Alert Religioni (Leggere il primo post prima di intervenire)

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Anche questo lo trovo sbagliato: fare del bene non vuol dire amare ***, vuol dire soprattutto amare il prossimo e permettergli di essere felice. *** dovrebbe creare le condizioni tali

che permettano questo.

Per logica, se fare del bene volesse dire amare ***, allora fare del male vorrebbe dire "non amare ***" o ferirlo? Certo che no. Fare del male significa NUOCERE AGLI ALTRI.

Se io fossi *** e avessi creato il mondo, tutto sarebbe fatto DI ME che sono il bene, quindi sarebbe impossibile che non ce ne fosse.

*** non ne ha bisogno? Onestamente, fottesega. Le altre persone HANNO bisogno di bene, lui può fare quel che gli pare a mio avviso.
hai semplicemente girato la frittata, spostando il discorso *** all'uomo. Come se amare *** implicasse non amare l'uomo tral'altro... (e almeno nel caso del cristianesimo, è -purtroppo per la nostra pazienza- il contrario). La metafora regge ancora. :wush:

 
hai semplicemente girato la frittata, spostando il discorso *** all'uomo. Come se amare *** implicasse non amare l'uomo tral'altro... (e almeno nel caso del cristianesimo, è -purtroppo per la nostra pazienza- il contrario). La metafora regge ancora. :wush:
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Non sono d'accordo.
A parte che il discorso bollette non calza, perché è ovviamente un discorso SBAGLIATO (nel senso che sbaglia lo stato) in ogni caso. Io pago le bollette per avere un servizio, se lo stato non me lo dà NON lo pago.

Lo stato non può dire "Noi non ti diamo l'elettricità perché non paghi", perché lui in primis non ha adempito al suo compito. Io prima uso l'elettricità, e poi pago le bollette.

Il funzionamento è questo e non c'è giusto o sbagliato.
Vedi che anche tu sei stato coinvolto nell'inganno dello sbaglio e del giusto?

 


È per questo che dicevo che sono elementi talmente soggettivi che secondo me non vanno neppure calcolati.


 


Tu dici:
Lo stato non può dire "Noi non ti diamo l'elettricità perché non paghi"

E lo giustifichi così: perché lui in primis non ha adempito al suo compito.

E se invece è il cittadino a non aver adempiuto per primo il compito? E se invece lo Stato dice "Noi non ti diamo l'elettricità perché non paghi" (com'è avvenuto per davvero)?

Poi esponi un "funzionamento" che è altrettanto soggettivo, davvero è come dici te? Davvero dovrebbe funzionare così? Intanto la situazione è bloccata.


Non si paga le bollette perchè non si riceve l'elettricità.



Non viene data l'elettricità perchè non si pagano le bollette.


Il bello è che alla fine confermi quello che ho detto: ovvero che il giusto e lo sbagliato sono relativi, tant'è che tu concludi con un estremo: non c'è giusto o sbagliato.

Cioè, gira e rigira hai tirato le mie stesse conclusioni, anche se con riflessioni differenti.

"Bene non vuol dire che è buono, perchè dire che è buono significa che non gli è propria la bontà; oggi sono buono, domani non lo sono più. "

A me sembra un discorso sbagliato.

Esempio:

"Michele mi ha aiutato quando ne avevo bisogno e non mi ha chiesto nulla in cambio. Michele è una persona BUONA". Buono significa che sa essere buono, non c'entra il "domani

non lo sono più".
Perfetto, prendo spunto dal tuo esempio.

 


Michele nel periodo in cui avevo bisogno m'ha aiutato e non m'ha chiesto nulla in cambio. Michele è una persona buona.



Okay.



Ma io reputo così Michele in base a quello che m'ha dato nel momento del bisogno, questo fa di Michele una persona eternamente buona?



Come cavolo fai a dire:
non c'entra il "domani non lo sono più".

Significa che ogni persona che compie un gesto di bontà è buona per il resto della sua vita? Significa che il suo comportamento non potrebbe mai mutare?

 


Mi spiace, ma direi che non è il mondo reale. Magari fosse così semplice!


