PS5 God of War: Laufey | "Next mainline entry" | 16 FEBBRAIO 2027!!!!

  • Autore discussione Autore discussione Jack 95
  • Data d'inizio Data d'inizio
Amico mio quello che succede nei social, succede perché l'algoritmo vuole farti vedere quello per poi scrivere questi fini ragionamenti qua dentro. Se io apro il mio ig, twitter o altro vedo l'esatto opposto che dici.
Io se apro i social vedo solo crimson desert e lotito
 
Più creativi come Cory e meno gente che campa di social, grazie.
 
Meglio che tu non sappia cosa penso di questo gioco: È il male assoluto :asd:
Il consumismo dal volto gentile, il debito come forma di scambio sociale, la totale alienazione subordinata.
Però devi restringere questo orrore la prossima volta.
 
La presentazione mi ha colpito positivamente. Il gameplay ed il combat sistem promettono molto bene. Per quanto riguarda la trama, ho apprezzato il fatto che il titolo non sia un prequel ma bensì una sorta si sequel. Il dubbio che ora mi pongo è il seguente e penso che nel gioco verrà risolto: gli dei uccisi nell"ogniquando"che fine fanno? Le polemiche legato al cubo posso capirle visto che anch'io non apprezzo la vena comica presente a tutti i costi ma Frank è già avanti anni luce ad Atreus e ciò è tutto dire.
 
Ma va a cagare :mwaha: :mwaha: :mwaha: :mwaha: :mwaha:
Siamo OT, ma sono serissimo eh.
Hanno anche scritto dei libri su quanto il sistema di AC sia una una specie di distopia Pavloviana/Faucault.
L'isola di Nintendo è un Panopticon borghese, c'è un'entità invisibile che ogni settimana entra in casa tua, valuta come hai disposto i mobili e ti assegna un punteggio. Tu non li vedi mai, ma arredi la casa secondo i loro standard per ottenere il premio. Lavori ossessivamente per pulire le erbacce e piazzare recinzioni perché una valutazione numerica (le "stelle" dell'isola) ti dice se la tua vita virtuale è degna o meno. Non c'è una polizia, ma il giudizio dei vicini e i parametri del sistema ti spingono a conformarti a un modello di "perfezione" estetica.

Altro che gli dei norreni della ceppa.

Nintendo ha perfezionato l'estetica del Kawaii e del Toy-like. Tutto deve essere rotondo, colorato, gommoso. È un design che disarma le difese critiche. Non puoi arrabbiarti con un mondo che ha i suoni di uno xilofono. Questa è la pulizia estatica definitiva: eliminare ogni spigolo dal mondo significa eliminare la possibilità stessa di una resistenza. Se tutto è carino, la critica diventa un atto di "cattiveria" ingiustificata.

Ps. Ho capito il meme, missed totale, ovvio che se prendi esempi del tufo, sono esempi del tufo.
A sto punto mettimi Parappa, come "gioco di mass-market"

:sowhat:
 
Il mondo va avanti. Il linguaggio cambia. Intere parole e concetti vengono persi per sempre. Il pubblico cambia. La gente muore. Il modo di narrare le storie si adatta al nuovo pubblico di riferimento. Ciò che è stato non sarà per sempre. Tutto è in continuo mutamento perché l'attualità è, per forza di cose, già passato. Persino la Bibbia è stata trasformata nel tempo, per adattarsi alla massa, con il concetto di Dio che è diventato nel tempo tutt'altro (da "io so tutto e vedo tutto" a "io amo tutto e tutti e ti permetto di amare tutto e tutti").
 
Ah già si è passati al "flopperá malissimo" ? :rickds: che poi tutta st ondata negativa non la vedo anzi, online è pieno di teorie e gente che si sta intrippando su cosa accadrà.

Comunque analizzando più volte il video, l' animale bianco intrappolato di cui vediamo anche la statua è una kitsune, volpe a nove code :unsisi: e sono abbastanza convinto che anche il mostriciattolo all inizio sia qualcosa di giapponese. Mentre per il felino enorme c'è chi ipotizza Bastet.
 
