Cosa c'entra?

in ogni caso la nostra inflazione è tipo al 7-8% all'anno, in Inghilterra è al 10% ed è il posto in Europa messo peggio, direi che siamo comunque abbastanza lontani dai livelli russi
c'entra che non ha senso farsi le risate se al tizio russo scrittore di Mosca centro gli manca l'inchiostro per scrivere, bisogna aver più paura per un nostro eventuale default piuttosto che di quello russo. Dovremmo preoccuparci dell'innalzamento dei tassi di interesse della banca centrale Europea, che ricordo che fino all'altro giorno diceva che era tutto ok con l'infazione che saliva, tutti avevano iniziato ad alzare i tassi, solo l'UE, cotinuava a rimandare, oggi retromarcia e si è pensato bene ad una maggiore severità. Vedremo se questo non farà che aggravare la situazione nei prossimi mesi, se lo si è fatto troppo tardi e si è lasciata correre troppo, e se questo vorrà dire maggiori problemi. Vedremo le aziende italiane, se sapranno far fronte ad una crisi del genere.
A oggi nessuno che parla di spread, appena va via Draghi si ritornerà a parlare di Spread, default e altre cose, per adesso silenzio di tomba sul quadro economico italiano. Ricordo ancora quando Draghi diceva "Non siamo in economia di guerra", e diceva anche facciamo il sacrificio di tenere il condizionatore spento per la pace...
Vedremo quando appena lui andrà via, con la fine naturale di questo governo dei migliori, come torneranno a giochicchiare con la paura default, ed UE che martellerà l'Italia a furia di cazziate, per non sgarrare o minaccia di commissariamento.
Ritornando a parlare della russia, a loro non cambia niente, hanno uno stile di vita molto diverso dal nostro e il loro PIL non viene valutato come il nostro secondo i così detti numeri canoni di base con cui valutiamo l'economia.
Infatti alcuni, pochi, che capiscono di economia, avevano detto che non serviva a niente sperare nel default economico della russia per farli ritirare, anzi erano tute baggianate quelli che davano ultimatum del tipo "tra 1 mese si ritirano perché non sotenibile finanziariamente ecc" dicevano questo solo per appoggiare un harakiri tecnico che avrebbero portato le sanzione su l'eurozona, infatti era una scusa, nel dire famo le sanzioni che così diventano poveri e si ritirano. Ho perso il conto delle annunciazioni
l'economia russa si basa su fattori diversi, se dovessimo valutarli e fare il confronto con noi per come valutiamo l'economia, loro sarebbero già in default. Ma così non e perché assume un significato diverso il loro PIL. La popolazione russa era povera prima, e povera è rimasta.
Per quanto riguarda gli approviggionamenti possono avere problemi di alcune tecnologie, ma il resto li rifornisce la Cina.
Il problema è che noi abbiamo aumentato i finanziamenti, continui a comprare (e foraggiare) il gas con spese maggioritarie per un eventuale inverno di freddo e incognite di mercato sui prezzi. Tutti che hanno aperto conti e conticini in rubli. La maestra UE diceva No, ma a quanto pare gli alunni fanno quel che gli pare.
Ancora parlano di tetto al prezzo del gas, i vari ciceroni UE, ma sembra assai lontano.
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Capisco lo sfogo. Per ultimatum intendi "o vi fermate entro x data di scadenza, o mandiamo l'esercito NATO a farlo"? Tranquillo, non è una domanda trabocchetto col giudizio preformulato pronto in canna.