 


Michele CON TE ha fatto un gesto buono... e in quel momento. Non è detto che lo ripeta, non è detto che non si penti, non è detto che farebbe la stessa cosa con altri, eccetera eccetera.



Vedi come il tempo influisce moltissimo sulla questione e come l'"essere buono" ha un suo limite?


 


Poi magari Michele sarà davvero buono con tutti e in ogni occasione, però Michele fa da veicolo alla bontà, e non
è la bontà.


Questa è la differenza.



Finchè Michele sceglie (di suo o per causa maggiore) di essere
veicolo della bontà ci siamo, ma questo non è un altro discorso.

 


Ecco perche ho precisato che nel caso di *** non si può dire che egli sia buono, ma sarebbe metafisicamente più corretto dire che è Bontà (o Bene).



In primis perchè *** non è veicolo di bontà, ma
è Bontà. In altre parole è l'essenza che si manifesta per mezzo dei veicoli.


In secundis
proprio per il fatto che un uomo può mutare il suo atteggiamento, *** no. Non può perchè è eterno e immutabile in quanto Essere Assoluto (se è diverso da quello che era.... non è, per cui non è più assoluto. Principio di Parmenide).

 




"Come fa a pretendere che la sua immagine e somiglianza si elevi a Lui se non lo fa per libera scelta? La scelta sta nel poter godere del Bene o di rinunciare ad esso.

La rinuncia è il male. "

Il discorso è questo: se *** fosse veramente ASSOLUTO, non ci sarebbe luogo dove non ci sia lui. Ci sarebbe SOLO bene e non ci sarebbe la possibilità di non goderne.

Il male è l'assenza di bene -> *** è l'assoluto, quindi è tutto -> *** è anche l'assenza di *** -> ?
Questo tuo ragionamento si basa su un'idea sbagliata di ***. Ora puoi anche tenerla così, se ti fa piacere. Ma sicuramente non stai parlando dell'Essere Assoluto.

 

 


Prima di tutto, *** è puro spirito... grazie al cielo. Perchè in quanto assoluto, se fosse composto di materia ci avrebbe devastato tutti quanti (siccome noi siamo finiti, *** occuperebbe il posto in cui ci troviamo).


 


Questa come premessa.

 


Inoltre, *** non sarebbe *** se non avesse la possibilità di darci la libertà che ci eleva a persone con la dignità di scegliere chi amare. Io un *** che mi obbliga ad amarlo non lo vorrei mai.


 


Circa il tuo sillogismo, *** non è tutto. *** è in tutto, altrimenti noi non avremmo la nostra
individualità.

 


Il male è assenza
morale del Bene (di ***), non l'assenza spirituale visto che *** è onnipresente. È in parole povere assenza di bene nelle azioni eseguite e nelle intenzioni concepite dalle creature razionali.


20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate.

"Se tu obblighi una ragazza ad amarti, potrai avere tutto ciò che è materiale da lei. Ma non t'amerà veramente perchè non le è stata data la possibilità di scegliere tra te e un altro.

Il che, oltre che ledere alla dignità della ragazza, non solo conferma la sua mancanza d'amore, ma pure la tua che sei obbligato ad avere atteggiamenti tirannici che manifestano soltanto egoismo."

Anche questo lo trovo sbagliato: fare del bene non vuol dire amare ***, vuol dire soprattutto amare il prossimo e permettergli di essere felice. *** dovrebbe creare le condizioni tali

che permettano questo.

Per logica, se fare del bene volesse dire amare ***, allora fare del male vorrebbe dire "non amare ***" o ferirlo? Certo che no. Fare del male significa NUOCERE AGLI ALTRI.

Se io fossi *** e avessi creato il mondo, tutto sarebbe fatto DI ME che sono il bene, quindi sarebbe impossibile che non ce ne fosse.
Le condizioni ci sono, a dire il vero. Siamo poi noi che le roviniamo con le nostre ideologie bislacche e distruttive. Per fortuna ci sono anche le persone che rispondono ai bisogni altrui, e infatti Cristo nel discorso della montagna fu chiaro:

 


Beati gli operatori di pace,perché saranno chiamati figli di ***.

