sono successe tante cose durante le mie ultime sessioni, il primo arco si è “idealmente” concluso ed i novelli Phantom Thieves of Justice hanno saggiato sulla loro pelle che, per quanto disgustoso fosse, Kamoshida era, relativamente, un pesce piccolo se messo a confronto con la feccia che infesta la società a livelli ben più alti di un semplice “re” della scuola, ma andiamo con ordine.
Durante l’assemblea del due Maggio il discorso in pompa magna del preside è stato interrotto dall’arrivo di uno sconsolato Kamoshida “Sono rinato e per questo confesserò tutto”. È con queste precise parole che ha esordito prima di prostrarsi in lacrime di fronte al corpo studentesco.
La verità, tutta la verità, viene finalmente a galla. Gli allenamenti ai limiti della tortura, gli abusi fisici e verbali, le minacce di espulsione a studenti che avevano solo la colpa di “non piacergli”, le molestie sessuali, il tentativo di forzare Ann ad avere una relazione con lui e non per ultimo, il tentato suicidio di Shiho, causato dalle sue azioni.
L’arrogante, superficiale e vergognoso ex-campione conclude la sua apologia rivelando la sua intenzione di togliersi la vita. Ed il tutto, per fare ammenda dei suoi crimini. La tensione viene però rotta dalla tostissima Ann. Uno come lui non ha il diritto di scappare, deve confessare e fare ammenda di fronte alla giustizia, dopo tutto il dolore che ha causato non può permettergli di scegliere una “scappatoia” veloce come il suicidio.
Con l’assemblea forzatamente “sciolta” per incapacità di preside e professori di mantenere la calma fra gli studenti, il trio rimane da solo a riflettere sulle sue azioni. Il change of Heart è avvenuto, ma hanno rischiato molto, Kamoshida aveva pensato al suicidio ma sono riusciti ad evitare il peggio.
Come è possibile? Morgana ritiene che sia dovuta al modo in cui hanno agito. Non hanno semplicemente rubato il tesoro, hanno sconfitto la Shadow e l’hanno poi convinta a tornare al vero “se”. Quest’ultima parte del procedimento ricorda molto “l’accettazione” dell’altro se presente negli altri capitoli della saga quando si parla di Shadow e da un bel senso di continuità alla serie(Si parte dalle origini, non ti abbiamo dimenticata Maki…).
Altre buone notizie? Mishima si scusa in via ufficiale con Akira per quanto fatto e, promette, di trovare un modo per fare ammenda(molto presto) mentre le voci si Ann, viste le scuse di molte studentesse, sembrano prossime a scomparire. Per quanto la cara Panther non dia molto peso a queste dicerie, le cose importanti sono altre.
Kamoshida dovrà agognare il perdono per il resto dei suoi giorni e Shiho è uscita dal coma e, come era prevedibile, le due amiche si sentivano entrambi in colpa nei confronti dell’altra e si sono scambiate delle scuse. Purtroppo o forse per fortuna(visto il caos mediatico che si schiduerà di li a breve) Shiho si trasferirà una volta ripresasi, non potendo di certo vivere a scuola indicata costantemente come “quella che è saltata dal tetto”.
Ed Akira? Bhé, visto che in pochi credono alla storia dei Phantom Thieves, la versione più comune è che siano stati lui e Ryuji a forzare Kamoshida a confessare. Quindi bisognerà mantenere(o quantomeno tentare di mantenere) un profilo basso e nel mentre pianificare la prossima mossa. Il che significa vendere la medaglia(un bioprodotto del Metaverse e non la reale medaglia vinta a suo tempo alle olimpiadi) e festeggiare la loro prima, grande vittoria.
I piani di vendita vanno, però, inziailmente in fumo. Il caro Sojiro blocca Akira a lavorare al bar il primo giorno di vacanza ed avrebbe fatto lo stesso anche il secondo giorno se non fosse per una certa cliente. È proprio in questa circostanza che Akira ed il suo tutore vedono trattare il caso Kamoshida alla televisione, per quanto per fortuna(o sfortuna) né la calling card né il tentato suicidio di Shiho sono stati “coperti” dai media.
