Alert Guerra in Ucraina | Leggere primo post prima di intervenire

Pubblicità
ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE

Invito tutti voi a darvi una calmata, vi ricordo che è sempre un Topic Alert per il quale è importante seguire le regole che ora vi ricordo:


NO Flame/NO Member War
NO Spam/NO Continui tweet spammati
NO Trolling
NO Video in cui ci sono violenze su persone
NO Off Topic
NO Post fuori le righe
NO Contestazione pubblica alla moderazione (se volete un chiarimento su un intervento contattate me e gli altri mod in privato)
NO copiare e incollare contenuti di carattere "paywall" (ad esempio articoli che richiedono la sottoscrizione di un abbonamento per poter essere consultati)


In questo thread possono essere postati e discussi, oltre a tutti i fatti di cronaca relativi al conflitto in atto, quelli "collaterali" di carattere politico che hanno luogo al di fuori del nostro Paese. Per fare un esempio: discussione politica italiana sul caro energia come conseguenza delle sazioni alla Russia NO, matrice politica dell'attentato a Dugina SI.


Questo è l'ultimo avvertimento che vi scriviamo, da ora in poi interverremo direttamente alle trasgressioni delle regole.

Chi sarà ammonito si aspetti di poter essere bannato o addirittura oscurato dal topic, se continuerà a non rispettare le regole.
 
Ultima modifica:
Ovvio che non ti sto dicendo di affidarti al Massimo Giletti di turno, ma se ci sono lunghi video-reportage che mostrano le atrocità, se quel poco che è stato mostrato in Russia è stato grazie agli Anonymous, non puoi dirmi che siamo uguali alla Russia, proprio sotto alcun aspetto.

Andare poi al fianco dell'esercito invaso che ti fa vedere quello che hanno fatto gli aggressori non so esattamente quale realtà possa mai distorcere, soprattutto se il Paese aggredito non aveva inizialmente attaccato o minacciato di muovere guerra.
Inoltre tu parli come se vivessimo in Russia. Come se fino a un paio di settimane qua non si fosse qui a parlare dei soldati ucraini che avevano giustiziato i prigionieri russi. Ti pare che in Russia hanno accesso a queste informazioni? Che ci sia spazio per commentarle? Smettiamola di pretendere che sia così, di girarci attorno senza mai dirlo, ma affrontando i discorsi come se lo fosse, perché è un insulto all'intelligenza di tutti, oltre che una incredibile perdita di tempo.
Poi cosa vuoi insinuare, che le testimonianze dei civili senza luce, senza gas, senza viveri siano pilotate? Le testimonianze di chi ha visto il proprio caro morire (e parliamo di civili) sia tutto falso? Di che cosa stiamo parlando? Qual è la verità occulta da questi media "corrotti".
Ripeto (in altre parole), parlare come se fossimo uguali alla Russia è ridicolo.

Poi quello che parla di buoni e cattivi sei te, perché a me fanno una pena infinita quei poveretti mandati a morire da quel maiale.
Se noi dobbiamo toglierci dalla testa che ci sia un aggressore che ha torturato e ucciso civili e un aggredito (che ha fatto sicuramente cagate, come tutti in guerra), tu però dovresti farti esorcizzare che mi pari posseduto da Orsini :dsax:

Scusa mai hai scritto una banalità dopo l'altra con 3/4 di discorso con roba totalmente inventata che non ho mai detto. Proverò cmq a rispondere, non si sa mai.

Abbi pazienza ma hai capito o almeno letto/visto cosa è embedded journalism ? hai compreso che non è una pratica per nulla positiva? Hai capito che non c'entrano nulla i fenomeni da baraccone come giletti?
Ti invito a vedere il documentario postato dove diversi giornalisti seri non si sono resi conto di far parte del medesimo circolo mediatico in iraq se non dopo ( pentendosene). E bada bene che anche li era pieno di video, di persone intervistate, di gente in festa " per esser stati liberati dagli usa" la famosa scena della statua di saddam abbattuta fu totalmente pilotata.

Ma soprattutto, sto facendo un discorso a 360 gradi sulla qualità dell'informazione in periodo di guerra, su quanto la verità sia difficile da reperire da entrambi i lati e che essere convinti che da un lato le info siano vere mentre dall'altro no dimostra solo quanto la propaganda funzioni perfettamente anche da noi ( oltre a dimostrare un ingenuità imbarazzante ) e tu di tutto questo porti il discorso ad un livello così alto facendone una questione di gara al meno peggio " e ma la russia è peggio " :facepalm:


A me non frega nulla se i russi sono peggio e non dovrebbe fregare nemmeno a te e a nessun altro. Ci dovrebbe solo fregare di essere informati a dovere sul tutto così da poter decidere consapevolmente come muoverci e non che ci venga narrata la storia che più fa comodo portando a decisioni sbagliate. ( tutti bravi con il senno di poi a condannare le guerre passate ma quando capitano nel presente ne siamo entusiasti sostenitori)
E detto sinceramente è estremamente peggio che nel grandissimo, liberissimo, fantastico e moralmente superiore occidente democratico in cui viviamo ( e di cui ci dovrebbe fregare in primis per migliorarlo e non consolarci che c'è chi sta messo peggio con banalità del tipo " vai a vivere in russia allora " ) si usino le medesime pratiche manipolatorie ( in modo differente) che tanto condanniamo senza pensarci quando capitano altrove.
 
Scusa mai hai scritto una banalità dopo l'altra con 3/4 di discorso con roba totalmente inventata che non ho mai detto. Proverò cmq a rispondere, non si sa mai.

Abbi pazienza ma hai capito o almeno letto/visto cosa è embedded journalism ? hai compreso che non è una pratica per nulla positiva? Hai capito che non c'entrano nulla i fenomeni da baraccone come giletti?
Ti invito a vedere il documentario postato dove diversi giornalisti seri non si sono resi conto di far parte del medesimo circolo mediatico in iraq se non dopo ( pentendosene). E bada bene che anche li era pieno di video, di persone intervistate, di gente in festa " per esser stati liberati dagli usa" la famosa scena della statua di saddam abbattuta fu totalmente pilotata.

Ma soprattutto, sto facendo un discorso a 360 gradi sulla qualità dell'informazione in periodo di guerra, su quanto la verità sia difficile da reperire da entrambi i lati e che essere convinti che da un lato le info siano vere mentre dall'altro no dimostra solo quanto la propaganda funzioni perfettamente anche da noi ( oltre a dimostrare un ingenuità imbarazzante ) e tu di tutto questo porti il discorso ad un livello così alto facendone una questione di gara al meno peggio " e ma la russia è peggio " :facepalm:


A me non frega nulla se i russi sono peggio e non dovrebbe fregare nemmeno a te e a nessun altro. Ci dovrebbe solo fregare di essere informati a dovere sul tutto così da poter decidere consapevolmente come muoverci e non che ci venga narrata la storia che più fa comodo portando a decisioni sbagliate. ( tutti bravi con il senno di poi a condannare le guerre passate ma quando capitano nel presente ne siamo entusiasti sostenitori)
E detto sinceramente è estremamente peggio che nel grandissimo, liberissimo, fantastico e moralmente superiore occidente democratico in cui viviamo ( e di cui ci dovrebbe fregare in primis per migliorarlo e non consolarci che c'è chi sta messo peggio con banalità del tipo " vai a vivere in russia allora " ) si usino le medesime pratiche manipolatorie ( in modo differente) che tanto condanniamo senza pensarci quando capitano altrove.
L'informazione corretta e per nulla manipolata e' quella secondo cui Zelenski ha bannato tutta l'opposizione? (Alle mie critiche hai, ovviamente, accuratamente evitato di rispondere per non fare una figura di palta :asd:)

Quello che stai chiedendo tu sono notizie prive di bias che sono impossibili da avere, anche dal piu' imparziale dei giornalisti. E le pratiche manipulatorie vengono usate in occidente sia dai pro-russi che dai pro-americani, anche se questi ultimi sono ovviamente la maggioranza dato che siamo loro alleati.
 
