Gwynbleidd
Witcher della Patata
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Il problema è che in questo caso i genitori non sono genitori e come al solito invece di prendersela con sé stessi, trovano il solito capro espiatorio.
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Ma non penso che il PEGI aiuti, i bambini di 8 anni giocano comunque GTA... è una cosa complicata, e anche la regolazione non è che puoi farla a casoSiamo d'accordo ma ci sono casi in cui a prescindere da password e attenzione dei genitori si è cmq arrivati a quel risultato e sono cmq documentati anche nell'articolo da te postato.... basterebbe anche mettere determinati giochi pegi 18 invece di pegi 3 in questi casi giusto per avvisare i genitori che di questo mondo non ne capiscono una ceppa....
sul gambling poi siamo d'accordo
Intanto il PEGI 18 sui giochi con lootbox ce lo metti. È come dire che il tabacchino sotto casa vende comunque le sigarette ai minorenni, non è che per quel motivo non metti il divieto per legge. Il primo semplice passo per me è quello, poi regolerei i giochi che ne fanno uso allo stesso modo di come si fa con gioco d'azzardo, sale slot, ecc., sia a livello fiscale che di permessiKingArthassolo ha detto:Ma non penso che il PEGI aiuti, i bambini di 8 anni giocano comunque GTA... è una cosa complicata, e anche la regolazione non è che puoi farla a caso
Cioè voi come regolereste la cosa? Sentiamo [mention=12932]moon knight[/mention][mention=27727]Kal1m3r0[/mention]
Per fare un esempio, è come se facessi vedere a mia nipote di 5 anni il film Alien. Noto che il film non è adatto alla sua età, chiamo i media e declamo il mio pippone da irresponsabili puntando l'indice accusatorio a Sigourney Weaver e 20th century fox.
Se poi non sai cosa sono le microtransizioni, non è certamente colpa di EA.
Grand Theft Auto 5 È VIETATO ai minorenni, non l'ho deciso io //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifKingArthassolo ha detto:cioè tu VIETERESTI l'acquisto di GTA5 a un minorenne, direttamente?
Se poi non sai cosa sono le microtransizioni, non è certamente colpa di EA.
cioè tu VIETERESTI l'acquisto di GTA5 a un minorenne, direttamente?
Neural il fatto è che le microtrans non sono truffe e non ci sono "vittime", devono essere viste come un acquisto normale. C'è gente disposta a spendere 300€ su Hearthstone all'uscita di ogni espansione per avere tutte le carte subito, se gli dici qualcosa quel tizio risponde pure "SONO SOLDI MIEI E LI SPENDO COME MI PARE E PIACE".Su questo non sono per nulla d'accordo, è come quando si cerca di attribuire le responsabilità di una truffa alla vittima in quanto poco scaltra invece che a chi la truffa l'ha attivamente perpetrata. Le amministrazioni, se vogliono dimostrare che la loro esistenza abbia un qualche senso, dovrebbero regolamentare al fine di difendere chiunque, a prescindere dalla sua estrazione sociale e culturale, intelligenza, predisposizione psicologica, educazione o qualsiasi altra variabile, da ogni possibile insidia di questo tipo. Non possiamo risolvere sempre tutto con "eh, ma è colpa sua che doveva farsi furbo".
Qua si parla di giochi pegi 3 che contengono microtransazioni riconducibili al gioco d'azzardo, non tutti i genitori sanno come comportarsi anche perchè già di fatto il pegi 3 li rassicura, senza contare che non tutti anche al giorno d'oggi hanno un rapporto ottimale con il mondo tecnologico (alcuni alcune cose proprio non le capiscono), quello di cui parli tu è ben diverso e siamo d'accordo che se un gioco ha contenuti maturi e sono segnalati sta al genitore monitorare il tuttoEssere genitore equivale esattamente (se non di più) ad un lavoro vero e proprio. E come in tutti i posti di lavoro del mondo, esisterà sempre chi lavora bene e in modo responsabile e chi no.
La regolamentazione non è nata ieri, sono anni ormai che la dicitura +3, 5+ ecc si trovano nelle scatole dei giocattoli. Per i giocattoli in generale ho notato che l'età consigliata viene seguita.