 


In questo versetto, tra l'altro, capiamo anche che la divinizzazione dell'uomo è proprio possibile dedicandosi strettamente al bisognoso.

 


Alcune tue affermazioni possono essere sbriciolate con i soli Vangeli, ma non leggendoli come testi religiosi, ma propriamente come materiale filosofico necessario per capire come agisce il *** di cui stiamo parlando.






Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: "Qual è il primo di tutti i comandamenti?". Gesù rispose: "Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro *** è l'unico Signore; amerai il Signore tuo *** con t
utto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi". Lo scriba gli disse: "Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici". Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: "Non sei lontano dal regno di ***". E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Mc 12,31

 




​


L'Uomo è nel suo Creatore esattamente come il Creatore è nella sua creatura.


Per questo che Gesù invitava ed invita ad amare il prossimo. Non perchè ci fosse un clima di tolleranza, ma perchè per amare *** bisogna farlo in modo completo (vedi quei "tutti" sottolineati? Chiariscono che non si può fare fifty fifty, altrimenti è come una diga danneggiata da una falla... prima o poi si rompe. Bisogna amare *** interamente e per farlo non puoi escludere nulla, per cui devi INCLUDERE il prossimo... fosse anche il tuo nemico).


 


Infatti quando dici:
Per logica, se fare del bene volesse dire amare ***, allora fare del male vorrebbe dire "non amare ***" o ferirlo? Certo che no. Fare del male significa NUOCERE AGLI ALTRI.

... è così invece (tranne per il fatto di ferire *** che è una cosa categoricamente impossibile, in quanto puro spirito e completo e immutabile. Insomma: Essere Assoluto).

*** è negli altri, per questo che il cristiano è chiamato ad amare il prossimo. Non per guardagnarsi il paradiso (che tanto non si guadagna), ma per stringere maggiormente un rapporto con ciò che è divino.

 


Fare del male signifca allontanarsi da ***, quindi non amarlo. Il malato, il bisognoso e il resto della categoria degli afflitti impersonificano Gesù Cristo. Aiutare loro è come farlo per Lui:
"In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me." Mt 25,40

*** non ne ha bisogno? Onestamente, fottesega. Le altre persone HANNO bisogno di bene, lui può fare quel che gli pare a mio avviso.
E infatti lo fa.


Ed è vero, le persone hanno bisogno di bene. Infatti hanno bisogno di ***. Tutti l'abbiamo bisogno ed è per questo che l'Uomo, per quanto abbia anche la libertà di distruggere, è tendente al bene.



Se così non fosse, non cercheremmo di autotutelarci, di fare leggi, di difendere l'innocente (quando lo riconosciamo), di mobilitarci verso il prossimo nelle catastrofi, e via dicendo.


 


Il compiere atti buoni ha un'origine: la capacità dell'Uomo di fare del bene perchè somigliante a ***. Non a caso l'
anima (che significa soffio, dal greco) è fatta di spirito (che significa soffio, in latino).


La stessa sostanza di ***.


 


*** plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.






Gen 2,7


 




​


Il soffio di *** è sempre ***. Quindi l'unica cosa che abbiamo di immortale, cioè l'essenza vitale (ergo: la vita), è uno "spicchio" di *** (che è sempre ***).


Ecco anche perchè la relazione tra Uomo e *** dovrebbe essere filiale-paterno.


 

 




 
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ah ora mi è tutto chiaro //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Scusa tanto, ma se il cittadino PER PRIMO non adempie al suo compito, COME FA a lamentarsi del fatto che lo stato non gli dà la corrente?

Sarebbe come entrare in un bar e aspettarsi che ti servano sapendo in anticipo quanto tu vuoi mangiare e senza aspettarsi soldi in cambio,

non avrebbe senso.

Io ho detto "non c'è giusto o sbagliato", ma IN QUESTO CONTESTO, è obiettivo di sicuro che la ragione ce l'ha l'ho stato a non dare a loro

la corrente se il cittadino non paga.

