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E se giochi online a cod con altre persone? Lo sai che dall'altra parte ci sono persone, ma state giocando in quel momento. Per me regge l'esempio e regge che le persone hanno una sensibilità tale per distinguere quando scrollano su un app e quando hanno persone reali davanti. Tant'è che si ghosta sulle app, non si ghosta dal vivo mentre uno ti parlaChiudo anch'io senza prolungare il pippotto, ma lasciami dire che il paragone con i videogiochi zoppica, a mio avviso, per un dettaglio fondamentale: a GTA spari a dei pixel fingendo di essere un criminale, sulle app parli con esseri umani veri. Se ti abitui a trattare persone reali come meri profili a consumo e a sparire nel nulla appena ti annoi, non stai entrando in un gioco di ruolo finto, ma stai esercitando una modalità relazionale vera e propria.

E siamo d'accordo però che questa è un'interpretazione tua e non miaL'approccio e la pazienza relazionale sono come muscoli: se per mesi o anni ti alleni a valutare la gente con uno swipe in due secondi e a considerare chiunque rimpiazzabile al primo intoppo, quell'attitudine inevitabilmente un minimo te la porti dietro anche fuori dallo schermo, abbassando la soglia di tolleranza alla fatica del conoscersi dal vivo.

Quando ti relazioni con persone che hai conosciuto lì, secondo me non è una cosa che ti porti fuori da lì, ma amen, su questo non ci troveremo e forse va bene cosìPoi è ovvio che l'eccezione esista e che la gente riesca pure a innamorarsi sulle app (nessuno ha mai sostenuto che sia impossibile al 100%, io stesso la mia primissima fidanzata storica la conobbi su internet, anche se all' epoca ancora non esistevano i social, e ne tantomeno il dating per come lo conosciamo oggi), ma resta il fatto che il mezzo incentiva la pigrizia e la superficialità invece della maturità nei rapporti. Abbiamo due sensibilità diverse sulla portata di questa influenza, ma almeno abbiamo sviscerato il punto
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