PS4/PS5 The Witcher 3: Wild Hunt | Remastered e DLC in arrivo

Diciamo che, almeno secondo me, dopo la quest del barone la trama decolla.
Per carità nulla da togliere a quella parte, mi era piaciuta un casino :asd:
 
Chiedo anche qui. Sto rigiocando a The Witcher 3. Dovrei andare dalle
streghe, ma stavolta vorrei ottenere un particolare finale alla quest del Barone
Voglio che il Barone sopravviva. Il punto è che fino a qualche giorno fa pensavo che ci fossero solo due finali, ma ho letto che ce ne sono tre. Volevo chiedervi se vi risulta, perché il terzo finale prevede che io liberi lo spirito prima di andare per la prima volta dalle Megere. A quel punto i bambini dovrebbero riuscire a scappare, il villaggio dovrebbe essere distrutto dallo spirito e la moglie del Barone non subirebbe la maledizione.
Sarebbe di fatto il finale più positivo
Se non ricordo male
i tre finali comportano comunque un sacrificio o del Barone o della moglie o della figlia
 
Finchè non si arriva dal Barone il gioco non è iniziato :asd: Spiace che venga abbandonato dopo manco Bianco Frutteto che è il nulla in confronto ma evidentemente è il genere a non piacere.
Il Barone lo fatto e pure andato avanti ma il gioco risulta noioso uguale x me
 
Il Barone lo fatto e pure andato avanti ma il gioco risulta noioso uguale x me
Gusti. Ma se sei arrivato lì e non ti ha preso direi che è giusto mollarlo :asd:
 
Se non ricordo male
i tre finali comportano comunque un sacrificio o del Barone o della moglie o della figlia
Okay, grazie. Alla fine sto optando per un finale tradizionale.
Ho lasciato morire i bambini e intendo salvare il Barone, stavolta
Ma che gioco che è, The Witcher 3. Io davvero non posso non considerarlo uno tra i migliori di sempre. Ok, il bs è solo decente e il gioco ti indica dove andare, ma chissene. Narrativamente è qualcosa di fantastico, soprattutto per chi come me ha letto i libri. E poi c'è il gwent, che è un gioco nel gioco. Al momento sono nel Velen, un'area che adoro
 
Okay, grazie. Alla fine sto optando per un finale tradizionale.
Ho lasciato morire i bambini e intendo salvare il Barone, stavolta
Ma che gioco che è, The Witcher 3. Io davvero non posso non considerarlo uno tra i migliori di sempre. Ok, il bs è solo decente e il gioco ti indica dove andare, ma chissene. Narrativamente è qualcosa di fantastico, soprattutto per chi come me ha letto i libri. E poi c'è il gwent, che è un gioco nel gioco. Al momento sono nel Velen, un'area che adoro
Eeeeeeeeeeeeeee ancora devi vedere le impennate che prende e i DLCs :asd:
 
Non è vero. Puoi affrontare un gruppo di nemici semplici spammando il tasto d'attacco, ma non è ideale, se i nemici sono in "difesa" riescono per la maggior parte a parare gli attacchi (hanno una barra di stamina) e ti rendi vulnerabile agli attacchi alle spalle. Quando inizi ad affrontare nemici più complessi (come umani con scudi o con asce, che parano i colpi o contrattaccano), vincere spammando è impossibile. Devi certamente muoverti nel terreno di scontro usando la schivata e usare i segni. Alla difficoltà massima contro nemici del tuo livello. Ovviamente se i nemici sono di qualche livello inferiore, è anche normale sia più facile.

In ogni caso il combattimento non è il punto focale di The Witcher 3, e non è certo mediocre paragonato al resto degli ARPG.



Sono ripetitive nella loro struttura perchè non esistono classi attorno le quali le quest possono essere sviluppate. Ma non fanno pesare la ripetitività strutturale offrendo una enorme varietà contestuale, in termini di storia e dialogo. Ogni quest è diversa e particolare nel loro contesto, anche essere strutturalmente ripetitive.