Il PEGI è nato per lo stesso scopo. Se il genitore non lo usa, significa che non si è informato abbastanza sull'argomento. E non è certo colpa dell'industria videoludica se Monica, di 35 anni ha acquistato GTA a suo figlio Luigi che ne ha 9.
Avere un figlio ti obbliga moralmente (anche) a tenersi informato su tutto ciò che gli circonda. E' difficile? Si. E' una cosa che rientra nelle tue responsabilità? Si.
Il discorso diventa futile quando leggo di genitori che si lamentano di videogiochi "dannosi" per i figli.
Per fare un esempio, è come se facessi vedere a mia nipote di 5 anni il film Alien. Noto che il film non è adatto alla sua età, chiamo i media e declamo il mio pippone da irresponsabili puntando l'indice accusatorio a Sigourney Weaver e 20th century fox.
Se poi non sai cosa sono le microtransizioni, non è certamente colpa di EA.
Sì ma un acquisto online lo si fa mettendo dei dati, tipo carta postepay, codice dietro alla carta qua e là.Qua si parla di giochi pegi 3 che contengono microtransazioni riconducibili al gioco d'azzardo, non tutti i genitori sanno come comportarsi anche perchè già di fatto il pegi 3 li rassicura, senza contare che non tutti anche al giorno d'oggi hanno un rapporto ottimale con il mondo tecnologico (alcuni alcune cose proprio non le capiscono), quello di cui parli tu è ben diverso e siamo d'accordo che se un gioco ha contenuti maturi e sono segnalati sta al genitore monitorare il tutto
Fin ora le microtransazioni e le lootboxes sono passate in sordina, ma con l'aumento dell'utenza gli episodi di cui parlavamo sono aumentati esponenzialmente ed è chiaro che adesso c'è chi osserva e studia il fenomeno, e chiunque ci si sia messo sopra a studiarlo lo ha paragonato al gioco d'azzardo senza se e senza ma, tant'è vero che quei paesi che si stanno occupando del problema stanno mettendo al bando tali giochi, vedasi USA, GB, Belgio etc etc puoi anche andarti acercare i video delle interrogazioni parlamentari e dei processi Usa e osservare anche le difese assurde di Activision Ea ed EpicNeural il fatto è che le microtrans non sono truffe e non ci sono "vittime", devono essere viste come un acquisto normale. C'è gente disposta a spendere 300€ su Hearthstone all'uscita di ogni espansione per avere tutte le carte subito, se gli dici qualcosa quel tizio risponde pure "SONO SOLDI MIEI E LI SPENDO COME MI PARE E PIACE".
Casomai possiamo essere d'accordo sul fatto che vadano messi avvisi pesanti con un'interfaccia seria appena si parla di "acquisti con soldi reali".
Comunque quel che penso è che tu non daresti in mano a tuo figlio 3000€ reali in un negozio di LEGO dicendogli "aspetta, vado e torno tra tre giorni" senza aspettarti almeno qualche spesa, così non devi dargli l'accesso libero ad acquisti su un qualsiasi tipo di store virtuale, ingame o no.
Ma la tizia alla cassa del negozio di LEGO si trova un cliente pieno di soldi disposto a spenderli, che fa, dice no? Cioè come funziona la cosa? Come la regoli una cosa simile? E' troppo difficile.
Neural il fatto è che le microtrans non sono truffe e non ci sono "vittime", devono essere viste come un acquisto normale.
Non è tecnicamente esatto, alcuni acquisti con il telefono non hanno bisogno di tutto ciò e non è necessario confermare con cosici dietro la carta e simili, giusto per fare un esempio a tutti prima o poi è capitato di voler chiudere un pubblicità da smartphone e vedersi attivare abbonamenti mai richiesti e simili dovendo poi disattivare il tutto e bloccare i servizi, vale anche per molti giochi mobile.Sì ma un acquisto online lo si fa mettendo dei dati, tipo carta postepay, codice dietro alla carta qua e là.
Puoi non essere il più aggiornato sulle tecnologie del momento ma penso che sia chiaro che non dovresti dare una carta con 3000€ sopra a tuo figlio lasciandogli libero accesso ai tuoi soldi.
