Ufficiale C'era una volta... a Hollywood

ufficiale
Eh tipo tutta quella finale? :asd: O Brad Pitt che picchia Brucee Lee
Il finale è catartico e già si è detto, e l'altra scena è stata abbondantemente spiegata oltretutto con più chiavi di lettura , quanto sia assurda non so , non ho idea di come fosse Bruce in privato c'è chi ha applaudito e chi invece l'ha trovata ridicola 

 
Il finale è catartico e già si è detto, e l'altra scena è stata abbondantemente spiegata oltretutto con più chiavi di lettura , quanto sia assurda non so , non ho idea di come fosse Bruce in privato c'è chi ha applaudito e chi invece l'ha trovata ridicola 
Ma appunto, io non so come fosse Bruce Lee in privato, e quando ho visto quella scena manco mi interessava saperlo

 
Concordo con ciò che dice Dorsai. 
Credo che questo, assieme a Death Proof, siano i film di Tarantino meno piaciuti( ovviamente per me).

il Film è oltre il solito “inizio prolisso” alla Tarantino. Un buon 75% del film ha come obbiettivo quello di far comprendere allo spettatore come si viveva in quell’epoca: disagi, cambiamenti radicali, il nuovo che supera il vecchio, ecc. Purtroppo però le 2h e 45 sono state, almeno per me, lunghissime e pesanti. Complice anche del fatto che, si, conosco molto bene ciò che successe, ma il contorno dei personaggi non riesco ad assimilarlo al 100%. Tutte le serie tv, i poster, i programmi televisivi dell’epoca non li conosco e, a dirla tutta, un 70enne americano di oggi capirebbe e coglierebbe anche i peli dei personaggi, mentre il sottoscritto, italiano 30enne, assolutamente no. 
 

Il finale a sorpresa mi è piaciuto un botto. Il senso di vendetta per le vittime è ormai un classico.
Però no, nonostante io conosca le vicende del passato, il film è stato inutilmente prolisso. 

 
Appena visto.

Non ho parole.

I critici non capiscono un cazzo e lo stesso il pubblico.

Come si fa a criticare un film così?

Preferite vedere le vostre serie TV preferite sotto la copertina?

Ma dai, svegliatevi e andate al cinema a vedere un vero spettacolo

Margot Robbie ha interpretato un personaggio inutile, compariva Sharon sempre da sola a fare...cosa? Non lo 
È il personaggio fondamentale del film.

Serve a spiegare che la setta "satanica" ha ucciso una giovane donna carina, intelligente, simpatica ed INCINTA

Ucciderla è stata una vera bastardata....

Se è vero che Hollwood è la protagonista del film anche la Los Angeles spietata che uccide è protagonista del film, quindi quel personaggio è la chiave del film

Concordo con ciò che dice Dorsai. 
Credo che questo, assieme a Death Proof, siano i film di Tarantino meno piaciuti( ovviamente per me).

il Film è oltre il solito “inizio prolisso” alla Tarantino. Un buon 75% del film ha come obbiettivo quello di far comprendere allo spettatore come si viveva in quell’epoca: disagi, cambiamenti radicali, il nuovo che supera il vecchio, ecc. Purtroppo però le 2h e 45 sono state, almeno per me, lunghissime e pesanti. Complice anche del fatto che, si, conosco molto bene ciò che successe, ma il contorno dei personaggi non riesco ad assimilarlo al 100%. Tutte le serie tv, i poster, i programmi televisivi dell’epoca non li conosco e, a dirla tutta, un 70enne americano di oggi capirebbe e coglierebbe anche i peli dei personaggi, mentre il sottoscritto, italiano 30enne, assolutamente no. 
 

Il finale a sorpresa mi è piaciuto un botto. Il senso di vendetta per le vittime è ormai un classico.
Però no, nonostante io conosca le vicende del passato, il film è stato inutilmente prolisso. 
Capirai quando avrai 40 anni e passa...

Anche adesso il nuovo supera il vecchio.