Ma che significa vuoto? Ogni area del mondo di gioco ha i suoi insediamenti, perfettamente distanziati e credibili, con i loro NPC e le loro specifiche quest, che vanno da contratti alle quest più character driven. Di cosa dovrebbe essere riempito? Attività filler che non c'entrano nulla con Geralt?
[automerge]1608834959[/automerge]


Quen maxato era OP anche in TW2, specialmente se attivavi la variante elementale a Flotsam
Forse hai giocato una demo di w3 a facile perché delle cose che hai detto w3 non ne ha una. Se cominciamo a etichettare roba come the Witcher 3 un gioco mediocre è meglio cambiare hobbie :sisi:

Riguardo i combattimenti: hai scritto "Puoi affrontare un gruppo di nemici semplici spammando il tasto d'attacco, ma non è ideale".
Potrei pure non andare oltre, il fatto che non sia ideale non toglie che si può fare e questa è una grave mancanza del gioco, io mi son trovato in molti combattimenti a premere continuamente la stessa sequenza di tasti senza il benché minimo livello di sfida perché era la maniera più veloce di ammazzare un nemico.

Riguardo le quest: ritorno a ripetere quello che ho detto prima, che non è in contrasto con quello che dici te, le quest a livello di struttura sono tutte uguali. Poi il contesto può cambiare ma ciò non cambia il fatto che ci sono tre tipi di quest che si ripetono all'infinito.

Riguardo il mondo di gioco: non puoi interagire con gli NPC slegati dalle quest, metà mappa è una palude gigantesca, Novigrad è una bella vetrina ma anche lì l'interazione è praticamente inesistente. La mappa di The Witcher 3 serve solo per navigare da una quest all'altra, ed è proprio per questo che l'esplorazione è disincentivata da un level design focalizzato esclusivamente a questo scopo.

---

"Eh ma Assassin's Creed o gioco open world X ha quest/combattimenti/mappe/npc simili o peggiori", ovvio che ce li ha visto che da Origins in poi hanno copiato di sana pianta The Witcher 3 imitandone anche la struttura "rpg", scordandosi però di imitare i lati migliori della saga cioè la caratterizzazione dei personaggi e la narrazione delle quest, lati dove The Witcher 3 brilla davvero e può essere considerato un capolavoro secondo me. E questo vale per AC come per molti altri titoli open world.

Come dicevo nell'altro topic, TW3 è un'opera bellissima ma ha troppi difetti di gameplay per essere considerato un signor gioco ludicamente parlando. Non so se riesco ad esprimere bene la differenza tra i due concetti. Preso come opera The Witcher 3 è uno dei videogiochi più innovativi che ci siano mai stati, se prendiamo però in considerazione il gameplay è un gioco perfettamente nella media, nulla di più nulla di meno, con un open world fine a se stesso che poteva essere tagliato in favore di una struttura più lineare alla The Witcher 2 che, secondo me, avrebbe messo ulteriormente in risalto le qualità narrative del titolo.

Poi la storia può essere bella come vuoi, ma se devo passare 80 ore a fare sempre le stesse quest ripetute, a fare combattimenti premendo i soliti tre tasti in croce, a navigare il mondo di gioco solo per andare da A a B, dopo un po' comincio ad annoiarmi, ed infatti lo finii a fatica. Non a caso sono del parere che gli open world alla The Witcher 3 (con tutta la progenie di Assassin's Creed che ha generato) non dovrebbero esistere, dovrebbero essere titoli lineari, non giochi con mappe enormi che poi alla fine dei conti non servono assolutamente a nulla. Aggiungiamoci poi un combat system penoso (anche qui ci reinserisco gli AC) che ti fa passare la voglia di combattere mentre esplori la mappa ed ecco spiegato perché reputo questo titolo molto sopravvalutato lato gameplay.

The Witcher 3 secondo me riassume quello che sono diventati i videogiochi oggi, opere di intrattenimento che hanno raggiunto picchi artistici elevati ma che, allo stesso tempo, hanno smesso di assolvere la loro prerogativa più importante: far divertire.
 
