Posso non condividere quel genere di lotta e sostenere comunque la resistenza di Hamas senza che questo comporti la giustificazione del 7 ottobre?
Anche perché, fin dalla sua nascita, Israele nel corso della sua storia questo genere di lotta non l'ha mai abbandonata!
Giovedì 16 settembre
Il tempo a Sabra e Chatila si fermerà alle 17 per ricominciare a scorrere 40 ore più tardi, alle 10 del sabato successivo. Gli israeliani seguono le operazioni dal tetto del loro quartier generale, forniscono in aiuto razzi illuminanti sparati con una frequenza di due al minuto: non calerà mai la notte sopra i campi. Le falangi cristiano-maronite non si limitano a sterminare la popolazione; il loro accanimento, soprattutto verso i bambini, ha pochi precedenti nella storia, la loro crudeltà supera ogni aspettativa. Sfondano le porte delle case e liquidano intere famiglie ancora nei letti o a tavola, tagliano le membra delle loro vittime prima di ucciderle, stuprano ripetutamente donne e bambine, evirano, assassinano a colpi d’ascia. Solitamente lasciano viva una bimba per famiglia che, dopo ripetuti stupri, ha il solo compito di raccontare e far scappare chi resiste. Una donna al nono mese di gravidanza verrà ritrovata con il ventre aperto, uccisa con il feto messogli tra le braccia. Le teste dei neonati vengono schiacciate sulle pareti. I miliziani saccheggiano tutto: si troveranno molte mani di donne tagliate ai polsi per impadronirsi dei gioielli.
Venerdì 17 settembre
Il venerdì nero. Il tenente Avi Grabowski dirà davanti alla commissione d’inchiesta «Ho visto falangisti uccidere civili…Uno di loro mi ha detto: dalle donne incinte nasceranno dei terroristi». Ma i soldati israeliani ricevono ancora l’ordine di non intervenire su ciò che sta accadendo, di non entrare nei campi; il loro compito rimane quello di sorvegliare gli accessi per rispedire dentro chi prova a fuggire e illuminare l’area, al calar della notte.
“Sabra e Chatila Inchiesta su un massacro” di Amnon Kapeliouk
Succede anche intorno a te: in Georgia prima delle elezioni buona parte dell'opposizione è finita in carcere, in Moldavia due giorni prima delle elezioni sono stati banditi 8 partiti, in Repubblica Ceca qualche mese prima delle elezioni era in approvazione una proposta per mettere fuori legge
il Partito Comunista di Boemia e Moravia con pene fino a 10 anni per sostenitori e promotori (non so se poi è stata approvata).
E' quello che accade quando vengono sostituiti i regimi: non è facile fare pulizia, eliminare tutta la corruzione, tutti gli infiltrati nelle varie istituzioni...alla fine devi per forza circondarti di gente di fiducia e quindi fedele.
Inoltre non dimenticarti di embarghi e sanzioni a cui è sottoposto il Venezuela, se sei già in una situazione di merda non è facile risollevarti e devi solo resistere, come ha fatto Cuba e il popolo cubano.
Alla fine Chavez (e il Venezuela) ha fatto l'unica cosa che gli era rimasta da fare: stringere accordi con Cina e Russia.
Chavez non ha mai chiuso il mercato venezuelano. Il suo problema (per le multinazionali dedite a saccheggiare il paese più che per lui) è stato quello di garantire una maggioranza statale almeno al 60% negli accordi con le altre compagnie.