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E non ti serve preparazione?
Certo che sì, ma spero che il tuo non sia un ragionamento induttivo.

 
Certo che sì, ma spero che il tuo non sia un ragionamento induttivo.
Puntavo piuttosto a definire la preparazione, ti va bene "Scambio di conoscenze ed esperienze"?

 
Puntavo piuttosto a definire la preparazione, ti va bene "Scambio di conoscenze ed esperienze"?
Lo scambio presuppone l'interazione/discussione con un altro soggetto, non credo sia condizione necessaria affinchè un individuo risulti preparato su un dato campo. Certo, dai libri puoi imparare tutto e niente, ma questo è valido anche per un insegnamento (che mi sembra essere la forma più elementare di scambio di conoscenza). Non risulta limitata in tal senso la definizione?

 
Cosa significa esattamente prepararsi sul tema di ***? Ogni persona ha un concetto diverso di ***, quindi è solo un discorso di opinioni e scambio di idee. Non serve alcuna preparazione. La preparazione potrebbe servire se devi parlare di determinati divinità di determinate religioni.

La medicina è scienza, quindi non paragonarla a studi teologici.

 
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Si. Come con tutti gli argomenti di questa terra, temo.
Come ci si fa preparare su una cosa che non esiste?

 
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Lo scambio presuppone l'interazione/discussione con un altro soggetto, non credo sia condizione necessaria affinchè un individuo risulti preparato su un dato campo. Certo, dai libri puoi imparare tutto e niente, ma questo è valido anche per un insegnamento (che mi sembra essere la forma più elementare di scambio di conoscenza). Non risulta limitata in tal senso la definizione?
ci sono altri modi per imparare apparte l'interazione tra un soggetto e un soggetto/oggetto? °_°

 
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ci sono altri modi per imparare apparte l'interazione tra un soggetto e un soggetto/oggetto? °_°
Ci sarebbero anche le cosiddette visioni, ma credo che quelle meritino un discorso totalmente a parte. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

L'uomo attinge nella sua quotidianità a quanto è vivente in prima istanza, e sì, anche con ciò che non lo è. E attraverso queste esperienze continue e ripetute accumula Preparazione (passami pure la lettera maiuscola a questo punto). In sostanza comunque non capisco dove vuoi arrivare col tuo discorso, o meglio, a quale presunta tautologia.

 
Qualcuno qui conosce Danilo Valla?

 
Ci sarebbero anche le cosiddette visioni, ma credo che quelle meritino un discorso totalmente a parte. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gifL'uomo attinge nella sua quotidianità a quanto è vivente in prima istanza, e sì, anche con ciò che non lo è. E attraverso queste esperienze continue e ripetute accumula Preparazione (passami pure la lettera maiuscola a questo punto). In sostanza comunque non capisco dove vuoi arrivare col tuo discorso, o meglio, a quale presunta tautologia.
Posso tornare a dire che non è limitante intendere la preparazione come uno scambio di conoscenze, dunque, non avendo trovato alternativa valida? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

PS: Ti vedo sulla difensiva, forse è solo un impressione mia ma dal termine "presunta tautologia" stai già pregiudicando che se anche ti portassi a una tautologia circa la preparazione filosofica come Preparazione questa sarebbe presunta. Dimmi se mi sbaglio //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/paura.gif

 
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Posso tornare a dire che non è limitante intendere la preparazione come uno scambio di conoscenze, dunque, non avendo trovato alternativa valida? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
PS: Ti vedo sulla difensiva, forse è solo un impressione mia ma dal termine "presunta tautologia" stai già pregiudicando che se anche ti portassi a una tautologia circa la preparazione filosofica come Preparazione questa sarebbe presunta. Dimmi se mi sbaglio //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/paura.gif
Ma forse non ci siam intesi: tu puoi dire quello che vuoi, com'è giusto che sia. La tua opinione resterà sempre valida, e anche questo mi sembra cristallino. La mia perplessità riguarda non la tua definizione di Preparazione in sè, che può risultarmi tranquillamente opinabile, ma il modo in cui applichi questo termine, a mio modo di vedere, impropriamente. Nessuno, che sia Buddha o Gesù Cristo, ti può preparare a rispondere a domande riguardo l'esistenza/essenza di ***. Vorrei che sia chiaro questo punto, non vorrei divagare troppo.