Io quando ero giovane ero al top, ora che ho più di 40 anni non sono più così performante.

È una brutta sensazione vedere i 20enni che lavorano con te sono più veloci di te, che tu non sei più la super star ma le super star stanno diventando loro.

È il loro momento, il tuo c.e già stato, non sei tagliato fuori ma prima eri il protagonista ma adesso devi accontentarti di ruoli non di primo piano

Come dice Di Caprio alla ragazzina, adesso ti senti un leone e hai voglia di dominare il mondo.

Vediamo tra 20 anni se ti senti ancora così...

Ad un giovane sembra impossibile invecchiare ma prima o poi capita a tutti.

Non è un cosa che "riguarda gli altri" ma riguarda tutti noi, prima o poi

 
sydbarrett ha detto:
È il personaggio fondamentale del film.
 
Serve a spiegare che la setta "satanica" ha ucciso una giovane donna carina, intelligente, simpatica ed INCINTA
 
Ucciderla è stata una vera bastardata....
 
Se è vero che Hollwood è la protagonista del film anche la Los Angeles spietata che uccide è protagonista del film, quindi quel personaggio è la chiave del film
Peccato dia solo la sensazione di essere lì a caso. L'empatia che trasmette allo spettatore è pari a quella di un parchimetro fuori servizio.

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Peccato dia solo la sensazione di essere lì a caso. L'empatia che trasmette allo spettatore è pari a quella di un parchimetro fuori servizio.

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Non capisco se intendi che l'attrice ha interpretato male o Tarantino l'ha mostrata male.

I fatti sono risaputi, non li deve spiegare Tarantino.

C.era un solo modo per far provare maggiore empatia ma era un modo che Tarantino ha scelto di non mostrare.

Inoltre non sappiamo cosa succede dopo la fine del film.

Tutti vissero felici e contenti?

Ma anche no, il film potrebbe continuare anche dopo con l'epilogo stragista quella sera stessa o il giorno dopo con un altro omicidio.

Non viene spiegato cosa succede dopo, ti lascia nel dubbio che continuino a succedere cose brutte solo che il regista non le mostra.

 
Non capisco se intendi che l'attrice ha interpretato male o Tarantino l'ha mostrata male.

I fatti sono risaputi, non li deve spiegare Tarantino.

C.era un solo modo per far provare maggiore empatia ma era un modo che Tarantino ha scelto di non mostrare.

Inoltre non sappiamo cosa succede dopo la fine del film.

Tutti vissero felici e contenti?

Ma anche no, il film potrebbe continuare anche dopo con l'epilogo stragista quella sera stessa o il giorno dopo con un altro omicidio.

Non viene spiegato cosa succede dopo, ti lascia nel dubbio che continuino a succedere cose brutte solo che il regista non le mostra.
L'interpretazione può essere più o meno buona se si capisse a che scopo il personaggio si presenta al pubblico. Premettendo che non conosco la Hollywood di quegli anni e non conoscevo la tragica fine di Sharon Tate, l'avevo scritto precedentemente, il film si presenta allo spettatore come se egli fosse già a conoscenza dei fatti, del modo in cui avvengono e degli assassini coinvolti.

Per come la vedo io questo è un bel problema perchè va farsi benedire gran parte di una possibile storia. Avevo già scritto cosa non mi era piaciuto di questo film e quanto sia per me furbo rappresentare un mondo con dei personaggi vuoti perchè è Hollywood la protagonista, come se dare loro una storia e un'identità avrebbe oscurato il contesto. Facile e immediato, tecnicamente non devi fare nulla se non rievocare personaggi famosi e locations particolarmente caratteristiche, la nostalgia farà il resto. Una sorta di fanservice rievocativo.

Per quanto riguarda Sharon Tate, la sua morte è empatica per lo spettatore "ignorante" allo stesso modo di una notizia letta al giornare nella sezione cronanca nera perchè non sai sufficientemente su quel personaggio.