Il silenzio degli innocenti. Come funziona la propaganda – di John Pilger


Negli anni settanta ho incontrato Leni Riefenstahl, una delle principali propagandiste di Hitler, i cui film epici glorificavano il nazismo. Ci capitò di soggiornare nello stesso hotel in Kenya, dove lei si trovava per un incarico fotografico, essendo sfuggita al destino di altri amici del Führer.
 Mi disse che i “messaggi patriottici” dei suoi film non dipendevano da “ordini dall’alto” ma da quello che lei definiva il “vuoto sottomesso” del pubblico tedesco.

Questo coinvolgeva la borghesia liberale e istruita? Ho chiesto. “Sì, soprattutto loro”, rispose.

Penso a questo quando mi guardo intorno e osservo la propaganda che sta deteriorando le società occidentali.

Certo, siamo molto diversi dalla Germania degli anni trenta. Viviamo in società dell’informazione. Siamo globalisti. Non siamo mai stati così consapevoli, così in contatto, così connessi.

Lo siamo? Oppure viviamo in una Società Mediatica in cui il lavaggio del cervello è insidioso e implacabile e la percezione è filtrata in base alle esigenze e alle bugie del potere statale e del potere delle imprese?

Gli Stati Uniti dominano i media del mondo occidentale. Tutte le dieci principali società mediatiche, tranne una, hanno sede in Nord America. Internet e i social media – Google, Twitter, Facebook – sono per lo più di proprietà e controllo americano.

Nel corso della mia vita, gli Stati Uniti hanno rovesciato o tentato di rovesciare più di 50 governi, la gran parte democrazie. Hanno interferito nelle elezioni democratiche di 30 Paesi. Hanno sganciato bombe sulla popolazione di 30 paesi, la maggior parte dei quali poveri e indifesi. Hanno tentato di assassinare i dirigenti politici di 50 paesi. Hanno combattuto per reprimere i movimenti di liberazione in 20 paesi.

La portata e l’ampiezza di questa carneficina è in gran parte non riportata, non riconosciuta; e i responsabili continuano a dominare la vita politica anglo-americana.

Negli anni precedenti la sua morte, avvenuta nel 2008, il drammaturgo Harold Pinter pronunciò due discorsi straordinari, che ruppero il silenzio.

“La politica estera degli Stati Uniti”, disse, “è meglio definita come segue: baciami il culo o ti spacco la testa. È così semplice e cruda. L’aspetto interessante è che ha un successo incredibile. Possiede le strutture della disinformazione, dell’uso della retorica, della distorsione del linguaggio, che sono molto persuasive, ma in realtà sono un sacco di bugie. È una propaganda di grande successo. Hanno i soldi, hanno la tecnologia, hanno tutti i mezzi per farla franca, e la fanno”.

Nell’accettare il Premio Nobel per la Letteratura, Pinter ha detto questo: “I crimini degli Stati Uniti sono stati sistematici, costanti, feroci, senza remore, ma pochissime persone ne hanno veramente parlato. Occorre riconoscerlo all’America. Ha esercitato una manipolazione affatto patologica del potere in tutto il mondo, mascherandosi come forza per il bene universale. È un atto di ipnosi brillante, persino spiritoso e di grande successo”.

Pinter era un mio amico e forse l’ultimo grande saggio politico, cioè prima che la politica del dissenso si fosse imborghesita. Gli chiesi se la “ipnosi” a cui si riferiva fosse il “vuoto sottomesso” descritto da Leni Riefenstahl.

“È la stessa cosa”, ha risposto. “Significa che il lavaggio del cervello è così accurato tanto che siamo programmati a ingoiare un mucchio di bugie. Se non riconosciamo la propaganda, possiamo accettarla come normale e crederci. Questo è il vuoto sottomesso”.

Nei nostri sistemi di “democrazia delle grandi imprese”, la guerra è una necessità economica, il connubio perfetto tra sovvenzioni pubbliche e profitto privato: socialismo per i ricchi, capitalismo per i poveri. Il giorno dopo l’11 settembre i prezzi delle azioni dell’industria bellica sono saliti alle stelle. Stavano per arrivare altri spargimenti di sangue, il che è ottima cosa per gli affari.

Oggi le guerre più redditizie hanno un proprio marchio. Si chiamano “guerre eterne”: Afghanistan, Palestina, Iraq, Libia, Yemen e ora Ucraina. Tutte si basano su un cumulo di bugie.

L’Iraq è la più famosa, con le sue armi di distruzione di massa che non esistevano. Nel 2011 la distruzione della Libia da parte della Nato è stata giustificata da un massacro a Bengasi che non c’è stato. L’Afghanistan è stata una comoda guerra di vendetta per l’11 settembre, la qual cosa non aveva nulla a che fare con il popolo afghano.

Oggi, le notizie dall’Afghanistan parlano di quanto siano malvagi i talebani, e non del fatto che il furto di 7 miliardi di dollari delle riserve bancarie del paese da parte di Joe Biden stia causando sofferenze diffuse. Recentemente, la National Public Radio di Washington ha dedicato due ore all’Afghanistan e 30 secondi al suo popolo affamato.

Al vertice di Madrid di giugno, la Nato, controllata dagli Stati Uniti, ha adottato un documento strategico che militarizza il continente europeo e aumenta la prospettiva di una guerra con Russia e Cina. Il documento propone “un combattimento bellico multidimensionale contro un contendente dotato di armi nucleari”. In altre parole, una guerra nucleare.

Dice: “L’allargamento della Nato è stato un successo storico”.

L’ho letto con incredulità.

Una misura di questo “successo storico” è la guerra in Ucraina, le cui notizie per lo più non sono notizie, ma una litania unilaterale di sciovinismo, distorsione, omissione. Ho raccontato diverse guerre e non ho mai conosciuto una propaganda così generalizzata.

Nello scorso febbraio, la Russia ha invaso l’Ucraina come risposta a quasi otto anni di uccisioni e distruzioni nella regione russofona del Donbass, al suo confine.

Nel 2014, gli Stati Uniti hanno sponsorizzato un colpo di stato a Kiev per sbarazzarsi del presidente ucraino democraticamente eletto e favorevole alla Russia, insediando un successore che gli americani stessi hanno chiarito essere il loro uomo.

Negli ultimi anni, missili “di difesa” americani sono stati installati in Europa orientale, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, quasi certamente puntati contro Russia, accompagnati da false rassicurazioni che risalgono alla “promessa” di James Baker a Gorbaciov, nel febbraio 1990, secondo la quale la Nato non si sarebbe mai espansa oltre la Germania.

L’Ucraina è la linea del fronte. La Nato ha di fatto raggiunto la stessa terra di confine attraverso la quale l’esercito di Hitler irruppe nel 1941, causando più di 23 milioni di morti in Unione Sovietica.

Lo scorso dicembre, la Russia ha proposto un piano di sicurezza per l’Europa di vasta portata. I media occidentali lo hanno respinto, deriso o soppresso. Chi ha letto le sue proposte passo dopo passo? Il 24 febbraio, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha minacciato di sviluppare armi nucleari se l’America non avesse armato e protetto l’Ucraina. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lo stesso giorno, la Russia ha invaso l’Ucraina – secondo i media occidentali, un atto non provocato di infamia congenita. La storia, le bugie, le proposte di pace, gli accordi solenni sul Donbass a Minsk non hanno contato nulla.

Il 25 aprile, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, il generale Lloyd Austin, è volato a Kiev e ha confermato che l’obiettivo dell’America è quello di distruggere la Federazione Russa – la parola che ha usato è “indebolire”. L’America aveva ottenuto la guerra che voleva, condotta per procura da una pedina sacrificabile, finanziata e armata dall’America stessa.

Quasi nulla di tutto ciò è stato spiegato alle opinioni pubbliche occidentali.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è sconsiderata e imperdonabile. Invadere un paese sovrano è un crimine. Non ci sono “ma” – tranne uno.