La cliente di cui sopra è Sae. Pensando a come si era posta vedendo Akira nel prologo malmenato(era chiaro che lo conoscesse e che, probabilmente, avesse avuto qualche sospetto) sembrerebbe essere li per caso ma è comunque una giovane donna che sa il fatto suo. Sa pensare fuori dagli schemi e non dare tutto per scontato. Tutti quegli strani incidenti, possono essere seriamente una coincidenza? Non è normale che delle persone “sane” impazziscano cosi tutto di un tratto, una dietro l’altra.
E poi quel locale, non è possibile che possa “permettersi” un part timer? A che scuola va? La Shujin, proprio come una sua conoscenza. Già la Shujin dove un’insegnante ha cambiato, tutto di un tratto, la usa personalità.
Il resto dei giorni di vacanza, procede senza particolari intoppi se non per la “vendita” della medaglia, ad Iwai il gestore del negozio di modellini. L’uomo è, per cosi dire, losco. Anche lui ha la polizia sulle sue tracce per motivi del tutto ignoti ed anche la task che ci affida è quantomeno ambigua ma per il momento(visto l’insufficiente livello di guts) non ho potuto venire a capo di questo mistero.
Molto più interessanti sono le dinamiche relative alla copertura che i media stanno avendo del caso Kamoshida. Se i Phantom Thieves si ritrovano, come per magia, ad avere una propria fan page con tanto indice di gradimento ed i media sguazzano come se non ci fosse un domani.
La situazione, e la critica, diventa più feroce in un momento di relativa distensione. Il gruppo, su proposta di Ann, decide di festeggiare il proprio primo, grande successo, al buffet di un grand hotel. Tre normalissimi ragazzi desiderosi di festeggiare sono guardati, di base, con disgusto e irritazione da individui abituati a stare al vertice della scala sociale e che non concepisce neanche un po’ di sano appetito né la vista di persone appartenenti ad un ceto inferiore al proprio e ancor peggio dei giovani, visti di base come dei teppisti.
Ma se già di per se queste prime reazioni generano disgusto nel giocatore e quello che segue a far scattare qualcosa, quando si va a toccare nuovamente il caso Kamoshida. Direttori di giornali con bassissima considerazione del proprio pubblico o loschi membri delle forze dell’ordine__a nessuno sembra interessere davvero la storia di Kamoshida,alla fine dei conti “solo” un ex campione che non ha accettato la fine dei suoi giorni di gloria. Cosi come i Phantom Theives, visti solo come un mito da far apparire reale, per il bene del profitto, perché si sa il pubblico adora queste storie…quindi loro “devono” fare in modo che sembrino reali. Che una ragazza sia quasi morta per questo bhé è trascurabile anzi, pressoché ininfluente.
Feroce, diretto ed estremamente realistico. Ma per Akira la cosa diventa ben presto “personale”, per essere, per cosi dire, espliciti. Si perché di fronte ad un ascensore, circondato da loschi subordinati che gli danno del sensei(in jap, del semplice “sir” nei testi in inglese. E con un minimo di cultura jap sensei lo incastra in un determinato “tipo” di ruolo), incontra quel uomo. L’uomo calvo col pizzetto e gli occhiali da sole, un uomo di fronte a cui tutti cedono il passo con sguardo abbassato e che non fa caso ad Akira, neanche il ragazzo sembra ricordarlo chiaramente, ma è lui.
L’uomo che ha fatto condannare Akira per un crimine che non ha commesso, colui che ha dato inizio a tutto questo. Eccolo con la sua superbia ed i suoi modi di fare da *** in terra, inavvicinabile e soprattutto intoccabile. Ma se il nostro protagonista non può dar voce al suo disagio e Ryuji a cogliere l’incontro per dare una svolta ai loro festeggiamenti, rivelatisi purtroppo fonte di disagio per tutti loro.