Io sono sempre più convinto che, esclusa l'invasione vera e propria, tutto, proprio tutto, ciò che fanno e dicono davanti agli occhi dell'Occidente (e del mondo), dalle più bislacche dichiarazioni, alle false aperture negoziali, alle ramanzine (anche specificatamente rivolte ai media italiani), sia almeno per metà - ma forse per molto di più - una sceneggiata prevista all'interno della maskirovka (e se vogliamo, più in generale, della guerra ibrida) con cui cercano di saturare di notizie i mezzi di informazione globali e tenere occupate classi politiche, giornalisti ed opinioni pubbliche, allo scopo di distogliere il più possibile l'attenzione da ciò che continuano a fare, nel frattempo,
sul campo (prendendo tempo per cercare di avanzare, riorganizzarsi, etc). E' un continuo temporeggiare, un continuo richiamare l'attenzione da un'altra parte dicendo "no no, dove guardi? lì lasciaci fare, guarda qui, abbiamo l'ennesima uscita verbale da bulli sulla quale potete concentrarvi e discutere". Praticamente un decoy costante. Nel mentre il tempo passa e per esempio il grano bloccato nei porti marcisce in 20 giorni (sentito su Tagadà), laddove allo sminamento del porto di Odessa occorre circa un mese, diventando, in combinazione col
conto alla rovescia partito a maggio, sempre più un elemento di pressione affinché si accetti di liberare la via ai carichi in partenza alle loro condizioni, con le navi russe più vicine alla costa e non ricordo quanti missili da crociera (se non sbaglio, secondo Attilio Malliani, il consigliere diplomatico del sindaco di Odessa, circa 25?) puntati sulla città portuale.
loro prendono tempo perché in uno stato attuale le condizioni lo richiedono, non abbiamo mai detto sediamoci al tavolo e ritiratevi e vi togliamo le sanzioni, non abbiamo mai messo una clausola alle nostre richieste, se voi fate questo noi facciamo questo, ma abbiamo sempre parlato per retorica quando abbiamo messo le sanzioni ed erano a senso unico, e mai detto se cambiate filosofia troveremo un accordo per riconciliarci. Avremmo dovuto fare di più per portare la pace e non è stato fatto. Abbiamo detto esplicitamente che deve cadere Putin, questo lo disse Biden i primi giorni, che si lasciò scappare la frase che deve cadere il regime di Putin. Quindi adesso loro in uno stallo, ricattano, per un motivo abbastanza semplice, più portano alla fame l'eurozona e più ci sarà l'Orban di turno che andrà di traverso, perché sai tutti amici e amiconi ma quando la popolazione UE, abituata ad uno stile di vita medio-alto, si vede arrivare tante cose tutte assieme, il frigo vuoto, bollette aumentate, aziende che chiudono, milioni di disoccupati, rischio di ondate migratorie dovute alla carenza di grano nei Paesi africani. Questo crea spaccature e nuovi estremismi nasceranno.
Ma ovviamente un Paese come la Russia, che ha materie prime, una guerra in Ucraina la può portare avanti per anni tenendola in stallo, perché loro sono abituati ai sacrifici, siamo noi quelli che non siamo disposti a fare sacrifici per anni, e questo Putin lo sa bene, come lo sanno anche i pochi economisti che hanno rivolto peoccupazione per il quadro economico dell'eurozona, e detto a più riprese di distaccarsi dal volere un Afghanistan 2.0 nel cuore dell'UE.
L'importante è evitare la crisi umanitaria.
è qual è la via più semplice? Accordarsi, trovare un accordo, fare diplomazia, cosa che ormai nessuno dice più, lo chiede anche il segretario dell'Onu,
Si parla di trovare un modo per evitare una crisi umanitaria.
Ora l'UE al posto di fare la chearleders e proselitismi su chi vince, su chi perde, su far entrare tizio o caio nell'unione, dovremmo domandarci. Lo vuoi trovare, un modo per fermare il conflitto, anche ingoiando un rospo e rinunciare alla retorica e agli interessi geopolitici americani, o si preferisce i non risolverlo per poterlo rinfacciare in un secondo momento a Putin e dire che ha creato nuovi orrori? Nel frattempo stiamo a guardare il crescere di nuova povertà ed estremismi vari che nasceranno gioco forza a causa dell'inettitudine politica strutturale, di chi non sa risolvere problemi o che non vuole.