Ufficiale Mad Max: Fury Road

  • Autore discussione Autore discussione Darton
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ufficiale
Grazie Miller per averci fatto sognare ancora!



:cry:

 
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hey non è mica finita qui //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif:morris82:

 
Ancora non mi riprendo dalla visione del più grande action di tutti i tempi...

 
Ecco, questo tema centrale è piaciuto anche a me, ma il resto della colonna sonora per niente, parecchio anonima.
lel anonima proprio no, al limite non t'è piaciuta e basta ma anonima...

//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
lel anonima proprio no, al limite non t'è piaciuta e basta ma anonima...
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E invece direi di sì, indistinguibile da altre cento.

 
E invece direi di sì, indistinguibile da altre cento.
Mah, non sono per nulla d'accordo. Ma proprio per nulla.

 
Due, o tre mesi fa, non ricordo quando è uscito, dissi che dal trailer mi interessava Jupiter Ascending perché "mi sembrava più Star Wars del nuovo Star Wars". Speravo di poterci trovare un minimo della grandeur epica, della capacità stupire costantemente lo spettatore con trovate visive sempre nuove e magniloquenti, di CREARE un mondo, che hanno caratterizzato film così radicati nella memoria collettiva come appunto uno Star Wars, cosa che ormai sempre meno blockbuster sono capaci di fare nell'omologazione visiva a cui stiamo assistendo in questo periodo. Purtroppo per una serie di circostanze poi non sono più riuscito più a vederlo al cinema, infatti Jupiter rimane comunque nella mia lista di recuperi di quest'anno, nonostante le non rosee opinioni che ho letto in rete, ma continuo a pensare che un minimo meglio rispetto alla media potesse essere.

In ogni caso, quando ho visto i primi trailer di questo Fury Road, più che farmi interessare al reboot in sé mi hanno causato una curiosità estrema per la trilogia originale, più che altro visto il fatto che ha generato quell'immaginario post-apocalittico di cui sono debitori centinaia di opere fra cinema, videogiochi e fumetti. È mi hanno fatto scoprire un autore come Miller, che riusciva ad imporsi in un'epoca in cui i registi di Blockbuster potevano ancora riuscire ad infondere la propria personalità nei film.

Il primo Mad Max era pura anarchia. Era fatto con un budget risicatissimo, eppure buona parte del film è composto da inseguimenti ed capovolgimenti vari di automobili. Miller aveva avuto l'idea lavorando nel pronto soccorso di un ospedale dove aveva assistito un sacco di persone coinvolte in incidenti d'auto. Forse è proprio questo trascorso che aveva dato un senso diverso a qualcosa che siamo abituati a vedere un po' dappertutto: esplosioni, capovolgimenti, inseguimenti a velocità folli, avevano una propria ESTETICA, erano precise scelte autoriali, avevano un proprio senso, costituivano l'essenza della pellicola. E tutto questo in un mondo anarchico, poco definito (all'inizio si diceva solo "in un prossimo futuro") ma non per questo poco interessante, forse ingenuo e scontato ma asciutto, asciutto come ormai si vede troppo poco in giro. Nessun patetismo, nessuna voglia di inserire esplicitamente inutili morali, dialoghi ridotti all'osso, era tutto spontaneo, l'idea di un regista che senza fini secondari aveva girato un film per puro divertimento, un po' come La Casa ma senza la forza totale e sovversiva del film di Raimi.

