Ufficiale Love & FriendZone | Richiesto certificato di Sanità Mentale

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Sono d'accordo con Kuraudo Un conto è il cambio di priorità, di abitudini e di prospettiva inevitabile (anche io ho 40 e posso capire), un conto è invece lasci andare, abbandonarsi al fatalismo più spinto nella convinzione che tanto le cose ormai non possano più cambiare :asd:
 
Vero? Quando si raggiungono i 40 sembra cambiare qualcosa anche emotivamente. Sarà l'orologio biologico maschile che se non hai una relazione o non sei in una relazione poi tendi a stare bene nel tuo. Anzi ogni cambiamento, non dico che faccia paura, ma quasi ti fa domandare se valga la pena rispetto all'equilibrio che hai trovato.
Un tempo vedevo la possibilità di avere una relazione come un punto a cui arrivare o aspirare, oggi è un qualcosa che se capita, non è che scappo o ci sputo sopra, però la soglia si alza e di sicuro non si abbassa. Ovvero una donna deve valere davvero tanto la pena!
Sinceramente no, non la sento questa cosa dei quaranta.
Purtroppo sono sempre stato chiuso in me stesso e se penso che i miei sani e begli hobby che ho (videogiochi, libri, card game, gdr per dirne 4) potevano benissimo essere espressi in compagnia di altri e quindi mi sarei potuto creare una o più cerchie di amicizia il rimorso ce l'ho.
Ecco, nel caso dei 40 sento il rimorso di tempo non investito meglio e che non tornerà più.

E poi sì l'equilibrio trovato sicuramente è un buon rifugio ma per mettermi in linea con Kuraudo non c'è mai stata frase più vera di : "Happiness is real only when shared".

Purtroppo è così, io con la mia solitudine ci ho fatto i conti.
Sono uno che prende, esce da solo a farsi la birra, si fa le gite e viaggetti (mi manca il viaggio vero però), musei da solo, cinema da solo, ristoranti da solo. Da una parte contento di aver rimosso quel blocco psicologico di fare le cose da solo, dall'altra senza familiari, amici o compagna non sarà mai la stessa cosa
 
Sinceramente no, non la sento questa cosa dei quaranta.
Purtroppo sono sempre stato chiuso in me stesso e se penso che i miei sani e begli hobby che ho (videogiochi, libri, card game, gdr per dirne 4) potevano benissimo essere espressi in compagnia di altri e quindi mi sarei potuto creare una o più cerchie di amicizia il rimorso ce l'ho.
Ecco, nel caso dei 40 sento il rimorso di tempo non investito meglio e che non tornerà più.

E poi sì l'equilibrio trovato sicuramente è un buon rifugio ma per mettermi in linea con Kuraudo non c'è mai stata frase più vera di : "Happiness is real only when shared".

Purtroppo è così, io con la mia solitudine ci ho fatto i conti.
Sono uno che prende, esce da solo a farsi la birra, si fa le gite e viaggetti (mi manca il viaggio vero però), musei da solo, cinema da solo, ristoranti da solo. Da una parte contento di aver rimosso quel blocco psicologico di fare le cose da solo, dall'altra senza familiari, amici o compagna non sarà mai la stessa cosa

Non è così però. La felicità è uno stato diciamo che tu hai dentro indipendentemente dalla situazione o dalla compagnia o meno.
 
Non è così però. La felicità è uno stato diciamo che tu hai dentro indipendentemente dalla situazione o dalla compagnia o meno.
Premesso che la felicità è estremamente transitoria e non uno stato come invece può essere la serenità, non sto dicendo che non si possano provare momenti di felicità in solitudine. Semplicemente non sono la stessa cosa rispetto a poterli condividere.
 
Premesso che la felicità è estremamente transitoria e non uno stato come invece può essere la serenità, non sto dicendo che non si possano provare momenti di felicità in solitudine. Semplicemente non sono la stessa cosa rispetto a poterli condividere.

Ma non è così. :asd:
Per il semplice fatto che la felicità o serenità o contentezza o chiamalo come vuoi viene prima della circostanza.
 
Ma non è così. :asd:
Per il semplice fatto che la felicità o serenità o contentezza o chiamalo come vuoi viene prima della circostanza.
Eh ma se non distingui le due cose non stiamo parlando della stesso argomento.
Sono d'accordo con te che lo stato interiore personale è indipendente dalle circostanze ed è già tantissima roba star bene con sé stessi.
Ma io non sto parlando di questo, sto parlando proprio dell'effetto che fa la condivisione dei momenti rispetto a non poterli condividere.
 