E sì, ritengo limitante una definizione di Preparazione quale "scambio di conoscenze" e basta.

Poi boh, puoi vedermi sulla difensiva, sull'offensiva come preferisci: questo tipo di dialettica non l'ho mai apprezzata più di tanto. Più che analizzare l'interloquitore, non sarebbe meglio riflettere su ciò che si scrive?

 
Ma forse non ci siam intesi: tu puoi dire quello che vuoi, com'è giusto che sia. La tua opinione resterà sempre valida, e anche questo mi sembra cristallino. La mia perplessità riguarda non la tua definizione di Preparazione in sè, che può risultarmi tranquillamente opinabile, ma il modo in cui applichi questo termine, a mio modo di vedere, impropriamente. Nessuno, che sia Buddha o Gesù Cristo, ti può preparare a rispondere a domande riguardo l'esistenza/essenza di ***. Vorrei che sia chiaro questo punto, non vorrei divagare troppo.E sì, ritengo limitante una definizione di Preparazione quale "scambio di conoscenze" e basta.

Poi boh, puoi vedermi sulla difensiva, sull'offensiva come preferisci: questo tipo di dialettica non l'ho mai apprezzata più di tanto. Più che analizzare l'interloquitore, non sarebbe meglio riflettere su ciò che si scrive?

è questo il punto 5 righe per dirmi si no ed evitare di rispondere, non ti sto cercando di offendere o incastrare, ho chiesto "Sei sulla difensiva?".

Se mi rispondi no, non lo sei.

Ma ora suppongo di poter credere a buon rendere che tu lo sia. E che non ha senso discorrere perchè il grassetto fa intendere che non hai nessuna intenzione di mettere in gioco il tuo punto di vista (pregiudizio, considerato la tua difensività, ma capisco che per molti questa parola possa sembrare un offesa).

 
Scusa tanto, ma se il cittadino PER PRIMO non adempie al suo compito, COME FA a lamentarsi del fatto che lo stato non gli dà la corrente?Sarebbe come entrare in un bar e aspettarsi che ti servano sapendo in anticipo quanto tu vuoi mangiare e senza aspettarsi soldi in cambio,

non avrebbe senso.

Io ho detto "non c'è giusto o sbagliato", ma IN QUESTO CONTESTO, è obiettivo di sicuro che la ragione ce l'ha l'ho stato a non dare a loro

la corrente se il cittadino non paga.

Le conclusioni non sono per niente le stesse.
Invece ti sbagli, la vicenda in Albania è che lo Stato per primo ha cominciato a creare le continue interruzioni. Nel caso specifico è lo Stato che ha perso ogni credibilità, forse perchè è uno degli Stati più corrotti al mondo (talmente corrotto che quello italiano è un governo esemplare e senza macchia, in confronto).

 


Sei partito con un pregiudizio, ovvero che lo Stato deve per forza avere ragione e il cittadino per forza torto; hai fatto questa deduzione probabilmente perchè sei abituato a vivere in una realtà diversa.


 


Anche in questo caso il sbagliato e il giusto si sono espressi nella loro relatività.


Ovvio che non posso dire che Michele [che tra l'altro sarei io Michele, ma parliamone in terza persona] sarà per sempre buono, ma

in quel caso si è comportato bene con me, quindi è STATO BUONO. Non è bontà, ma questo non l'ho mai messo in dubbio.
Vedi un po' te chi è Michele nell'esempio, anche se non ha importanza (anch'io mi chiamo cosî, comunque:rickds:).

Ma se il principio che t'ho sollevato non lo stai mettendo in dubbio, perchè allora ne discutiamo? Hai voluto sollevare un'obiezione tanto per...?

Io *** lo considero come TUTTO, poi ovvio che ognuno è un individuo diverso, ma se prendi in considerazione l'idea che:La bontà è ***.

E che: il male è l'assenza di ***, e quindi è una non-cosa, un'assenza,

arrivi a -> *** è tutto quello che c'è (dato che il male, in realtà, non ci dovrebbe essere)
Provo a farti un esempio affinchè tu capisca il concetto che sta alla base, magari può servire.