The Witcher 3 secondo me riassume quello che sono diventati i videogiochi oggi, opere di intrattenimento che hanno raggiunto picchi artistici elevati ma che, allo stesso tempo, hanno smesso di assolvere la loro prerogativa più importante: far divertire.
Eppure mi sembra che i più si siano divertiti. Quindi forse il gioco lo fa comunque ma a te non piace e quindi non ti diverte. Il che è NORMALISSIMO (a me non divertono i Souls :asd: ), penso quindi sia un po' esagerato dire che questo gioco non è divertente, o comunque parlarne in generale :sisi:
 
Eppure mi sembra che i più si siano divertiti. Quindi forse il gioco lo fa comunque ma a te non piace e quindi non ti diverte. Il che è NORMALISSIMO (a me non divertono i Souls :asd: ), penso quindi sia un po' esagerato dire che questo gioco non è divertente, o comunque parlarne in generale :sisi:
Bhe si le mie sono opinioni personali, e mentirei se dicessi che non mi ha divertito per niente. Le prime 20 orette mi ha divertito, da Novigrad in poi invece ho cominciato ad accusare il colpo (a tal punto che lo abbandonai per un po' prima di completarlo).

Per quanto appunto le mie siano opinioni personali reputo che comunque questo titolo sia, per qualche motivo a me non chiaro, molto sopravvalutato. Possibile che una narrazione del genere possa far perdonare le gravi mancanze lato gameplay di cui il titolo soffre? Fosse stato un titolo alla Quantic Dreams lo avrei apprezzato molto di più, ma visto che il titolo è un action adventure con venature rpg lo valuto per quello che è, ed il lato action adventure è inutile girarci attorno ma è abbastanza mediocre.

Poi il fatto che in giro non ci siano tanti titoli migliori open world non rende l'esperienza più appagante ma solo più deprimente se dobbiamo pensare che questo è il meglio che il panorama videoludico attuale riesce ad offrire.
 
Potrei pure non andare oltre, il fatto che non sia ideale non toglie che si può fare e questa è una grave mancanza del gioco, io mi son trovato in molti combattimenti a premere continuamente la stessa sequenza di tasti senza il benché minimo livello di sfida perché era la maniera più veloce di ammazzare un nemico.

E' un GDR, il livello di sfida non dipende dalla complessità delle meccaniche di combattimento, ma dal livello tuo paragonato a quello dei nemici. Che poi non è che in termini di meccaniche sia al di sotto delle aspettative del genere di riferimento. Ci sono tanti ma tanti ARPG con combat system decisamente peggiori. Anzi, quello di The Witcher 3 è sicuramente tra i migliori.

ritorno a ripetere quello che ho detto prima, che non è in contrasto con quello che dici te, le quest a livello di struttura sono tutte uguali. Poi il contesto può cambiare ma ciò non cambia il fatto che ci sono tre tipi di quest che si ripetono all'infinito.

E' innegabile che lo sia. Ma sono un peso? Per me no, ogni quest, tranne forse un paio, mi ha perfettamente tenuto immerso nel mondo di gioco e nella fantasia di essere uno strigo. Non gliene posso nemmeno fare una colpa perchè The Witcher è piuttosto atipico, non è come altri GDR, dove puoi specializzarti in eloquenza o furtività. Non ci sono classi selezionabili, lo strigo è di per se, in termini ruolistici, una classe predefinita. Il quest design deve quindi lavorare sul'enfatizzare la fantasia dell'essere un mutante cacciatore di mostri prezzolato in un mondo che lo teme, ma disprezza perchè fa soldi sulle disgrazie altrue. Per me roba che può essere semplice, come la caccia ai mostri, è eseguita in maniera ottimale e migliorata rispetto ai predecessori.

Riguardo il mondo di gioco: non puoi interagire con gli NPC slegati dalle quest, metà mappa è una palude gigantesca, Novigrad è una bella vetrina ma anche lì l'interazione è praticamente inesistente. La mappa di The Witcher 3 serve solo per navigare da una quest all'altra, ed è proprio per questo che l'esplorazione è disincentivata da un level design focalizzato esclusivamente a questo scopo.