Come l'ha definito qualcuno è il film meno coraggioso di Tarantino, sottoscrivo. E' il meno coraggioso e il più autoreferenziale per temi trattati e per come non li ha sfruttati.

Io la vedo così.

 
Per quanto riguarda Sharon Tate, la sua morte è empatica per lo spettatore "ignorante" allo stesso modo di una notizia letta al giornare nella sezione cronanca nera perchè non sai sufficientemente su quel personaggio.
Però basterebbe quello, sentire una notizia al telegiornale per provare digusto.

È morta "ammazzata" una donna incinta.

Non serve sapere come si chiama, il suo codice fiscale, ecc

È una donna.

Se fosse tua sorella/madre/nipote ecc proveresti maggior empatia?

Sicuramente

Ma il punto in realtà è proprio far capire che è morta una persona e qualcuno l.ha uccisa entrando in casa sua. Non siamo al sicuro in questa città 

Che sia Una donna, un uomo non cambia, la setta è pericolosa e gira indisturbata in città.

Tu lo senti al telegiornale e ti importa magari poco, ma finché la setta non viene debellata la prossima vittima potrebbe uccidere un tuo amico, un tuo parente.

Potrebbe addirittura uccidere te, al momento ti sembra poco probabile ma potrebbe succedere.

Come l'ha definito qualcuno è il film meno coraggioso di Tarantino, sottoscrivo. E' il meno coraggioso e il più autoreferenziale per temi trattati e per come non li ha sfruttati.

Io la vedo così.
Anche Tarantino invecchia.

Il discorso del nuovo che supera il vecchio vale anche per lui.

20 anni fa Era il top, dopo 20 anni anche lui vede i nuovi registi che stanno per prendere il suo posto nella top ten.

Se così non forse, perché penserebbe di smettere di fare film?

A me è piaciuta la descrizione della Comune, con tutte quelle ragazze giovani che si ribellano al sistema.

All inizio te le fa sembrare simpatiche e fa quasi venir voglia di unirti a loro ed entrare nelle setta, anche solo per stare con quella tipa sorridente è provare a vive re in modo alternativo.

Mi dava fastidio quando venivano chiamati Hippie di merda.

Per esempio avevano ragione sul fatto che mentre gli USA bombardano il Vietnam gli americani medi vengano anestetizzati dalle serie TV

Siamo in guerra?

A me importa poco, alle 8 danno Bonanza

Poi i sorrisi delle ragazze spariscono e inizi a odiare quella setta di invasati e capire che Peace&Love si trasforma in War&Hate e te li fa odiare

 
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sydbarrett ha detto:
Capirai quando avrai 40 anni e passa...

Anche adesso il nuovo supera il vecchio.

Io quando ero giovane ero al top, ora che ho più di 40 anni non sono più così performante.

È una brutta sensazione vedere i 20enni che lavorano con te sono più veloci di te, che tu non sei più la super star ma le super star stanno diventando loro.

È il loro momento, il tuo c.e già stato, non sei tagliato fuori ma prima eri il protagonista ma adesso devi accontentarti di ruoli non di primo piano

Come dice Di Caprio alla ragazzina, adesso ti senti un leone e hai voglia di dominare il mondo.

Vediamo tra 20 anni se ti senti ancora così...

Ad un giovane sembra impossibile invecchiare ma prima o poi capita a tutti.

Non è un cosa che "riguarda gli altri" ma riguarda tutti noi, prima o poi
Ok, quello è l’argomento che Tarantino ha voluto affibbiare a Di Caprio, ma io sto parlando in generale, ho semplicemente scritto che io (o meglio, noi) non riusciamo a captare al 100% il film semplicemente perché non abbiamo la stessa cultura che gli americani hanno. Anche se avessi 40 anni o 50, come potrei conoscere le serie tv trasmesse di quell’epoca? Il mare di poster dei film del passato? le piccole chicche che ti fanno meglio capire la città? Qui ciò che lega i personaggi è fondamentalmente la città, e Il film, essendo abbastanza frammentato da personaggi apparentemente slegati, non rende chiara una struttura e/o una trama consistente. 
Ogni personaggio rappresenta, qualcosa, ma la trama, a differenza di Jackie Brown, è un prolisso senza consistenza, di temi qui c’è ne sono a iosa, ma il problema è che sono isolati, non sono amalgamati in nessuna trama. 
 

