Ted Snider fa un ragionamento molto semplice: poiché si è sempre fatto ufficialmente riferimento all'integrità territoriale dell'Ucraina in possibili trattative di pace, l'aggiunta delle tre parole "dal 24 febbraio" ha fatto dedurre a Ted Snider che l'integrità territoriale dell'Ucraina come unica prospettiva per aprire un negoziato è un concetto flessibile (spiegando e motivando la sua deduzione).
Non lo ha detto Blinken che è flessibile, ma è solo una deduzione di Snider.
Invece tu l'hai riportata come affermazione di Blinken (peraltro cambiando, come stai facendo anche adesso, il modo verbale):
Su American Conservative, Ted Snider annota un piccolo cenno di Tony Blinken durante una conferenza organizzata dal Wall Street Journal il 7 dicembre scorso, in cui il Segretario di Stato americano, in un soffio appena udibile, ha detto che le dichiarazioni di Biden sull’integrità territoriale ucraina, brandita in questi mesi come unica prospettiva accettabile per poter aprire un negoziato con i russi, è un concetto flessibile e interpretabile.
Dici che il "cenno in cui ha detto" è di Blinken e il primo significato di "annotare" non è "dedurre" ma solo prendere nota di ciò che si percepisce senza modificarlo o interpretarlo, quindi a mio avviso andava chiarito maggiormente. Oltre, ripeto, al modo verbale che traccia un'altra (piccola? grande? non importa) differenza. Un modo corretto di riportarlo sarebbe stato: "(Snider) deduce che l'affermazione di Blinken suggerisce che le dichiarazioni di Biden potrebbero essere x". E' appunto Snider che sostiene che ciò che Blinken afferma potrebbe significare A (suggerendo x), non Blinken stesso. Non è appunto la stessa cosa, e dico "appunto" perché che non lo sia l'hai appena riconosciuto tu stesso nella parte grassettata del primo quote di questo post (nonostante abbia continuato a cambiare il modo verbale).
Io personalmente, quando appresi che Biden parlava dell'impegno statunitense per la difesa dell'integrità territoriale dell'Ucraina, non riponendo una cieca fiducia (ovvio) e proprio per la genericità dell'affermazione, non mi ero fatto nessuna idea specifica e già mettevo in conto anche la possibilità sulla quale Snider ha posto l'accento. Tuttavia "è possibile che domani inciampi". Sì, certo, poi bisogna vedere cosa domani metterò ai piedi/addosso, quale sarà il mio stato fisico e mentale, come sarà il terreno su cui camminerò, come il meteo, a che ora di luce o di buio, se ci saranno elementi di distrazione, etc.
Per esempio:
Germany said they will support whatever red lines Ukraine draws but added that “they believe it is unrealistic to expect that Russian troops will be fully expelled from all the occupied territories, and they think that an attack on Crimea would be potentially an escalation that could prompt the Kremlin to use weapons of mass destruction.”
Sullivan’s prior suggestion that Zelensky start thinking about realistic demands and priorities, including Crimea, and several Western allies repeating the new formulation, suggests that Blinken’s three-word addition was not a slip of the tongue. If that is so, it suggests the possibility that the U.S. and its NATO allies are shifting to a position of openness to the possibility of a ceasefire, one where Russia remains in Crimea and the area of the Donbas that it controlled prior to the war, with the final status of those territories negotiated at some later date.
Su quale base deduce ciò? La parafrasi delle parole di Sullivan è "including a reconsideration of its stated aim for Ukraine to regain Crimea" dove lo "stated aim to regain Crimea" può anche riferirsi esclusivamente alla liberazione col mezzo militare (tant'è che anche Zelensky ha parlato di diplomazia sulla Crimea) e idem per i funzionari tedeschi (che nell'indicare cosa pensano sia irrealistico parlano genericamente di territori occupati).
