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Be che dire... Un film che inizia con i botti, con un Cristoph Waltz, con mio grande piacere, da subito protagonista. Il suo personaggio è il migliore del film, insieme a quello interpretato da Samuel L. Jackson. Spero che vinca un altro Oscar al miglior attore non protagonista, grandissimo attore. Veniamo alla storia: l'ho trovata banalotta, ma ben costruita. Del resto le migliori cose nei film di Tarantino sono altre... Se non fosse un film di Tarantino sarebbe di una banalità assurda. Django non mi è piaciuto particolarmente come personaggio, un po' moscio e privo di carisma... Stessa cosa per Brumhilda, fredda e che non è degna di nota, e considerando che era il personaggio sul quale ruotava tutto il viaggio intrapreso da Shultz e Django mi sarei aspettato qualcosa in più. Invece la si è confinata a qualche battutina e piagnucolio. Il film è lungo, in alcune scene lo si nota, ci sono piccoli punti morti... tuttavia scorre bene. DiCaprio, non c'è neanche bisogno di dirlo, poetico... Bellissimo il ruolo interpretato da Jackson (Stephen), il migliore dopo Waltz secondo me. Ma se ho gradito particolarmente la prima parte del film, nel finale la storia perde qualcosina... il film si spegne un po', per poi decollare con la sparatoria (a mio parere troppo lunga, ma anche questo è Tarantino). Ultimo quarto d'ora troppo prevedibile, diventa la solita americanata...
del tipo "ammazzò tutti, e vissero felici e contenti"
Insomma mi aspettavo ciò che non è arrivato, quel qualcosa che invece ho visto in Bastardi senza gloria (che reputo migliore, anche se meno tarantiniano).
Comunque un bel film, dialoghi, gag e scene di sangue che lo rendono imperdibile per gli amanti di Tarantino e dello spaghetti western. Colonna sonora fantastica.
Sono assolutamente d'accordo con chi mi ha preceduto nel commento dicendo che questo film è pieno di citazioni episodiche per il genere spaghetti western (a cominciare dai pezzi della OST tra Bacalov e Morricone, tra i quali vi è anche una canzone della nostra Elisa), ma nello svolgimento ne conserva l'essenza solo in minima parte. Probabilmente solo
Nella furoreggiante sparatoria tra Django e gli scagnozzi di Candie...che mi ha fatto tornare indietro nel tempo al western surreale nelle sue esplosioni di violenza e caos totali, tipici del nostro Sergio Corbucci
Il fatto è che riuscire a trovare un'ispirazione precisa nei film di Tarantino è sempre dannatamente difficile, è una sfida stessa per lo spettatore a fronte dell'enciclopedica conoscenza filmica di Quentin.
E soprattutto perchè escluso il più sobrio e elegante Jackie Brown, dove regna per una volta l'assoluto realismo, Tarantino riesce a creare continuamente delle vicende dove i personaggi sembrano perdersi nel tipico mondo pulp creato dal regista, dove tutto vale doppio o si dimezza a seconda dei momenti, come un'immensa camera gravitazionale, stravolge le leggi della fisica del nostro mondo, ben lontano dal suo: dove gente può salvarsi con punture al cuore, oppure può resistere per un film intero con le budella di fuori senza morire, o superare una paralisi post coma semplicemente muovendo le dita dei piedi dopo qualche ora di tentativi.
E cosi Tarantino ci rimette in carreggiata sui binari del suo parco di divertimenti in quello che alla lontana potrebbe ricordarci persino un Kill Bill in speroni e revolver; con la netta differenza di partenza che il protagonista in questione deve salvare una persona piuttosto che eliminarla.
Jamie Foxx interpreta Django, lo schiavo a cui è stato tolta ogni cosa, ivi compresa la moglie nonchè la sua stessa libertà. A dargli una mano il Dr. King Schultz, un tedesco cacciatore di taglie, interessato a Django per assoldarlo come aiutante delle sue imprese, e la cui causa gli verrà ben presto a cuore.
Sull'interpretazione dei personaggi è difficile dire qualcosa perchè Tarantino oramai ha raggiunto livelli tali nel saper modulare le prove dei singoli attori che è tutto straordinariamente godibile, tutto tremendamente appagante, come un bignè al rum con un retrogusto che non se ne và....a questo aggiungi l'ost appena detta, il montaggio a dei livelli di superbia totale, la fotografia indimenticabile del fedelissimo Robert Richardson oramai dai tempi di Kill Bill e anche degli effetti sonori notevoli che danno quel quid in più di realismo alle scene di lotta che sarebbero già cruente di loro. Violenza che è ben presente ma non direi morbosamente accentuata come qualcuno fà di solito in queste storie, certo se sei un sensibile di natura non guardarli proprio questo tipo di film, perchè con Tarantino non puoi non aspettarti dei sacrosanti shot su teste che esplodono o sulle schiene le cui carni vengono lacerate da colpi di frusta. D'altronde stiamo parlando di un periodo storico dove la gente non risolveva i problemi bevendo the e latte sotto il portico di casa.
La seconda parte del film vede i pistoleri di scena alla tenuta del negriero e proprietario di piantagioni cotoniere, Calvin Candie. E proprio ad introdurre al meglio la guest star del film in questione, il primo piano in rapida zoomata, ecco Leonardo Di Caprio, che subito mette in chiaro quale sia la sua spregevole indole nella forte scena
della lotta tra Mandingo...da ricordare anche per il cameo di Franco Nero, il primo indimenticato Django anni 60
Un Di Caprio ghignante e fintamente raffinato, nelle sue vesti di baronetto con le mani sporche di dollari sanguinanti, ci dona una delle sue interpretazioni migliori di sempre, che non vedevo almeno dai tempi di The Aviator. Tuttavia sono d'accordo mio malgrado con la decisione dell'Academy di non inserirlo nella lista dei 5 per l'oscar, per i motivi di cui sotto.
