Luca.Lampard.
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Eh tipo tutta quella finale?E le scene assurde sarebbero?
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Eh tipo tutta quella finale?E le scene assurde sarebbero?
O Brad Pitt che picchia Brucee LeeIl finale è catartico e già si è detto, e l'altra scena è stata abbondantemente spiegata oltretutto con più chiavi di lettura , quanto sia assurda non so , non ho idea di come fosse Bruce in privato c'è chi ha applaudito e chi invece l'ha trovata ridicolaEh tipo tutta quella finale?O Brad Pitt che picchia Brucee Lee
Ma appunto, io non so come fosse Bruce Lee in privato, e quando ho visto quella scena manco mi interessava saperloIl finale è catartico e già si è detto, e l'altra scena è stata abbondantemente spiegata oltretutto con più chiavi di lettura , quanto sia assurda non so , non ho idea di come fosse Bruce in privato c'è chi ha applaudito e chi invece l'ha trovata ridicola
È il personaggio fondamentale del film.Margot Robbie ha interpretato un personaggio inutile, compariva Sharon sempre da sola a fare...cosa? Non lo
Capirai quando avrai 40 anni e passa...Concordo con ciò che dice Dorsai.
Credo che questo, assieme a Death Proof, siano i film di Tarantino meno piaciuti( ovviamente per me).
il Film è oltre il solito “inizio prolisso” alla Tarantino. Un buon 75% del film ha come obbiettivo quello di far comprendere allo spettatore come si viveva in quell’epoca: disagi, cambiamenti radicali, il nuovo che supera il vecchio, ecc. Purtroppo però le 2h e 45 sono state, almeno per me, lunghissime e pesanti. Complice anche del fatto che, si, conosco molto bene ciò che successe, ma il contorno dei personaggi non riesco ad assimilarlo al 100%. Tutte le serie tv, i poster, i programmi televisivi dell’epoca non li conosco e, a dirla tutta, un 70enne americano di oggi capirebbe e coglierebbe anche i peli dei personaggi, mentre il sottoscritto, italiano 30enne, assolutamente no.
Però no, nonostante io conosca le vicende del passato, il film è stato inutilmente prolisso.Il finale a sorpresa mi è piaciuto un botto. Il senso di vendetta per le vittime è ormai un classico.
Peccato dia solo la sensazione di essere lì a caso. L'empatia che trasmette allo spettatore è pari a quella di un parchimetro fuori servizio.sydbarrett ha detto:È il personaggio fondamentale del film.
Serve a spiegare che la setta "satanica" ha ucciso una giovane donna carina, intelligente, simpatica ed INCINTA
Ucciderla è stata una vera bastardata....
Se è vero che Hollwood è la protagonista del film anche la Los Angeles spietata che uccide è protagonista del film, quindi quel personaggio è la chiave del film
Non capisco se intendi che l'attrice ha interpretato male o Tarantino l'ha mostrata male.Peccato dia solo la sensazione di essere lì a caso. L'empatia che trasmette allo spettatore è pari a quella di un parchimetro fuori servizio.
Inviato dal mio Samsung S10+ utilizzando Tapatalk
L'interpretazione può essere più o meno buona se si capisse a che scopo il personaggio si presenta al pubblico. Premettendo che non conosco la Hollywood di quegli anni e non conoscevo la tragica fine di Sharon Tate, l'avevo scritto precedentemente, il film si presenta allo spettatore come se egli fosse già a conoscenza dei fatti, del modo in cui avvengono e degli assassini coinvolti.Non capisco se intendi che l'attrice ha interpretato male o Tarantino l'ha mostrata male.
I fatti sono risaputi, non li deve spiegare Tarantino.
C.era un solo modo per far provare maggiore empatia ma era un modo che Tarantino ha scelto di non mostrare.
Inoltre non sappiamo cosa succede dopo la fine del film.
Tutti vissero felici e contenti?
Ma anche no, il film potrebbe continuare anche dopo con l'epilogo stragista quella sera stessa o il giorno dopo con un altro omicidio.
Non viene spiegato cosa succede dopo, ti lascia nel dubbio che continuino a succedere cose brutte solo che il regista non le mostra.
Però basterebbe quello, sentire una notizia al telegiornale per provare digusto.Per quanto riguarda Sharon Tate, la sua morte è empatica per lo spettatore "ignorante" allo stesso modo di una notizia letta al giornare nella sezione cronanca nera perchè non sai sufficientemente su quel personaggio.
Anche Tarantino invecchia.Come l'ha definito qualcuno è il film meno coraggioso di Tarantino, sottoscrivo. E' il meno coraggioso e il più autoreferenziale per temi trattati e per come non li ha sfruttati.
Io la vedo così.