E proprio come Raimi ha agito Miller nella definizione del seguito. Un budget più alto visto gli incassi del primo senza rinunciare alla libertà, si tolgono quasi totalmente i collegamenti con il primo e si definisce un nuovo mondo. Ed eccolo, lo "Star Wars" di cui sopra. Non solo creazione di un nuovo immaginario, ma una cura totale di ogni comparto della produzione, Miller riprende il western, lo spinge verso il futuro ma recupera la barbarie del passato, ci aggiunge l'assedio ed ecco qui il cult. Non solo, ma Miller inventa un'idea geniale per il cinema d'azione, quella mezz'ora di inseguimento finale in cui fonde la dinamicità degli inseguimenti in auto con l'idea dello "sfondare le difese" degli assedi, l'inseguimento/assedio che adesso è un classico del cinema action, ma trovatemene mezzo fatto oggi con la stessa forza di quello di Mad Max 2, vi sfido. E in tutto questo, ha conservato l'assoluta asciuttezza che caratterizzava il film precedente, nessun patetismo, basta pensare a chi muore in quell'orgia action finale. Certo, allo stesso tempo ne conserva l'ingenuità, anzi la amplifica rendendo tutto estremamente "fumettoso", con quella definizione assurda dei personaggi che rischia seriamente di sfociare nel ridicolo, come solo in quegli anni sapevano fare. Ma sapete che vi dico? Preferisco una cosa del genere all'opposto che fanno oggi, quello di cercare di rendere tutto realistico e credibile, con quella finta patina di "profondità" dietro. E infatti ritornerò su questo punto più tardi.

Mad Max 3 è l'ennesima reinvenzione di Miller, che tutto gli si può dire, ma non che rimanga statico nelle definizioni da lui create. Purtroppo questa volta la reinvenzione è negativa, purtroppo. Il film perde l'asciuttezza dei primi due in favore dell'ingenuità spilberghiana che in effetti aveva iniziato a dominare quegli anni, soprattutto nella seconda metà con i bambini, e il rinnovato inseguimento finale a padellate non ha un minimo della forza di quello del secondo capitolo. Troppe assurdità della trama, e qui la fumettosità viene spinta così tanto da sfociare nella giocattolosità, quella sensazione del mondo fatto di plastica che elimina ogni credibilità e rende tutto solamente ridicolo.

Veniamo adesso a questo Fury Road. Non ho idea del perché Miller si fosse interessato all'intrattenimento per famiglie in tutto questo tempo, personalmente non posso neanche discutere della qualità di questo intrattenimento, essendo i suddetti film relegati a parti oscure dei ricordi della mia infanzia. Posso dire che, guardando il trailer di Fury Road, mi aspettavo "solo" un gran film d'azione. Posso dire dopo averlo visto di essermi sbagliato.

George Miller si è reinventato di nuovo. Sembra aver osservato il cambiamento avvenuto nel panorama blockbuster degli ultimi anni e averlo accettato totalmente. Però estremizzandolo. Per cui, ecco un film che vuole tenere costantemente "sull'attenti" lo spettatore, che spinge sempre sull'acceleratore senza degnarsi del minimo di una costruzione narrativa precedente, come faceva per intenderci in maniera ottima Mad Max 2 prima dell'inseguimento finale. E nonostante questo riuscire comunque a creare interesse per ciò che succede a schermo, creare quell'empatia necessaria nello spettatore da farlo interessare ai destini dei suoi personaggi. Ecco un film che ha la stessa monocromaticità tanto cara al cinema digitale degli ultimi anni, praticamente finendo tutto nel reame del teal & orange senza variazioni significative. E nonostante questo far PROPRIO questo eccesso cromatico, renderlo una caratteristica pregnante del suo mondo ormai decaduto, dove solo la sabbia domina e la notte non è più notte. Ma soprattutto, e qui è dove si vede che Miller arriva dagli anni 80, ignorare qualunque convenzione di realismo e realizzare un mondo pienamente fumettoso, come gli action di quegli anni sapevano essere, in barba a qualunque convenzione moderna. È soprendente che un mondo creato in maniera totalmente autonoma sappia di fumetto più dei centinaia di cinecomics che ci propongono ogni giorno. Nessuno sforzo per dare "profondità" ai personaggi, nessuna volontà di creare ambiguità morali con "cattivi che sembrano cattivi ma in realtà..." oppure situazioni inverse, personaggi mossi solamente dai propri desideri senza che ne venga dato nessun giudizio esplicito, e tutto questo in totale coerenza con il proprio mondo. Addirittura recuperando, seppure parzialmente, quell'asciuttezza che aveva caratterizzato i primi due Mad Max. Certo, le concessioni al blockbuster moderno ci sono, si veda la fastidiosa sottolineatura che la colonna sonora fa delle scene, una cosa da cui sembrerebbe che ormai non ci si possa ormai fare a meno. O scelte come

