Ecco l'utente Fusenr. Sto utando, come direbbe Gioele Dix.
Valefix La reazione di chi sospetta (o vuole capire se) che tu stia cercando attenuanti o una giustificazione all'invasione secondo me è comprensibile nella sintesi delle cose che hai scritto, anche perché siamo partiti da questa tua affermazione: "se entrambe le parti si comportano allo stesso modo". Da questa affermazione, con una catena di post, sei arrivato a dire che il Rus' di Kiev era una proto-Russia, pertanto a mio avviso non era chiaro se (e non ne sono ancora sicuro al 100% perché avrei da rispondere anche ad altro) stessi o meno legittimando la strumentalizzazione revanscista con salti carpiati storici di Putin predisposta per giustificare l'invasione, dato che, ripeto, il tutto è partito dall'affermazione che mette sullo stesso piano aggressore ed aggredito. Quindi trovo ammissibile che qualcuno possa chiedersi come mai, se sei interessato ad approfondire la storia dell'area geografica del punto di vista prettamente accademico, non apri un altro topic intitolato "Storia dell'Ucraina". Ed io ho praticamente passato gli ultimi post a cercare di capire la tua posizione.
No, rimuovendo la statua di Caterina II l'invaso non si sta comportando allo stesso modo dell'invasore nei confronti della cultura dell'altro, neanche per sogno, e non è ipocrita trattare le questioni molto diversamente. Dal canto mio ho tuttavia estratto quella parte dell'articolo dell'Atlantic Council per mostrare che non tutti i cittadini di Odessa erano d'accordo, esattamente lo stesso motivo per il quale ho postato anche il video di Radio Liberty; se non erro poi in un altro articolo ho letto che un gruppo di intellettuali ucraini ha criticato la decisione. Puntualizzato ciò, la cultura ucraina (sia beni sia persone) è sotto un attacco violento che minaccia la sua esistenza nel cuore dello Stato a cui appartiene, la cultura russa no (perché l'Ucraina non sta invadendo e russificando violentemente territori russi) ed è usata in maniera violenta per russificare i territori ucraini occupati, oltre all'eliminazione definitiva (intendo quella ucraina) a cui è soggetta in patria russa.
Io non ho detto
normale processo di decolonizzazione, anche perché se usassi quell'aggettivo potenzialmente ambiguo dovrei spiegare cosa intendo. E non ho detto nemmeno decolonizzazione e basta. Ho detto
decolonizzazione culturale. Qualcosa che, come ha precisato PostFata, ha a che fare con la nazione e non con lo Stato (o più con la prima che con il secondo).
Comunque, anche dal punto di vista dell'organizzazione politica e giuridica, l'etmanato dei cosacchi ucraini è stato un tentativo di creare uno Stato indipendente, poi soppresso proprio da Caterina II.
en.wikipedia.org
www.encyclopediaofukraine.com
I cosacchi sono studiati nelle scuole ucraine e considerati una parte importante della loro storia. Sono visti come figure simbolo della lotta per l'indipendenza dell'Ucraina poiché combattevano per la propria indipendenza dalla Russia, dal khanato di Crimea, dalla Polonia, e i loro insediamenti occupavano territori dell'odierna Ucraina. Ricoprono una delle pagine della storia ucraina e della lotta storica dell'Ucraina per diventare uno Stato. Alcuni atamani sono stampati sulle banconote della hrivnia, Khmelnytsky sul taglio da 5 e Mazepa su quello da 10.
uk.m.wikipedia.org
uk.m.wikipedia.org
La città Khmelnytsky nell'Ucraina occidentale è chiamata così in nome del sopracitato atamano cosacco.
In Ucraina è molto famoso questo dipinto:
en.wikipedia.org
Che narra questa storia:
"I cosacchi dello Zaporož'e scrivono una lettera al sultano di Turchia" è forse una tra le tele più irriverenti mai concepite; altrettanto irriverente è l'episodio leggendario della guerra russo-turca che ci racconta. Scopriamo insieme il testo.
www.sololibri.net
Come è già stato detto, non si hanno prove certe che avvalorino la veridicità del colorito episodio della risposta degli uomini della steppa al sultano, tuttavia questa storia ha avuto grande risalto nell’immaginario popolare e ha contribuito a consacrare il coraggio dei cosacchi e la fama del loro spirito ribelle e indomabile.
Nel 2015 è stato riprodotto dai soldati ucraini, molto probabilmente (o direi assodato, vedi sotto) rivolti non al sultano ottomano, ma a Putin o in generale al governo russo:
A cui Gerashchenko ha aggiunto una lettera nel 2022:
Військовослужбовці Збройних Сил України відтворили на новий лад картину Іллі Рєпіна "Козаки пишуть листа турецькому султану".
amp.my.ua
La foto del 2015 è intitolata in ucraino "I Cyborg scrivono una lettera a Puylo". "Cyborgs" è il soprannome dato ai soldati ucraini che difendevano l'aeroporto di Donetsk
in queste battaglie e
Puylo è un mix di Putin e khuylo.
The Ukrainian Cossack has come to symbolize Ukraine’s ethnic image, much like the medieval knight of Western Europe or the Samurai of Japan. In fact, only a minority of Ukrainians belonged to this famed social group – but their influence on history, culture, and the psychology of the country was...
ukraineworld.org
-
Parlando di colonizzazione culturale mi riferivo a questa:
en.wikipedia.org
Anch'essa è studiata nelle scuole ucraine, incluso il periodo imperiale.
On May 18, 1876, Alexander II whilst vacationing in Germany, signed a decree prepared by the Special Council known as the Edict of Ems. The edict began with the resolution to "put a stop to the activity of the Ukrainophiles, which is a danger to the state". The prohibitions that had been introduced by the Valuev circular became permanent and new ones were intruded. The edict:
- banned the importation of all Ukrainian-language publications into the empire
- prohibited the publication not only of religious text, grammar, and books in Ukrainian for the common people but also les belle lettres for the upper echelons of society, intended to inhibit the development of Ukrainian literature on all levels of society
- existing Ukrainian-language publications were to be removed from school libraries
- prohibited theatrical performances, songs and poetry readings in Ukrainian[2]
Alexander II also ordered repressive measures against Ukrainophile activists. Mykhailo Drahomanov and Pavlo Chubynsky were both exiled from Ukraine, the Kyiv Branch of the Imperial Geographic Society (the centre of intellectual activity in Kyiv as well as an epicentre of Ukrainophilism) was closed, the Kyivan Telegraph was closed, the heads of the Kyiv, Kharkiv and Odesa educational districts were ordered to watch for suspect Ukrainophiles and report them. Teaching positions in Ukraine were to be filled exclusively by Russians, whilst Ukrainian teachers were sent to teach in Russia.
[2]
en.wikipedia.org