Le conclusioni non sono per niente le stesse.

---

Ovvio che non posso dire che Michele [che tra l'altro sarei io Michele, ma parliamone in terza persona] sarà per sempre buono, ma

in quel caso si è comportato bene con me, quindi è STATO BUONO. Non è bontà, ma questo non l'ho mai messo in dubbio.

---

Io *** lo considero come TUTTO, poi ovvio che ognuno è un individuo diverso, ma se prendi in considerazione l'idea che:

La bontà è ***.

E che: il male è l'assenza di ***, e quindi è una non-cosa, un'assenza,

arrivi a -> *** è tutto quello che c'è (dato che il male, in realtà, non ci dovrebbe essere)

Secondariamente: non si tratta di "libertà". Perché avresti anche ragione, io potrei decidere se seguire *** e fare del bene,

oppure non seguirlo e fare del male. A *** cosa cambierebbe? Assolutamente niente. Ma agli altri cambia tantissimo.

Come può *** permettere che io mi assumi la respondabilità del male che faccio ad un'altra persona?

Voglio dire: se *** ci obbligasse a fare solo del bene, non sarebbe un obbligo forzato, ma sarebbe NATURALE.

Esempio: Noi non possiamo, per nostra natura, fin'ora, volare. E perché? *** non ha voluto darcene la capacità? A dire il vero, in qualche modo sì.

Ma non è essenziale, e soprattutto non cambia al "prossimo".

Se noi potessimo solo amare, non avremo le "alternative" amare o non amare: ci sarebbe solo la prima. E quindi, non avendo a

disposizione LE SCELTE, non ci sarebbe neanche la FORZATURA sulle scelte, ce ne sarebbe solo una.

"Per questo che Gesù invitava ed invita ad amare il prossimo. Non perchè ci fosse un clima di tolleranza, ma perchè per amare *** bisogna farlo in modo completo"

Secondo me è egoismo. Se faccio del bene ad una persona lo faccio per fare del bene a quella persona, non a *** che è dentro di lui.

Come se faccio del male ad una persona lo faccio per fare del male a QUELLA PERSONA.

Se io fossi ***, mi importerebbe molto di più che ci fosse un clima di tolleranza e che tutti amassero il prossimo PER LORO STESSI piuttosto di farlo perché amino ME.

Sinceramente, chi dice questo è chi non capisce come agiscono il bene e il dolore sulle altre persone.

Perché nei campi di concentramento la gente scriveva sui muri "*** non esiste", oppure "Perché se *** esiste permette che succeda questo?"

Esattamente per questo motivo: chi soffre è la PERSONA, oltre che alla "parte di ***" che c'è in ognuno. *** non può farsi del male, per cui PERCHE' permette

a questa gente di soffrire? Come può prendersi questa responsabilità? Mandando Cristo a dirci "Non vi preoccupate, tanto quando sarete morti starete meglio"? Intanto la gente soffre però.

Potrei dire altro ma mi fermo qui altrimenti mi schifo troppo pensando a questo argomento.

---

L'uomo ha la tendenza al bene soltanto perché è uno come tanti. Ti sei mai chiesto perché, quando la gente sale al potere, cambia mentalità e diventa peggiore? Se ne avessimo la

possibilità e avessimo il potere, ci comporteremo da tiranni nei confronti di quelli che non potrebbero farci niente, ed è un dato di fatto. Perché un leone ammazza una gazzella più debole di lui?

Per ottenere benefici, ovvero la carne.Si chiama selezione naturale. Sarebbe la stessa cosa per gli uomini, se non per il fatto che il beneficio ovviamente non sarebbe la carne degli altri //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

"Il compiere atti buoni ha un'origine: la capacità dell'Uomo di fare del bene perchè somigliante a ***."

Questo è un tuo pensiero che ha origine dal tuo modo per essere religioso, e quindi la vedi così, e DEVI vederla così se sei cristiano, purtroppo però io mi baso su statistiche e su fatti accaduti.

