Infatti anche io punto solo a Urania Horror questo mese. L'abbonamento mi é scaduto a febbraio ma i libri arrivavano mezzi rotti e poi troppi italiani ( e non li sopporto). Nono forse mi son spiegato male, con il viaggio di Tuf non ho riscontrato problemi, solo che la traduzione non é di altissima qualità, Sergio Altieri si ripete molto spesso e risulta più verboso di Martin stesso, ma ti ripeto é leggibilissimo.
ah ok, avevo capito peggio //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif certo rimane un peccato
per il resto, soddisfatto di queste mie ultime letture, entrambe brevi quanto intense:
le notti bianche di fedor dostoevskij. seconda volta che approccio questo mostro sacro, e se anche il già ottima povera gente mi aveva lasciato con qualche minuscolo dubbio, ora posso dire di essere di fronte a un'opera che ho amato e apprezzato integralmente. ho adorato il modo in cui questo racconto si apre, il vagare del protagonista tra le strade di san pietroburgo, il modo con cui dialoga con la città e ogni sua piccola casa. non ci sarebbe stato modo migliore per farci capire fin da subito, con chiarezza e un po' di poesia, che siamo di fronte a un sognatore.
è poi tutta la complessità di questo personaggio a dare fascino al racconto. una persona che vive non solo con i propri sogni, ma con i propri limiti e le proprie illusioni. un'esistenza alla ricerca del costante isolamento (non solo fisico) al quale non riuscirà a trovare rimedio nemmeno nella piccola nasten'ka. anche se in modo diverso anche questo è un personaggio che vive in un'illusione, un amore idealizzato e irreale.
insomma una piccola perla, si legge tutto d'un fiato e lascia moltissimo.
dissipatio h.g. di guido morselli. posso dire prima di tutto che è stato difficile approcciarmi a questo autore e a questo romanzo. morselli non risparmia riferimenti e citazioni "alte", ma per quello che ho potuto capire secondo me niente è veramente fine a sé stesso.
già solo l'incipit ha un che di geniale. la sera prima del suo compleanno, il 39enne protagonista decide di togliersi la vita (primo tassello autobiografico con cui morselli costruisce il romanzo: si tolse la vita lo stesso anno in cui lo scrisse). senza spendere troppe parole a riguardo, fallisce, e al ritorno al suo paese e a casa fa una singolare scoperta: sono spariti tutti. non c'è più anima viva né al suo paese né alla cittadina vicina, l'emblematica crisopoli. dopo qualche chiamata in giro per il mondo la conclusione è una sola: è l'unico rimasto sulla terra.
l'intreccio non è sicuramente il perno del romanzo, ma tutto ciò è innegabilmente affascinante. il paesaggio poi non è apocalittico come ci si potrebbe aspettare. non c'è distruzione e morte in giro, semplicemente la razza umana è sparita, vaporizzata, senza lasciare tracce.
a questo punto inizia il la vagare del protagonista a cui seguiranno riflessioni su i più disparati argomenti, e per quello che ho capito il carattere autobiografico dei pensieri e dei ricordi del protagonista è molto forte.
come ho detto all'inizio molti riferimenti purtroppo mi sono sconosciuti, ma rimane comunque moltissimo per apprezzare un'opera del genere. anche qua mi sono ritrovato di fronte a una lettura intensa, non ho potuto fare a meno di seguire con molto coinvolgimento il protagonista, da un pensiero all'altro e da un luogo all'altro.
il romanzo è disseminato di tante piccole riflessioni che aspettano solo il lettore per sedimentare e germogliare.
urge approfondire l'autore //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif