Alfano vieta le sparatorie nei film
No, purtroppo la fonte non è Lercio ma Il Secolo XIXAlfano vieta le sparatorie nei filmnov. 08 Notizie 1 comment
Poteva capitare solo in Italia, dove regna ancora una burocrazia fatta di regole astruse, proroghe insensate, scelte autolesioniste. La sapete l’ultima? Da ieri, anzi da mercoledì 5 per l’esattezza, le armi di scena sono bandite dai set cinematografici e televisivi. L’ha deciso una direttiva del ministero degli Interni, in assenza di nuovi regolamenti. Ergo: non si possono girare sparatorie, neanche impugnare pistole o fucili, che siano Beretta o Glock, Kalashnikov o M-16, Winchester o moschetti della Prima guerra mondiale.
A farne le spese, subito, le fiction d’azione che si stanno girando in questi giorni e utilizzano, appunto, armi di scena, cioè “inertizzate”, a salve: da “Suburra” a “Squadra antimafia Catturandi”, da “Il commissario Rex 8” a “Un passo dal cielo 3” e “Montalbano” . A febbraio, se non si risolve la questione, anche il nuovo 007 con Daniel Craig, da girare in parte in Italia, potrebbe subire intoppi. Uno dice: possibile? Possibile. Da anni i ministri ai Beni culturali invitano i produttori a puntare di nuovo sui cosiddetti generi, si rimpiangono le stagioni, più o meno gloriose, dei western-spaghetti e dei “poliziotteschi”.
Il successo di serie come “Romanzo criminale” o “Gomorra” sembrava aver riportato in auge alcuni mestieri del cinema, tra i quali il reparto tecnico armi & effetti speciali; invece adesso tutto si blocca, vai a sapere per quanto.
Impensabile una roba del genere negli Stati Uniti, in Francia, in Gran Bretagna.
Avverte un preoccupato comunicato di Anica e Apt, insomma la Confindustria del settore audiovisivo: «Le perdite economico-produttive che ne deriveranno al settore si annunciano ingenti. Tutto ciò a causa della legge che regolamenta la detenzione e l’uso delle armi a uso scenico, ne stabilisce i requisiti tecnici e indica le procedure per il relativo riconoscimento, ma con norme tecnicamente opinabili, oggettivamente inapplicabili e per di più con termini di attuazione perentori giunti oggi a scadenza». Esiste, allo stato attuale, un testo contenente la proroga dei termini, ma fermo da un mese nel suo iter promulgativo.

Ma questa è roba ai livelli di Alex l'ariete