Ok, quello è l’argomento che Tarantino ha voluto affibbiare a Di Caprio, ma io sto parlando in generale, ho semplicemente scritto che io (o meglio, noi) non riusciamo a captare al 100% il film semplicemente perché non abbiamo la stessa cultura che gli americani hanno. Anche se avessi 40 anni o 50, come potrei conoscere le serie tv trasmesse di quell’epoca? Il mare di poster dei film del passato? le piccole chicche che ti fanno meglio capire la città? Qui ciò che lega i personaggi è fondamentalmente la città, e Il film, essendo abbastanza frammentato da personaggi apparentemente slegati, non rende chiara una struttura e/o una trama consistente.sydbarrett ha detto:Capirai quando avrai 40 anni e passa...
Anche adesso il nuovo supera il vecchio.
Io quando ero giovane ero al top, ora che ho più di 40 anni non sono più così performante.
È una brutta sensazione vedere i 20enni che lavorano con te sono più veloci di te, che tu non sei più la super star ma le super star stanno diventando loro.
È il loro momento, il tuo c.e già stato, non sei tagliato fuori ma prima eri il protagonista ma adesso devi accontentarti di ruoli non di primo piano
Come dice Di Caprio alla ragazzina, adesso ti senti un leone e hai voglia di dominare il mondo.
Vediamo tra 20 anni se ti senti ancora così...
Ad un giovane sembra impossibile invecchiare ma prima o poi capita a tutti.
Non è un cosa che "riguarda gli altri" ma riguarda tutti noi, prima o poi
Se la Robbie ti ha trasmesso solo questo...Peccato dia solo la sensazione di essere lì a caso. L'empatia che trasmette allo spettatore è pari a quella di un parchimetro fuori servizio.
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Il problema è questo. Se conosci la storia reale, la vedi in maniera diversa, quasi tenera.Se la Robbie ti ha trasmesso solo questo...
Attenzione, con questo non voglio dire che sia insensibile all'omicidio in questione o ad atti di violenza verso altro esseri umani. Ma all'atto pratico, la parabola delle (poche) vicende di Sharon non mi trasmette nessuna empatia per il semplice fatto che non conoscendo lei e la sua storia non ho modo di arrivare a capirlo perché si presume che i fatti si conoscano.Se la Robbie ti ha trasmesso solo questo...
Non sono d'accordo. Conoscenze pregresse o meno, la Robbie dovrebbe trasmettere allo spettatore la voglia di vivere negli anni '60 e (detta in modo molto romantico) di danzare assieme a lei. E' proprio quella sensazione di: "vorrei essere là, in quel momento con lei e non andarmene mai", che viene in parte appagata dal fatto che Tarantino è stato un maestro nella ricostruzione di quel periodo garantendone una totale immersione.Il problema è questo. Se conosci la storia reale, la vedi in maniera diversa, quasi tenera.
Se invece non hai mai sentito parlare di Sharon Tate, la Robbie diventa un parchimetro fuori servizio.
La Robbie dovrebbe trasmettere ciò che ha subito. Dovrebbe essere Hollywood e tutte le sue piccole ed innumerevoli citazioni che offre, a farti rivivere gli anni '60, non tanto la Robbie che balla.Non sono d'accordo. Conoscenze pregresse o meno, la Robbie dovrebbe trasmettere allo spettatore la voglia di vivere negli anni '60 e (detta in modo molto romantico) di danzare assieme a lei. E' proprio quella sensazione di: "vorrei essere là, in quel momento con lei e non andarmene mai", che viene in parte appagata dal fatto che Tarantino è stato un maestro nella ricostruzione di quel periodo garantendone una totale immersione.
E' un personaggio che rappresenta la purezza, la spensieratezza e la bellezza di quegli anni. Contrapposizione perfetta alla Manson Family che mostra tutto il marcio che c'era (anzi in realtà c'è ancora) in America.
C'era Una Volta ad Holliwood non è un film per tutti, decisamente, quindi non mi stupisco che ci siano tanti a cui il film non sia piaciuto.
La difficoltà maggiore risiede nel fatto che che quest'opera non è fatta per essere vista, ma vissuta. E' un tipo di cinema a cui noi spettatori non siamo assolutamente abituati. Un cinema diverso che si avvicina più all'arte e al bisogno dell'artista (fonte essenziale di tutte le opere d'arte), che mette in secondo piano lo spettatore.
Poi sta a chi va in sala scegliere se accettare l'artista ed immergersi in quello che ha creato, o restare nel suo personale microcosmo di certezze.
Quello della Robbie che balla è solo un esempio di uno dei momenti che ti fanno desiderare di essere là ad Holliwood in quel periodo.La Robbie dovrebbe trasmettere ciò che ha subito. Dovrebbe essere Hollywood e tutte le sue piccole ed innumerevoli citazioni che offre, a farti rivivere gli anni '60, non tanto la Robbie che balla.