la romance fra i personaggi
, che fortunatamente lo stesso Miller relega ad una scena lasciando soltanto accenni per il resto del film. O lo stesso

buonismo epico
del finale. Ma d'altra parte abbiamo scelte come

la morte della sposa favorita
, trattata senza inutile patetismo, improvvisa e nient'affatto scontata, o la grandissima scelta di

annullare l'esistenza del "luogo verde"
, un device narrativo per organizzare la magnifica sequenza finale, ma d'altra parte scelta consapevole di un film che vuole lasciare pochi appigli sicuri per lo spettatore, con un mondo ormai brullo in cui poca speranza è rimasta. La stessa scarnificazione dei dialoghi è una scelta correttissima in questo senso, con Max lasciato praticamente a grugnire per la maggior parte del film, esprimendo raramente la sua visione disillusa che, per una volta, nonostante la concessione "cavalleresca" che compie all'interno del film, rimane inalterata anche nel finale (stemperando l'elemento negativo che avevo citato in precedenza).

La cosa migliore del film è proprio come riesca a mantenere per buona parte questa asciuttezza e spingere interamente sull'estetica esagerata delle sue scene d'azione senza per questo rinunciare al world building. Perché anche questo è un'aspetto secondo me eccezionale del film, il mondo in cui la sua natura estremamente cinetica, dove addirittura le riparazioni dei veicoli avvengono quando essi sono in movimento, riesca a mostrare in questo mondo il mondo grottesco, incredibilmente caratterizzato dal punto di vista visivo, che Miller ha creato. Ogni elemento ha un senso nell'economia sia del film che del mondo, tutte le scelte per quanto sopra le righe risultano sempre coerenti, e contemporanemanente si rimane affascinati dall'estetica che nonostante la derivatività (che è relativa, avendola creata lo stesso Miller) risulta fresca e riesce a dare personalità ad ogni elemento del film. Addirittura inquadrature rapidissime su particolari dei personaggi riescono a restituire il senso che SI, pure sull'elmetto dei personaggi che viene mostrato per 10 secondi c'è un elemento visivo caratteristico che da personalità al mondo. Che è il pregio migliore del world building del film, nessuno spiegone, i dialoghi dicono l'essenziale, e si va tutto di magniloquenza visiva.