Potrei aver detto qualche stronzata, ma sono le 4 di notte quindi perdonatemi :rickds:

PS. Ho quotato il tuo messaggio e, cristo, quanto tempo perdi per mettere corsivi, grassetti e numeri qua e là? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Vedo roba tipo:

(I)(/I) che non serve a niente :rickds:\ (le I fra parentesi graffe eh)

 
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sento bestemmie tutto il dì se devo sentirle pure qui tantovale che togliamo il regolamento e facciamo i seri //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png

ps: comunque secondo me il problema del topic "religioni" è che si vanno a fare discorsi su *** impreparati. E l'unico modo per prepararsi è avere un minimo di conoscenza del discorso sull'uomo, cosa che a dire il vero non ho mai visto salve due tre casi. Cioè qui

Secondo me è egoismo. Se faccio del bene ad una persona lo faccio per fare del bene a quella persona, non a *** che è dentro di lui.
per me è ingenuità pura. Si parte dalla premessa che esista amore incondizionato. Ora, non dico che non esista amore incondizionato ( a dire il vero è la mia idea ma bòn), ma è tutto da dimostrare che l'uomo ne sia capace, menchemai con le sue sole forze. Cioè parliamone! Una cosa del genere non è assolutamente marginale, se non si parte da sè per cercare di parlare con l'altro "capo" della corda della religio-ne da cosa si parte?

 
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sento bestemmie tutto il dì se devo sentirle pure qui tantovale che togliamo il regolamento e facciamo i seri //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png
ps: comunque secondo me il problema del topic "religioni" è che si vanno a fare discorsi su *** impreparati. E l'unico modo per prepararsi è avere un minimo di conoscenza del discorso sull'uomo, cosa che a dire il vero non ho mai visto salve due tre casi. Cioè qui

per me è ingenuità pura. Si parte dalla premessa che esista amore incondizionato. Ora, non dico che non esista amore incondizionato ( a dire il vero è la mia idea ma bòn), ma è tutto da dimostrare che l'uomo ne sia capace, menchemai con le sue sole forze. Cioè parliamone! Una cosa del genere non è assolutamente marginale, se non si parte da sè per cercare di parlare con l'altro "capo" della corda della religio-ne da cosa si parte?
Ascolta, prima decidi cosa fare della tua vita, e poi se ne parla. Leggere roba tipo questa:

"Si parte dalla premessa che esista amore incondizionato. Ora, non dico che non esista amore incondizionato ( a dire il vero è la mia idea ma bòn)"

Mi fa venire il latte alle ginocchia. "Mettiamo che esista. Non dico che non esiste. Però secondo me non esiste".

Tra l'altro se senti il bisogno di dire roba senza senso scrivitele in un diario e lasciami continuare la mia conversazione con Chen, che è senza dubbio più entusiasmante che parlare con te, dato che ogni volta che intervieni parli in sto modo, che a me fa girare i cogliòni.

 
Mi fa venire il latte alle ginocchia. "Mettiamo che esista. Non dico che non esiste. Però secondo me non esiste".

A me fa venire il latte alle ginocchia: "Esiste".

Se per credere a *** servirerebbero le prove, allora devi portare le prove per l'amore puro e incondizionato. E' filosofia, o logica, allo stato brado, se non sai farla non è un problema mio, è tuo. :wush:

Edit: Oh e per informazione non c'ho nessuna intenzione di fare il bullo su un forum, ma se non ti moderi un po' mi risulta difficile. Quindi prova a ritrovare un po' di equilibrio o fatti una bella spremuta o vedi tu perchè non ho nessunissima voglia di sorbirmi la tua frustrazione. Ma proprio 0. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif

Certo perchè uno si deve anche preparare su ste cose.
Si. Come con tutti gli argomenti di questa terra, temo.