È vero, ora come ora tutti parlano di loro come uno scherzo da bambini, una storia da portare avanti per il bene dell’audience. Eppure, il sito mostra anche l’altra faccia della medaglia. C’è chi crede in loro. Sono riusciti, con le loro azioni, a dare speranze a tanti altri. E con quel potere? Loro possono farlo, loro possono aiutare le persone.
Il gruppo di “pulcini” diventa quindi un gruppo di Phantom Thieves in via “ufficiale”. Akira, su suggerimento di Ann e con l’approvazione di Ryuji(semplicemente non vuole responsabilità) e di Morgana(che resta zitto per via di Ann) viene nominato suo leader mentre dopo aver scelto il nome del gruppo(Niente proposte da Ryuji, quella di Morgana è meglio lasciarla stare, il The Pink Diamonds di Ann è…no) si passa ai fatti.
Per dare coraggio a più persone possibili, bisogna divenire famosi. Ed il modo più veloce per divenire famosi è acquisire fama derubando del “cuore” personaggi sempre più in vista. Dei pezzi grossi su cui però decidere all’unanimità, che sembra essere un po’ la prima regola ufficiale del gruppo.
È a questo “punto” che la vicenda Kamoshida si chiude ufficialmente anche a livello narrativo e si ritorno all’interrogatorio con Sae. È uno di quegli incontri, questo, in cui la donna espone le sue perplessità ed i suoi dubbi sul racconto del ragazzo.
Un altro mondo in cui la cognizione distorta delle persona prende forma. Rubare i tesori, cambiare i cuori delle persone e poi sempre quel gatto parlante. È logica nei suoi ragionamenti e molto diretta nelle sue asserzione, ovviamente suona tutto assurdo. È difficile credere che sia anche solo “degno” di essere ascoltato eppure vuole anzi deve farlo. Il tutto combacia con le confessioni di Kamoshida cosi come quanto detto dai poliziotti che lo hanno effettuato il suo arresto.
E poi ci sono i complici,oltre al gatto si intende, ha detto che sono studenti della sua stessa scuola, giusto? È una sottigliezza, solo una sottigliezza(a differenza del fare lo gnorri di Akira), ma Akira non sta dicendo a Sae tutto quello che sta lentamente ricordando in seguito alla droga, il pestaggio e le torture, i dettagli sui suoi complici cosi come sui Confidants, li sta tenendo per se(non per niente le uscite che fa Sae con i Confidants sono sue opinioni).
In ogni caso, la donna è sicura che le menzogne salteranno fuori, le domande da fare sono ancora molte cosi come le loro “gesta”. È in questo modo che ci viene introdotto il secondo “bersaglio”, tale Ichiryusai Madarame, maestro d’arte giapponese. Perché lui? Avevano persino meno ragioni che con Kamoshida? Come lo hanno conosciuto? Come facevano a conoscere crimini di cui non erano stati vittime?
E mentre Sae “fa” le domande, noi giocatori sappiamo di essere sulla strada giusta. Lo sappiamo perché Igor(fra lo stupore di Justine e Caroline) si complimenta con Akira per come ha agito. Ha trovato un suo posto nel mondo e dei compagni che condividono la sua etica, è il momento di spiegare cosa intende con “riabilitazione”. Che in soldoni sarebbe il “raffinare” il suo potenziale per ottenere la forza in grado di affrontare la fantomatica “rovina” che attende il mondo.
Cosa sia esattamente la rovina rimane un mistero, Igor non fornisce alcuna informazione a riguardo. Tutto quello che fa sono suggerire, a modo suo, vari modi per ottenere potere…tutte cose che si conoscono già (leggasi guadagnare esperienza sconfiggendo shadow, ottenere nuove persona tramite fusione e rafforzare i propri contratti) e per cui…si riceve un ennesimo tutorial, nonostante siano disponibili da un pezzo
Il ritorno a scuola, dal canto suo, porta con se tanti cambiamenti importanti. Se la prof Kawakami, riesce a dare una sua, maldestra, ma onesta opinione sulla vicenda(“Come collega sembrava…normale”) sorprendendosi al tempo stesso dell’interesse suscitato dalle sue lezioni(e sinceramente quando in altra occasione ha tirato fuori la sua teoria su come Kaguya Hime sia una femme fatale mi sono ribaltato. Sebbene in quel frangente ha influire è stata anche “l’opzione” Elizabeth), il preside decide di agire sebbene non direttamente. Consapevole del cambiamento fin troppo “evidente” di Kamoshida e conscio che alcuni studenti si erano “immischiati”(sottolinea di nuovo, neanche ci prova qui a nascondere che lui sapesse tutto), ha deciso di affidare un incarico speciale alla presidente del consiglio studentesco, Makoto Nijima.
Quello che in una circostanza normale e sana, sarebbe una ragionevole richiesta di un preside alla “rappresentante” del suo corpo studentesco è, ovviamente, un qualcosa di molto più losco. Dopo aver tessuto le lodi di Nijima e della di lei famiglia con i suoi modi da lecchino, la ricatta mettendo in mezzo la già lanciatissima sorella maggiore(Sae) e su come certi tipi di voci ne potrebbero influenzare negativamente la carriera. A conversazione anzi a ricatto ultimato, anche il preside riceve una telefonata da un certo sensei(Sir). Non voglio fare associazioni o teorie strampalate però nonostante di personcine papabile ne conosciamo già un paio e non solo l’uomo che abbiamo rivisto, c’è anche il superiore di Sae che sappiamo avere molte informazioni e forse, anche un certo controllo sugli strani incidenti che avvengono in città
Quasi per contrappeso, se da ora i nostri avranno degli “oppositori” a scuola, qualcuno si avvicina a loro, o meglio ad Akira, nelle vesti di alleato o supporter(Sae Dixit). Yuuki Mishima, il ragazzo che su minaccia di Kamoshida aveva diffuso i rumor inerenti al protagonista online e che, senza particolari sorprese, si scopre essere il creatore del sito di supporter dei Phantom Thieves. Convinto che Akira sia uno di loro e desideroso di fare qualcosa per rimediare ai suoi errori passati, Mishima vorrebbe vedere i Phantom Thieves continuare a dare speranza come hanno fatto con lui. Il mondo è pieno di adulti peggiori quanto e più di Kamoshida, non possono fermarsi ad un singolo bersaglio è anche per questo che ha aggiunto il sondaggio al sito. Non consapevole che tutte queste cose le ha dette ad alta voce,che Ryuji ed Ann hanno sentito e che poteva sentirle potenzialmente chiunque altro.
Sebbene quel qualcuno da cui devono guardarsi li avrebbe probabilmente raggiunti ugualmente, Makoto Nijima non ci mette molto ad affrontare di petto il trio sul tetto della scuola e a guadagnarsi, con i suoi appellativi, le simpatie dei nostri compagni di team(“Il troublemaker, la ragazza delle voci e il famoso studente trasferito”). E su Akira che Makoto(so che è un nome che a seconda dei caratteri è sia maschile che femminile però…Makoto è il nome canonico di “Quel” personaggio…) punta, Kamoshida è responsabile di aver fatto filtrare le notizie sui suoi crimini, sarebbe lecito odiarlo per qualcosa di simile.
Forte però del supporto dei suoi amici (leggasi “Il mio amico è un ragazzo onesto. Si è trasferito da appena un mese”) Akira non accusa i colpi e la presidentessa è costretta a ripiegare e per un secondo fra calling card ed esplosione mediatica sulla scuola, per un solo secondo, la facciata della honor student si “rompe”. Nessuno sta provando a mettersi nei suoi panni, non le fa mica piacere occuparsi di una faccenda tanto assurda.