Sulla percezione USA dell'escalation nucleare della Russia, forse ti è sfuggito, ma si è aggiunto questo:
Fears that Russia would launch a tactical nuclear strike or attack a member of Nato bordering Russia have subsided among US military planners, said The Times.
Insiders told The Times that the US military is now more likely to supply Kyiv with longer-range weapons which will enable them to attack Russia.
www.businessinsider.com
Non capisco nemmeno che link dovrei fornirti:
"avrei potuto", non "dovrei", ti ho già detto che ormai non serve più. Hai capito benissimo quale link, lo testimoniano i post precedenti di entrambi, per cui su questo preferirei non tornare più.
Se però questo è un problema, la prossima volta mi risparmio volentieri la fatica e faccio a meno di copia/incollare l'articolo originale!
No, assolutamente. Quando si può, fai bene, come mettere link in generale. Anzi, è per quello che mi sono sorpreso quando mi hai negato il link diretto benché fossi fresco di lettura. Comunque ormai non ha importanza.
Un altro problema è che, anche quando te lo chiedono espressamente, non lo fai sempre. Se non erro almeno una volta, o forse anche più di una, mi è capitato di chiederti fonti e ricevere una disconferma. E poi naturalmente c'è il problema delle fonti che non accetti dagli altri senza argomentare minimamente il rifiuto silenzioso. Sto parlando in primo luogo dell'articolo di The Intercept. Quindi da una parte ci sono io che mostro considerazione, leggo e commento l'articolo dell'American Conservative che proponi (oppure, argomentando su cosa c'è che non va, quello de L'indipendente proposto da DJsparco, il quale poi non caga di striscio la mia risposta

), mentre dall'altra ci sei tu che passi sopra l'articolo di The Intercept (e non solo) negandogli ogni possibile considerazione. La differenza di atteggiamento e disponibilità mi sembra abbastanza evidente. Io nel peggiore dei casi qualche parola almeno la spendo per dire perché c'è da dubitare di una determinata fonte, tu invece sull'articolo di The Intercept riproposto più volte (e non solo, per esempio anche su quello di Butac su Azov) non hai ancora detto proprio nulla senza spiegare minimamente perché non hai detto nulla nonostante fossi direttamente interpellato.
Parafrasando senza intaccare il nocciolo: dici che non è legittimo dubitare di determinate fonti a chi ti spiega perché lo fa, ma sei il primo a tirarti molto più indietro nella maniera di gran lunga peggiore di tutte, cioè, senza fornire alcuna spiegazione, con la totale disconferma delle fonti che postano gli altri (ossia ormai ho perso il conto di quante fonti postate dagli altri per te non vanno bene, e paradosso vuole che il primo a lamentarsi di tale rigetto sia tu verso i suddetti altri). L'inizio (sarebbe soltanto l'inizio) di una smentita di ciò che sto per tendere a supporre sarebbe ben accetta, ma ad esempio per assistere alla disconferma all'opera (ahimè/ahinoi, vuoi/vogliamo vedere?), declinata con un silenzio eloquente, con un rifiuto di rispondere esplicito o con una risposta elusiva, mi basta domandarti: in base all'idea che ti sei fatto in merito con le fonti di cui ti è stata mostrata l'esistenza e/o a cui hai attinto, a tuo avviso è veritiero dire che gli invasori sono i responsabili del massacro di Bucha?
Ciò non significa che io non commetto errori, ma è solo per spiegare il perché del copia/incolla.
Quindi le due spiegazioni (la mia a te sul link al WSJ e la tua a me) suggeriscono che in questi due rispettivi casi chiedere sarebbe stato meglio che presumere.
So che commetti errori (è già successo diverse volte; sei umano come me), infatti hai sbagliato a presumere. Il punto è riconoscerli di volta in volta nello specifico caso quando accade, perché della frase generica sulla propria possibilità di commettere errori ce ne facciamo poco se non le facciamo corrispondere all'occorrenza nella contingenza tale azione specifica e concreta.