Tra 50/60 anni molti di noi non ci saranno più. Non è tanto questo il punto, non sta a noi direttamente il compito della preservazione. È un problema più ampio in cui, comunque, la decisione di uccidere il fisico di certo ostacola la prospettive.
Quello che io, come molti altri, hanno sempre visto nel collezionare retail è semplicemente gratificazione, piacere di dare una fisicità ad una passione quasi più intellettuale che materiale. Così come i libri tra 100 anni potrebbero essere mangiati dell'umidità e distrutti dalla muffa, chi li compra lo fa per appagare lo spirito.
Cazzo si vive a fare se ti strappano anche le piccole gioie di farti un fottuto scaffale con i tuoi videogiochi preferiti?