Cionondimeno, torna subito IN chara ed annuncia, per motivi di sicurezza, la chiusura definitiva del tetto(peccato che qualche giorno dopo il party si riunisca nuovamente li). Senza più un “covo” e con una segugio tanto implacabile alle calcagna, il gruppo deve cambiare aria. E nel mentre devono trovare un modo per affinare le proprie abilità. Non possono tralasciare gli esami, Phantom Thieves o meno, quanto fanno nel mondo reale si riflette nel Metaverse(e questa cosa ricorda un botto MItsuru e i suoi sermoni a riguardo in Persona 3).
E per quanto invece riguarda la loro abilità nel combattimento? Anche per quello c’è una soluzione. Studiare è importante, ma devono rafforzarsi anche in modo classico. Per farlo il gatto consiglia di cercare, sul proprio sito di affezionati, un nome proprio scritto a chiare lettere e che sia responsabile di un crimine rilevante, in questo primo caso stalking(giusto per volare bassi…)
Dopodiché digitare sulla propria app Mementos in modo da essere trasportati nuovamente nel metaverse. Sebbene il tutto funzioni in modo leggermente diverso dai Palace. L’esterno del Mementos(accessibile fino ad ora dalla stazione Shibuya) è infatti pressoché identico al mondo reale e solo scendendo nella metro che gli outfit cambiano(divenendo quelli del metaverse) e che le shadow possono comparire.
Secondo Morgana, il Mementos è il Palace “collettivo”. Solo quando vi sono desideri particolarmente distorti ed un ego molto potente si forma un Palace “personale” e gigantesco come quello di Kamoshida,per tutti gli altri, per la coscienza collettiva vi è questo Mementos. Dove potranno si forzare dei “Change of Heart” ma secondo dei procedimenti diversi da quelli dei Palace.
In ogni caso un problema di logistica emerge ben presto per i novelli ladri fantasma, come spostarsi uno spazio enorme come quella metrò? Semplice. O meglio semplicemente ridicola, geniale ed esilarante, mettendosi in una posa troppo familiare e pronunciando una frase(familiare anche questa)“Morgana Henshin”. Il gatto si trasforma in un pulmino e questo perché a quanto pare la credenza secondo cui i gatti sono dei pulmini è molto diffuso nella coscienza comune.
Mai avrei pensato di vedere usata la fama del bus-gatto di Totoro per giustificare un contesto cosi assurdamente diverso, è un qualcosa di talmente ridicolo a parole dal risultare geniale. Cercando di trattenere le risate, si scopre ben presto che Morgana non è in grado di “guidarsi” da solo fra timori(legittimi) e assurdità varie, il main diventa(non credo in via definitiva) l’autista del gruppo(e stanno già stretti in tre…).
Rintracciare il bersaglio, lo stalker Nakahora, è però solo parte dell’obiettivo odierno. Se infatti l’uomo aveva effettivamente il potenziale per creare il Palace, sono le sue parole a destare curiosità ed a fornire una pista al gruppo. Una volta sconfitto e convertito, l’uomo racconta di aver preso molto(troppo) a male la rottura con la fidanzata perché non desiderava più essere “gettato via” dopo che il suo maestro, Madarame, lo aveva già privato di tutto. Se loro possono davvero cambiare le persone allora dovrebbero provare con lui.
Forti di questa traccia(che viene rinforzata successivamente anche da dialoghi casuali con NPC vari, fra cui un senza tetto), Morgana conduce infine i suoi neo compagni più in profondità nel Mementos. Dove i vagoni della metrò si getta ogni giorno un’oscurità opprimente mentre un muro sbarra la strada. Un muro che era rimasto invalicabile fino ad ora ma che, con la distruzione del primo Palace, può essere aperto. A quanto pare le loro azioni hanno influenzato quel mondo abbastanza da poter andare più in profondità.