Quando è cominciata l’attuale guerra in Ucraina, e chi l’ha iniziata? Secondo le Nazioni Unite, tra il 2014 e quest’anno, circa 14.000 persone sono state uccise nella guerra civile del regime di Kiev nel Donbass. Molti degli attacchi sono stati condotti da neonazisti.

Guardate un servizio di ITV News del maggio 2014, realizzato dal veterano dei reporters James Mates, il quale viene bombardato, insieme ai civili nella città di Mariupol, dal battaglione Azov (neonazista) dell’Ucraina.

Nello stesso mese, decine di persone di lingua russa sono state bruciate vive o soffocate in un edificio dei sindacati di Odessa, assediato da teppisti fascisti, seguaci del collaborazionista e fanatico antisemita Stephen Bandera. Il New York Times ha definito i teppisti “nazionalisti”.

“La missione storica della nostra nazione in questo momento critico”, ha dichiarato Andreiy Biletsky, fondatore del Battaglione Azov, “è quella di guidare le Razze Bianche del mondo in una crociata finale per la loro sopravvivenza, una crociata contro gli Untermenschen (sottouomini) guidati dai semiti”.

Da febbraio, una campagna di autoproclamati “news monitors” (“osservatori delle informazioni”), per lo più finanziati da americani e britannici aventi legami con i governi, ha cercato di sostenere l’assurdità secondo la quale i neonazisti ucraini non esistono.

Il ritocco delle fotografie, un termine un tempo associato alle purghe staliniane, è diventato uno strumento del giornalismo dominante.

In meno di un decennio, la Cina “buona” è stata “ritoccata” e la Cina “cattiva” l’ha sostituita: da laboratorio e fabbrica del mondo a nuovo Satana emergente.

Gran parte di questa propaganda ha origine negli Stati Uniti ed è trasmessa attraverso vari intermediari e vari “think tank”, come il famoso Australian Strategic Policy Institute, voce dell’industria delle armi, e da giornalisti zelanti come Peter Hartcher del Sydney Morning Herald, che ha etichettato coloro che diffondono l’influenza cinese come “ratti, mosche, zanzare e passeri” e ha auspicato che questi “parassiti” vengano “estirpati”.

Le notizie sulla Cina in Occidente riguardano quasi esclusivamente la minaccia proveniente da Pechino. “Ritoccate” sono le 400 basi militari americane che circondano la maggior parte della Cina, una collana armata che si estende dall’Australia al Pacifico e al sud-est asiatico, al Giappone e alla Corea. L’isola giapponese di Okinawa e quella coreana di Jeju sono armi cariche puntate a bruciapelo sul cuore industriale della Cina. Un funzionario del Pentagono ha descritto questa situazione come un “cappio”.

La Palestina è stata raccontata in modo errato da sempre, a mia memoria. Per la Bbc, c’è il “conflitto” tra “due narrazioni”. L’occupazione militare più lunga, brutale e illegale dei tempi moderni è innominabile.

La popolazione colpita dello Yemen esiste a malapena. È un “non-popolo mediatico”. Mentre i sauditi fanno piovere le loro bombe a grappolo americane, con i consiglieri britannici che lavorano a fianco degli ufficiali sauditi addetti al bombardamento, più di mezzo milione di bambini rischiano di morire di fame.

Questo lavaggio del cervello per omissione ha una lunga storia. Il massacro della prima guerra mondiale è stato cancellato da reporter che sono stati insigniti del cavalierato per il loro impegno e che hanno poi confessato nelle loro memorie. Nel 1917, il direttore del Manchester Guardian, C. P. Scott, confidò al primo ministro Lloyd George: “Se la gente sapesse davvero [la verità], la guerra verrebbe fermata domani, ma non sa e non può sapere”.

Il rifiuto di vedere le persone e gli eventi come li vedono gli altri paesi è un virus mediatico in Occidente, debilitante quanto il Covid. È come se vedessimo il mondo attraverso uno specchio unidirezionale, in cui “noi” siamo morali e benigni e “loro” no. È una visione profondamente imperiale.

La storia quale presenza viva in Cina e in Russia è raramente spiegata e raramente compresa. Vladimir Putin è Adolf Hitler. Xi Jinping è Fu Man Chu. Risultati epici, come lo sradicamento della povertà in Cina, sono a malapena conosciuti. Quanto è perverso e squallido tutto ciò.

Quando ci permetteremo di comprendere? La formazione dei giornalisti in laboratorio non è la risposta. E nemmeno il meraviglioso strumento digitale, che è un mezzo, non un fine, come la macchina da scrivere con un solo dito e la macchina per linotype.

Negli ultimi anni, alcuni dei migliori giornalisti sono stati espulsi dai media dominanti. “Defenestrati” è il termine usato. Gli spazi un tempo aperti ai cani sciolti, ai giornalisti controcorrente, a quelli che dicevano la verità, si sono chiusi.

Il caso di Julian Assange è il più sconvolgente. Quando Julian e WikiLeaks erano in grado di conquistare lettori e premi per il Guardian, il New York Times e altri autodefiniti importanti “giornali di cronaca”, venivano celebrati.

Quando lo Stato occulto si è opposto e ha chiesto la distruzione dei dischi rigidi e l’assassinio del personaggio di Julian, egli è stato reso un nemico pubblico. Il vicepresidente Biden lo ha definito un “terrorista hi-tech”. Hillary Clinton ha chiesto: “Non possiamo silenziarlo proprio questo tipo?”.

La seguente campagna di abusi e di diffamazione contro Julian Assange – il Relatore sulla Tortura delle Nazioni Unite l’ha definita “mobbing” – ha condotto la stampa liberale al suo minimo storico. Sappiamo chi sono. Li considero dei collaborazionisti: giornalisti del regime di Vichy.

Quando si solleveranno i veri giornalisti? Un samizdat ispiratore esiste già in Internet: Consortium News, fondato dal grande reporter Robert Parry, Grayzone di Max Blumenthal, Mint Press News, Media Lens, Declassified UK, Alborada, Electronic Intifada, WSWS, ZNet, ICH, Counter Punch, Independent Australia, il lavoro di Chris Hedges, Patrick Lawrence, Jonathan Cook, Diana Johnstone, Caitlin Johnstone e altri che mi perdoneranno se non li cito qui.

E quando gli scrittori si alzeranno in piedi, come fecero contro l’ascesa del fascismo negli anni trenta? Quando si alzeranno i registi, come fecero contro la guerra fredda negli anni quaranta? Quando si solleveranno gli autori della satira, come fecero una generazione fa?

Dopo essersi immersi per 82 anni in un profondo bagno di perbenismo, la versione ufficiale dell’ultima guerra mondiale, non è forse giunto il momento che coloro che sono destinati a dire la verità dichiarino la loro indipendenza e decodifichino la propaganda? L’urgenza è più grande che mai.
 
Il silenzio degli innocenti. Come funziona la propaganda – di John Pilger


Negli anni settanta ho incontrato Leni Riefenstahl, una delle principali propagandiste di Hitler, i cui film epici glorificavano il nazismo. Ci capitò di soggiornare nello stesso hotel in Kenya, dove lei si trovava per un incarico fotografico, essendo sfuggita al destino di altri amici del Führer.
 Mi disse che i “messaggi patriottici” dei suoi film non dipendevano da “ordini dall’alto” ma da quello che lei definiva il “vuoto sottomesso” del pubblico tedesco.

Questo coinvolgeva la borghesia liberale e istruita? Ho chiesto. “Sì, soprattutto loro”, rispose.

Penso a questo quando mi guardo intorno e osservo la propaganda che sta deteriorando le società occidentali.

Certo, siamo molto diversi dalla Germania degli anni trenta. Viviamo in società dell’informazione. Siamo globalisti. Non siamo mai stati così consapevoli, così in contatto, così connessi.

Lo siamo? Oppure viviamo in una Società Mediatica in cui il lavaggio del cervello è insidioso e implacabile e la percezione è filtrata in base alle esigenze e alle bugie del potere statale e del potere delle imprese?