Eh ma se non distingui le due cose non stiamo parlando della stesso argomento.
Sono d'accordo con te che lo stato interiore personale è indipendente dalle circostanze ed è già tantissima roba star bene con sé stessi.
Ma io non sto parlando di questo, sto parlando proprio dell'effetto che fa la condivisione dei momenti rispetto a non poterli condividere.

Ma la felicità mettiamo non ha nulla a che vedere con lo stare bene con se stessi. La felicità è.
E la felicità non può essere intaccata ne aumentata o diminuita da nessuna circostanza esterna. La felicità tinge o lo stare soli o il condividere con altri, non il contrario.

Non è una critica sia chiaro alle tue conclusioni o preferenze. Parlo per esperienza personale :asd:
 
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Sinceramente no, non la sento questa cosa dei quaranta.
Purtroppo sono sempre stato chiuso in me stesso e se penso che i miei sani e begli hobby che ho (videogiochi, libri, card game, gdr per dirne 4) potevano benissimo essere espressi in compagnia di altri e quindi mi sarei potuto creare una o più cerchie di amicizia il rimorso ce l'ho.
Ecco, nel caso dei 40 sento il rimorso di tempo non investito meglio e che non tornerà più.

E poi sì l'equilibrio trovato sicuramente è un buon rifugio ma per mettermi in linea con Kuraudo non c'è mai stata frase più vera di : "Happiness is real only when shared".

Purtroppo è così, io con la mia solitudine ci ho fatto i conti.
Sono uno che prende, esce da solo a farsi la birra, si fa le gite e viaggetti (mi manca il viaggio vero però), musei da solo, cinema da solo, ristoranti da solo. Da una parte contento di aver rimosso quel blocco psicologico di fare le cose da solo, dall'altra senza familiari, amici o compagna non sarà mai la stessa cosa
Hai mai considerato di intraprendere un percorso terapeutico? Io sono molto scettico rispetto alla solitudine e sull'imparare a farci i conti perché è qualcosa che comunque fa vivere male. Al di là della felicità, la socialità e la relazione con altre persone sono aspetti molto importanti per il benessere, hanno tanti fattori positivi e prevengono invece molti di quelli negativi.

Sarebbe anche un modo per far pace coi rimpianti e goderti il resto della vita. Quarant'anni non sono pochi, ma non sono nemmeno così tanti. Anche io per un po' ho rimpianto le mie fasi di solitudine adolescenziale, però in terapia ho lavorato molto su questo e con buoni risultati. Magari puoi fare un tentativo, anche online ormai è diventato molto semplice e immediato.
 
Anche io consiglio di fare almeno qualche seduta da uno psicoterapeuta. A volte basta davvero poco per farti vedere le cose da una prospettiva completamente diversa.
Uno psicoterapeuta bravo sicuramente mette il punto su quanto sia importante ad esempio fare sport, la socialità, e in linea generale, impiegare la tua mente in qualcosa di produttivo e che ti faccia stare bene.
 
La terapia a me ha cambiato la vita altroche', poi vabbe' c'è che dirà : Eh ma io sto apposto così, non ne ho bisogno ecc.

Classiche risposte di chi ne avrebbe bisogno :asd:, e non ha idea quanto bene possa fare.
E non significa che prima vivevo ogni giorno in angoscia ecc.

E io ero una di quelle persone molto ben coscienti del proprio io, dei propri schemi e via dicendo.

Ma non se ne scappa, un bravo psicoterapeuta come detto da altri ti fa vedere e capire le cose da un altra prospettiva.
Poi non è che ti da le soluzioni. Ti da gli strumenti e poi uno ci arriva da solo. Ovviamente ci sono dversi tipi di terapia ecc, io avevo la : TCC (Terapia Cognitivo-Comportamentale).

Consiglio la lettura cosi uno può farsi un idea.

 
"Eh, ma io non sono mica pazzo" (cit.) :sard:

Questa te l'eri dimenticata.
Ah ovviamente, mica sono malato di testa ecc :asd:

What The Hell Wtf GIF
 
E' praticamente la concezione del 90% delle persone. Va dallo psicologo o dal psicoterapeuta solo chi ha patologie gravi, psicosi etc (che poi in verità dovrebbe andare dallo psichiatra in quel caso) :sard:
Si quello che mi disse una mia amica di lavoro anni fa quando raccontava di quello che passava con il ragazzo.

Praticamente relazione ''un pelo'' tossica.

Come hanno risolto?