Si ovvio ma già è un primo passo metter un bel pegi 18 segnalando i rischi di gioco d'azzardo e simili e il genitore se leggesse quelle cose già ci penserebbe due volte, il passo successivo sarebbe di fare delle leggi o dei meccanismi di controllo in game per cui chi voglia accedere a tali parti magari dimostri di essere un adulto consapevole e simili, e implementare dei meccanismi che evitino le spese folli bloccando determinate transazioni anonime etc etc, stesse cose che si fanno in tantissimi altri campiIl PEGI avrebbe senso in un mondo di genitori responsabili, ma così non è, rendendo di fatto inutile questa misura cautelativa.
Ho perso il conto delle volte in cui ho spiegato (inutilmente) il senso del PEGI a dei genitori quando lavoravo in un negozio di videogiochi. Tutt'ora vedo commessi del Gamestop fare la stessa cosa, inutilmente ovvio...
Se davanti ti ritrovi il classico genitore che non vuole sentire i piagnistei del proprio bambino, tu da venditore c'hai ben poco da fare se non toglierteli davanti il prima possibile.
O si fa come il Belgio e si bannano direttamente i giochi che sfruttano tali pratiche e via e si risolve il problema alla base.... o in caso l'azienda non provveda a rendere sicuro il suo sistema di transazioni si fanno delle megamulte tali da evitare che lo rifacciano e via.Se i figli fanno cazzate è sempre colpa dei padri, fino a quando i figli non raggiungono l'età legale vigente nel paese.
Ciò non toglie che le tecniche giacenti nei dark patterns, che portano un bambino, che non ha coscienza del peso della valuta, a fare acquisti in-game, (che il più delle volte, specialmente su mobile, DEVE stipulare delle clausule contrattuali; e lo facciamo pure noi senza accorgercene ogni volta che installiamo un software, ormai praticamente ovunque) dovrebbero essere monitorate dagli enti interessati con più deligenza, sanzionando ovvie manovre di design progettate per depistare l'utente verso acquisti quasi truffaldini.
Non c'è reale soluzione, ma solo prevenzione e buon senso, più che genitoriale, direi civile.
Certo è, che iniziare a mettere un logo per identificare le Microtransazioni in Game, potrebbe essere un buon punto di partenza...
se non fosse che già esiste, almeno in Europa, ma colpisce solo i retail, e come sempre, non aspettatevi la Postale o la Guardia di Finanza fare la multa a Gino perché vende RDR2 a Luchino, che ha 15 anni.
Un primo passo sarebbe non lasciare a disposizione la carta di credito ad un bambino, ci vuole un minimo di buon senso.Si ovvio ma già è un primo passo metter un bel pegi 18 segnalando i rischi di gioco d'azzardo e simili e il genitore se leggesse quelle cose già ci penserebbe due volte, il passo successivo sarebbe di fare delle leggi o dei meccanismi di controllo in game per cui chi voglia accedere a tali parti magari dimostri di essere un adulto consapevole e simili, e implementare dei meccanismi che evitino le spese folli bloccando determinate transazioni anonime etc etc, stesse cose che si fanno in tantissimi altri campi
O si fa come il Belgio e si bannano direttamente i giochi che sfruttano tali pratiche e via e si risolve il problema alla base.... o in caso l'azienda non provveda a rendere sicuro il suo sistema di transazioni si fanno delle megamulte tali da evitare che lo rifacciano e via.
Come detto i genitori devono svolgere il loro ruolo ma in questo campo non è fisicamente possibile stare dietro ad un bambino/ragazziono 24h al giorno a meno di stargli attaccato come una sanguisuga anche perchè a schiacciare un bottone è una questione di secondi, non è che devi monitorare quale sport fa o che compagnie frequenta
2 ore fa, moon knight ha scritto:
Ma che dici? E' un paragone senza senso. Alien è un film da bollino rosso, i vari FIFA e giochini mobile che fanno ampio uso di microtransazioni sono PEGI 3.
Giusto, non è colpa di EA se ha perseguito politiche commerciali predatorie che hanno come obbiettivo i ludopati e i bambini, sei tu che devi per forza essere a conoscenza di robe che non hai la minima idea che esistano. La grande corporazione non ha fatto nulla di male.
Ma state bene?
Questa è la gente che state a difendere quando date la sola responsabilità ai genitori e utenti finali del prodotto