Ovviamente ho lasciato per ultimo l'elemento essenziale del film. Quell'azione praticamente mai interrotta che, nonostante questo, riesce a non risultare mai ripetitiva o a stancare. In barba a qualunque altro blockbuster moderno che abbia tentato di farlo, come solo un The Raid era recentemente riuscito a fare. E girata con una maestria allucinante. Miller da realmente una grandissima lezione di che cosa sia l'azione. In primo luogo, rendendo l'azione sempre perfettamente leggibile e tangibile. Quanto riesce ad essere caotico il blockbuster medio odierno, nel cercare di mettere tantissima carne al fuoco, e relizzando invece scene d'azione che risultano più confusionarie che altro, che non danno il minimo senso allo scontro, che finiscono solo per rendere incapace lo spettatore di capire bene quello che succede a schermo? Quanto l'ondata di PG-13 è riuscita a rendere poco "fisici" gli scontri fra i personaggi? Gli scontri sembrano sempre più finti, anche quando cercano di essere epici finiscono per essere poco sentiti, come se si trattasse dello scontro di pupazzi piuttosto che dei veri scontri in cui è la vita dei personaggi ad essere in ballo. Invece, probabilmente aiutato dal fatto che la macchina che muove i fili sia tutta reale, con pochissima CG, e grazie ad un sapiente lavoro di montaggio, Miller riesce sempre a far sentire la fisicità degli scontri. Le auto si capovolgono REALMENTE, le esplosioni sono reali, Hardy è REALMENTE stato su quelle sottospecie di catapulte finale. E il risultato è l'azione più fisica degli ultimi anni. Quello che The Raid lo faceva sentire per gli scontri fisici, Fury Road lo fa sentire per gli scontri fra auto. Pura potenza dinamica. D'altra parte, le scene d'azione sono coreografate con una sapienza unica, e sono costantemente in grado di stupire lo spettatore. Viene ripresa l'idea di Mad Max 2, quella dell'autocisterna come fortezza e dell'inseguimento che è anche un assedio, e viene elevata all'ennesima potenza. Tanto da creare vere e proprie armi d'assedio su veicoli e tutte delle analoghe difese sulla cisterna. Mi è sembrato un po' di vedere Il Ritorno del Re, con il suo assedio totale, privato delle parti non action. In effetti, era proprio dal terzo capitolo di LotR che un film non riusciva a farmi esaltare così tanto, a farmi immergere nella sua epica estrema. Il film inserisce costantemente nuove idee visive, per rendere l'assedio sempre più esaltante, fino ad arrivare al finale che è un orgia di movimento come raramente si è vista sullo schermo cinematografico. Ed è proprio quest'unione, di epica, chiarezza, ed inventiva, che creano uno dei film di intrattenimento migliori usciti... Più o meno dal tempo del precedentemente citato Il Ritorno del Re. E qui si tratta pure di un universo puramente cinematografico, creato senza influenze esterne. Tanto di cappello Miller.

Ed eccolo qui quello che cercavo. È paradossale, ma lo Star Wars di questa decade è un reboot. Non lo avrei mai creduto possibile. Mi dispiace, JJ, non mi stai antipatico ma dubito riuscirai a fare altrettanto.

 
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ma che sbatti c'hai brò

 
ma che sbatti c'hai brò
Era partito come commento semplice ma effettivamente mi è sfuggito parecchio di mano:rickds:

 
Cristo Bro. :rickds:

 
E invece direi di sì, indistinguibile da altre cento.
Con questo sono d'accordo, è l'aspetto peggiore del film probabilmente. Fa il suo lavoro nelle scene action, banalissima e inutile nei (per fortuna scarni) altri momenti.

 
Bro ti è piaciuto poco mi dicevano... ma proprio poco //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif :asd:

 
un pregio del film è la capacità di creare un mondo vivo in tutti i suoi dettagli, indipendente dalle necessità di scrittura. di creatività ce n'è da vendere.

ho goduto davvero tanto, per esempio, nel vedere quegli uomini sui trampoli, nel chiedermi chi sono senza avere risposta. non si indugia su di loro, esistono e basta. nessuno spiegone del cavolo.
 
Due, o tre mesi fa, non ricordo quando è uscito, dissi che dal trailer mi interessava Jupiter Ascending perché "mi sembrava più Star Wars del nuovo Star Wars". Speravo di poterci trovare un minimo della grandeur epica, della capacità stupire costantemente lo spettatore con trovate visive sempre nuove e magniloquenti, di CREARE un mondo, che hanno caratterizzato film così radicati nella memoria collettiva come appunto uno Star Wars, cosa che ormai sempre meno blockbuster sono capaci di fare nell'omologazione visiva a cui stiamo assistendo in questo periodo. Purtroppo per una serie di circostanze poi non sono più riuscito più a vederlo al cinema, infatti Jupiter rimane comunque nella mia lista di recuperi di quest'anno, nonostante le non rosee opinioni che ho letto in rete, ma continuo a pensare che un minimo meglio rispetto alla media potesse essere.