Hanno fatto 2 bambini


:sard:

Diceva che non gli serve la terapia che mica è malata di testa lol
 
Hai mai considerato di intraprendere un percorso terapeutico? Io sono molto scettico rispetto alla solitudine e sull'imparare a farci i conti perché è qualcosa che comunque fa vivere male. Al di là della felicità, la socialità e la relazione con altre persone sono aspetti molto importanti per il benessere, hanno tanti fattori positivi e prevengono invece molti di quelli negativi.

Sarebbe anche un modo per far pace coi rimpianti e goderti il resto della vita. Quarant'anni non sono pochi, ma non sono nemmeno così tanti. Anche io per un po' ho rimpianto le mie fasi di solitudine adolescenziale, però in terapia ho lavorato molto su questo e con buoni risultati. Magari puoi fare un tentativo, anche online ormai è diventato molto semplice e immediato.
Sì certo che ho considerato e non sono assolutamente fra quelli che ha pregiudizi sull'andare in terapia.
Difficile fare il passo in mezzo alla routine già soffocante di ora ma assolutamente la vedo come una cosa che dovrebbero fare tutti a prescindere dall'avere un problema o meno
 
Sì certo che ho considerato e non sono assolutamente fra quelli che ha pregiudizi sull'andare in terapia.
Difficile fare il passo in mezzo alla routine già soffocante di ora ma assolutamente la vedo come una cosa che dovrebbero fare tutti a prescindere dall'avere un problema o meno
Guarda io andavo 2 volte al mese, sessioni di 1 oretta.

Praticamente ogni seconda settimana di venerdi, per 1 anno e 9 mesi, poi si era capitato qualche volte che avevo fatto 2 sessioni nella stessa settimana ma dipendeva se stavo passando un periodo particolare.

Non è che bisogna andarci ogni giorno o ogni settimana, è importante anche avere il tempo per metabolizzare certe cose poi mettere in atto certe azioni.

Una cosa che mi aveva aiutato tantissimo durante la terapia era tenere una specie di diario dove appuntavo come mi sentivo in un dato giorno, che tipo di pensieri avevo ecc.
 
Gli psicologi e compagnia del "curo mediante chiacchiere" fanno più danni della grandine.
Una mia amica ci andava per superare una malattia grave ed all'improvviso ha lasciato il marito che le è sempre stato vicino e l'ha sempre sostenuta.
Un altro ci andava per motivi di conflitti familiari e all'improvviso mena al datore di lavoro che naturalmente lo licenzia per giusta causa. Non contento, raddoppia le visite dallo psicologo, si autoconvince di avere ragione e va dall'avvocato compiacente per impugnare il licenziamento. Esito: licenziamento confermato e condanna alle spese. :rickds:
 
non sempre i percorsi che vi fanno fare portano a risultati positivi
 
Gli psicologi e compagnia del "curo mediante chiacchiere" fanno più danni della grandine.
Una mia amica ci andava per superare una malattia grave ed all'improvviso ha lasciato il marito che le è sempre stato vicino e l'ha sempre sostenuta.
Un altro ci andava per motivi di conflitti familiari e all'improvviso mena al datore di lavoro che naturalmente lo licenzia per giusta causa. Non contento, raddoppia le visite dallo psicologo, si autoconvince di avere ragione e va dall'avvocato compiacente per impugnare il licenziamento. Esito: licenziamento confermato e condanna alle spese. :rickds:
A volte capita pure che vai da un medico e anziché guarirti ti peggiora i sintomi, sbaglia la diagnosi, ecc., ma mica per questo smetti di credere nella medicina, semplicemente cambi medico. Come tutte le professioni, devi trovare la persona giusta, con cui ti trovi bene e senti che ti aiuta.

Sul resto mi limito a sorvolare. Va bene tutto, ma dire che fa più danni della grandine è un'assurdità. Detto ciò, pensa ciò che ti pare, ovviamente
 
A volte capita pure che vai da un medico e anziché guarirti ti peggiora i sintomi, sbaglia la diagnosi, ecc., ma mica per questo smetti di credere nella medicina, semplicemente cambi medico. Come tutte le professioni, devi trovare la persona giusta, con cui ti trovi bene e senti che ti aiuta.

Sul resto mi limito a sorvolare. Va bene tutto, ma dire che fa più danni della grandine è un'assurdità. Detto ciò, pensa ciò che ti pare, ovviamente
Certamente, con la differenza che se il medico sbaglia la diagnosi la colpa è del medico, non della medicina. Se lo psicologo risolve le questioni per le quali ti sei rivolto a lui ma contestualmente dà il via ad altre questioni, la colpa è della psicologia non dello psicologo.
 
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