Invece secondo me si applica eccome.Il disclaimer del "film per se stessi, per l'artista" imho non va applicato, soprattutto quando il film, di chiaro stampo vendicativo, vuole omaggiare la Tate, ridicolizzando Manson stesso. Semplicemente, i personaggi ci sono, le caratterizzazioni pure, la città e l'ambientazione anni '60 idem, ma la trama, che Tarantino da per scontato di poggiare sulla conoscenza di un pubblico preparato, pecca di consistenza.
Allora anche in Bastardi senza Gloria o Django la vendetta diventa personale, un bisogno dell'artista. Quello che dici si può estendere in tutti i suoi film.Quello della Robbie che balla è solo un esempio di uno dei momenti che ti fanno desiderare di essere là ad Holliwood in quel periodo.
Poi ce ne sono tanti altri nel film e molti dei quali non coinvolgono neanche il personaggio di Tate. Ma per il ruolo che ha il personaggio nel film, secondo me è perfettamente riuscito.
Invece secondo me si applica eccome.
E' chiaramente un'opera nata dal bisogno dell'artista, piuttosto che un film fatto per il pubblico.E' la personale vendetta di Tarantino nei confronti di Manson. Il personale omaggio di Tarantino a Tate e alla Holliwood degli anni '60, eccetera eccetera.
Anche io non conosco affatto le serie tv degli anni 50 e 60 e proprio per farmi capire meglio Tarantino ci mostra un sacco di scene per illustrarci bene cosa succedeva in quelle serie.Ok, quello è l’argomento che Tarantino ha voluto affibbiare a Di Caprio, ma io sto parlando in generale, ho semplicemente scritto che io (o meglio, noi) non riusciamo a captare al 100% il film semplicemente perché non abbiamo la stessa cultura che gli americani hanno. Anche se avessi 40 anni o 50, come potrei conoscere le serie tv trasmesse di quell’epoca? Il mare di poster dei film del passato? le piccole chicche che ti fanno meglio capire la città? Qui ciò che lega i personaggi è fondamentalmente la città, e Il film, essendo abbastanza frammentato da personaggi apparentemente slegati, non rende chiara una struttura e/o una trama consistente.
Ogni personaggio rappresenta, qualcosa, ma la trama, a differenza di Jackie Brown, è un prolisso senza consistenza, di temi qui c’è ne sono a iosa, ma il problema è che sono isolati, non sono amalgamati in nessuna trama.
Sharon Tate è chiaramente la chiave del film, anzi, è stato quasi un omaggio a lei, come se Tarantino avesse posto dei fiori sulla sua tomba. Ma tolta lei, il film cambia poco se non nulla. Cambia solamente se conosci il contesto reale dell’accaduto, ma ai fini del film stesso, purtroppo vale poco. Troppo poco.
Ma non tieni conto del colpo di scena finale che cambia le carte in tavola...Attenzione, con questo non voglio dire che sia insensibile all'omicidio in questione o ad atti di violenza verso altro esseri umani. Ma all'atto pratico, la parabola delle (poche) vicende di Sharon non mi trasmette nessuna empatia per il semplice fatto che non conoscendo lei e la sua storia non ho modo di arrivare a capirlo perché si presume che i fatti si conoscano.
Questo è palese nella presentazione di Sharon da parte di Tarantino.
Di fatto quindi la sua leggerezza, innocenza e il suo modo spensierato di vivere nel contesto di Hollywood hanno avuto la valenza, per me, di qualsiasi altra persona nel mondo che si sta godendo la vita.
Con questo bagaglio di informazioni non mi era sicuramente possibile elaborare il finale del film
Anche io non conosco affatto le serie tv degli anni 50 e 60 e proprio per farmi capire meglio Tarantino ci mostra un sacco di scene per illustrarci bene cosa succedeva in quelle serie.
Non ho bisogno di guardare tutte le puntate della serie Western ma mi basta la scena di Jhonny Madrid
Non ho bisogno di vedere tutte le puntate della serie di guerra, mi basta la scena col fucile a pompa.
È quello il motivo per cui le prime 2 ore sono così lente e noiose per molti.
Servono a preparare per la scena finale.
Il vero film è quello degli ultimi 40 minuti.
Le prime 2 ore sono una specie di documentario preparatorio che serve a spiegare l.ambientazione della scena finale.
Se non vedi quelle 2 ore non puoi goderti bene la scena finale
Cioè,Ma non tieni conto del colpo di scena finale che cambia le carte in tavola...
Visto come va a finire il film avevi davvero bisogno di empatizzare con lei?
No, visto che in realtà le cose non vanno esattamente come molti si aspettavano che andassero a finire.
Per questo motivo, anche chi non conosce la storia dell omicidio di Cielo Drive può godersi il film.
Quello che succede nella villa te lo spiega direttamente Tarantino.
In realtà sapere la storia vera aiuta molto ma non è condito sine qua non