Non è un sandbox. Io reitero il discorso già fatto con Cyberpunk. Sandbox e open world non sono sinonimi. The Witcher 3 aveva il compito di trasporre l'universo di Sapkowski in forma videoludica in maniera credibile, dando al giocatore la possibilità di esplorarlo senza barriere. Quando mi affacciavo dalla torre del castello dei La Valette in The Witcher 2, o i monti nei dintorni di Vergen, mi chiedevo sempre come mi sarebbe piaciuto poter allontanarmi, continuare ad esplorare in maniera organica, senza barriere invisibili. The Witcher 3 ha offerto esattamente quell'esperienza che in molti chiedevano. L'open world deve servire come scenario credibile per le quest e per realizzare la fantasia d'essere uno strigo. Non mi serve a nulla parlare del tempo con NPC a caso.

Che poi non è esattamente vero perchè puoi interagire con i mercanti, i quali hanno anche linee di dialogo che non riguardano nè commercio nè quest, giocare a Gwent o le corse con i cavalli, o il pugilato.

The Witcher 3 secondo me riassume quello che sono diventati i videogiochi oggi, opere di intrattenimento che hanno raggiunto picchi artistici elevati ma che, allo stesso tempo, hanno smesso di assolvere la loro prerogativa più importante: far divertire.

Ci sta tutto che tu possa preferire la linearità per i titoli story driven. Però non posso concordare sul fattore divertimento, in quanto anch'esso soggettivo.

Cattura.png


Mentre altri tipi di sanbox che altre persone trovano molto divertenti, mi hanno piuttosto annoiato

Cattura1.png

[automerge]1608849913[/automerge]
ma visto che il titolo è un action adventure con venature rpg lo valuto per quello che è, ed il lato action adventure è inutile girarci attorno ma è abbastanza mediocre.

Perchè non è un Action/Adventure con venature RPG, ma un RPG con venature action. In termini di C&C The Witcher 3 è assolutamente impressionante, per essere open world. Solo New Vegas lo batte.
 
E' un GDR, il livello di sfida non dipende dalla complessità delle meccaniche di combattimento, ma dal livello tuo paragonato a quello dei nemici. Che poi non è che in termini di meccaniche sia al di sotto delle aspettative del genere di riferimento. Ci sono tanti ma tanti ARPG con combat system decisamente peggiori. Anzi, quello di The Witcher 3 è sicuramente tra i migliori.



E' innegabile che lo sia. Ma sono un peso? Per me no, ogni quest, tranne forse un paio, mi ha perfettamente tenuto immerso nel mondo di gioco e nella fantasia di essere uno strigo. Non gliene posso nemmeno fare una colpa perchè The Witcher è piuttosto atipico, non è come altri GDR, dove puoi specializzarti in eloquenza o furtività. Non ci sono classi selezionabili, lo strigo è di per se, in termini ruolistici, una classe predefinita. Il quest design deve quindi lavorare sul'enfatizzare la fantasia dell'essere un mutante cacciatore di mostri prezzolato in un mondo che lo teme, ma disprezza perchè fa soldi sulle disgrazie altrue. Per me roba che può essere semplice, come la caccia ai mostri, è eseguita in maniera ottimale e migliorata rispetto ai predecessori.



Non è un sandbox. Io reitero il discorso già fatto con Cyberpunk. Sandbox e open world non sono sinonimi. The Witcher 3 aveva il compito di trasporre l'universo di Sapkowski in forma videoludica in maniera credibile, dando al giocatore la possibilità di esplorarlo senza barriere. Quando mi affacciavo dalla torre del castello dei La Valette in The Witcher 2, o i monti nei dintorni di Vergen, mi chiedevo sempre come mi sarebbe piaciuto poter allontanarmi, continuare ad esplorare in maniera organica, senza barriere invisibili. The Witcher 3 ha offerto esattamente quell'esperienza che in molti chiedevano. L'open world deve servire come scenario credibile per le quest e per realizzare la fantasia d'essere uno strigo. Non mi serve a nulla parlare del tempo con NPC a caso.

Che poi non è esattamente vero perchè puoi interagire con i mercanti, i quali hanno anche linee di dialogo che non riguardano nè commercio nè quest, giocare a Gwent o le corse con i cavalli, o il pugilato.