Perchè appunto ci sono attori non protagonisti che lo superano in bravura in questo film nonostante tutto: primo fra tutti un incredibile Christoph Waltz, cosa non è Waltz in questo determinato periodo storico, semplicemente in stato di grazia assoluta, forse ancor più di Bastardi senza gloria, dove era già stratosferico; senza esagerazioni per me tutta la prima parte del film è retta alla stragrandissima da lui, il vero catalizzatore di tutte le attenzioni dello spettatore, il veicolo alla vicenda di Django stesso. L'empatia che ho provato per quest'uomo è rara che l'abbia provata per altri attori recentemente. Semplicemente da oscar.
Oscar che meritava almeno per la nomination quello che vedo come il protagonista della seconda parte di film, ovvero un Samuel L. Jackson mai visto prima, sia per ruolo che per make-up che lo rendono uno stempiato vassallo del padrone, razzista e infimo ancor più di Candie stesso nel suo pedissequo servilismo e soprattutto nel disprezzo che ha per la gente che ha il suo stesso colore della pelle. Una grande prova che Jackson dona nel suo modo di parlare roco e sommesso e nel modo di muoversi di uno sciancato col bastone che ha dovuto sopportare troppi pesi e torture di quelle che il suo corpo ne avesse potute sopportare. Tutto questo non gli toglie una tremenda aria lugubre e spaventosa che riesce a congelare sin dalla prima scena dove appare, in un intenso primissimo piano.
Piccola nota di colore spassossima
La scena del trasporti dai LeQuint Dickey, con l'apparizione di Tarantino stesso, che fa una fine saltando in aria, che definire esilarante è poco, con tanto di cratere per terra, da morire dalle risate
Tagliando corto: l'ennesimo capolavoro è servito, Monsieur Tarantino.
Magari invece di criticare le recensioni altrui come noto riesci a far benissimo quasi sempre, potresti impegnare lo stesso numero di righe per farne una tua di recensione (e se l'hai già fatta mi scuso, non è mio modo criticare le altrui, tanto per educazione, quanto perchè evito anche i soli rischi di cadere in spoiler prima di visionare il film, quindi non ho ancora letto le pagine precedenti ma rimedierò)
Cmq di citazione o rimando ocme vuoi chiamarlo ne ho trovato anche un altro, molto divertente e credo (CREDO) voluto
Quando Di Caprio indica che ha tre fuoriclasse in "scuderia" alza il mignolo, anulare, medio, in un modo ancora diverso dal modo di far tre che aveva ingannato Fassbender in Bastardi senza gloria
Detto questo se si vuole discutere in modo civile senza attaccare con latte alle ginocchia, o simili, che non mi scalfiscono ma che anzi non mi danno nulla sono ben lieto di farlo;p;p
Mi limito a scrivere il film per come lo ho visto io per carità, come ognuno scrive il suo punto di vista e io per quello che a dato a ME il film chiaramente, io per primo a volte non posso essere d'accordo con tutto quello che gli altri scrivono.
Mi fà piacere che tu lo abbia incontrato (piacerebbe anche a me, non che pensi che incontrarlo e farci qualche chiacchiera di sfuggita elevi la propria opinione sopra a quella degli altri però) e che tu non ti riconosca e non riconosca Tarantino in quello che ho scritto sopra. Diciamo che la non corrispondenza è reciproca con la tua sopra .;p
Tutto qua, comunque credo di dover ribadire che il mio appunto (lo stesso che avevan fatto un paio di utenti prima) è che io di Spaghetti Western ne ho visto poco in questo film, per come lo conosco io IN ITALIA come nei film di Corbucci, Leone, Valerii, Sollima, Colizzi, EB Clucher e tanti altri
E con questo mi tiro fuori perchè ho detto tutto con la mia (opinione hai ragione OPINIONE chiedo venia) che confermo in toto, per forma e contenuti
Un Di Caprio ghignante e fintamente raffinato, nelle sue vesti di baronetto con le mani sporche di dollari sanguinanti, ci dona una delle sue interpretazioni migliori di sempre, che non vedevo almeno dai tempi di The Aviator.
Su questo non sono d'accordo,ci sono almeno altre due prove in cui è nettamente superiore,basti pensare a Revolutionary Road dove è monumentale,soprattutto avendo letto il libro,lui è frank //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif
Per l'oscar aspetto Scorsese
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Visto stasera...Per ora dico solo che mi ha deluso,e *** solo sa quanto lo aspettavo..Domani farò un commento piú approfondito //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif
basti pensare a Revolutionary Road dove è monumentale,soprattutto avendo letto il libro,lui è frank //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gifPer l'oscar aspetto Scorsese
Un Di Caprio ghignante e fintamente raffinato, nelle sue vesti di baronetto con le mani sporche di dollari sanguinanti, ci dona una delle sue interpretazioni migliori di sempre, che non vedevo almeno dai tempi di The Aviator. Tuttavia sono d'accordo mio malgrado con la decisione dell'Academy di non inserirlo nella lista dei 5 per l'oscar, per i motivi di cui sotto.
che dire, mi è piaciuto a metà. alcune cose sono fantastiche (scena del KKK e mille contaminazioni pop) ed altre meno (scelte di sceneggiatura poco felici/megalomania tarantiniana)
purtroppo non ho le stesse sensazioni che ebbi ai tempi di Inglorius Basterds dove vedevo come un errore da parte dell'Academy alcune mancate nomination
qui mi sembra che le cose da premiare siano in gara, e mi sento di dire che Django non è il concorrente più forte della lista oscar