Gli Stati Uniti dominano i media del mondo occidentale. Tutte le dieci principali società mediatiche, tranne una, hanno sede in Nord America. Internet e i social media – Google, Twitter, Facebook – sono per lo più di proprietà e controllo americano.

Nel corso della mia vita, gli Stati Uniti hanno rovesciato o tentato di rovesciare più di 50 governi, la gran parte democrazie. Hanno interferito nelle elezioni democratiche di 30 Paesi. Hanno sganciato bombe sulla popolazione di 30 paesi, la maggior parte dei quali poveri e indifesi. Hanno tentato di assassinare i dirigenti politici di 50 paesi. Hanno combattuto per reprimere i movimenti di liberazione in 20 paesi.

La portata e l’ampiezza di questa carneficina è in gran parte non riportata, non riconosciuta; e i responsabili continuano a dominare la vita politica anglo-americana.

Negli anni precedenti la sua morte, avvenuta nel 2008, il drammaturgo Harold Pinter pronunciò due discorsi straordinari, che ruppero il silenzio.

“La politica estera degli Stati Uniti”, disse, “è meglio definita come segue: baciami il culo o ti spacco la testa. È così semplice e cruda. L’aspetto interessante è che ha un successo incredibile. Possiede le strutture della disinformazione, dell’uso della retorica, della distorsione del linguaggio, che sono molto persuasive, ma in realtà sono un sacco di bugie. È una propaganda di grande successo. Hanno i soldi, hanno la tecnologia, hanno tutti i mezzi per farla franca, e la fanno”.

Nell’accettare il Premio Nobel per la Letteratura, Pinter ha detto questo: “I crimini degli Stati Uniti sono stati sistematici, costanti, feroci, senza remore, ma pochissime persone ne hanno veramente parlato. Occorre riconoscerlo all’America. Ha esercitato una manipolazione affatto patologica del potere in tutto il mondo, mascherandosi come forza per il bene universale. È un atto di ipnosi brillante, persino spiritoso e di grande successo”.

Pinter era un mio amico e forse l’ultimo grande saggio politico, cioè prima che la politica del dissenso si fosse imborghesita. Gli chiesi se la “ipnosi” a cui si riferiva fosse il “vuoto sottomesso” descritto da Leni Riefenstahl.

“È la stessa cosa”, ha risposto. “Significa che il lavaggio del cervello è così accurato tanto che siamo programmati a ingoiare un mucchio di bugie. Se non riconosciamo la propaganda, possiamo accettarla come normale e crederci. Questo è il vuoto sottomesso”.

Nei nostri sistemi di “democrazia delle grandi imprese”, la guerra è una necessità economica, il connubio perfetto tra sovvenzioni pubbliche e profitto privato: socialismo per i ricchi, capitalismo per i poveri. Il giorno dopo l’11 settembre i prezzi delle azioni dell’industria bellica sono saliti alle stelle. Stavano per arrivare altri spargimenti di sangue, il che è ottima cosa per gli affari.

Oggi le guerre più redditizie hanno un proprio marchio. Si chiamano “guerre eterne”: Afghanistan, Palestina, Iraq, Libia, Yemen e ora Ucraina. Tutte si basano su un cumulo di bugie.

L’Iraq è la più famosa, con le sue armi di distruzione di massa che non esistevano. Nel 2011 la distruzione della Libia da parte della Nato è stata giustificata da un massacro a Bengasi che non c’è stato. L’Afghanistan è stata una comoda guerra di vendetta per l’11 settembre, la qual cosa non aveva nulla a che fare con il popolo afghano.

Oggi, le notizie dall’Afghanistan parlano di quanto siano malvagi i talebani, e non del fatto che il furto di 7 miliardi di dollari delle riserve bancarie del paese da parte di Joe Biden stia causando sofferenze diffuse. Recentemente, la National Public Radio di Washington ha dedicato due ore all’Afghanistan e 30 secondi al suo popolo affamato.

Al vertice di Madrid di giugno, la Nato, controllata dagli Stati Uniti, ha adottato un documento strategico che militarizza il continente europeo e aumenta la prospettiva di una guerra con Russia e Cina. Il documento propone “un combattimento bellico multidimensionale contro un contendente dotato di armi nucleari”. In altre parole, una guerra nucleare.

Dice: “L’allargamento della Nato è stato un successo storico”.

L’ho letto con incredulità.

Una misura di questo “successo storico” è la guerra in Ucraina, le cui notizie per lo più non sono notizie, ma una litania unilaterale di sciovinismo, distorsione, omissione. Ho raccontato diverse guerre e non ho mai conosciuto una propaganda così generalizzata.

Nello scorso febbraio, la Russia ha invaso l’Ucraina come risposta a quasi otto anni di uccisioni e distruzioni nella regione russofona del Donbass, al suo confine.

Nel 2014, gli Stati Uniti hanno sponsorizzato un colpo di stato a Kiev per sbarazzarsi del presidente ucraino democraticamente eletto e favorevole alla Russia, insediando un successore che gli americani stessi hanno chiarito essere il loro uomo.

Negli ultimi anni, missili “di difesa” americani sono stati installati in Europa orientale, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, quasi certamente puntati contro Russia, accompagnati da false rassicurazioni che risalgono alla “promessa” di James Baker a Gorbaciov, nel febbraio 1990, secondo la quale la Nato non si sarebbe mai espansa oltre la Germania.

L’Ucraina è la linea del fronte. La Nato ha di fatto raggiunto la stessa terra di confine attraverso la quale l’esercito di Hitler irruppe nel 1941, causando più di 23 milioni di morti in Unione Sovietica.

Lo scorso dicembre, la Russia ha proposto un piano di sicurezza per l’Europa di vasta portata. I media occidentali lo hanno respinto, deriso o soppresso. Chi ha letto le sue proposte passo dopo passo? Il 24 febbraio, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha minacciato di sviluppare armi nucleari se l’America non avesse armato e protetto l’Ucraina. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lo stesso giorno, la Russia ha invaso l’Ucraina – secondo i media occidentali, un atto non provocato di infamia congenita. La storia, le bugie, le proposte di pace, gli accordi solenni sul Donbass a Minsk non hanno contato nulla.

Il 25 aprile, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, il generale Lloyd Austin, è volato a Kiev e ha confermato che l’obiettivo dell’America è quello di distruggere la Federazione Russa – la parola che ha usato è “indebolire”. L’America aveva ottenuto la guerra che voleva, condotta per procura da una pedina sacrificabile, finanziata e armata dall’America stessa.

Quasi nulla di tutto ciò è stato spiegato alle opinioni pubbliche occidentali.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è sconsiderata e imperdonabile. Invadere un paese sovrano è un crimine. Non ci sono “ma” – tranne uno.

Quando è cominciata l’attuale guerra in Ucraina, e chi l’ha iniziata? Secondo le Nazioni Unite, tra il 2014 e quest’anno, circa 14.000 persone sono state uccise nella guerra civile del regime di Kiev nel Donbass. Molti degli attacchi sono stati condotti da neonazisti.

Guardate un servizio di ITV News del maggio 2014, realizzato dal veterano dei reporters James Mates, il quale viene bombardato, insieme ai civili nella città di Mariupol, dal battaglione Azov (neonazista) dell’Ucraina.

Nello stesso mese, decine di persone di lingua russa sono state bruciate vive o soffocate in un edificio dei sindacati di Odessa, assediato da teppisti fascisti, seguaci del collaborazionista e fanatico antisemita Stephen Bandera. Il New York Times ha definito i teppisti “nazionalisti”.

“La missione storica della nostra nazione in questo momento critico”, ha dichiarato Andreiy Biletsky, fondatore del Battaglione Azov, “è quella di guidare le Razze Bianche del mondo in una crociata finale per la loro sopravvivenza, una crociata contro gli Untermenschen (sottouomini) guidati dai semiti”.

Da febbraio, una campagna di autoproclamati “news monitors” (“osservatori delle informazioni”), per lo più finanziati da americani e britannici aventi legami con i governi, ha cercato di sostenere l’assurdità secondo la quale i neonazisti ucraini non esistono.