 


Immagina che il suolo sia *** (il Bene). Tra di esso c'è un buco (il Male). Quel buco che noi consideriamo come qualcosa di esistente (e lo è in senso astratto, perchè coinvolge l'esistenza in "qualche cosa" che però di fatto è soltanto una privazione di qualcosa di concretamente esistente), ma di fatto è assenza di suolo.



È assenza di suolo ma se ci cammini sopra non è che rimani sospeso nell'aria, precipiti.



Quel precipitare è il coinvolgimento che il male procura.



Per cui sì, il male influenza la vita quotidiana dell'Uomo, però di fatto è la mancanza di qualcosa... cioè di Amore. Di Bene. Di ***.


 




Secondariamente: non si tratta di "libertà". Perché avresti anche ragione, io potrei decidere se seguire *** e fare del bene,

oppure non seguirlo e fare del male. A *** cosa cambierebbe? Assolutamente niente. Ma agli altri cambia tantissimo.
A *** cambia perchè perderebbe un figlio. Ha pensato ogni singola persona col fine di vederla divinizzata.

 


L'essenza del Cristianesimo è unica perchè vede *** scendere tra gli uomini per elevare l'uomo a ***. Abbiamo detto che *** è amore, è bene.


 


L'amore, il bene, non sono apatici nei riguardi del prossimo. Così come *** non è apatico nei riguardi di sè stesso, non lo è nei riguardi di quella creatura che vuole elevare a sè e vuole avvolgerla in qualcosa d'impressionante.



Per questo che Cristo disse:


 


Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

Lc 15,7

 




​


Fuori dal linguaggio teologico, il cielo (o: Regno dei Cieli) è sempre ***. Dal resto dove se non in *** c'è gioia vera?

 




Come può *** permettere che io mi assumi la respondabilità del male che faccio ad un'altra persona? Voglio dire: se *** ci obbligasse a fare solo del bene, non sarebbe un obbligo forzato, ma sarebbe NATURALE.
Ammetto che mi piace questa tua conclusione.

 


Vedi la natura come un atto di ***, almeno su piano teorico.


 


Però *** ha creato l'Uomo perfetto da quel punto di vista, non obbligato con la forza ad amare il bene ma piuttosto incline ad esserlo tanto a compierlo nel 100% della giornata.



*** le cose le ha fatte bene, il problema è che - proprio per un discorso d'amore - ha permesso
(come dal resto fa un buon padre) anche che l'Uomo sia libero di scegliere, libero di sbagliare .

 


L'Uomo si è trovato davanti l'inganno di poter essere come *** usando "strumenti secondari", sotto invito di un'altra creatura.



L'Uomo, nella sua libertà, ha preferito voltare le spalle a *** e agire di conseguenza; per quello che ha fatto non fu condannato nè maledetto, però è chiaro che è chiamato ad assumersi gli effetti devastanti dell'atto compiuto... potendo comunque essere come *** per mezzo di Gesù Cristo (il "secondo" Adamo, quello che ha riparato le cose, insomma).


 


Qui chiaramente dalla filosofia siamo passati alla teologia.


Esempio: Noi non possiamo, per nostra natura, fin'ora, volare. E perché? *** non ha voluto darcene la capacità? A dire il vero, in qualche modo sì.Ma non è essenziale, e soprattutto non cambia al "prossimo".

Se noi potessimo solo amare, non avremo le "alternative" amare o non amare: ci sarebbe solo la prima. E quindi, non avendo a

disposizione LE SCELTE, non ci sarebbe neanche la FORZATURA sulle scelte, ce ne sarebbe solo una.
L'unico modo per fare quanto dici, è rendere l'Uomo un animale istintivo.

 


L'animale istintivo qualsiasi azione faccia non sarà mai giudicata un'azione contraria a ***.


Ma *** ha voluto creare una creatura di materia che possa essere sì peggiore di un qualsiasi animale, ma persino migliore di TUTTE le creature esistenti... angeli compresi.

 




"Per questo che Gesù invitava ed invita ad amare il prossimo. Non perchè ci fosse un clima di tolleranza, ma perchè per amare *** bisogna farlo in modo completo"
Secondo me è egoismo. Se faccio del bene ad una persona lo faccio per fare del bene a quella persona, non a *** che è dentro di lui.