In ogni caso, quando ho visto i primi trailer di questo Fury Road, più che farmi interessare al reboot in sé mi hanno causato una curiosità estrema per la trilogia originale, più che altro visto il fatto che ha generato quell'immaginario post-apocalittico di cui sono debitori centinaia di opere fra cinema, videogiochi e fumetti. È mi hanno fatto scoprire un autore come Miller, che riusciva ad imporsi in un'epoca in cui i registi di Blockbuster potevano ancora riuscire ad infondere la propria personalità nei film.

Il primo Mad Max era pura anarchia. Era fatto con un budget risicatissimo, eppure buona parte del film è composto da inseguimenti ed capovolgimenti vari di automobili. Miller aveva avuto l'idea lavorando nel pronto soccorso di un ospedale dove aveva assistito un sacco di persone coinvolte in incidenti d'auto. Forse è proprio questo trascorso che aveva dato un senso diverso a qualcosa che siamo abituati a vedere un po' dappertutto: esplosioni, capovolgimenti, inseguimenti a velocità folli, avevano una propria ESTETICA, erano precise scelte autoriali, avevano un proprio senso, costituivano l'essenza della pellicola. E tutto questo in un mondo anarchico, poco definito (all'inizio si diceva solo "in un prossimo futuro") ma non per questo poco interessante, forse ingenuo e scontato ma asciutto, asciutto come ormai si vede troppo poco in giro. Nessun patetismo, nessuna voglia di inserire esplicitamente inutili morali, dialoghi ridotti all'osso, era tutto spontaneo, l'idea di un regista che senza fini secondari aveva girato un film per puro divertimento, un po' come La Casa ma senza la forza totale e sovversiva del film di Raimi.

E proprio come Raimi ha agito Miller nella definizione del seguito. Un budget più alto visto gli incassi del primo senza rinunciare alla libertà, si tolgono quasi totalmente i collegamenti con il primo e si definisce un nuovo mondo. Ed eccolo, lo "Star Wars" di cui sopra. Non solo creazione di un nuovo immaginario, ma una cura totale di ogni comparto della produzione, Miller riprende il western, lo spinge verso il futuro ma recupera la barbarie del passato, ci aggiunge l'assedio ed ecco qui il cult. Non solo, ma Miller inventa un'idea geniale per il cinema d'azione, quella mezz'ora di inseguimento finale in cui fonde la dinamicità degli inseguimenti in auto con l'idea dello "sfondare le difese" degli assedi, l'inseguimento/assedio che adesso è un classico del cinema action, ma trovatemene mezzo fatto oggi con la stessa forza di quello di Mad Max 2, vi sfido. E in tutto questo, ha conservato l'assoluta asciuttezza che caratterizzava il film precedente, nessun patetismo, basta pensare a chi muore in quell'orgia action finale. Certo, allo stesso tempo ne conserva l'ingenuità, anzi la amplifica rendendo tutto estremamente "fumettoso", con quella definizione assurda dei personaggi che rischia seriamente di sfociare nel ridicolo, come solo in quegli anni sapevano fare. Ma sapete che vi dico? Preferisco una cosa del genere all'opposto che fanno oggi, quello di cercare di rendere tutto realistico e credibile, con quella finta patina di "profondità" dietro. E infatti ritornerò su questo punto più tardi.

Mad Max 3 è l'ennesima reinvenzione di Miller, che tutto gli si può dire, ma non che rimanga statico nelle definizioni da lui create. Purtroppo questa volta la reinvenzione è negativa, purtroppo. Il film perde l'asciuttezza dei primi due in favore dell'ingenuità spilberghiana che in effetti aveva iniziato a dominare quegli anni, soprattutto nella seconda metà con i bambini, e il rinnovato inseguimento finale a padellate non ha un minimo della forza di quello del secondo capitolo. Troppe assurdità della trama, e qui la fumettosità viene spinta così tanto da sfociare nella giocattolosità, quella sensazione del mondo fatto di plastica che elimina ogni credibilità e rende tutto solamente ridicolo.