Sharon Tate è chiaramente la chiave del film, anzi, è stato quasi un omaggio a lei, come se Tarantino avesse posto dei fiori sulla sua tomba. Ma tolta lei, il film cambia poco se non nulla. Cambia solamente se conosci il contesto reale dell’accaduto, ma ai fini del film stesso, purtroppo vale poco. Troppo poco. 

 
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Peccato dia solo la sensazione di essere lì a caso. L'empatia che trasmette allo spettatore è pari a quella di un parchimetro fuori servizio.

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Se la Robbie ti ha trasmesso solo questo...

 
Se la Robbie ti ha trasmesso solo questo...
Il problema è questo. Se conosci la storia reale, la vedi in maniera diversa, quasi tenera.

Se invece non hai mai sentito parlare di Sharon Tate, la Robbie diventa un parchimetro fuori servizio. 
 

 
Se la Robbie ti ha trasmesso solo questo...
Attenzione, con questo non voglio dire che sia insensibile all'omicidio in questione o ad atti di violenza verso altro esseri umani.  Ma all'atto pratico, la parabola delle (poche) vicende di Sharon non mi trasmette nessuna empatia per il semplice fatto che non conoscendo lei e la sua storia non ho modo di arrivare a capirlo perché si presume che i fatti si conoscano.

Questo è palese nella presentazione di Sharon da parte di Tarantino.

Di fatto quindi la sua leggerezza, innocenza e il suo modo spensierato di vivere nel contesto di Hollywood hanno avuto la valenza, per me, di qualsiasi altra persona nel mondo che si sta godendo la vita.

Con questo bagaglio di informazioni non mi era sicuramente possibile elaborare il finale del film

che ha visto la soddisfacente e appagante distruzione di coloro che l'hanno trucidata.

E alla loro ridicolarizzazione, come fece per il Klu klux klan in Django
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Il problema è questo. Se conosci la storia reale, la vedi in maniera diversa, quasi tenera.

Se invece non hai mai sentito parlare di Sharon Tate, la Robbie diventa un parchimetro fuori servizio. 
 
Non sono d'accordo. Conoscenze pregresse o meno, la Robbie dovrebbe trasmettere allo spettatore la voglia di vivere negli anni '60 e (detta in modo molto romantico) di danzare assieme a lei. E' proprio quella sensazione di: "vorrei essere là, in quel momento con lei e non andarmene mai", che viene in parte appagata dal fatto che Tarantino è stato un maestro nella ricostruzione di quel periodo garantendone una totale immersione.

E' un personaggio che rappresenta la purezza, la spensieratezza e la bellezza di quegli anni. Contrapposizione perfetta alla Manson Family che mostra tutto il marcio che c'era (anzi in realtà c'è ancora) in America.

C'era Una Volta ad Holliwood non è un film per tutti, decisamente, quindi non mi stupisco che ci siano tanti a cui il film non sia piaciuto.

La difficoltà maggiore risiede nel fatto che che quest'opera non è fatta per essere vista, ma vissuta. E' un tipo di cinema a cui noi spettatori non siamo assolutamente abituati. Un cinema diverso che si avvicina più all'arte e al bisogno dell'artista (fonte essenziale di tutte le opere d'arte), che mette in secondo piano lo spettatore.

Poi sta a chi va in sala scegliere se accettare l'artista ed immergersi in quello che ha creato, o restare nel suo personale microcosmo di certezze.