 
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A me fa venire il latte alle ginocchia: "Esiste".Se per credere a *** servirerebbero le prove, allora devi portare le prove per l'amore puro e incondizionato. E' filosofia, o logica, allo stato brado, se non sai farla non è un problema mio, è tuo. :wush:

Edit: Oh e per informazione non c'ho nessuna intenzione di fare il bullo su un forum, ma se non ti moderi un po' mi risulta difficile. Quindi prova a ritrovare un po' di equilibrio o fatti una bella spremuta o vedi tu perchè non ho nessunissima voglia di sorbirmi la tua frustrazione. Ma proprio 0. //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/winks.gif

Si. Come con tutti gli argomenti di questa terra, temo.
L'amore incondizionato dovrebbe essere la CONSEGUENZA derivante dal fatto di avere *** dentro di noi, secondo i cristiani, non il contrario. Dire "la pallina è mia perché ce l'ho in mano" e dire "Ho in mano la pallina perché è mia" sono due cose completamente diverse.

Secondariamente, quello che si deve dare una calmata sei tu, ad ogni messaggio che non ti va a genio ti poni con questo tono sfotti-sfotti tranquillamente evitabile, non io.

Inoltre, mi rifiuto di rispondere ancora ad una persona che non sa nemmeno cos'è il congiuntivo. Ciao.

 
L'amore incondizionato dovrebbe essere la CONSEGUENZA derivante dal fatto di avere *** dentro di noi, secondo i cristiani, non il contrario. Dire "la pallina è mia perché ce l'ho in mano" e dire "Ho in mano la pallina perché è mia" sono due cose completamente diverse.
Ma che stai a dì. Io ti sto chiedendo se esiste l'amore incondizionato, io dico di no, tu parti dal fatto che sì, sei tu a dover portare l'onere della prova. Tutto li. E non sono io quello che sta con le antenne rizzate, visto che il primo a fare il bulletto qui non sono certo stato io //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

http://forum.spaziogames.it/board/showthread.php?t=299392&p=16486963&viewfull=1#post1648696

Tra l'altro se senti il bisogno di dire roba senza senso scrivitele in un diario e lasciami continuare la mia conversazione con Chen, che è senza dubbio più entusiasmante che parlare con te, dato che ogni volta che intervieni parli in sto modo, che a me fa girare i cogliòni.

Ah, e li non sto esprimendo un ipotesi ma una possibilità, il condizionale è giusto. Prima di fare il grammar nazi studiati l'italiano :rickds:

 
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Ma che stai a dì. Io ti sto chiedendo se esiste l'amore incondizionato, io dico di no, tu parti dal fatto che sì, sei tu a dover portare l'onere della prova. Tutto li. E non sono io quello che sta con le antenne rizzate, visto che il primo a fare il bulletto qui non sono certo stato io //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Ah, e li non sto esprimendo un ipotesi ma una possibilità, il condizionale è giusto. Prima di fare il grammar nazi studiati l'italiano :rickds:
"Se per credere a *** servissero delle prove", a casa mia

 
"Se per credere a *** servissero delle prove", a casa mia
Quella è un ipotesi, ma il condizionale va anche sulle possibilità e le condizioni:

"Non so se potrei andarci"

per fartelo più facile li sto dicendo: " Se è vero che per credere a *** servirebbero delle fantomatiche prove"... a mo di interrogativa indiretta

 
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Quella è un ipotesi, ma il condizionale va anche sulle possibilità e le condizioni:
"Non so se potrei andarci"




per fartelo più facile li sto dicendo: " Se è vero che per credere a *** servirebbero delle fantomatiche prove"... a mo di interrogativa indiretta
Sono due cose diverse, a parte che l'interrogativa indiretta non c'entra una fava, studiati il periodo ipotetico cristo. Poi sei tu che hai il coraggio di dire che prima di scrivere bisogna informarsi? Per piacere.

Spero che la gente passi di qui e leggendo i tuoi messaggi ti rida in faccia, ma stiamo andando OT, per cui mi ritiro.

 
http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1369.shtml

Riditi in faccia :rickds::rickds:

Ossia: quando il "se" introduce un'interrogativa indiretta, proprio come il "whether" inglese. Sul caso ben piú complesso del condizionale nella protasi del periodo ipotetico (comunque non facile da usarsi) è utile leggere anche una risposta dell'Accademia («Sulla sintassi del periodo ipotetico»), attualmente a pag. 6 delle "Domande ricorrenti". Vi è citato un bell'esempio di Galileo: «L’inappetenza è grande, nessuna cosa mi gusta, e se alcuna cosa mi gusterebbe, mi è del tutto proibita»: la spiegazione del prof. Nencioni è al solito mirabile per eleganza, chiarezza e concisione.