Come se faccio del male ad una persona lo faccio per fare del male a QUELLA PERSONA.
Ma quelle sono le volontà proprie.

 


Rivolgendomi al mio prossimo consapevole che mi sto rivolgendo a una creatura amata follemente dall'Amore (cioè da ***), io quella persona non la giudicherò.



Perchè sul momento non lo fa neppure ***, il quale è perfezione.


 


Non guarderò quella persona per giudicarla subdolamente, ma per amarla. Amarla perchè è intrisa di qualcosa di divino.


Se io fossi ***, mi importerebbe molto di più che ci fosse un clima di tolleranza e che tutti amassero il prossimo PER LORO STESSI piuttosto di farlo perché amino ME.
Ma tu non sei ***, per fortuna.


Non sei ***, non sei Essere Assoluto e quindi non sei perfetto; di conseguenza il tuo pensiero non è il medesimo di Lui.


 


Il problema è questo: Se io amo il mio prossimo per me stesso e non per ***, quanto riuscirei ad amare il mio nemico?


 


Davvero riuscirei ad amare lo stupratore di mia sorella? Davvero riuscirei ad amare l'assassino di mia madre? Davvero riuscirei ad amare il mio collega di lavoro che m'ha calunniato pur di essere promosso?


 


No.


 


Per me stesso una cosa così non la farei mai. Riuscirei a perdonare (e quindi ad amare) solo chi rientra nel mio limite... che è un confine molto stretto.


 


Fare tutto per *** significa avere atteggiamenti che imitano *** stesso. Come fece S. Stefano che benediva e perdonava la folla che lo lapidava violentemente fino ad ucciderlo.


 


Gesù fu categorico:






Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico.



Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Mt 5,43

​






Sinceramente, chi dice questo è chi non capisce come agiscono il bene e il dolore sulle altre persone.
Questo davvero non puoi dirlo. Non obbligarmi a fare la luuuuuuuunghissima lista di persone che si sono sacrificate per i sofferenti in nome di ***.

 


Ti faccio un solo nome: madre Teresa di Calcutta.


 


Lei ha vissuto quasi l'intera vita tra i lebbrosi. Guarda che non è niente, la lebbra non solo presenta aspetti fisici aberranti, ma è una malattia che fa puzzare tremendamente la persona.



Noi borghesotti d'Europa scapperemmo via davanti a un'orda di poveracci ridotti in quel modo, chiusi in un unico edificio maleodorante.



Lei invece quei poveracci li baciava e quando un giornalista chiese perchè lo faceva lei rispondeva: "Perchè lui [il ragazzo lebbroso, ndr] è il mio Signore".


 




Perché nei campi di concentramento la gente scriveva sui muri "*** non esiste", oppure "Perché se *** esiste permette che succeda questo?"

Esattamente per questo motivo: chi soffre è la PERSONA, oltre che alla "parte di ***" che c'è in ognuno. *** non può farsi del male, per cui PERCHE' permette

a questa gente di soffrire? Come può prendersi questa responsabilità? Mandando Cristo a dirci "Non vi preoccupate, tanto quando sarete morti starete meglio"? Intanto la gente soffre però.

Potrei dire altro ma mi fermo qui altrimenti mi schifo troppo pensando a questo argomento.
Provo a rispondere seguendo l'ordine.

 


Perchè l'essere umano è dotato di ragione, per cui ogni azione che riscontra la deve razionalizzare.



Ora, il primo inganno logico è questo: Se *** esiste e io soffro, o Egli non esiste oppure è cattivo... ma allora non può essere *** (perchè i cattivi sono malvagi, la malvagità è un difetto... *** è Essere Assoluto e non può essere in difetto).


 


Ma Gesù allora? È stato arrestato, processato ingiustamente da un tribunale e condannato, lo hanno torturato, inzuppato di sputi, deriso con corona di spine annesso, fatto camminare per un chilometro fino al monte Golgota con una croce sulle spalle, inchiodato e messo sulla croce per parecchie ore.


 


Lui cosa avrebbe dovuto dire?


 


L'ecclatante non sta qua, viene dopo. Viene con la sua morte e con la sua risurrezione.


Non si fanno i calcoli senza l'oste, non si può escludere la Vita Eterna parlando di ***.