 
Non sono d'accordo. Conoscenze pregresse o meno, la Robbie dovrebbe trasmettere allo spettatore la voglia di vivere negli anni '60 e (detta in modo molto romantico) di danzare assieme a lei. E' proprio quella sensazione di: "vorrei essere là, in quel momento con lei e non andarmene mai", che viene in parte appagata dal fatto che Tarantino è stato un maestro nella ricostruzione di quel periodo garantendone una totale immersione.

E' un personaggio che rappresenta la purezza, la spensieratezza e la bellezza di quegli anni. Contrapposizione perfetta alla Manson Family che mostra tutto il marcio che c'era (anzi in realtà c'è ancora) in America.

C'era Una Volta ad Holliwood non è un film per tutti, decisamente, quindi non mi stupisco che ci siano tanti a cui il film non sia piaciuto.

La difficoltà maggiore risiede nel fatto che che quest'opera non è fatta per essere vista, ma vissuta. E' un tipo di cinema a cui noi spettatori non siamo assolutamente abituati. Un cinema diverso che si avvicina più all'arte e al bisogno dell'artista (fonte essenziale di tutte le opere d'arte), che mette in secondo piano lo spettatore.

Poi sta a chi va in sala scegliere se accettare l'artista ed immergersi in quello che ha creato, o restare nel suo personale microcosmo di certezze.
La Robbie dovrebbe trasmettere ciò che ha subito. Dovrebbe essere Hollywood e tutte le sue piccole ed innumerevoli citazioni che offre, a farti rivivere gli anni '60, non tanto la Robbie che balla. 
 

Quello di Tarantino è in tutto e per tutto un omaggio funereo alla ragazza, una donna spensierata che (a differenza di D Caprio) rppresenta una parte della città, la "Hollywood bene" di quell'epoca. Paradossalmente il finale del film, durante il massacro, non pensi tanto alla setta vittima di Cliff, ma alla violenza che la Tate ha subito in quell'istante.  

La ricostruzione di quel periodo è fatta in maniera eccellente, su questo non si discute, anzi, come detto prima, noi addirittura non abbiamo la stessa cultura di un americano che riuscirebbe a cogliere tutto al 100%. 

Però ciò non toglie che nel film gli attori, e le loro corrispettive rappresentazioni, sono completamente isolati. Il film chiaramente va a parare su un finale che lo spettatore dovrebbe conoscere. Se lo spettatore non ha le conoscenze adeguate, il film non può apprezzarlo, ne tanto meno il finale a sorpresa che ribalta la realtà stessa vendicando la Tate. 

Il disclaimer del "film per se stessi, per l'artista" imho non va applicato, soprattutto quando il film, di chiaro stampo vendicativo, vuole omaggiare la Tate, ridicolizzando Manson stesso. Semplicemente, i personaggi ci sono, le caratterizzazioni pure, la città e l'ambientazione anni '60 idem, ma la trama, che Tarantino da per scontato di poggiare sulla conoscenza di un pubblico preparato, pecca di consistenza. 
La pellicola la puoi vivere anche quando la storia è ben presente.

 
La Robbie dovrebbe trasmettere ciò che ha subito. Dovrebbe essere Hollywood e tutte le sue piccole ed innumerevoli citazioni che offre, a farti rivivere gli anni '60, non tanto la Robbie che balla. 
Quello della Robbie che balla è solo un esempio di uno dei momenti che ti fanno desiderare di essere là ad Holliwood in quel periodo.

Poi ce ne sono tanti altri nel film e molti dei quali non coinvolgono neanche il personaggio di Tate. Ma per il ruolo che ha il personaggio nel film, secondo me è perfettamente riuscito.

Il disclaimer del "film per se stessi, per l'artista" imho non va applicato, soprattutto quando il film, di chiaro stampo vendicativo, vuole omaggiare la Tate, ridicolizzando Manson stesso. Semplicemente, i personaggi ci sono, le caratterizzazioni pure, la città e l'ambientazione anni '60 idem, ma la trama, che Tarantino da per scontato di poggiare sulla conoscenza di un pubblico preparato, pecca di consistenza. 
Invece secondo me si applica eccome.

