Bagnai ed il suo amico MarcoNarcisi1 hanno bannato anche me per non aver capito una battuta che, tra l'altro, sosteneva la loro ironia.
Spiace perché se comincia a non riconoscere più i sostenitori dai detrattori vuol dire che è arrivato ad un punto di non ritorno.
E se blocca ciò che non capisce è ancora peggio.
È tutta fantasia, sono promesse che non verranno mantenute.
Tra 5 anni nulla di tutto ciò sarà realizzato.
Pensare che un robot faccia un intervento chirurgico quando non riesce ad aprire la maniglia di una porta o raccogliere un'arancia ha del comico.
Ti sto parlando di attuale sperimentazione.
Attuale.
Non 5 anni.
Oggi.
I robot che compiono interventi chirurgici sono sostanzialmente dei macchinari pilotati dagli stessi chirurghi, e poi non vedo perchè la componente umana dell' infermiere possa essere difficilmente rimpiazzabile mentre quella del medico no.
Parlavo specificatamente della chirurgia.
Ed ho parlato di robot comandati da IA, dove la parte umana è vincolata alla programmazione della macchina da parte di ingegneri e medici (oggi), un domani laureati in Medical Engineering and Medical Physics.
Riguardo il ML o, più genericamente, l'IA, dal mio punto di vista, ha ragione Bagnai quando dice che non si possono sapere oggi i bisogni di domani. Esempio: se durante la rivoluzione non industriale si pensava che le macchine avrebbero distrutto il lavoro, il periodo di maggiore benessere dell'umanità è proprio quello dove tutti avevano bisogno di macchine, ossia gli anni fra i '50 e i '70. E per macchine intendo tanto le automobili quanto macchine come elettrodomestici.
D'altra parte, è vero anche che bisognerà gestire la riconversione dal lavoro manuale al lavoro automatzzato perché ci sarà, probabilmente, una fase dove molti rimarranno disoccupati. E mi pare che Bagnai dica anche questo, fra l'altro.
La cosa importante, tuttavia, è che il punto sarà, come sempre nella storia chi avrà disponibilità delle tecnologie, se i capitalisti o i lavoratori. Ovviamente le due classi sociali hanno interessi diversi e i capitalisti faranno i propri a discapito di quelli dei lavoratori, come sempre. È da questo dato di fatto che occorre partire e non da una conclusione ipotizzata "l'intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro".
Fra l'altro, vorrei capire da dove si traggono le informazioni sull'intelligenza artificiale, se da pubblicazioni di un qualche tipo o da un generico "mio cugino dice che" aut similia.
Anche io condivido il parere di Bagnai. Tuttavia, lui parla esattamente come quelli che esordiscono con i loro discorsi con "non sono un economista ma...".
Pensa di poter giudicare il futuro con la storia ma, per quanto ciclica essa sia, siamo di fronte a qualcosa di mai visto ovvero la totale cancellazione del lavoro manuale, indipendentemente dal livello.
L'infermiere (ad oggi) non è sostituibile perché parte del suo lavoro e molta della sua capacità, deriva dall'empatia. E non è un caso che con il passare del tempo l'importanza di questa professione stia crescendo nel mondo dell'healthcare (scusate l'anglismo).
Per il medico è un aspetto ugualmente importante ma meno preso in considerazione ad oggi poiché questi passa poco tempo con il paziente, contrariamente a quello che fa invece l'infermiere.
Per rispondere alla tua frase Cart (che immagino sia rivolta al sottoscritto), parte del mio lavoro consiste nell'analizzare progetti dove ricchi capitalisti possono investire i loro soldi.
Quindi mi ritrovo spesso (e piuttosto volentieri) ad avere contatti diretti con chi programma e sperimenta certi tipi di strumenti e ad assistere ed interagire con ciò che propongono.
Prima di sbatterci il muso, pensavo che l'IA e la robotica fossero ad uno stadio abbastanza avanzato ma non sufficiente da essere considerata una rivoluzione dal punto di vista non tanto tecnologico quanto industriale. Credevo che la sua applicabilità fosse lontana.
Mi sbagliavo di brutto.