Senza sangue – Alessandro Baricco, 2002. Prima vera delusione da parte di Baricco. L'ho trovato piuttosto insulso, e proprio per questo, per la prima volta, mi è rimasta fastidiosa quella stessa ricercatezza formale che mi ha fatto innamorare della sua scrittura. Quello che gli riesce meglio è la costruzione di personaggi, storie e luoghi assurdi, mentre qui si imbarca in un dramma sul tema della vendetta (da un'ottantina di pagine scritte grosse con due centimetri di bianco per ogni lato – manca proprio il tempo materiale per entrare nella vicenda) che lascia totalmente indifferenti. Poi oh, da leggere è sempre un piacere, come costruisce le immagini lui ce ne sono pochi, pochissimi, e ancora meno dimostrano un amore, una dedizione simile per la parola in sé (secondo me il suo stile si ispira in buona parte a Buzzati). Però veramente, un libretto che inizia e finisce senza lasciare nulla. Di lui in casa ho ancora da leggere Seta, confido di trovare di nuovo il miglior Baricco (che poi volevo leggerli in ordine cronologico e mi sono accorto di aver sbagliato appena dopo aver finito Senza sangue – vabbe').