Ci sta tutto che tu possa preferire la linearità per i titoli story driven. Però non posso concordare sul fattore divertimento, in quanto anch'esso soggettivo.

Cattura.png


Mentre altri tipi di sanbox che altre persone trovano molto divertenti, mi hanno piuttosto annoiato

Cattura1.png

[automerge]1608849913[/automerge]


Perchè non è un Action/Adventure con venature RPG, ma un RPG con venature action. In termini di C&C The Witcher 3 è assolutamente impressionante, per essere open world. Solo New Vegas lo batte.
Sono completamente d'accordo con quanto hai scritto, ed hai ragione, la mia delusione riguardo questo titolo è legata proprio alla mia concezione di open world = sandbox.

Faccio un esempio: ogni volta che gironzolavo per il Velen vedevo all'orizzonte questo albero immenso che mi incuriosiva molto. Alla fine la curiosità mi ha spinto ad andarci pensando di trovare chissà che cosa. Quindi ci vado e mi trovo davanti un draghetto di molti livelli sopra a me che svolazzava, comincio a combatterci e dopo molto tempo (ma senza troppi problemi) riesco ad ammazzarlo. Risultato? Niente, solamente qualche misero punto exp e basta.

Ora prendiamo Zelda Breath of the Wild, vedo una montagna innevata in lontananza e decido di andarci, ci metto un po' ad arrivare ma alla fine ce la faccio e, appena giunto in cima, scopro che la montagna non è disabitata ma che la punta è diventata la dimora di un drago afflitto da una maledizione. Cerco quindi di liberarlo da questa maledizione ed alla fine, dopo esserci riuscito, ricevo oggetti leggendari e degli item rari.

Ecco, per me un open world deve essere come BOTW, un gioco che mi spinge ad esplorare e che premia la mia esplorazione, cosa che purtroppo The Witcher 3 non fa. Poi per carità, mi rendo conto che BOTW sia proprio l'estrema sintesi di questo modo sandbox di concepire gli open world e che qualcosa del genere non sia possibile in tutti i titoli, però tra un TW3 ed uno Skyrim preferisco quest'ultimo tutta la vita e, non a caso, i TES sono proprio la mia saga videoludica preferita.

Per quanto mi renda conto che i miei siano gusti personali, allo stesso tempo reputo che un open world che non sia un minimo sandbox sia un open world un po' sprecato. è un'opinione estrema e capisco chi non la condivide però trovo che sia inutile avere a disposizione uno spazio dove poter giocare immenso se poi questo spazio risulta essere vuoto e poco interattivo.

Mentre devo dire che per quanto riguarda i libri hai ragione ed hai colto un punto che va a sicuramente a vantaggio di The Witcher 3, ho letto i primi tre della saga dello strigo ed effettivamente, per un fan della serie, poter impersonare i panni di Geralt in un mondo senza confini è sicuramente un'esperienza bellissima e molto appagante.
 
Sono completamente d'accordo con quanto hai scritto, ed hai ragione, la mia delusione riguardo questo titolo è legata proprio alla mia concezione di open world = sandbox.

Faccio un esempio: ogni volta che gironzolavo per il Velen vedevo all'orizzonte questo albero immenso che mi incuriosiva molto. Alla fine la curiosità mi ha spinto ad andarci pensando di trovare chissà che cosa. Quindi ci vado e mi trovo davanti un draghetto di molti livelli sopra a me che svolazzava, comincio a combatterci e dopo molto tempo (ma senza troppi problemi) riesco ad ammazzarlo. Risultato? Niente, solamente qualche misero punto exp e basta.

Ora prendiamo Zelda Breath of the Wild, vedo una montagna innevata in lontananza e decido di andarci, ci metto un po' ad arrivare ma alla fine ce la faccio e, appena giunto in cima, scopro che la montagna non è disabitata ma che la punta è diventata la dimora di un drago afflitto da una maledizione. Cerco quindi di liberarlo da questa maledizione ed alla fine, dopo esserci riuscito, ricevo oggetti leggendari e degli item rari.