E non è tutto, se il Mementos è il Palace collettivo può essere influenzato da come l’opinione pubblica vede il loro gruppo. Il gatto non sa come faccia a conoscere tutte queste cose(ne menziona in alcun modo il suo “master” a cui ha accennato solo una volta) ma sa solo di dover raggiungere il fondo del Mementos. Questo perché è l’origine di tutti i Palace, la fonte della distorsione che affligge la città. In origine…Palace singoli e personali come quello di Kamoshida non esistevano, per cui distruggendone la fonte “qualcosa” dovrebbe riflettersi anche nel mondo reale.
Per cui, in sintesi, anche “Morgana” desidera avere dei compagni che lo aiutino e che lo “salvino”. Non c’è niente di male a supportarsi a vicenda. E quale occasione migliore quindi per fare la domanda delle domande? Morgana è maschio? Femmina? O è forse una macchina?
Lui sostiene di essere un maschio per motivi sconosciuti, il nome è quello di un personaggio femminile(che il gioco ha tenuto a menzionare durante una lezione a scuola, Morgan le Fay, un’altra femme fatale) ed anche la doppiatrice è femminile(e questo può non voler dire niente) e, secondo Ann stessa, è effettivamente appiccicoso come solo una ragazza può essere mentre la macchina è…
Parlando invece in termini concreti l’idea del Mementos mi piace. Mi piace per…tanti motivi. Ad esempio è l’anello di congiunzione che “unisce” in una sola formula i modelli di dungeon di Persona 3 e 4. Se da una parte ci sono dei dungeon singoli, personali, al cui termine bisognerà affrontare la shadow di un umano distorto da far “cambiare”(Persona 4) dall’altra abbiamo un singolo, gigantesco dungeon, la cui struttura cambia ad ogni visita, che si estenderà mano a mano nel corso del gioco(con blocchi di “trama” invalicabili prima di aver sconfitto un potente avversario) e che sarà sicuramente sempre più importante e rilevante con il proseguire del gioco, come il Tartarus di Persona 3.
Elementi di contatto ma anche i punti di rottura continuano ad aumentare. Si pensi alla base della scelta dei protagonisti, continuare ad agire per dare speranza agli altri, continuare a colpire bersagli sempre più in vista quando fra le regole dei due precedenti gruppi di protagonisti la discrezione e la segretezza erano sempre vitali, anche in Persona 4 dove ci muoveva in un ambiente piccolo e rurale.
Ed è buffo come, due dungeon nati teoricamente da processi molto simili, siano cosi “diversi”. Il Tartarus è quasi una novella torre di babele che si innalza fino al cielo dove solo la luna rivela uno scenario da incubo mentre il Mementos è la distorsione, l’oscurità distorta della collettività che si addentra nei recessi della terra. Ma ironicamente(fattore fondamentale in Persona 4) è profondamente influenzato dal tempo(poiché l’umore delle persone dipende molto da quello) ed il gioco stesso consiglia di recarvisi in giorni in cui c’è maltempo.
I giorni dell’esame, procedono il relativa scioltezza. Mentre la presidentessa Nijima continua a marcare stretto il nostro protagonista(arrivando ad approcciarlo direttamente alla fermata della metrò, per cheidere delucidazioni sul suo rapporto con Ann), c’è aria nuova in città. La gente inizia lentamente a parlare meno del prof Kamoshida ed i primi sentori del cambiamento arrivano anche da scuola(dove possiamo scoprire qualcosa in più su Madarame ed il suo giovane pupillo dalla ragazza del club di giornalismo).
Ma l’introduzione vera e propria arriva l’ultimissimo giorno degli esami, Ann, sentendosi osservata e seguita riesce a “bloccare”, il presunto stalker grazie ai suoi due amici. Lo stalker presunto è Yusuke Kitagawa pupillo di Madarame, studente della Kosei High e non è un maniaco. Desidera semplicemente fare di lei la modella per la sua prossima opera. Ignorando del tutto gli stimoli e gli sguardi stupiti dei due ragazzi Yusuke riesce a convincere Ann a recarsi, quantomeno, alla mostra di Madarame che si aprirà di li a poco.