Veniamo adesso a questo Fury Road. Non ho idea del perché Miller si fosse interessato all'intrattenimento per famiglie in tutto questo tempo, personalmente non posso neanche discutere della qualità di questo intrattenimento, essendo i suddetti film relegati a parti oscure dei ricordi della mia infanzia. Posso dire che, guardando il trailer di Fury Road, mi aspettavo "solo" un gran film d'azione. Posso dire dopo averlo visto di essermi sbagliato.

George Miller si è reinventato di nuovo. Sembra aver osservato il cambiamento avvenuto nel panorama blockbuster degli ultimi anni e averlo accettato totalmente. Però estremizzandolo. Per cui, ecco un film che vuole tenere costantemente "sull'attenti" lo spettatore, che spinge sempre sull'acceleratore senza degnarsi del minimo di una costruzione narrativa precedente, come faceva per intenderci in maniera ottima Mad Max 2 prima dell'inseguimento finale. E nonostante questo riuscire comunque a creare interesse per ciò che succede a schermo, creare quell'empatia necessaria nello spettatore da farlo interessare ai destini dei suoi personaggi. Ecco un film che ha la stessa monocromaticità tanto cara al cinema digitale degli ultimi anni, praticamente finendo tutto nel reame del teal & orange senza variazioni significative. E nonostante questo far PROPRIO questo eccesso cromatico, renderlo una caratteristica pregnante del suo mondo ormai decaduto, dove solo la sabbia domina e la notte non è più notte. Ma soprattutto, e qui è dove si vede che Miller arriva dagli anni 80, ignorare qualunque convenzione di realismo e realizzare un mondo pienamente fumettoso, come gli action di quegli anni sapevano essere, in barba a qualunque convenzione moderna. È soprendente che un mondo creato in maniera totalmente autonoma sappia di fumetto più dei centinaia di cinecomics che ci propongono ogni giorno. Nessuno sforzo per dare "profondità" ai personaggi, nessuna volontà di creare ambiguità morali con "cattivi che sembrano cattivi ma in realtà..." oppure situazioni inverse, personaggi mossi solamente dai propri desideri senza che ne venga dato nessun giudizio esplicito, e tutto questo in totale coerenza con il proprio mondo. Addirittura recuperando, seppure parzialmente, quell'asciuttezza che aveva caratterizzato i primi due Mad Max. Certo, le concessioni al blockbuster moderno ci sono, si veda la fastidiosa sottolineatura che la colonna sonora fa delle scene, una cosa da cui sembrerebbe che ormai non ci si possa ormai fare a meno. O scelte come



la romance fra i personaggi
, che fortunatamente lo stesso Miller relega ad una scena lasciando soltanto accenni per il resto del film. O lo stesso

buonismo epico
del finale. Ma d'altra parte abbiamo scelte come

la morte della sposa favorita
, trattata senza inutile patetismo, improvvisa e nient'affatto scontata, o la grandissima scelta di

annullare l'esistenza del "luogo verde"
, un device narrativo per organizzare la magnifica sequenza finale, ma d'altra parte scelta consapevole di un film che vuole lasciare pochi appigli sicuri per lo spettatore, con un mondo ormai brullo in cui poca speranza è rimasta. La stessa scarnificazione dei dialoghi è una scelta correttissima in questo senso, con Max lasciato praticamente a grugnire per la maggior parte del film, esprimendo raramente la sua visione disillusa che, per una volta, nonostante la concessione "cavalleresca" che compie all'interno del film, rimane inalterata anche nel finale (stemperando l'elemento negativo che avevo citato in precedenza).