Ecco, per me un open world deve essere come BOTW, un gioco che mi spinge ad esplorare e che premia la mia esplorazione, cosa che purtroppo The Witcher 3 non fa. Poi per carità, mi rendo conto che BOTW sia proprio l'estrema sintesi di questo modo sandbox di concepire gli open world e che qualcosa del genere non sia possibile in tutti i titoli, però tra un TW3 ed uno Skyrim preferisco quest'ultimo tutta la vita e, non a caso, i TES sono proprio la mia saga videoludica preferita.

Per quanto mi renda conto che i miei siano gusti personali, allo stesso tempo reputo che un open world che non sia un minimo sandbox sia un open world un po' sprecato. è un'opinione estrema e capisco chi non la condivide però trovo che sia inutile avere a disposizione uno spazio dove poter giocare immenso se poi questo spazio risulta essere vuoto e poco interattivo.

Mentre devo dire che per quanto riguarda i libri hai ragione ed hai colto un punto che va a sicuramente a vantaggio di The Witcher 3, ho letto i primi tre della saga dello strigo ed effettivamente, per un fan della serie, poter impersonare i panni di Geralt in un mondo senza confini è sicuramente un'esperienza bellissima e molto appagante.

TW3 in cui trovi un sacco di secondarie con un background spesso e volentieri di livello assurdo, eventi e mini quest, libri contenenti spezzoni di lore, un sacco di loot che va dagli schemi per i set ad armi/armature leggendarie, mostri "speciali", formule per pozioni/unguenti nuovi, potenziamenti di vario genere, nuovi sfidanti per il Gwent da cui puoi vincere nuove carte creando un "gioco nel gioco" (e si potrebbe pure andare avanti ) non premia l`esplorazione mentre BOTW dove il mondo di gioco tolti i santuari ( per di più segnati tutti sulla mappa ) e i ricordi che sono dieci scenette di 5 secondi non contiene altro che: campi Bobblin tutti uguali, forzieri contenenti solo lammerda e alla meglio qualche rupia, "boss" che sono di 3 tipi per tutto il gioco, ZERO secondarie che siano più di "raccogli 3000 cavallette" che poi oltretutto non portano comunque a niente e per conlcudere torri in pieno stile Ubisoft invece premia l`esplorazione :sisi: un conto è il divertimento soggettivo che si può avere esplorando grazie proprio alle possibilità che il gameplay ti offre ( nonostante fuori dai santuari siano tutte assolutamente fini a se stesse ) ma se parliamo di "incentivi/premi per esplorare" LOL ma neanche per idea, il mondo di BOTW a confronto è quanto di più spoglio e vuoto possa esistere


EDIT ah vero dimenticavo i 700/900 semi o quelli che sono :sisi: peccato che una volta maxato le varie borse ( cioè dopo averne ottenuti il 10% di quelli presenti nel gioco ) per il resto anche questi non ti danno ASSOLUTAMENTE niente se non un item del tutto inutile a fine raccolta :rickds:
 
Ultima modifica:
TW3 in cui trovi un sacco di secondarie con un background spesso e volentieri di livello assurdo, eventi e mini quest, libri contenenti spezzoni di lore, un sacco di loot che va dagli schemi per i set ad armi/armature leggendarie, mostri "speciali", formule per pozioni/unguenti nuovi, potenziamenti di vario genere, nuovi sfidanti per il Gwent da cui puoi vincere nuove carte creando un "gioco nel gioco" (e si potrebbe pure andare avanti ) non premia l`esplorazione mentre BOTW dove il mondo di gioco tolti i santuari ( per di più segnati tutti sulla mappa ) e i ricordi che sono dieci scenette di 5 secondi non contiene altro che: campi Bobblin tutti uguali, forzieri contenenti solo lammerda e alla meglio qualche rupia, "boss" che sono di 3 tipi per tutto il gioco, ZERO secondarie che siano più di "raccogli 3000 cavallette" che poi oltretutto non portano comunque a niente e per conlcudere torri in pieno stile Ubisoft invece premia l`esplorazione :sisi: un conto è il divertimento soggettivo che si può avere esplorando grazie proprio alle possibilità che il gameplay ti offre ( nonostante fuori dai santuari siano tutte assolutamente fini a se stesse ) ma se parliamo di "incentivi/premi per esplorare" LOL ma neanche per idea, il mondo di BOTW a confronto è quanto di più spoglio e vuoto possa esistere


