Kamel è sicuramente autorevole e ben referenziato. Tuttavia l’autorevolezza da sola non basta per le discipline umanistiche e sarebbe opportuno leggere tesi diverse da autori altrettanto autorevoli per farsi un’idea complessiva.
Il compito dello storico è quello di analizzare e descrivere un evento o una serie di eventi attraverso l’utilizzo di fonti primarie. L’opinione personale non c’entra niente con tutto questo.
Se attraverso dati catastali, mappe, contratti, rogiti ecc. viene accertato che la terra acquistata dagli israeliani è stata una minima parte e che il resto è frutto dell’espulsione dei palestinesi, non significa che sono filo-palestinese: è un fatto.
Si potrebbe dire che l’espulsione è stata una conseguenza della guerra piuttosto che di una volontà esplicita di Israele, ma i rogiti, i dati catastali, i contratti ecc. non cessano di esistere.
Altro esempio: prendi la discussione che abbiamo avuto sulla promessa fatta a Gorbaciov che la NATO non si sarebbe allargata di un metro a est dopo la caduta del muro di Berlino. Alcuni sosterranno che quel memorandum non rappresenta un impegno legale e nessuno era tenuto a rispettarlo (verissimo); altri sosterranno che Gorbaciov è stato un coglionazzo ingenuo a fidarsi senza pretendere un accordo scritto e firmato (verissimo anche questo). In entrambi i casi quel memorandum contenente quella promessa, fatta non da ubriaconi in una bettola ma da responsabili e rappresentanti di nazioni, non cessa di esistere.
Chi altro si potrebbe leggere?
Quando ho iniziato a interessarmi di Palestina internet ancora non esisteva e se volevi approfondire dovevi andare in libreria a comprare libri sull’argomento. Personalmente prendevo spunto dagli articoli de il Manifesto, grazie ai quali ho scoperto i nuovi storici che hanno sfatato molti dei miti della narrazione nazionalista israeliana.
Parlo di Benny Morris, Uri Avnery, Avi Shlaim, Norman Filkelstein, Ilan Pappé, Rashid Khalidi, Eugene Rogan…e poi ci sono autori/giornalisti che sono stati nell’esercito come Michel Warschaski che fu uno dei primi disertori dell’esercito israeliano (il suo libro A Precipizio mi lasciò esterrefatto…non quanto l’inchiesta di Amnon Kapeliouk su Sabra e Chatila).
E poi c’è Lorenzo Kamel che ho scoperto non da molto (meno di un anno) guardando Blob e in quell’occasione ha umiliato Cerasa che continuava a balbettare “eh ma il 7 ottobre…”
Assolutamente no.

Avevo citato il suo articolo risalente nel tempo solo per confutare la precisione delle cartine che ciclicamente riappaiono (e pacificamente ritenute imprecise), non per discutere di Negev e non-Negev né di beduini nomadi e seminomadi né della sua bio né delle sue referenze.
Quelle cartine sono tirate con la squadretta e vogliono solo rappresentare, nella sua approssimazione, il furto di terra da parte di Israele.
Furto che continua anche in questi giorni durante la "tregua": leggevo che prima della tregua il territorio annesso corrispondeva a circa il 53%, uno o due giorni fa lo stesso Netanyahu ha annunciato orgogliosamente in video che sono arrivati al 60%: il 7% rubato durante la tregua!!!
Invece di affidarsi a blogger basta fare una semplice ricerca: in rete si possono recuperare le mappe della Palestina mandataria, Oslo I, Oslo II, Oslo III...si trova anche la mappa del vertice di Camp David che non portò a nessun accordo perché Arafat, giustamente a mio parere, rifiutò.
Fontana avrebbe dovuto accompagnare con un documento la sua affermazione secondo la quale il Negev fu dato a Israele perché disabitato: dove l'ha letto? Personalmente è la prima volta che sento una roba del genere!
Nessuna censura né hackeraggio naziukraino, Ci ho provato più volte a distanza di ore e RT.com è sempre raggiungibile senza VPN da qualsiasi browser sia mobile che desktop.
Sono settimane che non riesco a visualizzare il sito senza VPN, nemmeno da cellulare.
Tra l'altro ho notato che senza VPN se faccio delle ricerche alcuni risultati vengono omessi, mentre se la stessa ricerca la faccio con VPN attivo quei risultati appaiono

Probabilmente mi avranno messo un trojan nel pc
A proposito, proprio tu utilizzi prodotti Apple, status symbol dell’alta borghesia capitalistica? Non me l’aspettavo.
Sempre utilizzato Apple (il mio primo pc è stato il Macintosh Performa), tranne una breve parentesi dove per ragioni di lavoro sono stato costretto a utilizzare Windows, senza contare che non è facile trovare un prodotto che per 800 euro mi offre le prestazioni di un Macbook Air M4.
E comunque me ne strafotto di queste considerazioni: se avessi i soldi e la passione per le auto (cosa che non ho mai avuto...sia soldi che passione per auto

) mi comprerei un Ferrari. Non è che perché il mio modo di pensare non coincide con princìpi borghesi/capitalistici devo vivere come un barbone pezzente, queste polemiche lasciale fare a Fratoianni, Bonelli, Salvini, Schlein e compagnia bella
P.S.: comunque Safari gira anche su Windows