In questa sede, Sae ci rimette di nuovo del suo. È comodo, troppo comodo conoscere il pupillo di Madarame per puro caso. Come per Kamoshida però ad interessargli più che altro sono i metodi utilizzati durante il colpo. Madarame è si un criminale degno di disprezzo, che ha ottenuto fama e fortuna, sacrificando le energie ed il talento dei giovani che credevano in lui ma…lo ha fatto per anni e anni, come hanno fatto loro a scoprirlo di punto in bianco?
Anche volendo provare a credere che quanto Akira dice sul Metaverse non sia una fandonia, Sae è necessariamente portata a credere che quella serie di incidenti improvvisi e senza senso, con perdite di coscienza permanente e pazzia siano similari, possono anche loro essere considerati dei “Change of Heart” a modo loro, no? Vedi l’incidente di Aprile. Dunque Akira è legato anche a loro? Nonostante la risposta negativa, Sae decide di lasciar continuare il racconto, ma qualcosa sta cambiando.
Si è guardata l’orologio ed ha sbuffato, forse presto si potrebbe arrivare ad una “interruzione” rilevante nell’interrogatorio, ben prima di quello che mi aspettassi. Anche perché, non credo che avrebbe senso continuare a parlare con chi non ha alcuna voglia di sentire la tua storia.
In ogni caso la visita alla mostra si svolge più o meno come da programma. Yusuke ignora del tutto i ragazzi concentrandosi su Ann scatenando le gelosie del solito Morgana.
Ann( e non solo lei) è stupita dalla grande varietà di stili e capacità di Madarame ma, quando il suo sguardo viene “colpito” da un particolare dipinto che sembra rappresentare “rabbia”. Yusuke si fa scuro e la invita a recarsi da un’altra parte “Vi sono opere molto più belle”, reazione che, vista la opening, parla più di mille parole.
Madarame da parte sua, sa recitare molto bene la sua parte. Con i media, cosi come con i semplici ospiti della mostra. Si mostra come un uomo anziano…dai modi gentili, affabili ed educati, cosi diverso dallo stereotipo “classico” dell’artista scontroso ed egocentrico. Millantando con abilità della sua ispirazione(“Vengono naturalmente dal mio cuore come bolle che si sollevano l’una dopo l’altra in primavera”) e della necessità di non farsi accecare da fama e denaro, lui che nonostante il successo mondiale continua a “esercitare” insieme ai suoi allievi in una casa tutt’altro che lussuosa.
Ed è proprio questa uscita sulla sua abitazione/atelier a far scattare qualcosa in Ryuji aveva letto qualcosa di simile in precedenza. Un post in cui un allievo si lamentava di un certo maestro d’arte giapponese, colpevole di plagiare le opere dei suoi allievi e di mentire spudoratamente in pubblico. Solo in privato mostrerebbe il suo vero io, rifiutandosi di insegnare ad allievi che “tratta inumanamente come se stesse addestrando dei cani”
Premettendo ora che, non mi piace proprio, l’ingenuità di Ryuji nel concentrarsi più sullo scandalo “potenziale” relativo ad un bersaglio simile più che alle potenziali vittime, è comunque una pista. Sia chiaro i dubbi di Ann(e per estensione, seppur in misura minore, del resto del party) sulla traccia sono legittimi, Madarame in apparenza non sembrerebbe proprio il tipo da fare cose del genere ma è pur sempre qualcosa.
È loro… anzi lei, ha il contatto di Yusuke, cosi come l’indirizzo dell’Atelier. Possono sfruttarlo per cercare di capire se l’autore di quello sfogo online è effettivamente Yusuke o se invece il nome Madarame, cosi insolito, sia solo una coincidenza.