E' la personale vendetta di Tarantino nei confronti di Manson. Il personale omaggio di Tarantino a Tate e alla Holliwood degli anni '60, eccetera eccetera.
E' chiaramente un'opera nata dal bisogno dell'artista, piuttosto che un film fatto per il pubblico.

 
Quello della Robbie che balla è solo un esempio di uno dei momenti che ti fanno desiderare di essere là ad Holliwood in quel periodo.

Poi ce ne sono tanti altri nel film e molti dei quali non coinvolgono neanche il personaggio di Tate. Ma per il ruolo che ha il personaggio nel film, secondo me è perfettamente riuscito.

Invece secondo me si applica eccome.

E' la personale vendetta di Tarantino nei confronti di Manson. Il personale omaggio di Tarantino a Tate e alla Holliwood degli anni '60, eccetera eccetera.
E' chiaramente un'opera nata dal bisogno dell'artista, piuttosto che un film fatto per il pubblico.
Allora anche in Bastardi senza Gloria o Django la vendetta diventa personale, un bisogno dell'artista. Quello che dici si può estendere in tutti i suoi film.

Tarantino non ti fa venir voglia di vivere li, Di Caprio te lo testimonia, esattamente come la Manson Family, come Cliff, ecc. L'ambiente di Tate è un oasi troppo distante per tutti questi personaggi. La Tate (e i suoi amici) sono stati collocati in quest'oasi simile al paradiso. Una Hollywood per pochissimi, un piccolo spaccato di Hollywood. Tarantino ti ha mostrato Hollywood per quello che è, una città difficile, molto difficile da vivere, piena zeppa di difficoltà. Soprattutto in un periodo di transizione come fu per quell'epoca. 

 
Ok, quello è l’argomento che Tarantino ha voluto affibbiare a Di Caprio, ma io sto parlando in generale, ho semplicemente scritto che io (o meglio, noi) non riusciamo a captare al 100% il film semplicemente perché non abbiamo la stessa cultura che gli americani hanno. Anche se avessi 40 anni o 50, come potrei conoscere le serie tv trasmesse di quell’epoca? Il mare di poster dei film del passato? le piccole chicche che ti fanno meglio capire la città? Qui ciò che lega i personaggi è fondamentalmente la città, e Il film, essendo abbastanza frammentato da personaggi apparentemente slegati, non rende chiara una struttura e/o una trama consistente. 
Ogni personaggio rappresenta, qualcosa, ma la trama, a differenza di Jackie Brown, è un prolisso senza consistenza, di temi qui c’è ne sono a iosa, ma il problema è che sono isolati, non sono amalgamati in nessuna trama. 
 

Sharon Tate è chiaramente la chiave del film, anzi, è stato quasi un omaggio a lei, come se Tarantino avesse posto dei fiori sulla sua tomba. Ma tolta lei, il film cambia poco se non nulla. Cambia solamente se conosci il contesto reale dell’accaduto, ma ai fini del film stesso, purtroppo vale poco. Troppo poco. 
Anche io non conosco affatto le serie tv degli anni 50 e 60 e proprio per farmi capire meglio Tarantino ci mostra un sacco di scene per illustrarci bene cosa succedeva in quelle serie.

Non ho bisogno di guardare tutte le puntate della serie Western ma mi basta la scena di Jhonny Madrid

Non ho bisogno di vedere tutte le puntate della serie di guerra, mi basta la scena col fucile a pompa.

È quello il motivo per cui le prime 2 ore sono così lente e noiose per molti.

Servono a preparare per la scena finale.

Il vero film è quello degli ultimi 40 minuti.

Le prime 2 ore sono una specie di documentario preparatorio che serve a spiegare l.ambientazione della scena finale.

Se non vedi quelle 2 ore non puoi goderti bene la scena finale

Il film è fatto apposta per essere fruito anche dai giovani, bisogna però sforzarsi un Po.