La cosa migliore del film è proprio come riesca a mantenere per buona parte questa asciuttezza e spingere interamente sull'estetica esagerata delle sue scene d'azione senza per questo rinunciare al world building. Perché anche questo è un'aspetto secondo me eccezionale del film, il mondo in cui la sua natura estremamente cinetica, dove addirittura le riparazioni dei veicoli avvengono quando essi sono in movimento, riesca a mostrare in questo mondo il mondo grottesco, incredibilmente caratterizzato dal punto di vista visivo, che Miller ha creato. Ogni elemento ha un senso nell'economia sia del film che del mondo, tutte le scelte per quanto sopra le righe risultano sempre coerenti, e contemporanemanente si rimane affascinati dall'estetica che nonostante la derivatività (che è relativa, avendola creata lo stesso Miller) risulta fresca e riesce a dare personalità ad ogni elemento del film. Addirittura inquadrature rapidissime su particolari dei personaggi riescono a restituire il senso che SI, pure sull'elmetto dei personaggi che viene mostrato per 10 secondi c'è un elemento visivo caratteristico che da personalità al mondo. Che è il pregio migliore del world building del film, nessuno spiegone, i dialoghi dicono l'essenziale, e si va tutto di magniloquenza visiva.

Ovviamente ho lasciato per ultimo l'elemento essenziale del film. Quell'azione praticamente mai interrotta che, nonostante questo, riesce a non risultare mai ripetitiva o a stancare. In barba a qualunque altro blockbuster moderno che abbia tentato di farlo, come solo un The Raid era recentemente riuscito a fare. E girata con una maestria allucinante. Miller da realmente una grandissima lezione di che cosa sia l'azione. In primo luogo, rendendo l'azione sempre perfettamente leggibile e tangibile. Quanto riesce ad essere caotico il blockbuster medio odierno, nel cercare di mettere tantissima carne al fuoco, e relizzando invece scene d'azione che risultano più confusionarie che altro, che non danno il minimo senso allo scontro, che finiscono solo per rendere incapace lo spettatore di capire bene quello che succede a schermo? Quanto l'ondata di PG-13 è riuscita a rendere poco "fisici" gli scontri fra i personaggi? Gli scontri sembrano sempre più finti, anche quando cercano di essere epici finiscono per essere poco sentiti, come se si trattasse dello scontro di pupazzi piuttosto che dei veri scontri in cui è la vita dei personaggi ad essere in ballo. Invece, probabilmente aiutato dal fatto che la macchina che muove i fili sia tutta reale, con pochissima CG, e grazie ad un sapiente lavoro di montaggio, Miller riesce sempre a far sentire la fisicità degli scontri. Le auto si capovolgono REALMENTE, le esplosioni sono reali, Hardy è REALMENTE stato su quelle sottospecie di catapulte finale. E il risultato è l'azione più fisica degli ultimi anni. Quello che The Raid lo faceva sentire per gli scontri fisici, Fury Road lo fa sentire per gli scontri fra auto. Pura potenza dinamica. D'altra parte, le scene d'azione sono coreografate con una sapienza unica, e sono costantemente in grado di stupire lo spettatore. Viene ripresa l'idea di Mad Max 2, quella dell'autocisterna come fortezza e dell'inseguimento che è anche un assedio, e viene elevata all'ennesima potenza. Tanto da creare vere e proprie armi d'assedio su veicoli e tutte delle analoghe difese sulla cisterna. Mi è sembrato un po' di vedere Il Ritorno del Re, con il suo assedio totale, privato delle parti non action. In effetti, era proprio dal terzo capitolo di LotR che un film non riusciva a farmi esaltare così tanto, a farmi immergere nella sua epica estrema. Il film inserisce costantemente nuove idee visive, per rendere l'assedio sempre più esaltante, fino ad arrivare al finale che è un orgia di movimento come raramente si è vista sullo schermo cinematografico. Ed è proprio quest'unione, di epica, chiarezza, ed inventiva, che creano uno dei film di intrattenimento migliori usciti... Più o meno dal tempo del precedentemente citato Il Ritorno del Re. E qui si tratta pure di un universo puramente cinematografico, creato senza influenze esterne. Tanto di cappello Miller.

Ed eccolo qui quello che cercavo. È paradossale, ma lo Star Wars di questa decade è un reboot. Non lo avrei mai creduto possibile. Mi dispiace, JJ, non mi stai antipatico ma dubito riuscirai a fare altrettanto.
Riassunto? :rickds:
 
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