La sofferenza umana è qualcosa di devastante ma è pure la chiave di volta che porta l'anima ad essere ***.... e a *** piace così. Non debella il male (il buco) ma lo riempie di bene.


Ergo, non elimina il male ma fa di esso un bene superiore.


Dove tu vedi il buio, il cristiano vede la luce. Quello che per te potrebbe essere il niente per il cristiano è il tutto. Quello che per te è motivo di schifo per il cristiano è momento di contemplazione.

 


Tu il nazismo non l'hai vissuto, Karol Wojtyła sì! Ed è proprio avendo visto tutto questo (più il ramake della violenza del regime comunista) che ha scelto di farsi prete.



Anche l'attuale Papa non è di meno. Ratzinger pur di ribellarsi ai reclutamenti forzati dei nazisti rischiò di essere fucilato per diserzione, lo salvò solo un miracolo.


L'uomo ha la tendenza al bene soltanto perché è uno come tanti. Ti sei mai chiesto perché, quando la gente sale al potere, cambia mentalità e diventa peggiore? Se ne avessimo lapossibilità e avessimo il potere, ci comporteremo da tiranni nei confronti di quelli che non potrebbero farci niente, ed è un dato di fatto. Perché un leone ammazza una gazzella più debole di lui?

Per ottenere benefici, ovvero la carne.Si chiama selezione naturale. Sarebbe la stessa cosa per gli uomini, se non per il fatto che il beneficio ovviamente non sarebbe la carne degli altri //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Se l'uomo diventa un tiranno è soltanto perchè per la straordinarietà della sua posizione vuole soddisfare il suo ego.


Ego, nel suo cuore mette da parte *** e fa di sè un *** personale.



Ecco il rischio che si corre.


 


Ma noi sappiamo che in altri campi non è così. Uno che ha un grande potere (e ne ha avuto uno superiore con altre cariche) è
Kofi Annan. Non mi sembra che sia un terrorista o che abbia abusato della sua posizione.


Neppure gli attuali presidenti e primi ministri occidentali, se è per questo.


 


Sanno che il loro lavoro si concentra nel servire il prossimo, il cittadino. Questo è un fine benevole (quindi per il Bene). Poi è chiaro che sono tutti sempre uomini, tendenti alle proprie debolezze e agli sbagli, però non la farei così drastica.


 


Gandhi poi sarebbe l'esempio ecclatante. Lui ha nutrito fin da subito l'amore verso la spiritualità e verso il prossimo ed è stato un politico potente (l'intera nazione era disposta a terminare il giorno stesso una guerra civile pur di non vederlo fare lo sciopero della fame), eppure il suo amore per il prossimo (e di conseguenza per ***) l'ha reso un paladino della pace di rara eccezione.


 




"Il compiere atti buoni ha un'origine: la capacità dell'Uomo di fare del bene perchè somigliante a ***."

Questo è un tuo pensiero che ha origine dal tuo modo per essere religioso, e quindi la vedi così, e DEVI vederla così se sei cristiano, purtroppo però io mi baso su statistiche e su fatti accaduti.
Quali statistiche? Quali fatti accaduti?

 


Inoltre io non devo niente. Un cristiano può anche dire che *** è cattivo. È libero di farlo e di certo non viene sanzionato in alcun modo.



Se io dico quello che dico è perchè sono tutte cose esperimentate più e più volte, in più momenti della giornata. Oggi incluso.


 


Teologia a parte, naturalmente. Ma visto che il discorso si concentra sul *** cristiano tanto a parte non possiamo metterla.


Potrei aver detto qualche stronzata, ma sono le 4 di notte quindi perdonatemi :rickds:

PS. Ho quotato il tuo messaggio e, cristo, quanto tempo perdi per mettere corsivi, grassetti e numeri qua e là? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Vedo roba tipo:

(I)(/I) che non serve a niente :rickds:\ (le I fra parentesi graffe eh)
Perdonato. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/smile.png

 


Devi capire che sono svizzero, per cui un po' precisino. Ma se sono così meticoloso è perchè penso che vale la pena risponderti bene, del resto sollevi obiezioni che in fondo capisco perfettamente.





 
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è questo il punto 5 righe per dirmi si no ed evitare di rispondere, non ti sto cercando di offendere o incastrare, ho chiesto "Sei sulla difensiva?".Se mi rispondi no, non lo sei.