Il mondo va avanti. Il linguaggio cambia. Intere parole e concetti vengono persi per sempre. Il pubblico cambia. La gente muore. Il modo di narrare le storie si adatta al nuovo pubblico di riferimento. Ciò che è stato non sarà per sempre. Tutto è in continuo mutamento perché l'attualità è, per forza di cose, già passato. Persino la Bibbia è stata trasformata nel tempo, per adattarsi alla massa, con il concetto di Dio che è diventato nel tempo tutt'altro (da "io so tutto e vedo tutto" a "io amo tutto e tutti e ti permetto di amare tutto e tutti").
Questa è una bella osservazione, che è quella che avevo anche scritto qui,

Sostituire Kratos, icona assoluta della mascolinità iper-violenta e volto del franchise da oltre vent'anni, dimostra quanto il medium sia cambiato: la narrazione e l'esplorazione del mito ora superano la necessità di mantenere lo stesso identico eroe daccapo.


Prima che mi venisse consigliato di toccare l'erba :asd:
Ma capisco che l'argomento accenda i cuori e faccia roteare le lame del caos.

Il nucleo identitario su cui l'industria si è retta per decenni ci permette di vedere la traiettoria esatta di questo gioco?
Forse. Il videogioco mainstream è nato, cresciuto e prosperato vendendo il power fantasy ma ci sono state ovviamente anche molte eccezioni, visto che qui mi si postano i giochi diversi, come prova inopugnabile della cazzata detta, ditelo anche a Ian Boogst.
Penso sia incorretto paragonare un target di riferimento come il pubblico di GOW, tranne per sommi capi, uno dei quali è appunto il male-power.

Chi compra, o ha comprato, GOW (pure i vecchi) ha sempre cercato quel codice estetico iper tamarro, quelli che volevano usare le donne come "leve dei meccanismi" (GOW3) quindi cambiare il linguaggio forse funziona.

Il pubblico cambia? Quello di GOW?
A giudicare dai social, vi prometto di toccare l'erba dopo pranzo, no.
 
Ognuno è libero di vedere quello che vuole in ciò che gioca, legge, guarda e ascolta.

Se ci si vede una distopia in Animal Crossing (a proposito Akurello mandami, anche in privato, questi scritti) mi sembra forzato ma tant'è.
Volentieri, ma io ho giocato solo il primo, poi sono scappato nei miei medioevi rincuoranti di spade e draghi, ero terrorizzato.
 
Il videogioco mainstream è nato, cresciuto e prosperato vendendo il power fantasy ma ci sono state ovviamente anche molte eccezioni, visto che qui mi si postano i giochi diversi, come prova inopugnabile della cazzata detta, ditelo anche a Ian Boogst.
Super_Mario_Bros._box.png
 
Questa è una bella osservazione, che è quella che avevo anche scritto qui,

Sostituire Kratos, icona assoluta della mascolinità iper-violenta e volto del franchise da oltre vent'anni, dimostra quanto il medium sia cambiato: la narrazione e l'esplorazione del mito ora superano la necessità di mantenere lo stesso identico eroe daccapo.

Prima che mi venisse consigliato di toccare l'erba :asd:
Ma capisco che l'argomento accenda i cuori e faccia roteare le lame del caos.

Il nucleo identitario su cui l'industria si è retta per decenni ci permette di vedere la traiettoria esatta di questo gioco?
Forse. Il videogioco mainstream è nato, cresciuto e prosperato vendendo il power fantasy ma ci sono state ovviamente anche molte eccezioni, visto che qui mi si postano i giochi diversi, come prova inopugnabile della cazzata detta, ditelo anche a Ian Boogst.
Penso sia incorretto paragonare un target di riferimento come il pubblico di GOW, tranne per sommi capi, uno dei quali è appunto il male-power.

Chi compra, o ha comprato, GOW (pure i vecchi) ha sempre cercato quel codice estetico iper tamarro, quelli che volevano usare le donne come "leve dei meccanismi" (GOW3) quindi cambiare il linguaggio forse funziona.

Il pubblico cambia? Quello di GOW?
A giudicare dai social, vi prometto di toccare l'erba dopo pranzo, no.
Io ero il primo a lamentarsi della presenza di Faye ma ragazzi, l' abbiamo letteralmente vista, nei primi 20 minuti di gioco, darsi mazzate cecate con un demone dio della guerra tibetano e concludere la battaglia volando per il mondo di gioco a fare acrobazie spettacolari con la spada. Ma esiste veramente qualcuno al mondo che dopo questo ha difficoltà a immedesimarsi perchè ha le tette?

Se non fosse stato sviluppato da Santa Monica e non avesse avuto nulla da spartire con God Of War, vedendo la battaglia tra i due, io avrei immediatamente pensato alla saga. Ha esattamente tutto ciò che God Of War è sempre stato, tamarragine, spettacolarità, violenza e dei della guerra.
 
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