Parlando in generale del gameplay, finalmente ho un luogo dove è possibile expare liberamente. Inoltre la struttura del Mementos permette di ottenere di volta in volta nuovo loot, e item dai nuovi chest, risparmiando cosi anche su eventuale nuovo equip. Volendo continuare a fare rimandi al tartarus mi chiedo come saranno gestiti i “checkpoint”, potrebbero esserci dei fast travel semplici visto che i mini boss del Mementos sembrano essere più che altro i criminali “minori” da convertire ed i cui change of heart sono necessari per livellare il confidants di Mishima.
Che è legata alla Moon arcana la quale, se si esclude Persona 3 Portable(Main ragazza only, Shinjiro…) non ha mai dato particolari soddisfazioni(NO, Maya non fa testo. Visto che nei primi capitoli della serie non esistevano SL/Confidants). E che in questa circostanza gode invece di numerose “particolarità”. È infatti legato al sito, alle “Quest”(che quindi in teoria dovrebbero essere meno varie) come lo era l’Hermit in Persona 4 e sblocca un’abilità assente nei due precedenti capitoli (far expare i pg. in riserva). A livello narrativo è molto utile che ci sia qualcuno che si occupi dell’immagine pubblica del gruppo e dell’equivalente mini delle calling card, però ho la sensazione che il suo entusiasmo possa causare qualche problema.
Parlando proprio di Confidants, ho iniziato a fare progressi con Ann: con l’obiettivo di allenarsi e divenire “forti” insieme.
Ryuji invece ha trovato conforto nello scoprire che uno dei suoi ex senpai(Incontrato alla Protein Lovers Gym, che sembra essere una gigantesca presa per i fondelli della “parte” idiota della personalità del caro Akihiko esasperata negli spinn off e prodotti successivi) mentre, a sua insaputa, il track team è di nuovo ufficiale. Tuttavia la faccenda si complica quando, in sede successiva, si viene a scoprire che il nuovo coach è l’ex lacchè di Kamoshida,Che ha già provveduto con diffondere zizzania nel team, quali spifferare a tutti i membri chi fosse colui che aveva informato Kamoshida sui segreti del team(problemi familiari di Ryuji compresi). Il ragazzo biondo però non solo non se la prende col presunto traditore ma sembra non voler portare alcun rancore…da quando è un phantom thieve si sente “libero”.
Più interessante è quanto successo con Sakura. Non sono andato avanti con il nostro “caro” tutore però, l’uomo ci ha consegnato le chiavi del locale con la sua solita finezza “Non ho più voglia di aspettarti la sera. Non dare fuoco al locale” e questo vuol dire che, sebbene sia un qualcosa di canonico e slegato dal suo confidants, la sua fiducia nei confronti del protagonista sta crescendo.
Poter uscire la sera apre un nuovo mondo di possibilità(oltre che una soundtrack a dir poco favolosa e di atmosfera) e fra le varie cose vi è un nuovo confidants, il Sun Arcana, Taronusuke Yoshida.
Il politico che era possibile intravedere più volte a Shibuya e che solo ora abbiamo potuto conoscere “meglio”. Con la scusa di voler intraprendere, in futuro, carriera politica e di voler imparare come si tiene un vero discorso(il che torna utile sia per le negoziazioni con le shadow sia per le calling card, Sae dixit).
Essendo un ex membro della dieta, i suoi errori(almeno quelli più noti) sono ben noti appropriazione indebita, inottemperanza ai doveri in favore di vacanze private ed insulti pubblici in assemblea, fattore che generò un grosso scandalo una ventina d’anni prima(In Italia tutte queste cose sono all’ordine del giorno e sembrano invece costituire il curriculum minio della maggior parte dei politici).
In seguito a questa serie di disavventure, l’uomo(ora senza un partito alle spalle) non è più stato eletto ma Akira ha visto qualcosa nelle sue parole, non mente quando espone le sue idee sui più deboli e sui giovani ora…bisogna dargli un po’ di fiducia in se stesso.