Ma ora suppongo di poter credere a buon rendere che tu lo sia. E che non ha senso discorrere perchè il grassetto fa intendere che non hai nessuna intenzione di mettere in gioco il tuo punto di vista (pregiudizio, considerato la tua difensività, ma capisco che per molti questa parola possa sembrare un offesa).
Ma tutto ciò non ha senso, o meglio lo ha perso almeno un paio di post fa. Sto cercando di dirti in tutti i modi che rispetto la tua posizione proprio in quanto tale, e cioè diversa dalla mia. È ovvio poi, che se non argomenti a dovere la tua tesi per cui si debba essere preparati anche per affrontare un tema su ***, non posso modificare la mia idea. Non ho mai scritto da nessuna parte che è mia intenzione fossilizzarmi su un unico pensiero, ma tu neanche ci provi a farmi cambiar parere: continui a scrivere che sono sulla difensiva, a fare supposizioni fini a se stesse sulla mia disposizione psicologica e a dare definizioni di termini che non aiutano a portare avanti la discussione. Se non me ne fregasse niente del tuo parere inoltre, stai pur certo che non insisterei così tanto in questa che sembra aver preso tutti i connotati di una maieutica. ; D

 
Sono due cose diverse, a parte che l'interrogativa indiretta non c'entra una fava, studiati il periodo ipotetico cristo. Poi sei tu che hai il coraggio di dire che prima di scrivere bisogna informarsi? Per piacere.
Spero che la gente passi di qui e leggendo i tuoi messaggi ti rida in faccia, ma stiamo andando OT, per cui mi ritiro.
Non alziamo i toni, però. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif

 


Puoi anche non rispondergli se ti dà fastidio.


 
Madre Teresa poteva anche abbracciare i lebbrosi ma era falsa e corrotta.

 
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Ma tutto ciò non ha senso, o meglio lo ha perso almeno un paio di post fa. Sto cercando di dirti in tutti i modi che rispetto la tua posizione proprio in quanto tale, e cioè diversa dalla mia. È ovvio poi, che se non argomenti a dovere la tua tesi per cui si debba essere preparati anche per affrontare un tema su ***, non posso modificare la mia idea. Non ho mai scritto da nessuna parte che è mia intenzione fossilizzarmi su un unico pensiero, ma tu neanche ci provi a farmi cambiar parere: continui a scrivere che sono sulla difensiva, a fare supposizioni fini a se stesse sulla mia disposizione psicologica e a dare definizioni di termini che non aiutano a portare avanti la discussione. Se non me ne fregasse niente del tuo parere inoltre, stai pur certo che non insisterei così tanto in questa che sembra aver preso tutti i connotati di una maieutica. ; D
Non ho detto da nessuna parte che sei sulla difensiva, te l'ho chiesto e tu non mi hai risposto (difensiva). Per spiegarti la questione della preparazione dovrei prima definire il termine preparazione, ma mi hai fatto impiegare una pagina per cercare una definizione semplicissima e che non offendesse nessuno, dacchè mi sono scoraggiato. Se non si fosse inteso, sto dicendo io adesso che non ho nessuna intenzione di parlare con te: non vedo punto d'appiglio a prescindere.

Frasi come "lo ha perso almeno un paio di post fa" non mi danno certo coraggio in questo frangente, un paio di post fa ti ho chiesto cosa studiassi :rickds:

 
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Non ho detto da nessuna parte che sei sulla difensiva, te l'ho chiesto e tu non mi hai risposto (difensiva). Per spiegarti la questione della preparazione dovrei prima definire il termine preparazione, ma mi hai fatto impiegare una pagina per cercare una definizione semplicissima e che non offendesse nessuno, dacchè mi sono scoraggiato. Se non si fosse inteso, sto dicendo io adesso che non ho nessuna intenzione di parlare con te: non vedo punto d'appiglio a prescindere. Frasi come "lo ha perso almeno un paio di post fa" non mi danno certo coraggio in questo frangente, un paio di post fa ti ho chiesto cosa studiassi :rickds:
Una delle discussioni più surreali che abbia mai fatto, davvero. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

Comunque se non vuoi niente, sarà per la prossima volta.

 
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