva spiegare razionalmente. Ognuno di loro sembrava morto per deperimento fisico, come se la loro energia vitale si fosse esaurita di colpo. Il caso scosse un po' gli animi e venne fuori che la famiglia di James non era la prima ad aver perso la vita all'interno di quella casa. Ma si sa, con il tempo la gente tende a dimenticare e dopo diversi mesi la villa venne rimessa in vendita.
 

Heinrich

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Strane apparizioni sul muro di casa


Certo le storie di fantasmi molto spesso sono montate o si basano su esperienze false, quella che vi racconto è la mia esperienza di quando avevo 7 anni.
Era una notte d'inverno e aveva nevicato di recente, cosa strana per allora si parla della fine degli anni 80 in Toscana e per giunta a Prato, ricordo che quella notte mi svegliai alle 3:00 circa, i miei dormivano. Non ricordo il perché mi sia svegliato di notte e senza apparente motivo, ma la prima cosa che notai è che delle ombre stavano proiettate sul muro all'esterno della mia camera. Pur essendo piccolo sapevo che la finestra dava sulla strada e che, ancora ricordo i dettagli come se fosse oggi, c'erano dei bei lampioni. Tutto mi fece pensare che fossero persone che passando sotto il lampione proiettavano il riflesso sul muro. Fin qui tutto logico e razionale, ma qualcosa non andò come doveva. Per un istinto malsano volevo avere la certezza di un parere, era tipico del mio carattere rompere i cocones ai miei anche quando dormivano, quindi mi recai in camera loro e svegliai mio padre, dopo avergli spiegato il tutto e assicurandomi che anche lui vedesse quelle ombre si riaddormentò.
Allora mi affacciai alla finestra della camera dei miei genitori, e qui la cosa sfuggì dal mio controllo. Non c'era nessuno per la strada, mi voltai indietro e le ombre continuavano a proiettarsi sul muro come se fossero in fila indiana. Non so perché lo feci, ma una volontà forte mi spinse a toccare il muro, e ragazzi non ci potevo credere, il muro era caldo. Ho i brividi al solo pensiero di questo ricordo di ben 31 anni fa. Ed è tutto vero. Tornai a letto ma non riuscii ad addormentarmi, arrivai alle 7 ed ero ancora sveglio e sudato.
A grandi linee, che zona di Prato?

Ho scoperto il topic per puro caso ma se riesco, con calma ed ad un orario più decente, metto qualcosa di mio che in materia sono piuttosto pieno di storie. Anche se più che essere creepypasta le mie sono storie reali vissute da me, amici o parenti.
 

pipigno

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A grandi linee, che zona di Prato?

Ho scoperto il topic per puro caso ma se riesco, con calma ed ad un orario più decente, metto qualcosa di mio che in materia sono piuttosto pieno di storie. Anche se più che essere creepypasta le mie sono storie reali vissute da me, amici o parenti.
Via Bologna, sei anche te di Prato???
 
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