30 ore, "finito" Liurna.
Elden Ring è la psicoterapia di questo medium, ed è ciò di cui l'industria necessitava al più presto. Se Limgrave mi ha scosso l'amore ormai andato che provavo per il settore, Liurna ha ripreso possesso di quelle stesse corde. Io non ho parole, come già detto dal buon
Soyre non avete visto nulla.
L'interregno mi sta facendo provare emozioni che non provavo da quando ho salutato la mia adolescenza, ed è qualcosa che va ben oltre del semplice videogioco. Elden Ring è un percorso universitario, un primo colloquio lavorativo, la prima o il primo ragazzo. È qualcosa che inevitabilmente ti rimarrà dentro. Liurna è un mondo a parte, signori. L'apparente pace statica di Liurna ti tiene la mano fino ai piedi dell'Accademia, mentre il boss della zona ti accarezza la vista fin quando non decide di esplodere in una delle boss fight più sceniche dell'intera storia dei From. E siamo soltanto all'inizio. Soltanto all'inizio, diamine.
Non so cosa mi aspetterà adesso, ma il senso di desolazione che sto provando adesso, guardando la zona dall'alto, è rarissimo.
Ma la cosa che fa rabbrividire ancora di più è il provare desolazione in una delle lande più vive e "sane" che Miyazaki e i suoi abbiano mai concepito.
È un'opera importantissima, ragazzi. E francamente non vedo l'ora di vedere l'impatto che avrà su altre produzioni.