 
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Attenzione, con questo non voglio dire che sia insensibile all'omicidio in questione o ad atti di violenza verso altro esseri umani.  Ma all'atto pratico, la parabola delle (poche) vicende di Sharon non mi trasmette nessuna empatia per il semplice fatto che non conoscendo lei e la sua storia non ho modo di arrivare a capirlo perché si presume che i fatti si conoscano.

Questo è palese nella presentazione di Sharon da parte di Tarantino.

Di fatto quindi la sua leggerezza, innocenza e il suo modo spensierato di vivere nel contesto di Hollywood hanno avuto la valenza, per me, di qualsiasi altra persona nel mondo che si sta godendo la vita.

Con questo bagaglio di informazioni non mi era sicuramente possibile elaborare il finale del film

Ma non tieni conto del colpo di scena finale che cambia le carte in tavola...

Visto come va a finire il film avevi davvero bisogno di empatizzare con lei?

No, visto che in realtà le cose non vanno esattamente come molti si aspettavano che andassero a finire.

Per questo motivo, anche chi non conosce la storia dell omicidio di Cielo Drive può godersi il film.

Quello che succede nella villa te lo spiega direttamente Tarantino.

In realtà sapere la storia vera aiuta molto ma non è condito sine qua non

 
Anche io non conosco affatto le serie tv degli anni 50 e 60 e proprio per farmi capire meglio Tarantino ci mostra un sacco di scene per illustrarci bene cosa succedeva in quelle serie.

Non ho bisogno di guardare tutte le puntate della serie Western ma mi basta la scena di Jhonny Madrid

Non ho bisogno di vedere tutte le puntate della serie di guerra, mi basta la scena col fucile a pompa.

È quello il motivo per cui le prime 2 ore sono così lente e noiose per molti.

Servono a preparare per la scena finale.

Il vero film è quello degli ultimi 40 minuti.

Le prime 2 ore sono una specie di documentario preparatorio che serve a spiegare l.ambientazione della scena finale.

Se non vedi quelle 2 ore non puoi goderti bene la scena finale
E' palese che tutto questo faccia da base per il finale. L'effetto "wow" a dire il vero è praticamente in tutti i suoi film. Hateful 8, il primo che mi viene in mente, presenta tutti i personaggi, ed anche li la presentazione è lunga, esattamente come in Jackie Brown (il chiacchiericcio tipico di Tarantino). MA, a differenza dei suoi film, in c'era una volta ad Hollywood, i personaggi non sono legati da una storia, ma solo ed esclusivamente dall'ambientazione. Le 2h e mezza (su 2h e 45) sono lunghe, sconclusionate ai fini della trama i quali poggiano su una conoscenza dei fatti che non tutti gli spettatori possiedono. L'effetto "wow" si basa sulla conoscenza dei fatti, tanto quanto le 2h e mezza di film. Il problema è che in quelle 2h e mezza Tarantino poteva tranquillamente infilarci una trama in mezzo a tutti i personaggi, Tate compresa.


Ma non tieni conto del colpo di scena finale che cambia le carte in tavola...

Visto come va a finire il film avevi davvero bisogno di empatizzare con lei?

No, visto che in realtà le cose non vanno esattamente come molti si aspettavano che andassero a finire.

Per questo motivo, anche chi non conosce la storia dell omicidio di Cielo Drive può godersi il film.

Quello che succede nella villa te lo spiega direttamente Tarantino.

In realtà sapere la storia vera aiuta molto ma non è condito sine qua non
Cioè,

agli occhi di uno spettatore che non conosce la verità, vede tutto il film che si basa su quasi 3 ore di film senza trama per poi arrivare ad un massacro senza senso? Ma che senso ha? 

Sapere la vera storia, tu spettatore capisci il film e del perché di quel massacro finale. Senza questa è come vedere un qualsiasi buon film con effetto "machecazz..?" finale senza senso. E' una cosa assolutamente illogica.

 
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