PS: E ti faccio presente che le bestemmie sono vietate dal regolamento, e 2.

 
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http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1369.shtml
Riditi in faccia :rickds::rickds:

PS: E ti faccio presente che le bestemmie sono vietate dal regolamento, e 2.

Messaggio

 


se+condizionale



La frase "Non so se potrei essere d'accordo" è corretta; il 'se' dipende dal verbo 'sapere' e non si tratta di una vero e proprio periodo ipotetico (se fossi ricco, smetterei di lavorare). Infatti il 'se' sostituisce il 'che' nella versione positiva della frase: "So che potrei (non) essere d'accordo". Non abbiamo quindi che fare con un 'se' ipotetico.


Come puoi vedere, sono due cose diverse. Nella tua frase originale, il SE non lo puoi sostituire con il CHE, al massimo lo puoi AGGIUNGERE, è ben diverso.

Secondariamente, non ho bestemmiato.

"La bestemmia è un'ingiuria o un epiteto offensivo riferito a una divinità che appartiene alla sfera del turpiloquio."

Trovo inutile ogni altro messaggio, se vuoi continuare fallo per PM che non ho proprio voglia di beccarmi altre sanzioni per ste cose.

 
I messaggi e le spiegazioni nel link sono più di una eh, inoltre il che è implicito nella frase "Se è vero che per credere in *** servirebbero delle prove", ho saltato il vero che perchè ho applicato un linguaggio colloquiale e non formale, infatti "Se per credere in *** servissero delle prove" non esprime affatto quello che voglio dire, perchè "Se per credere in *** servissero delle prove" sta a sottointendere che non credo che per credere in *** servano delle prove. Mentre quello che volevo intendere è mettendomi dalla parte di chi crede che per credere in *** servano delle prove, allora...




Finezze grammaticali che non siamo abituati a sentire, meno male che ci sono io va :pffs:

PS: quella li è una bestemmia, forse prima non lo sapevi (dove hai vissuto tutto questo tempo non lo so) ora che lo sai ti invito a ripeterla un'altra volta //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png Che faccia di bronzo //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/facepalm2.png

 
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Si. Come con tutti gli argomenti di questa terra, temo.
Mmm no, non credo: certe idee le assimiliamo semplicemente dalla nostra personalissima esperienza, sia che ci mostriamo come soggetti passivi che attivi in questa. Non penso davvero, a maggior ragione in questo caso, si possa parlare di preparazione, proprio perchè non c'è niente che ti possa realmente preparare ad affrontare un certo tipo di questioni. Anche perchè non è di certo un certamen tra chi ne sa di più: tutte le opinioni son valide, purché conservino una propria logica e non scadano in melliflue elucubrazioni.

Detto questo, per me *** è, ma non esiste. È perchè l'uomo è, perchè pensato; si discosta molto, a mio modo di vedere, da un concetto di idea platonica, sganciata dal mondo terreno ed eterna. In un certo senso quindi, penso che il concetto si distacchi dall'immaginario cristiano.

 
Mmm no, non credo: certe idee le assimiliamo semplicemente dalla nostra personalissima esperienza, sia che ci mostriamo come soggetti passivi che attivi in questa. Non penso davvero, a maggior ragione in questo caso, si possa parlare di preparazione, proprio perchè non c'è niente che ti possa realmente preparare ad affrontare un certo tipo di questioni. Anche perchè non è di certo un certamen tra chi ne sa di più: tutte le opinioni son valide, purché conservino una propria logica e non scadano in melliflue elucubrazioni.
Detto questo, per me *** è, ma non esiste. È perchè l'uomo è, perchè pensato; si discosta molto, a mio modo di vedere, da un concetto di idea platonica, sganciata dal mondo terreno ed eterna. In un certo senso quindi, penso che il concetto si distacchi dall'immaginario cristiano.
Cosa studi?

 
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