Il ritocco delle fotografie, un termine un tempo associato alle purghe staliniane, è diventato uno strumento del giornalismo dominante.

In meno di un decennio, la Cina “buona” è stata “ritoccata” e la Cina “cattiva” l’ha sostituita: da laboratorio e fabbrica del mondo a nuovo Satana emergente.

Gran parte di questa propaganda ha origine negli Stati Uniti ed è trasmessa attraverso vari intermediari e vari “think tank”, come il famoso Australian Strategic Policy Institute, voce dell’industria delle armi, e da giornalisti zelanti come Peter Hartcher del Sydney Morning Herald, che ha etichettato coloro che diffondono l’influenza cinese come “ratti, mosche, zanzare e passeri” e ha auspicato che questi “parassiti” vengano “estirpati”.

Le notizie sulla Cina in Occidente riguardano quasi esclusivamente la minaccia proveniente da Pechino. “Ritoccate” sono le 400 basi militari americane che circondano la maggior parte della Cina, una collana armata che si estende dall’Australia al Pacifico e al sud-est asiatico, al Giappone e alla Corea. L’isola giapponese di Okinawa e quella coreana di Jeju sono armi cariche puntate a bruciapelo sul cuore industriale della Cina. Un funzionario del Pentagono ha descritto questa situazione come un “cappio”.

La Palestina è stata raccontata in modo errato da sempre, a mia memoria. Per la Bbc, c’è il “conflitto” tra “due narrazioni”. L’occupazione militare più lunga, brutale e illegale dei tempi moderni è innominabile.

La popolazione colpita dello Yemen esiste a malapena. È un “non-popolo mediatico”. Mentre i sauditi fanno piovere le loro bombe a grappolo americane, con i consiglieri britannici che lavorano a fianco degli ufficiali sauditi addetti al bombardamento, più di mezzo milione di bambini rischiano di morire di fame.

Questo lavaggio del cervello per omissione ha una lunga storia. Il massacro della prima guerra mondiale è stato cancellato da reporter che sono stati insigniti del cavalierato per il loro impegno e che hanno poi confessato nelle loro memorie. Nel 1917, il direttore del Manchester Guardian, C. P. Scott, confidò al primo ministro Lloyd George: “Se la gente sapesse davvero [la verità], la guerra verrebbe fermata domani, ma non sa e non può sapere”.

Il rifiuto di vedere le persone e gli eventi come li vedono gli altri paesi è un virus mediatico in Occidente, debilitante quanto il Covid. È come se vedessimo il mondo attraverso uno specchio unidirezionale, in cui “noi” siamo morali e benigni e “loro” no. È una visione profondamente imperiale.

La storia quale presenza viva in Cina e in Russia è raramente spiegata e raramente compresa. Vladimir Putin è Adolf Hitler. Xi Jinping è Fu Man Chu. Risultati epici, come lo sradicamento della povertà in Cina, sono a malapena conosciuti. Quanto è perverso e squallido tutto ciò.

Quando ci permetteremo di comprendere? La formazione dei giornalisti in laboratorio non è la risposta. E nemmeno il meraviglioso strumento digitale, che è un mezzo, non un fine, come la macchina da scrivere con un solo dito e la macchina per linotype.

Negli ultimi anni, alcuni dei migliori giornalisti sono stati espulsi dai media dominanti. “Defenestrati” è il termine usato. Gli spazi un tempo aperti ai cani sciolti, ai giornalisti controcorrente, a quelli che dicevano la verità, si sono chiusi.

Il caso di Julian Assange è il più sconvolgente. Quando Julian e WikiLeaks erano in grado di conquistare lettori e premi per il Guardian, il New York Times e altri autodefiniti importanti “giornali di cronaca”, venivano celebrati.

Quando lo Stato occulto si è opposto e ha chiesto la distruzione dei dischi rigidi e l’assassinio del personaggio di Julian, egli è stato reso un nemico pubblico. Il vicepresidente Biden lo ha definito un “terrorista hi-tech”. Hillary Clinton ha chiesto: “Non possiamo silenziarlo proprio questo tipo?”.

La seguente campagna di abusi e di diffamazione contro Julian Assange – il Relatore sulla Tortura delle Nazioni Unite l’ha definita “mobbing” – ha condotto la stampa liberale al suo minimo storico. Sappiamo chi sono. Li considero dei collaborazionisti: giornalisti del regime di Vichy.

Quando si solleveranno i veri giornalisti? Un samizdat ispiratore esiste già in Internet: Consortium News, fondato dal grande reporter Robert Parry, Grayzone di Max Blumenthal, Mint Press News, Media Lens, Declassified UK, Alborada, Electronic Intifada, WSWS, ZNet, ICH, Counter Punch, Independent Australia, il lavoro di Chris Hedges, Patrick Lawrence, Jonathan Cook, Diana Johnstone, Caitlin Johnstone e altri che mi perdoneranno se non li cito qui.

E quando gli scrittori si alzeranno in piedi, come fecero contro l’ascesa del fascismo negli anni trenta? Quando si alzeranno i registi, come fecero contro la guerra fredda negli anni quaranta? Quando si solleveranno gli autori della satira, come fecero una generazione fa?

Dopo essersi immersi per 82 anni in un profondo bagno di perbenismo, la versione ufficiale dell’ultima guerra mondiale, non è forse giunto il momento che coloro che sono destinati a dire la verità dichiarino la loro indipendenza e decodifichino la propaganda? L’urgenza è più grande che mai.
Classico articolo di disinformazione, partire da cose piu' o meno condivisibili e sensate per poi ficcarci dentro la solita retorica - eh ma i russofoni in donbass, eh ma l'allargamento nato, eh ma l'amerika kattiva vuole distruggere la povera russia. Poi parlare di "colpo di stato in Ucraina orchestrato dal governo americano" e' proprio comico. Yawn.
 
Scusa mai hai scritto una banalità dopo l'altra con 3/4 di discorso con roba totalmente inventata che non ho mai detto. Proverò cmq a rispondere, non si sa mai.

Abbi pazienza ma hai capito o almeno letto/visto cosa è embedded journalism ? hai compreso che non è una pratica per nulla positiva? Hai capito che non c'entrano nulla i fenomeni da baraccone come giletti?
Ti invito a vedere il documentario postato dove diversi giornalisti seri non si sono resi conto di far parte del medesimo circolo mediatico in iraq se non dopo ( pentendosene). E bada bene che anche li era pieno di video, di persone intervistate, di gente in festa " per esser stati liberati dagli usa" la famosa scena della statua di saddam abbattuta fu totalmente pilotata.

Ma soprattutto, sto facendo un discorso a 360 gradi sulla qualità dell'informazione in periodo di guerra, su quanto la verità sia difficile da reperire da entrambi i lati e che essere convinti che da un lato le info siano vere mentre dall'altro no dimostra solo quanto la propaganda funzioni perfettamente anche da noi ( oltre a dimostrare un ingenuità imbarazzante ) e tu di tutto questo porti il discorso ad un livello così alto facendone una questione di gara al meno peggio " e ma la russia è peggio " :facepalm:


A me non frega nulla se i russi sono peggio e non dovrebbe fregare nemmeno a te e a nessun altro. Ci dovrebbe solo fregare di essere informati a dovere sul tutto così da poter decidere consapevolmente come muoverci e non che ci venga narrata la storia che più fa comodo portando a decisioni sbagliate. ( tutti bravi con il senno di poi a condannare le guerre passate ma quando capitano nel presente ne siamo entusiasti sostenitori)
E detto sinceramente è estremamente peggio che nel grandissimo, liberissimo, fantastico e moralmente superiore occidente democratico in cui viviamo ( e di cui ci dovrebbe fregare in primis per migliorarlo e non consolarci che c'è chi sta messo peggio con banalità del tipo " vai a vivere in russia allora " ) si usino le medesime pratiche manipolatorie ( in modo differente) che tanto condanniamo senza pensarci quando capitano altrove.
La parte su Giletti serviva a riprendere il discorso del non fidarsi a prescindere da chi va lì, soffermandomi sull'onestà intellettuale del giornalista, prima che sul resto.
Comunque a me fa morire sta cosa che usate come jolly sempre l'Iraq con le porcate e atrocità che hanno caratterizzato quella guerra come se qualcuno qui dentro l'avesse mai giustificato :asd: non sapete che dire? Parlate dell'Iraq. Sempre :rickds:
No, io non dico solo "la Russia è peggio": io dico che il sistema dell'informazione non è paragonabile, per quanto il nostro possa essere imperfetto, e ti ho portato esempi concreti che tu chiami banalità perché a quanto pare ritieni più intellettuale citare per l'ennesima volta le porcate irachene, come se questo possa in qualche modo smentire (come hanno provato a fare i russi) delle immagini satellitari che ci erano state raccontate dalle persone che andavano lì sul posto. Poi che la verità assoluta sia l'unico possibile oggetto di discussione lascia davvero il tempo che trova. Non ci si può fidare di ogni cosa che ci viene detto? E poi sono io che dico cose banali? Ma cristo santo :rickds:

Poi la parte finale del tuo post mi sembra del tutto inappropriata, come se non vivessimo in una società che ci permette di giungere a ogni fonte possibile, che non proponesse in tv e nei talk show "l'altra verità". Come se non stessimo a parlare di quest'ultima da circa un centinaio di pagine.
Ah poi "a te della Russia non deve fregate se è peggio", quindi: è sbagliato vedere le notizie che ci arrivano dalla Russia inserendole nel contesto di ciò che è la libertà di stampa in quel Paese e per questo dubitare fortemente della sua affidabilità, ma al contempo è giustissimo pseudo-analizzare questo conflitto inserendolo nel contesto dell'allargamento della NATO. Io dirò cose banali, ma dall'altra parte mi sembra si sfiori il ridicolo.

Comunque non stai facendo altro che suddividere i tuoi post in due parti principali: una in cui dici che fanno tutti ugualmente schifo e un'altra in cui non fai che ripetere quanto siamo vittime di un presunto lavaggio del cervello e siamo guidati nella nostra linea di pensiero. Fanno tutti ugualmente schifo, però poi ti fermi ad analizzare solo il sistema che non opprime e uccide chi la pensa diversamente. Un analogo di Orsini in Russia sarebbe morto.
 
Ultima modifica:
( tutti bravi con il senno di poi a condannare le guerre passate ma quando capitano nel presente ne siamo entusiasti sostenitori)
Come ti opporresti alla guerra? O meglio, visto che non hai esplicitamente detto che ti opporresti e non vorrei metterti in bocca parole non dette, come vorresti si risolvesse la guerra di cui non sei sostenitore entusiasta? Inoltre, secondo te, chi invece tu reputi essere entusiasta che visione ha della guerra e del suo possibile epilogo? Non necessariamente in riferimento all’utenza del forum.
 
Classico articolo di disinformazione, partire da cose piu' o meno condivisibili e sensate per poi ficcarci dentro la solita retorica - eh ma i russofoni in donbass, eh ma l'allargamento nato, eh ma l'amerika kattiva vuole distruggere la povera russia. Poi parlare di "colpo di stato in Ucraina orchestrato dal governo americano" e' proprio comico. Yawn.
Eh già quel giornalista nessuno putinano di john pilger che non ha fatto nulla di utile nella vita, ci ha costruito una carriera sulla disiformazione :asd:


Ma mi fiderò sicuramente più del commento di Nomenomen :sisi:
Post automatically merged:

La parte su Giletti serviva a riprendere il discorso del non fidarsi a prescindere da chi va lì, soffermandomi sull'onestà intellettuale del giornalista, prima che sul resto.
Comunque a me fa morire sta cosa che usate come jolly sempre l'Iraq con le porcate e atrocità che hanno caratterizzato quella guerra come se qualcuno qui dentro l'avesse mai giustificato :asd: non sapete che dire? Parlate dell'Iraq. Sempre :rickds:
No, io non dico solo "la Russia è peggio": io dico che il sistema dell'informazione non è paragonabile, per quanto il nostro possa essere imperfetto, e ti ho portato esempi concreti che tu chiami banalità perché a quanto pare ritieni più intellettuale citare per l'ennesima volta le porcate irachene, come se questo possa in qualche modo smentire (come hanno provato a fare i russi) delle immagini satellitari che ci erano state raccontate dalle persone che andavano lì sul posto. Poi che la verità assoluta sia l'unico possibile oggetto di discussione lascia davvero il tempo che trova. Non ci si può fidare di ogni cosa che ci viene detto? E poi sono io che dico cose banali? Ma cristo santo :rickds:

Poi la parte finale del tuo post mi sembra del tutto inappropriata, come se non vivessimo in una società che ci permette di giungere a ogni fonte possibile, che non proponesse in tv e nei talk show "l'altra verità". Come se non stessimo a parlare di quest'ultima da circa un centinaio di pagine.
Ah poi "a te della Russia non deve fregate se è peggio", quindi: è sbagliato vedere le notizie che ci arrivano dalla Russia inserendole nel contesto di ciò che è la libertà di stampa in quel Paese e per questo dubitare fortemente della sua affidabilità, ma al contempo è giustissimo pseudo-analizzare questo conflitto inserendolo nel contesto dell'allargamento della NATO. Io dirò cose banali, ma dall'altra parte mi sembra si sfiori il ridicolo.

Comunque non stai facendo altro che suddividere i tuoi post in due parti principali: una in cui dici che fanno tutti ugualmente schifo e un'altra in cui non fai che ripetere quanto siamo vittime di un presunto lavaggio del cervello e siamo guidati nella nostra linea di pensiero. Fanno tutti ugualmente schifo, però poi ti fermi ad analizzare solo il sistema che non opprime e uccide chi la pensa diversamente. Un analogo di Orsini in Russia sarebbe morto.
Eh niente è più forte di te, non hai capito proprio niente perchè nemmeno hai letto sei partito in quarta e fine giusto per dare contro. L'iraq se avessi letto è citato perchè è quanto embedded journalism è esploso ( l'hai capito cos'è o ancora no? :asd: ) mica è colpa mia se gli usa sono costantemente in guerra da 100 anni da poter esser presi come esempio o precursori per qualsiasi pratica in tempo di guerra :asd:
Per il resto ci rinuncio, orsini in russia morti, la russia è peggio. Wow guerra risolta :patpat:
Saluti :asd:
 
Ultima modifica:
Eh già quel giornalista nessuno putinano di john pilger che non ha fatto nulla di utile nella vita, ci ha costruito una carriera sulla disiformazione :asd:


Ma mi fiderò sicuramente più del commento di Nomenomen :sisi:
Post automatically merged:


Eh niente è più forte di te, non hai capito proprio niente perchè nemmeno hai letto sei partito in quarta e fine giusto per dare contro. L'iraq se avessi letto è citato perchè è quanto embedded journalism è esploso ( l'hai capito cos'è o ancora no? :asd: ) mica è colpa mia se gli usa sono costantemente in guerra da 100 anni da poter esser presi come esempio o precursori per qualsiasi pratica in tempo di guerra :asd:
Per il resto ci rinuncio, orsini in russia morti, la russia è peggio. Wow guerra risolta :patpat:
Saluti :asd:
Non fatico a credere che l'embedded journalism sia nato lì, la mia era solo una riflessione sul fatto che in un modo o nell'altro si finisce sempre a parlare di quello e di quanto siano stati cattivi gli americani :asd:
Poi sì tu mi parli sempre di embedded journalism, come se c'entrasse qualcosa con il reperire immagini satellitari che confermano quanto raccontato dai giornalisti. O forse pure le immagini satellitari sono embedded journalism, chi lo sa.
Per il resto non hai capito, ma considerando i tuoi post all'interno di questo thread anche agli altri utenti, non mi stupisco e non credo più che sia perché non leggi i post :patpat:
Saluti :asd:
 
Eh già quel giornalista nessuno putinano di john pilger che non ha fatto nulla di utile nella vita, ci ha costruito una carriera sulla disiformazione :asd:


Ma mi fiderò sicuramente più del commento di Nomenomen :sisi:
Post automatically merged:


Eh niente è più forte di te, non hai capito proprio niente perchè nemmeno hai letto sei partito in quarta e fine giusto per dare contro. L'iraq se avessi letto è citato perchè è quanto embedded journalism è esploso ( l'hai capito cos'è o ancora no? :asd: ) mica è colpa mia se gli usa sono costantemente in guerra da 100 anni da poter esser presi come esempio o precursori per qualsiasi pratica in tempo di guerra :asd:
Per il resto ci rinuncio, orsini in russia morti, la russia è peggio. Wow guerra risolta :patpat:
Saluti :asd:
Bello postare pagine wiki che nemmeno hai letto. Vediamo tra le "cose scritte sulla pagina wiki di John Pilger":
"On the Poisoning of Sergei and Yulia Skripal on 4 March 2018, Pilger said in an interview on Russia's RT: "This is a carefully constructed drama as part of the propaganda campaign that has been building now for several years in order to justify the actions of NATO, Britain and the United States, towards Russia. That's a fact". Such events as the Iraq War, "at the very least should make us sceptical of Theresa May's theatrics in Parliament". He hinted that the UK government may have been involved in the attack, saying it had motive and that the nearby Porton Down laboratory has a "long and sinister record with nerve gas and chemical weapons"
Visione inappuntabile, per nulla pro-Russia e del tutto ragionevole :sisi:

With the absence of a Russian "invasion" a bitter disappointment to its most avid promoters in London, this expose of Operation Orbital, the British army's secretive role in Ukraine, is recommended.

John Pilger, 3 days before Russian forces invaded Ukraine

Oracolo :sisi:

Dalla pagina di discussione della pagina wiki:
"This article comes across more like a fan page for Pilger than a factual article. There is much good say (I've long admired Pilger's criticism of US atrocities) and it should all be included, but so should the darker side. This is after all a person who has spent years spouting conspiracy theories, been an ardent supporter of Putin right up to the invasion of Ukraine, acted as a megaphone for Russian propaganda about Ukraine, and going out of his way to defend and excuse Putin after the invasion. Most of this is completely lacking from the article, despite being covered in several sources."

Sembra proprio che John Pilger sia del tutto imparziale sulla questione russa. Del tipo: odio gli USA, quindi i nemici dei miei nemici sono miei amici, come traspariva dall'interessantissimo articolo che hai postato
 


Cori, bandiere, torce e fumogeni completano il tutto e fanno parte della coreografia che proietta in un'atmosfera a metà tra un videogioco ed un racconto fantasy scritto da Tolkien.

Questa atmosfera, ed il fatto che la celebrazione della rinascita del Sole era stata adottata anche dal terzo reich negli anni 40 del '900, ha alimentato nuovamente le polemiche sulla natura nazista del famigerato battaglione.

Ambientazione fantasy e tolkeniana :rickds:
 
Fino a quando non vi togliete dalla testa questo concetto inculcato dalla narrativa,
Guarda che in altre parole e in un modo anche piuttosto grossolano (altro che "sottile") ci (senza specificare a chi e a quanti di noi utenti sia esteso il "voi", così che, magari, nel caso qualcuno non quotato se ne lamentasse ci si può sempre nascondere dietro il "eh ma non mi riferivo a te nello specifico") stai dando - per usare la formula di Veg - dei "coglioni succubi della propaganda" che fanno parte di una massa lobotomizzata. Questa sentenza è lontana anni luce dall'unica volta in cui mi sono permesso di aprire, per "disperazione", alla sola possibilità che qualcuno fosse "vittima di una propaganda", inserendola in mezzo ad altre e chiedendo spiegazioni. Quindi preferirei che trattassi con un pochino più di rispetto la nostra (un "noi" che riflette il tuo "voi") capacità intellettiva, cioè quella di chi non la pensa come te, e piuttosto entrassi nel merito delle ragioni argomentate, se ne hai, in base alle quali sostieni che x non sia vero. Nel caso specifico stavi sollevando dubbi sull'ammissibilità contingenziale della manovra (anche precauzionale) in materia di sicurezza nazionale sulla messa al bando di un gruppo di partiti ritenuti aventi schieramento e/o legami con lo Stato invasore da parte del Paese invaso che lotta per la propria sopravvivenza. Hai provato a dedicarti ad una ricerca per verificarne la natura piuttosto che partire in settima con la mitragliata di sfiducia e condanna morale verso la valutazione delle istituzioni ucraine nel suddetto contesto e nella condizione straordinari in cui è stata fatta? Ad esempio puoi iniziare da lui:


Poi - ma questo è un altro discorso - "ben" venga la riflessione sulla possibilità che esista o meno il rischio, e/o sulla sua reale entità, di scivolare verso alcune derive che danneggiano lo Stato di diritto, rischio causato innanzitutto e principalmente dalla reazione di uno Stato all'aggressione di un altro che ne mette a repentaglio la sopravvivenza, e - data proprio la violenza straniera con la quale le istituzioni ucraine sono messe a durissima prova, come anche il sentimento di repulsione verso chi viene ad ucciderti e a distruggere tutto ciò a cui tieni (dalle persone alle cose, alla vita che ti eri costruito e alle sue prospettive future, fino alla tua stessa nazione) - in questo senso penso sia lecito esprimere preoccupazione o apprensione sull'immediato dopoguerra (scartando l'ipotesi peggiore di una Russia che raggiunge i propri obiettivi... in quel caso non ci sarebbe proprio più uno Stato indipendente chiamato Ucraina).
In un contesto di guerra niente di quello che viene detto, sostenuto ecc.. da tutte le parti coinvolte dovrebbe mai essere preso come verità.
Specialmente con la tecnologia e la metodologia attuali usate a Bucha, ciò è pura follia e/o disonestà intellettuale, caratteristiche di questo assunto nel momento in cui, dopo che "la parte coinvolta" ucraina ha denunciato (quindi detto, quindi sostenuto) che gli invasori hanno massacrato i civili a Bucha, arriva il giornalismo di Paesi non autocratici che tra immagini satellitari, filmati della CCTV e report investigativi come questo (uscito qualche giorno fa) conferma ripetutamente i fatti:


O se lo preferite caricato su youtube:



-


One of Russia’s great successes (ora non più così tanto, è un articolo del 2015, ndr) in its campaign around Ukraine has been what Peter Pomerantsev and Michael Weiss call its weaponization of information. It uses a network of officials, journalists, sympathetic commentators and internet trolls to create an alternative reality in which all truth is relative, and no information can be trusted.

Overall, the techniques of distraction create uncertainty, confusion, and ultimately a doubt whether any source can be trusted without detailed personal experience. It generates a moral quagmire in which everyone is wrong, and therefore wrong actions become normal.


“That’s how propaganda works,” he added. “The Ministry of Defense made a false, unfounded statement — and now, if I talk to people, 90 percent of them will say: ‘Bioweapons were made in Ukraine.’ No one has read the attached documents. And those who have read it will say: ‘Well, yes, maybe there are no dangerous pathogens in these documents. But they don’t tell us about it for nothing. Maybe there are dangerous strains in other documents that cannot be published openly.’”

L'aggressore trae beneficio da ciò cercando di intorbidire tutto, anche acque che non sono torbide, per confondersi con la vittima, ed il tuo assunto è perfettamente allineato (che non significa esserne necessariamente succube) col modo in cui funziona questa macchina della disinformazione e gli obiettivi criminali per la realizzazione dei quali è stata fabbricata. Tuttavia, oltretutto, ti contraddici: se tu fossi davvero convinto che niente sia vero, allora a che pro postare le - tali per logica conseguenza del tuo pensiero che sentenzia prima di verificare - bugie riportate da L'indipendente?