EDIT ah vero dimenticavo i 700/900 semi o quelli che sono :sisi: peccato che una volta maxato le varie borse ( cioè dopo averne ottenuti il 10% di quelli presenti nel gioco ) per il resto anche questi non ti danno ASSOLUTAMENTE niente se non un item del tutto inutile a fine raccolta :rickds:
Preferisco un gioco con nemici tutti uguali che possono essere affrontati in decine di modi diversi che un gioco con decine di nemici diversi che devono essere affrontati tutti nello stesso modo.

Miei gusti ovviamente.
 
Ho concluso
tutte le missioni degne di nota nel Velen e a Novigrad. Adesso dovrei dirigermi verso le Skellige
Ora che lo sto rigiocando per la seconda volta, avendo anche alle spalle i libri, ho notato una contraddizione (una di quelle che potevano essere evitate, con un po' più d'attenzione)
I doppler, quando assumono le sembianze di qualcuno, ne acquisiscono anche i pensieri. Dudu si è trasformato in Ciri. Questo vuol dire che può conoscerne i pensieri e tutte le vicende che le sono accadute fino a quel momento. Ma non dice nulla a Geralt e agli altri. E a nessuno viene in mente di chiedergli informazioni. E' chiaro che in questo caso si è trattato di una dimenticanza degli autori del gioco.
 
Ho concluso
tutte le missioni degne di nota nel Velen e a Novigrad. Adesso dovrei dirigermi verso le Skellige
Ora che lo sto rigiocando per la seconda volta, avendo anche alle spalle i libri, ho notato una contraddizione (una di quelle che potevano essere evitate, con un po' più d'attenzione)
I doppler, quando assumono le sembianze di qualcuno, ne acquisiscono anche i pensieri. Dudu si è trasformato in Ciri. Questo vuol dire che può conoscerne i pensieri e tutte le vicende che le sono accadute fino a quel momento. Ma non dice nulla a Geralt e agli altri. E a nessuno viene in mente di chiedergli informazioni. E' chiaro che in questo caso si è trattato di una dimenticanza degli autori del gioco.
Si ma non è detto che lo abbiano evitato volontariamente per non modificare o semplificare troppo la struttura della trama.
Ma poi: possono conoscere i
pensieri attuali o anche lo storico
?
 
Si ma non è detto che lo abbiano evitato volontariamente per non modificare o semplificare troppo la struttura della trama.
Ma poi: possono conoscere i
pensieri attuali o anche lo storico
?
Anche i pensieri e le esperienze passate. Questo è quello che ho capito dai libri e anche dallo stesso The Witcher 3. Poi ci sarebbe anche la serie tv a confermarlo, ma quella forse è meglio non contarla :asd:
 
I doppler, quando assumono le sembianze di qualcuno, ne acquisiscono anche i pensieri.


Pensieri, intesi come sensazioni, emozioni in senso generale, ma non i ricordi. Almeno da quello che ricordo della storia in Novigrad de La Spada del Destino
 
Pensieri, intesi come sensazioni, emozioni in senso generale, ma non i ricordi. Almeno da quello che ricordo della storia in Novigrad de La Spada del Destino
Potrei in effetti sbagliarmi. I libri li ho letti qualche tempo fa :hmm:
 
Non ricordo quel particolare ma cercando in rete fra la wiki italianae quella ufficiale in inglese leggo che
prendono le sembianze e gli oggetti di coloro che copiano, non i ricordi. Non vengono mai nominati quelli. Da quello che ho capito riescono a sembrare uguali anche nel carattere perchè comprendono dopo la trasformazione com'è fatta la persona che copiano, quindi come dice moon knight è una questione di pensieri e sensazioni. Ora non so nel dettaglio ma mi sembra di capire che se la persona copiata adora la mela rispetto alla pera, anche il doppler avrà lo stesso gusto. Roba di questo tipo insomma :sisi:
 
Pubblicità
Pubblicità
Indietro
Top