Io da anni rimango in disparte leggendo le discussioni sui Pokemon senza commentare perché non sto più comprandone i giochi. Giusto per contestualizzare, il mio background col franchise iniziò con Blu su game boy (+ carte), per poi proseguire su gbcolor, gba ecc fino a Spada su Switch. Ecco, quello è stata la mia pietra tombale sull’amore per il franchise nell’ambito videoludico.
Da esterno, secondo me hanno ragione entrambe le parti, tra chi considera il gioco positivamente e chi lo valuta negativamente; gli unici che hanno torto a parlarne sono quelli a cui Pokémon non interessa minimamente né è mai interessato, non conoscono la situazione del marchio, della sua evoluzione, della ripartizione dei diritti e dello sviluppo dei giochi. Quest’ultima categoria di persone alla fine è quella che viene maggiormente intercettata da YouTube e dai social in generale, e alla fine questo ormai avviene in ogni ambito (letterario, cinematografico, politico, sociale, salute pubblica, religione, ecc ecc), perciò è “normale” che chi su queste piattaforme ci vuole monetizzare cerchi di intercettare questo pubblico. E può guadagnarci su sia chi parla bene di qualcosa sia chi ne parla male (perché i primi attireranno gli haters dell’argomento in questione che vorranno insultare chi ne parla bene, mentre i secondi attireranno i paladini in difesa del proprio prodotto/ideale preferito). Quindi ecco, sarebbe utile argomentare le proprie idee piuttosto che farlo per interposta persona tramite un video o un contenuto video o una recensione (perché sì, anche la critica videoludica e non solo ormai è inserita in questi meccanismi).
Detto ciò, non era questo di di cui volevo parlare..bensì del fatto comprendo i punti di vista sia di chi ne parla bene sia di chi ne parla male. Entrambe le “fazioni” non hanno la verità in tasca e un parere rimane tale senza avere più o meno valenza di un altro (se ben argomentato). Tenendo fuori i fanboys e gli haters per partito preso:
- chi apprezza il gioco lo fa perché affezionato al brand, perché ha una soglia di tolleranza per le storture più alta rispetto ad altri, perché il gioco risponde alle sue aspettative o va a toccare corde che per lui sono più importanti dei difetti, perché nonostante i difetti il gioco a lui va bene così o, molto più banalmente, perché sui con quel gioco nonostante tutto lui si diverte!
- chi non apprezza il gioco lo fa perché affezionato al brand (e ha male al cuore a vederlo galleggiare nella mediocrità di design, di idee e di realizzazione), perché nel bilancio prego/difetti capisce ed è ormai rassegnato al fatto che il gioco sarebbe affrontato più come un viaggio tra le aspettative disilluse che come un viaggio divertente, perché spera che il brand riesca a offrire una qualità in linea con quello che meriterebbe, perché con quel gioco a causa di tutto ciò lui non si divertirebbe!
Io personalmente rientro nella seconda categoria e onestamente da diversi anni ho messo una pietra sopra alle speranze..probabilmente l’unico modo per avere nuovamente giochi qualitativi sarebbe che il gioco di carte tornasse nella nicchia come era fino a una decina di anni fa per far calare in maniera sensibile gli introiti del brand, ma questo è un altro discorso.
Allo stesso tempo non trovo neanche utile andare da chi si diverte col gioco a evidenziargli tutto ciò che il gioco ha di negativo, come a doverlo convincere che il gioco fa cagare, che è colpa di lui che lo compra se fa cagare e che non dovrebbe divertircisi perché fa cagare. Che utilità avrebbe, se non romperere le balle?
Alla fine Pokémon sono un fenomeno pop mondiale, non interessa solo ai videogiocatori. I grandi numeri li fa vendendo tra un botto di casual e bambini oltre che tra i fan e i videogiocatori da forum. Per fare un paragone (che non so quanto possa far piacere agli estimatori del brand ma che per me è calzante), è un po’ come un cinepanettone, o l’icona pop musicale, o un libro che esplode per moda diventando best seller mondiale..si tratta generalmente di prodotti mediocri, che però essendo commerciali (aka pop) incontrano una specifica richiesta del pubblico e guadagnano nonostante la mediocrità. E se al pubblico quella mediocrità (non intesa in senso negativo) piace, non serve a niente puntare il dito contro queste persone. Poi che ti girino i coglioni per la situazione ci sta ed è anche legittimo, ma pace