-

La campagna di disinformazione su quanto accaduto a Bucha è stata allestita dall'aggressore, rivolgendola, oltre che all'opinione pubblica interna, a quella internazionale, perché, dall'illegale posizione in casa d'altri in cui già si trova e per raggiungere i propri obiettivi nella dinamica aggressore-aggredito, lungi dall'interessarsi della verità, mira a diffondere la persistenza del dubbio ad oltranza su tutto quanto, indistintamente, con cui cerca di confezionare un onnipresente dilemma morale per paralizzare i Paesi terzi nell'indecisione, essendo dei due l'unico che trae vantaggio dall'indurre un atteggiamento di passività nel resto del mondo. Non gli importa se non gli diamo credibilità (o gli importa fino ad un certo punto), gli è sufficiente che allo stesso modo non diamo credibilità né all'aggredito né a nessun altro che lo inchiodi (mai), riducendoci ad uno stato di, ripeto, passività, tale da farci presumere che sia assolutrice. Infatti fa questo:



 
Ultima modifica:
A Russian oil pipeline operator said that it received requests from Germany for first-quarter crude deliveries, but Berlin denied that claim and backed plans to pivot to Kazakhstan, according to a Tuesday Bloomberg report.


La richiesta polacca a Transneft era “procedura standard” per prenotare la potenziale capacità di transito, ha detto il mese scorso il raffinatore della nazione, PKN Orlen, SA. La compagnia è pronta a fermare le importazioni di petrolio russo, ma ha bisogno di decisioni governative perché ciò avvenga.


---


---

Non c'è nulla di alternativo nel parlare di intera opposizione politica bandita quando basta aprire wikipedia per verificare che non è così, è solo una visione falsa e la contestazione è stata legittima, infatti poi su questo punto ti sei corretto senza nemmeno ringraziare Nomen per averti fatto notare l'errore. D'altra parte prendi per esempio il mio post spostato dal Topic Politico: ti sei concentrato sulle prime righe senza nemmeno capirle e di cui sinceramente a me per primo non è che, rispetto al resto, importasse granché, figurati, mostrando disinteresse proprio verso la parte centrale, cioè quella del sondaggio condotto dal Chicago Council (ennesima fonte snobbata), che invece entrava più nel merito di ciò che dicevi sulla "propaganda mainstream" con il "qualcuno potrebbe iniziare a pensare che", minandone la consistenza, e che quindi poteva rappresentare una buona occasione per confrontarsi costruttivamente sul tema. Invece ti sei girato ancora una volta dall'altra parte e purtroppo, pur di rifiutare rigidamente, senza elasticità di approccio, una possibile visione alternativa a quella che per te è verosimile, offerta dall'indagine secondo la quale i cittadini statunitensi sono equamente divisi fra chi pensa che la Russia sia in vantaggio e chi pensa che lo sia l'Ucraina, risultato incompatibile con le tue convinzioni, purtroppo hai gettato alle ortiche l'ennesima occasione di dialogo invitante facendolo all'insegna di disconferma e disinteresse anche quando gli esperti sembravano autorevoli. Se tu prendi solo le prime righe, il senso generale del post va a farsi benedire. In pratica qualsiasi cosa che dovrebbe farti dubitare della tua visione va incontro a questo trattamento, dal tuo punto di vista, censorio. Mi rendo conto dell'effetto che potrebbe produrre prendere in seria considerazione un sondaggio come quello nel contesto di quel post, ma ti invito ad essere più tollerante. Pensaci su e, vista la cancellazione del post o di parte di esso più il quote che ho notato nella notifica, non ho idea di quello che c'era scritto e ormai lo ritengo andato ma, nel dubbio, ne approfitto per rinnovarti cortesemente la richiesta di mantenere toni cordiali e meno emotivi (che finora non sei riuscito a mantenere, vedi per esempio quando mi hai tirato in ballo addirittura da un topic all'altro chiamandomi con ironia e disprezzo alla persona - cosa che io non ho mai fatto - "quel genio" :azz:) quando ti relazioni con me, evitando la member war. Insomma, anche per sdrammatizzare un po': stai calmo, per favore, e bando al vittimismo, che nessuno è interessato a risponderti per il gusto (da capire che gusto ci sarebbe) di andarti personalmente contro, ti assicuro che è solo il frutto della tua immaginazione. :asd: Non penso di avere altro da aggiungere.
Prima che me ne dimentichi del tutto spiego molto brevemente perché ho scritto ciò (il grassetto rosso in riferimento a quello nero).

Mi sono ritrovato di fronte ad un bivio di interpretazione di un pezzo di frase di rabber71 che, data la forma, poteva essere abusato per svicolare modulandone a posteriori il significato originale insito nelle intenzioni con cui è stato scritto e facendo leva sulla sua possibile ambiguità. Lui, nella più recente menzione del concetto, aveva scritto:

Il gesto quindi di fare tabula rasa di tutti i partiti di opposizione che hanno la sola colpa secondo lui di essere filorussi, compreso il partito più votato dopo il suo, è indicativo della natura russofoba della politica ucraina.

A questo punto potevo interpretarlo in due modi/maniere:
  • Stava insistendo come se nulla fosse nell'errore, ignorando la correzione di Nomen, con il quale considerava tutta l'opposizione bannata;
  • Si era corretto aggiungengo il "che" senza farlo precedere da, letteralmente, una virgola.
Ho scelto la seconda, cioè di seguire più strettamente il significato dell'assenza della punteggiatura (la virgola) in italiano. In italiano, se uno scrive "tabula rasa di tutti i partiti di opposizione, che" intende proprio tutta l'opposizione e il "che" introduce una caratteristica di tale ampio insieme, mentre se scrive "tabula rasa di tutti i partiti di opposizione che", omettendo la virgola, intende presumibilmente un sottoinsieme, specificato/individuato con qualcosa introdotto dal "che", all'interno dell'insieme che lo contiene (quello di tutta l'opposizione). Quel "tutti" non è più generalizzato, ma è "tutti i partiti che", cioè "(fra quelli di opposizione) i soli partiti che".

Se avessi scelto la prima dicendogli che aveva continuato a commettere l'errore, avrebbe potuto svicolare dicendo "non capisci nemmeno quello che leggi, guarda che mi sono corretto e sei tu che non hai notato il 'che' senza virgola". Invece, scegliendo la seconda, lui questo non lo può fare, mentre d'altro canto io sto affermando che:
  • O si è corretto sulla scemenza del ban all'intera opposizione;
  • O ha usato la punteggiatura italiana in modo sbagliato e fuorviante, sicuramente non nel modo più logico, inequivocabile e corretto possibile (mantenendo irrazionalmente l'errore nonostante la correzione arrivata da Nomen).
 
Ultima modifica:
Pilger l'ho studiato all'università, soprattutto il suo lavoro in Venezuela, ed è un grande documentarista. E lo è proprio perché usa lo strumento cronicistico nella maniera più naturale, ossia per raccontare la sua visione del mondo. Non è unbiased, così come se collima con la vostra visione del mondo allora dà rigore alla stessa :asd:
 
Pilger l'ho studiato all'università, soprattutto il suo lavoro in Venezuela, ed è un grande documentarista. E lo è proprio perché usa lo strumento cronicistico nella maniera più naturale, ossia per raccontare la sua visione del mondo. Non è unbiased, così come se collima con la vostra visione del mondo allora dà rigore alla stessa :asd:
A giudicare dalle dichiarazioni che ha fatto e che ho riportato sopra, forse e' giusto un attimino schierato sulla questione russa ed e' meglio non farvi troppo affidamento come fonte :asd:
 
A giudicare dalle dichiarazioni che ha fatto e che ho riportato sopra, forse e' giusto un attimino schierato sulla questione russa ed e' meglio non farvi troppo affidamento come fonte :asd:
Forse ho interpretato male io, ma credo che non stesse dicendo una cosa molto diversa da questa e che con quel "vostra visione" si riferisse a chi, appunto, lo usa per dare rigore alla propria (quindi per esempio non a te). :hmm: D'altronde anche lui ha detto che Pilger non è unbiased. Però potrei sbagliarmi.

O la tua era un'aggiunta più che una replica?
 
Ultima modifica:
Ultima modifica:
Pubblicità
Pubblicità
Indietro
Top